25/04/2012

Conosciamo la Genesi

Conosciamo la Genesi

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Antico Testamento                                            

Genesi 21

 

[1] Il Signore visitò Sara, come aveva detto, e fece a Sara come aveva promesso.[2] Sara concepì e partorì ad Abramo un figlio nella vecchiaia, nel tempo che Dio aveva fissato. [3] Abramo chiamò Isacco il figlio che gli era nato, che Sara gli aveva partorito. [4] Abramo circoncise suo figlio Isacco, quando questi ebbe otto giorni, come Dio gli aveva comandato.

 

[5] Abramo aveva cento anni, quando gli nacque il figlio Isacco. [6] Allora Sara disse: "Motivo di lieto riso mi ha dato Dio: chiunque lo saprà sorriderà di me!". [7] Poi disse: "Chi avrebbe mai detto ad Abramo: Sara deve allattare figli! Eppure gli ho partorito un figlio nella sua vecchiaia!". [8] Il bambino crebbe e fu svezzato e Abramo fece un grande banchetto quando Isacco fu svezzato.

 

[9] Ma Sara vide che il figlio di Agar l'Egiziana, quello che essa aveva partorito ad Abramo, scherzava con il figlio Isacco. [10] Disse allora ad Abramo: "Scaccia questa schiava e suo figlio, perché il figlio di questa schiava non deve essere erede con mio figlio Isacco". [11] La cosa dispiacque molto ad Abramo per riguardo a suo figlio.

 

[12] Ma Dio disse ad Abramo: "Non ti dispiaccia questo, per il fanciullo e la tua schiava: ascolta la parola di Sara in quanto ti dice, ascolta la sua voce, perché attraverso Isacco da te prenderà nome una stirpe. [13] Ma io farò diventare una grande nazione anche il figlio della schiava, perché è tua prole".

 

[14] Abramo si alzò di buon mattino, prese il pane e un otre di acqua e li diede ad Agar, caricandoli sulle sue spalle; le consegnò il fanciullo e la mandò via. Essa se ne andò e si smarrì per il deserto di Bersabea.[15] Tutta l'acqua dell'otre era venuta a mancare. Allora essa depose il fanciullo sotto un cespuglio

 

[16] e andò a sedersi di fronte, alla distanza di un tiro d'arco, perché diceva: "Non voglio veder morire il fanciullo!". Quando gli si fu seduta di fronte, egli alzò la voce e pianse. [17] Ma Dio udì la voce del fanciullo e un angelo di Dio chiamò Agar dal cielo e le disse: "Che hai, Agar? Non temere, perché Dio ha udito la voce del fanciullo là dove si trova.

 

 

[18] Alzati, prendi il fanciullo e tienilo per mano, perché io ne farò una grande nazione". [19] Dio le aprì gli occhi ed essa vide un pozzo d'acqua. Allora andò a riempire l'otre e fece bere il fanciullo. [20] E Dio fu con il fanciullo, che crebbe e abitò nel deserto e divenne un tiratore d'arco.[21] Egli abitò nel deserto di Paran e sua madre gli prese una moglie del paese d'Egitto.

 

 

 

08/04/2012

PASQUA DI RISURREZIONE DI NOSTRO SIGNORE GESU'

PASQUA DI RISURREZIONE DI NOSTRO SIGNORE GESU'

LA PAROLA DI OGGI                          

8  Aprile 2012  Pasqua di Risurrezione del Signore Anno B   P

 

Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto.

 

 

Vide,bende,terra,entrò,Giunse,seguiva,sudario,posto,capo,piegato,luogo,discepolo,giunto,sepolcro,credette,compreso,Scrittura,risuscitare,morti,

 

 

Vangelo  Gv (20, 1-9)

 

[1] Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand'era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro.

[2] Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: "Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!".

[3] Uscì allora Simon Pietro insieme all'altro discepolo, e si recarono al sepolcro. [4] Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro.

[5] Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò.[6] Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra,

[7] e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte.[8] Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.

[9] Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti.

 

 

02/04/2012

I Santi nostri intercessori

I Santi nostri intercessori

Creazione,letteraria,invenzione,sviluppo,tradizione,vide,luce,intorno,tomba,locale,esistita,realmente,Vita,opera,autore,racconta,passeggiata,deserto,compagnia,poetica,dubbio,lasciato,antichità,cristiana,

1 Aprile2012  Domenica

Santa Maria Egiziaca

 

Zosimo, ieromonaco di qualche laura palestinese, va, secondo l'abitudine, a trascorrere una parte della Quaresima nelle profondità del deserto. Credendo dapprima ad un'allucinazione si rende ben presto conto della realtà della sua visione: una forma femminile cui l'ardore del sole ha disseccato la pelle, senza altra veste che

 

la sua capigliatura bianca come la lana. Vedendo in questo incontro la volontà della Provvidenza, Zosimo cerca di avvicinarla e vi riesce solo sulla riva di un torrente, ma la sua interlocutrice non consente ad iniziaré ia conversazione prima che il monaco le abbia lanciato il suo mantello per coprire la sua nudità. Dopo essersi reciprocamente

 

benedetti si mettono a pregare e Zosimo vede Maria che levita nell'aria. Il monaco dubita allora di trovarsi di fronte ad una macchinazione diabolica, ma Maria lo tranquillizza chiamandolo per nome. Incitata da lui Maria comincia a raccontare la sua vita.Egiziana di origine, a dodici anni era fuggita dalla casa paterna per condurre

 

a suo agio ad Alessandria la vita di peccato che l'ardone dei suoi sensi reclamava. Per diciassette anni visse in questo stato. Un giorno, vedendo dei pellegrini che s'imbarcavano per Gerusalemme, spinta dalla curiorità ed in cerca di nuove avventure, si uní al gruppo, convinta che il suo fascino le avrebbe permesso

 

facilmente di pagarsi il prezzo del viaggio. I suoi piaceri ebbero termine a Gerusalemme il giorno della festa della Croce: ella voleva infatti come gli altri, entrare nella basilica, ma ogni volta che tentava di varcarne la soglia una forza interiore glielo impediva.A questo punto sentí il richiamo del Giordano.

 

Uscendo dalla città uno sconosciuto le diede tre pezzi d'argento che le sarebbero serviti. ad acquistare pani che dovevano essere il suo ultimo nutrimento terrestre duratole per almeno diciassette anni. Giunta a sera sulle rive del Giordano ed avendo scorto il santuario di S. Giovanni Battista, ella vi fece una visita per pregare e quindi

 

 

si recò al fiume per purificarsi. In seguito ricevette la Comunione eucaristica e con questo viatico iniziò il suo lungo cammino nel deserto cammino che al momento dell'incontro con Zosimo durava già da quarantasette anni.Giunta al termine del suo racconto autobiografico Maria pregò Zosimo di ritornare l'anno dopo, la sera del

 

giovedí santo in un luogo che ella gli indicò sulle rive del Giordano, per portarle l'Eucarestia. Zosimo fu fedele all'appuntamento e Maria traversò miracolosamente il fiume per raggiungere il monaco. Dopo essersi comunicata ed avere rinnovato l'appuntamento per l'anno successivo nel luogo del primo incontro presso il torrente, Maria riprese la sua marcia nel deserto.

 

Tornando l'anno dopo sulla riva del torrente Zosimo si credette da principio solo, poi scorse a terra il corpo di Maria morta, rivestito ancora del vecchio mantello da lui datole due anni prima. Una scritta sulla terra gli rivelò alcuni aspetti del mistero: "padre Zosimo sotterra il corpo dell'umile Maria; restituisci alla terra ciò che è della

 

terra, aggiungi polvere a polvere ed in nome di Dio prega per me; sono morta nel mese di pharmouti, secondo gli egiziani, che corrisponde all'aprile dei Romani, la notte della Passione del Salvatore, dopo aver partecipato al pasto mistico".Zosimo capí che Maria era già morta da un anno, il giorno stesso in cui le aveva dato la s. Comunione.

 

 Si mise subito all'opera per seppellire il corpo di lei, ma non aveva altro utensile che un pezzo di legno; aveva appena cominciato a scavare che ebbe la sorpresa di trovarsi a lato un leone che si dimostrò subito in grande familiarità con lui e che in breve tempo, su richiesta del monaco, scavò una fossa sufficiente a deporre Maria. Dopo

 

aver ricoperto di terra il corpo della santa, Zosimo ritornò al suo monastero, dove raccontò tutta la storia all'abbà Giovanni l'egumeno e ai suoi confratelli per loro edificazione.Tutti sono concordi nel vedere in questa storia soltanto una pia leggenda, come ha scritto H. Delehave: "una creazione poetica, senza dubbio fra le piú belle di quante ci abbia lasciato l'antichità cristiana".

 

Questa creazione letteraria, tuttavia, non è tutta pura invenzione, essa non è che lo sviluppo di una tradizione palestinese che vide la luce intorno alla tomba di una solitaria locale esistita realmente. In effetti, nella Vita di Ciriaco, opera di Cirillo di Scitovoli, l'autore racconta di una sua passeggiata nel deserto in compagnia di un certo abbà Giovanni.

29/03/2012

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

 

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LA PAROLA DI OGGI     

29  Marzo 2012  Giovedi  V di Quaresima Anno B   I Sett.

Vangelo  Gv (8, 51-59)

 

 

[51] In verità, in verità vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte". [52] Gli dissero i Giudei: "Ora sappiamo che hai un demonio. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: "Chi osserva la mia parola non conoscerà mai la morte".

 

[53] Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti; chi pretendi di essere?". [54] Rispose Gesù: "Se io glorificassi me stesso, la mia gloria non sarebbe nulla; chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: "È nostro Dio!",

 

[55] e non lo conoscete. Io invece lo conosco. E se dicessi che non lo conosco, sarei come voi, un mentitore; ma lo conosco e osservo la sua parola. [56] Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e se ne rallegrò".

 

[57] Gli dissero allora i Giudei: "Non hai ancora cinquant'anni e hai visto Abramo?". [58] Rispose loro Gesù: "In verità, in verità vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono". [59] Allora raccolsero pietre per scagliarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.

 

 

 

 

 

 

06/03/2012

I Santi nostri intercessori

I Santi nostri intercessori

 

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6  Marzo 2012  Martedi

Santa Coletta Boylet Vergine

 

Dopo essere stata tra le beghine e le terziarie francescane e aver tentato anche una esperienza da eremita, perché si sente chiamata alla riforma degli ordini religiosi istituiti da san Francesco e santa Chiara. Questa santa francescana, fu per molti aspetti una bambina prodigiosa e dotata di

 

straordinari carismi: della vita di questa suora, che con eroica fede compì le richieste di Dio, sono note le estasi, levitazioni, profezie, sguardo al cuore e rivelazioni sulla vita dei defunti nell’aldilà nonché sorprendenti miracoli, fra cui anche resurrezioni. Fu anche nota la sua straordinaria

 

volontà nel rispettare le originali leggi severe dell’ordine delle clarisse. Non può quindi stupire il fatto che, in tale esistenza, si siano verificate diverse volte interventi da parte degli angeli. Questa santa fu regalata ai suoi genitori, in quanto sua madre la ebbe quando aveva già 60 anni,

 

nonostante il suo desiderio di un figlio e anni di preghiera per averlo, non era mai stato mai esaudito. Dopo l’intercessione dell’allora tanto venerato S. Nicola di Bari, l’anziana signora il 13 gennaio1381 concepì la bambina, che chiamò, per ricordare il Santo, Nicoletta, abbreviata con Coletta. Il

 

luogo di nascita della santa Coletta fu Corbie nelle Fiandre, dove suo padre Roberto Boellet lavorava come carpentiere  nel monastero benedettino.Già da bambina, Coletta fu particolarmente seria e si impegnava in opere di carità e mortificazione. La ragazza, dopo varie esperienze religiose,

 

entrò, dopo la morte dei genitori, nel terzo ordine di S. Francesco, conducendo, in seguito, una vita di ancora maggiore abnegazione e penitenza. Dalla divina provvidenza le venne assegnato il compito di riformare l’ordine delle clarisse, la cui disciplina lasciava in alcune parti a

 

desiderare. Per questo scopo passò all’ordine delle clarisse e fece nel 1406 a Nizza, davanti a Papa Benedetto XIII (Petrus de Luma), la professione dei voti. Da egli ottenne tutti i permessi per le necessarie riforme dell’ordine. Noncurante di tutti gli ostacoli, riuscì a realizzarle, riportando

 

molti monasteri alla originale severità delle regole dell’ordine. Fondò inoltre 17 nuovi monasteri, le cui religiose si chiamano da allora ‘le colette’.Il francescano Pietro de Vaux, che la conosceva personalmente molto bene e che fu presente al momento della sua morte, il 6 marzo del

 

1447 a Gent (Belgio) racconta anche, oltre a tanti altri miracolosi eventi della vita di S. Coletta, di diverse apparizioni angeliche:  diversi benefattori di S. Coletta, attaccati nel peggior dei modi da persone di animo cattivo, furono, in seguito alle preghiere di S. Coletta, protetti e tutelati dagli angeli.

 

Anche lei stessa ricevette più di una volta l’aiuto e la protezione, tangibili e vistosi, degli angeli durante difficili prove ed afflizioni, soprattutto in momenti un cui fu perseguitata da spiriti maligni.Durante la morte di S. Coletta si sentì nei monasteri riformati e da lei particolarmente amati un

 

canto meraviglioso degli angeli, durante il quale uno di loro diffuse il messaggio: ”la venerabile suora Coletta è tornata dal Signore.” Una suora, avente anch’essa particolari virtù e carismi, vide, al momento della morte della S. Coletta, una grande schiera celeste,

 

 nel cui centro l’anima della defunta venne portata con meravigliose melodie alla beatitudine di Dio.Papa Pio VII santificò Coletta, che giustamente viene chiamata la seconda madre delle clarisse, il 24 maggio del 1807. Il suo corpo riposa a Poligny.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

01/03/2012

I Santi nostri intercessori

I Santi nostri intercessori

 

Celebrava,solennità,reazione,cancellò,papa,registro,tavolette,poggiato,altare,nomi,vescovi, benefattori,monaci,fece,corrompere,doni,rientrato,scomunicato,lotta,vide,contrapposte,Chiese,

1  Marzo 2012  Giovedi

 

San Felice III  Papa

 

S. Felice III succedendo a papa s. Simplicio (468-483) venne eletto nel marzo del 483 e dovette occuparsi subito e soprattutto dello scisma che susciterà il patriarca di Costantinopoli Acacio († 489), si era al tempo

 

dell’eresia monofisita (eresia cristologica del V secolo, che sosteneva l’esistenza in Cristo di una sola natura) e al nuovo papa giunse la notizia della pubblicazione dell’”Enotico”, da parte dell’imperatore d’Oriente

 

Zenone, (l’Enotico era una formula promulgata appunto dall’imperatore nel 482 dietro suggerimento di Acacio, per porre fine alle controversie tra cattolici e monofisiti e ristabilire l’unità religiosa, ma come spesso accade non soddisfece nessuno).

 

Inoltre il papa fu informato dei sotterfugi imperiali per negare la sede vescovile di Alessandria al vescovo cattolico Giovanni Talaia, per concederla al monofisita Pietro Mongo. Allora papa Felice III inviò in Oriente una delegazione, composta

 

da due vescovi Vitale e Miseno e il ‘defensor’ romano Felice, perché portassero le sue lettere ed argomentazioni all’imperatore e al patriarca Acacio, invitando quest’ultimo a dare spiegazioni sul suo comportamento contro Giovanni Talaia.

 

Ma i Legati pontifici si lasciarono invece corrompere, anzi furono presenti alla solenne celebrazione in cui il patriarca Acacio consacrò Pietro Mongo come vescovo di Alessandria.Il papa fu informato di ciò dai monaci Acemeti (Comunità di monaci bizantini fondati all’inizio del V secolo

 

da sant’Alessandro l’Acemeta, sulla riva asiatica del Bosforo; il loro nome significava “quelli che non dormono” per la continua preghiera fatta a turno giorno e notte) e al ritorno della sua delegazione si mostrò sdegnato e convocò un Concilio di 77 vescovi e il 28 luglio 484 scomunicò

 

 Acacio e lo depose dalla carica, perché non si era presentato a dare conto del suo operato.Questa sentenza fu portata poi in Oriente dal ‘defensor’ Tuto, il quale non potendola pubblicare in alcun modo, con l’aiuto dei monaci, fedeli a Roma, attaccò il documento al pallio patriarcale di

 

Acacio, mentre celebrava con solennità in S. Sofia.La reazione di Acacio fu che cancellò il nome del papa dai dittici (forma di registro con tavolette, poggiato sull’altare contenente i nomi dei vescovi e benefattori) e castigò i monaci, mentre ancora una volta, Tuto come i precedenti, si fece

 

corrompere dai doni bizantini e così rientrato a Roma, fu a sua volta scomunicato dal papa nel 485.La lotta che vide contrapposte le Chiese d’Oriente ed Occidente durò 35 anni, e che portò tante divisioni anche nei secoli successivi per altre eresie e scismi, continuò perché Felice III

 

impose al clero e fedeli di Costantinopoli ed Alessandria di disconoscere come loro vescovi Acacio e Pietro Mongo e pur essendo stati sostituiti, richiese ripetutamente all’imperatore Zenone e agli altri vescovi, che essi fossero condannati.

 

Fu impegnato a sostenere inoltre i vescovi dell’Africa, aggrediti dalle invasioni dei Vandali; approvò il Concilio africano del 467 ed emanò norme per ammettere alla Chiesa Cattolica tutti quelli che erano stati battezzati dagli eretici.

 

Morì il 1° marzo 492 e fu sepolto nella Basilica di S. Paolo a Roma, perché lì vi era la tomba di famiglia.

 

22/02/2012

Non sarà Catastrofe ma Liberazione

Non sarà Catastrofe ma Liberazione

Esultate,cieli,abitate,terra,mare,diavolo,precipitato,pieno,grande,furore,sapendo,resta, tempo,drago,vide,avventò,donna,partorito,figlio,maschio,andò,guerra,Dio,Gesù,spiaggia,

Apocalisse 12            

[12] Esultate, dunque, o cieli,e voi che abitate in essi.Ma guai a voi, terra e mare, perché il diavolo è precipitato sopra di voi pieno di grande furore, sapendo che gli resta poco tempo".[13] Or quando il drago si vide precipitato sulla terra, si avventò contro la donna che aveva partorito il figlio maschio.

 

[14] Ma furono date alla donna le due ali della grande aquila, per volare nel deserto verso il rifugio preparato per lei per esservi nutrita per un tempo, due tempi e la metà di un tempo lontano dal serpente. [15] Allora il serpente

 

vomitò dalla sua bocca come un fiume d'acqua dietro alla donna, per farla travolgere dalle sue acque.[16] Ma la terra venne in soccorso alla donna, aprendo una voragine e inghiottendo il fiume che il drago aveva vomitato dalla propria bocca. [17] Allora il drago si infuriò contro la donna

 

 e se ne andò a far guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù. [18] E si fermò sulla spiaggia del mare.

 

 

 

20/02/2012

I Santi nostri intercessori

I Santi nostri intercessori

 

dolcezza,benevolenza,fermezza,dottrinale,usurpatori,Chiesa,divenne,oggetto,gelosie, cattiva,luce,intimò,seguirlo,ricevuto,comunità,città,vide,costretto,emigrare,ritirarsi,

20  Febbraio 2012  Lunedi

 

Sant' Eucherio di Orleans Vescovo

 

 

 

Eucherio nacque a Orléans nel sec. VII da una potente famiglia merovingica. Sentendosi chiamato alla solitudine, chiese di essere ricevuto a Jumièges e vi passò sette anni. Ma a richiesta degli orleanesi e col consenso di Carlo Martello, successe, suo malgrado, a suo zio Savarico.

 

Dopo sei anni di episcopato improntato a dolcezza, a benevolenza e insieme a fermezza dottrinale verso gli usurpatori di beni della Chiesa, divenne oggetto di gelosie. Carlo Martello, dinanzi al quale lo si era messo in cattiva luce, gli intimò di seguirlo a Parigi, poi lo esiliò a Colonia.

 

Troppo ben ricevuto dalla comunità della città renana, egli si vide costretto a emigrare a Liegi, prima di ottenere finalmente il permesso di ritirarsi nell'abbazia di Saint-Trond nella diocesi di Maastricht. Ivi morì, secondo gli studi più recenti, nel 738.

 

 La leggenda gli attribuisce una visione in cui avrebbe avuto la rivelazione della dannazione di Carlo Martello. La sua festa è celebrata il 20 febbraio.

 

 

11/02/2012

Il Maestro Gesù che educa il suo popolo

Il Maestro Gesù che educa il suo popolo

Giunto,luogo,vide, passò,Invece,viaggio,passandogli,accanto,compassione,fasciò, ferite,versandovi,olio,vino,caricatolo,portò,locanda,giorno,seguente,estrasse,diede,

La Parabola del buon Samaritano

Luca (10,25-37)

 

[25] Un dottore della legge si alzò per metterlo alla prova: "Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?". [26] Gesù gli disse: "Che cosa sta scritto nella Legge? Che cosa vi leggi?".

 

[27] Costui rispose: "Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso".

 

[28] E Gesù: "Hai risposto bene; fà questo e vivrai".[29] Ma quegli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: "E chi è il mio prossimo?".[30] Gesù riprese: "Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei

 

briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. [31] Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall'altra parte.

 

[32] Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre.[33] Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione. [34] Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite   

 

versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. [35] Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all'albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che

 

spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno. [36] Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?".[37] Quegli rispose: "Chi ha avuto compassione di lui". Gesù gli disse: "Và e anche tu fà lo stesso".

 

 

 

 

27/12/2011

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

Chinatosi,vide,bende,terra,Pietro, seguiva,entrò,sepolcro,sudario,capo,piegato,luogo, discepolo,primo,credette, LA PAROLA DI OGGI      

27 Dicembre 2011  Martedì Ottava di Natale

VANGELO (Gv 20,2-8)

2] Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: "Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!".

[3] Uscì allora Simon Pietro insieme all'altro discepolo, e si recarono al sepolcro. [4] Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro.

[5] Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò. [6] Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra,

[7] e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte. [8] Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.