18/05/2012

Modello di diffusione di cultura di pace e fratellanza.

Modello di diffusione di cultura di pace e fratellanza.

Trova,minuto,pensare,pregare,ridere,tempo,essere,amico,strada,felicità,fame,amore, molto,difficile,rimuovere,pane,

Madre Teresa di Calcutta    

 

Trova un minuto per pensare, trova un minuto per pregare,

trova un minuto per ridere.

 

Trova il tempo di essere amico: è la strada della felicità

 

La fame d'amore è molto più difficile da rimuovere che la fame di pane.

 

17/05/2012

La Santa Vergine Maria ci parla ascoltiamo la sua voce come è dolce

La Santa Vergine Maria ci parla ascoltiamo la sua voce come è dolce

gamba,caduta,albero,frattura,ossa,cure,prescritte,tempo,lesione, ossea,consolidata,infezione,formata,possibile,sperare,consolidamento,rifiutò,riprese,

I MIRACOLI DI LOURDES

Pierre de RUDDER   

Nato il 2 luglio 1822 a Jabbeke, in Belgio. Guarito il 7 luglio 1875, all'età di 53 anni. Miracolo riconosciuto il 25 luglio 1908 da parte di S. Ecc. Mons. Gustave Waffelaert, Vescovo di Bruges. 

 

Questa guarigione, assai conosciuta, è stata l’oggetto di moltissime relazioni. Non è la prima guarigione avvenuta fuori di Lourdes,come abbiamo già detto: ma senza dubbio, è il primo miracolo avvenuto lontano, senza alcuna relazione con l’acqua della Grotta.

 

 Nel 1867, P. de RUDDER ebbe una gamba fracassata per la caduta di un albero. Conseguenza : frattura esposta delle due ossa della gamba sinistra, al terzo prossimale. Malgrado le cure prescritte, si dovette convenire, dopo un po' di tempo,

 

che la lesione ossea non si sarebbe mai consolidata. Per l’infezione sopraggiunta, si era formata una pseudo-artrosi a livello del punto di frattura, con eliminazione di sequestri, per cui non era possibile sperare in un consolidamento. P. de RUDDER rifiutò a più riprese

 

l’amputazione che i medici gli consigliavano, e dopo qualche anno essi l’abbandonarono, poiché si sentivano impotenti di fronte a questo infermo. Era in questo stato, quando 8 anni dopo l’incidente, il 7aprile 1875, P. de RUDDER decise di fare un pellegrinaggio ad

 

Oostacker, dove una riproduzione della Grotta di Lourdes era stata consacrata dalla pietà dei nostri vicini Belgi. Partito il mattino da Jabbeke come un invalido, non potendo appoggiarsi sulla gamba sinistra, egli vi ritornò la sera, senza stampelle, senza piaghe.

 

Il consolidamento osseo si era operato in qualche minuto, senza accorciamento dell’arto, senza deviazione dell’asse verticale: queste constatazioni furono fatte i giorni seguenti dai medici che avevano avuto occasioni di curarlo. P. de RUDDER, in seguito, riprese la sua vita abituale ed attiva.

 

Secondo quanto è a nostra conoscenza egli venne una sola volta a Lourdes, nel maggio 1881. Morì 23 anni dopo la sua guarigione, il 22 marzo 1898. Più tardi, e per poter meglio esprimere un giudizio, vennero esumate le ossa delle sue gambe. Esse permisero

 

l’osservazione della realtà obiettiva sia della lesione che della guarigione, come si può vedere, dalle copie di cui dispone l’Ufficio Medico oggi. Infine, 33 anni dopo (una specie di record!)

 

nel luglio 1908, il Vescovo di Bruges dichiara che bisogna vedere nella guarigione di Pierre de RUDDER, un miracolo attribuito a « un intervento di Dio, ottenuto per l’intercessione della Santissima Vergine Maria ». 

 

 

 

 

16/05/2012

I Santi nostri intercessori

I Santi nostri intercessori

 

Prete,riesce,tempo,gradi,doti,forza,esempio,ordinato,sacerdote,incendio,distrugge, case,cattedrale,chiese,comunità,eremita,città,lavora,ricostruire,sorpresa,fuggendo,

16 Maggio 2012  Mercoledi

Sant' Ubaldo di Gubbio Vescovo

 

Davvero non gli piacciono, questi canonici della cattedrale di San Mariano, in Gubbio: preghiera poca, penitenza meno ancora. Lo ospitano mentre pensa al sacerdozio, ma lì tira un’aria che può guastargli la vocazione. Così Ubaldo ritorna alla collegiata di San Secondo, dov’è stato già da ragazzo per i primi studi. (Nato in una famiglia di origine tedesca, ha perduto i genitori da bambino, e uno zio si è preso cura di lui).

 

 Per un breve periodo ha studiato a Fano, e poi è tornato stabilmente a Gubbio, che all’epoca è una città-stato tra le più potenti dell’Umbria.Nella collegiata di San Secondolo scopre Giovanni da Lodi, già monaco per quarant’anni a Fonte Avellana (Marche), poi vescovo di Gubbio per un anno solo, l’ultimo della sua vita. Prende Ubaldo come collaboratore e lo rimanda proprio a San Mariano, perché metta in riga

 

quei canonici bontemponi, anche se non è ancora prete. E lui ci riesce, col tempo e per gradi. Quei canonici, li raddrizza con le sue doti di persuasore e con la forza dell’esempio, al punto che sono poi loro a rieleggerlo priore per un decennio (e intanto è stato ordinato sacerdote). Intorno al 1125, però, un incendio distrugge molte case di Gubbio e la stessa cattedrale, sicché i canonici devono disperdersi presso altre chiese.

 

Non c’è più comunità: scoraggiato, Ubaldo pensa di farsi eremita, ma poi torna in città, lavora a ricostruire.Un anno dopo gli arriva la sorpresa: a Perugia è morto il vescovo, e al suo posto i perugini vogliono mettere lui. Reagisce fuggendo, arriva a Roma e supplica papa Onorio II di lasciarlo semplice prete. Per quella volta il Pontefice lo accontenta. Ma quando a Gubbio muore il vescovo, non sente più ragioni

 

e nomina lui a succedergli. Ora, altro che i canonici di SanMariano: le aspre divisioni tra le famiglie importanti accompagnano (e peggiorano) gli scontri nel clero, gli atti di indisciplina. Si arriva anche alle offese personali, fisiche, contro il vescovo. Lui risponde con la fiduciosa inalterabilità: mai impaurito, mai infuriato. E quando nelle liti cittadine si pone mano alle armi, è pronto a mettere in gioco persino la vita per fermarle.

 

Nel 1154 Gubbio è attaccata da una coalizione di città umbre capeggiate da Perugia, ne esce vittoriosa, e se ne dà merito alle preghiere del vescovo. Nel 1155 l’esercito di Federico Barbarossa dà fuoco a Spoleto e poi assedia Gubbio: Ubaldo corre dall’imperatore, si parlano, e l’assedio viene sciolto, la città è salva. In tutte queste crisi, Ubaldo chiama i cittadini alla preghiera, li fa sentire una cosa sola, li rassicura, evita il panico.

 

Una strategia della fiducia che fa di lui una sorta di baluardo per la città. E in morte gli si attribuiscono profezie, miracoli, lo si proclama patrono, e già nel 1192 il papa Celestino III lo canonizza. Il corpo, dapprima sepolto in cattedrale, nel 1194 viene trasferito in una chiesa sul monte Ingino.

 

Ogni anno Gubbio festeggia Ubaldo con solenni riti religiosi e con una manifestazione all’aperto che unisce fede, gioia e fantasia: la notissima “corsa dei ceri”, che sono tre “macchine” di legno con i loro portatori in costume, trascorrenti nelle vie cittadine a passo di corsa, per salire poi sul monte Ingino, il luogo che custodisce i resti del patrono.

 

 

 

15/05/2012

I Santi nostri intercessori

I Santi nostri intercessori

 

Via,voce,tempo,mietitura,grano,raccolto,aratura,pregava,ginocchio,angeli,lavoravano,posto,aratro,buoi,bracciante,uomo,fiducia,padrone,porta,casa,soldi,divide,poveri,moglie,vita,

15 Maggio 2012  Martedi

Sant' Isidoro l'agricoltore Laico

 

Nasce in una Spagna che per buona parte è in mano araba, e nell’infanzia sente raccontare le gesta di tre grandi condottieri. Ecco Alfonso VI il Bravo, re di Castiglia e di León, che ha conquistato tante città. E poi Yusuf ibn Tashufin, capo della dinastia musulmana degli Almorávidi, che ha sconfitto Alfonso nel 1081 e ha incorporato i domìni arabi di Spagna nel suo impero nordafricano.

 

Infine, c’è il condottiero dei condottieri, l’eroe nazionale Ruiz Díaz de Bivar detto il Cid, el que en buena çinxo espada (colui che in buon’ora cinse la spada).Isidoro non ha spada né cavallo. Orfano del padre fin da piccolo, va poi a lavorare la terra sotto padrone, nelle campagne intorno a Madrid. A causa della guerra, cerca rifugio e lavoro più verso nord, a Torrelaguna. E vi trova anche moglie: Maria Toribia, contadina come lui.

 

Isidoro è un credente schietto. Partecipa ogni giorno alla Messa mattutina, e durante la giornata lo si vede spesso appartato in preghiera. Questo gli tira addosso le accuse di altri salariati: ha poca voglia di lavorare, perde tempo, sfrutta le nostre fatiche. È già accaduto agli inizi, nelle campagne di Madrid; poi continua a Torrelaguna, e più tardi a Madrid ancora, quando lui vi ritorna alla fine dei combattimenti.

 

A queste accuse Isidoro non si ribella, ma neppure si piega. Il padrone è preoccupato, non si fida di lui? E allora sorvegli, controlli, verifichi i risultati del suo lavoro... E questo fa appunto il padrone, scoprendo che Isidoro ha sì perso tempo inginocchiandosi ogni tanto a pregare, ma che alla sera aveva mietuto la stessa quantità di grano degli altri. E così al tempo dell’aratura:

 

 tanta orazione pure lì, ma a fine giornata tutta la sua parte di terra era dissodata.

Juan de Vargas si chiama questo proprietario, che dapprima tiene d’occhio Isidoro con diffidenza; ma alla fine, toccata con mano la sua onestà, arriva a dire che quei risultati non si spiegano solo con la capacità di lavoro; ci sono anche degli interventi soprannaturali: avvengono miracoli, insomma, sulle sue terre.

 

E altri diffondono via via la voce: in tempo di mietitura, il grano raccolto da Isidoro veniva prodigiosamente moltiplicato. Durante l’aratura, mentre lui pregava in ginocchio, gli angeli lavoravano al posto suo con l’aratro e con i buoi. Così il bracciante malvisto diventa l’uomo di fiducia del padrone, porta a casa più soldi e li divide tra i poveri. Né lui né sua moglie cambiano vita:

 

è intorno a loro e grazie a loro che la povera gente incomincia a vivere un po’meglio. Nel tempo delle epiche gesta di tanti conquistatori, le imprese di Isidoro sono queste, fino alla morte. A volte certi suoi atti fanno pensare a Francesco d’Assisi. Per esempio, quando d’inverno si preoccupa per gli uccelli affamati: e per loro, andando al mulino con un sacco di grano, ne sparge i chicchi a grandi manciate sulla neve;

 

ma quando arriva al mulino, il sacco è di nuovo prodigiosamente pieno. Lavorare, pregare, donare: le sue gesta sono tutte qui, e dopo la morte lo rendono famoso come Alfonso il Bravo e come il Cid. Nel 1170 il suo corpo viene deposto nella chiesa madrilena di Sant’Andrea, e col tempo la sua fama si divulga in Spagna, nelle colonie spagnole d’America e in alcune regioni del Nord europa.

 

Nel 1622, Isidoro l’Agricoltore viene canonizzato da Gregorio XV (con Ignazio di Loyola e Francesco Saverio). Nel 1697 papa Innocenzo XII proclama beata sua moglie Maria Toribia. Le reliquie di sant’Isidoro si trovano ora nella cattedrale di Madrid.

 

 

 

 

12/05/2012

Conosciamo la Genesi

Conosciamo la Genesi

Capi,gregge,diede,alleanza, disparte,disse,Rispose,mano,valga,testimonianza,scavato, pozzo, luogo,chiamò,fecero,giuramento,Dio,eternità,forestiero,paese,molto,tempo,

Antico Testamento                                          

Genesi 21

[22] In quel tempo Abimèlech con Picol, capo del suo esercito, disse ad Abramo: "Dio è con te in quanto fai. [23] Ebbene, giurami qui per Dio che tu non ingannerai né me né i miei figli né i miei discendenti: come io ho agito amichevolmente con te, così tu agirai con me e con il paese nel quale sei forestiero".

 

[24] Rispose Abramo: "Io lo giuro". [25] Ma Abramo rimproverò Abimèlech a causa di un pozzo d'acqua, che i servi di Abimèlech avevano usurpato. [26] Abimèlech disse: "Io non so chi abbia fatto questa cosa: né tu me ne hai informato, né io ne ho sentito parlare se non oggi".

 

[27] Allora Abramo prese alcuni capi del gregge e dell'armento, li diede ad Abimèlech: tra loro due conclusero un'alleanza. [28] Poi Abramo mise in disparte sette agnelle del gregge. [29] Abimèlech disse ad Abramo: "Che significano quelle sette agnelle che hai messe in disparte?".

 

[30] Rispose: "Tu accetterai queste sette agnelle dalla mia mano, perché ciò mi valga di testimonianza che io ho scavato questo pozzo". [31] Per questo quel luogo si chiamò Bersabea, perché là fecero giuramento tutti e due.

 

[32] E dopo che ebbero concluso l'alleanza a Bersabea, Abimèlech si alzò con Picol, capo del suo esercito, e ritornarono nel paese dei Filistei. [33] Abramo piantò un tamerice in Bersabea, e lì invocò il nome del Signore, Dio dell'eternità. [34] E fu forestiero nel paese dei Filistei per molto tempo.

 

10/05/2012

Uomo e maestro di carità, di umiltà, di preghiera, di fede, assetato di Dio,servo dei servi di Dio.

Uomo e maestro di carità, di umiltà, di preghiera, di fede, assetato di Dio,servo dei servi di Dio.

Tempo,futuro,presente,tempi,passato,parte,eternità,conseguenza, riesce,trascorre,modo,dire,vera,causa,solo,realtà,ragione,tempo ,tende,

Sant'Agostino  

 

Che cosa è dunque il tempo? Se nessuno me ne chiede, lo so bene: ma se volessi darne spiegazione a chi me ne chiede, non lo so: così, in buona fede, posso dire di sapere che se nulla passasse, non vi sarebbe il tempo passato, e se nulla sopraggiungesse,

 

 non vi sarebbe il tempo futuro, e se nulla fosse, non vi sarebbe il tempo presente. Ma in quanto ai due tempi passato e futuro, in qual modo essi sono, quando il passato, da una parte, più non è, e il futuro, dall'altra, ancora non è?

 

 In quanto poi al presente, se sempre fosse presente, e non trascorresse nel passato, non più sarebbe tempo, ma sarebbe, anzi, eternità. Se, per conseguenza, il presente per essere tempo, in tanto vi riesce, in quanto trascorre nel passato,

 

 in qual modo possiamo dire che esso sia, se per esso la vera causa di essere è solo in quanto più non sarà, tanto che, in realtà, una sola vera ragione vi è per dire che il tempo è, se non in quanto tende a non essere? [...].

 

Uomo e maestro di carità, di umiltà, di preghiera, di fede, assetato di Dio,servo dei servi di Dio.

Uomo e maestro di carità, di umiltà, di preghiera, di fede, assetato di Dio,servo dei servi di Dio.

Tempo,futuro,presente,tempi,passato,parte,eternità,conseguenza, riesce,trascorre,modo,dire,vera,causa,solo,realtà,ragione,tempo ,tende,

Sant'Agostino  

 

Che cosa è dunque il tempo? Se nessuno me ne chiede, lo so bene: ma se volessi darne spiegazione a chi me ne chiede, non lo so: così, in buona fede, posso dire di sapere che se nulla passasse, non vi sarebbe il tempo passato, e se nulla sopraggiungesse,

 

 non vi sarebbe il tempo futuro, e se nulla fosse, non vi sarebbe il tempo presente. Ma in quanto ai due tempi passato e futuro, in qual modo essi sono, quando il passato, da una parte, più non è, e il futuro, dall'altra, ancora non è?

 

 In quanto poi al presente, se sempre fosse presente, e non trascorresse nel passato, non più sarebbe tempo, ma sarebbe, anzi, eternità. Se, per conseguenza, il presente per essere tempo, in tanto vi riesce, in quanto trascorre nel passato,

 

 in qual modo possiamo dire che esso sia, se per esso la vera causa di essere è solo in quanto più non sarà, tanto che, in realtà, una sola vera ragione vi è per dire che il tempo è, se non in quanto tende a non essere? [...].

 

09/05/2012

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

 

Tempo,vennero,Gesù,dissero,discepoli,tradizione,antichi, lavano,mani,rispose,Dio, detto,Onora,padre,madre,maledice,messo, morte,dice,aiutare,offerto,onorare,parola, nome,

LA PAROLA DI OGGI                                                                 

 

9 Maggio Mercoledi 2012  V Domenica di Pasqua Anno B    I Sett.

Vangelo  Gv (15, 1-8)

 

 

[1] In quel tempo vennero a Gesù da Gerusalemme alcuni farisei e alcuni scribi e gli dissero: [2] "Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Poiché non si lavano le mani quando prendono cibo!".

 

[3] Ed egli rispose loro: "Perché voi trasgredite il comandamento di Dio in nome della vostra tradizione? 4] Dio ha detto: Onora il padre e la madre e inoltre: Chi maledice il padre e la madre sia messo a morte.

 

[5] Invece voi asserite: Chiunque dice al padre o alla madre: Ciò con cui ti dovrei aiutare è offerto a Dio, [6] non è più tenuto a onorare suo padre o sua madre. Così avete annullato la parola di Dio in nome della vostra tradizione.

 

[7] Ipocriti! Bene ha profetato di voi Isaia, dicendo: [8] Questo popolo mi onora con le labbra ma il suo cuore è lontano da me.

08/05/2012

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

 

Tempo,vennero,Gesù,dissero,discepoli,tradizione,antichi, lavano,mani,rispose,Dio, detto,Onora,padre,madre,maledice,messo, morte,dice,aiutare,offerto,onorare,parola, nome,

LA PAROLA DI OGGI                                                                 

 

6 Maggio Domenica 2012  V Domenica di Pasqua Anno B    I Sett.

Vangelo  Gv (15, 1-8)

 

 

[1] In quel tempo vennero a Gesù da Gerusalemme alcuni farisei e alcuni scribi e gli dissero: [2] "Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Poiché non si lavano le mani quando prendono cibo!".

 

[3] Ed egli rispose loro: "Perché voi trasgredite il comandamento di Dio in nome della vostra tradizione? 4] Dio ha detto: Onora il padre e la madre e inoltre: Chi maledice il padre e la madre sia messo a morte.

 

[5] Invece voi asserite: Chiunque dice al padre o alla madre: Ciò con cui ti dovrei aiutare è offerto a Dio, [6] non è più tenuto a onorare suo padre o sua madre. Così avete annullato la parola di Dio in nome della vostra tradizione.

 

[7] Ipocriti! Bene ha profetato di voi Isaia, dicendo: [8] Questo popolo mi onora con le labbra ma il suo cuore è lontano da me.

 

 

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

 

Disse,Gesù,sono,via,verità,vita,viene,Padre,conoscete,conoscerete,veduto,Signore, mostraci,basta,rispose,tempo,sono,conosciuto,visto,dire,Mostraci,

LA PAROLA DI OGGI                                                                 

 

5 Maggio Sabato 2012  IV Domenica di Pasqua Anno B    IV Sett.

Vangelo  Gv (14, 7-14)

 

[7] Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto".[8] Gli disse Filippo: "Signore, mostraci il Padre e ci basta". [9] Gli rispose Gesù: "Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre?

 

[10] Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere. [11] Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse.

 

[12] In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre. [13] Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio.

 

[14] Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.

 

 

Tutti gli articoli