19/05/2012
Il Santo che imitando Gesù si spogliò di tutto per fare del bene ovunque
Il Santo che imitando Gesù si spogliò di tutto per fare del bene ovunque
S.Francesco d'Assisi
COLORO CHE NON FANNO PENITENZA.
Invece, tutti coloro che non vivono nella penitenza, e non ricevono il corpo e il sangue del Signore nostro Gesù Cristo, e compiono vizi e peccati, e che camminano dietro la cattiva concupiscenza e i cattivi desideri, e non osservano quelle cose che
hanno promesso, e servono con il proprio corpo il mondo, gli istinti della carne, le cure e le preoccupazioni del mondo le cure di questa vita, ingannati dal diavolo, di cui sono figli e ne compiono le opere, costoro sono ciechi, poiché non vedono la vera
luce, il Signore nostro Gesù Cristo. non posseggono la sapienza spirituale, poiché non hanno in se il Figlio di Dio, che è la vera sapienza del Padre. Di essi dice la Scrittura: " La loro sapienza è stata divorata". Essi vedono, conoscono, sanno e fanno il male e consapevolmente perdono le loro anime.
00:05 Scritto da: petroneluigi in Grandi Condottieri della Fede,Beati,Santi, | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: promesso, servono, corpo, mondo, istinti, cure, vita, ingannati, diavolo, figli, compiono, opere, ciechi, vedono, vera, luce, signore, gesù, cristo, sapienza, spirituale, male, perdono, anime | OKNOtizie |
Facebook
03/05/2012
I Santi nostri intercessori
I Santi nostri intercessori
3 Maggio 2012 Giovedi
Santi Filippo e Giacomo il Minore Apostoli
L'apostolo Filippo è probabile che pure fosse discepolo di Giovanni Battista. Fu comunque uno dei primi ad avvicinare Gesù. Filippo predicò il Vangelo prima nell'odierna Ucraina meridionale e poi nella Frigia. Sarebbe stato crocifisso col capo all'ingiù come S. Andrea a Gerapoli, capitale della regione. Pare che le sue reliquie siano state trasportate a Roma e composte con quelle di San Giacomo il Minore nella basilica dei Dodici Apostoli.
S. Giacomo era figlio di Alfeo e di Maria, cugina della S. Vergine. E' detto il Minore per distinguerlo da Giacomo "il Maggiore", chiamato almeno 6 mesi prima di lui alla sequela di Gesù. Dopo l'Ascensione fu designato vescovo di Gerusalemme. Secondo lo storico Flavio Giuseppe, Giacomo il Minore fu martirizzato nella Pasqua del 62 dal sommo sacerdote Anano il Giovane.
L'apostolo Filippo, come i due fratelli Pietro e Andrea, era originario di Betsaida, villaggio di pescatori situato sulla riva del lago di Genezareth in Galilea. E probabile che egli pure fosse discepolo di Giovanni Battista.Fu comunque uno dei primi ad avvicinare Gesù, che aveva di certo già conosciuto tramite il suo conterraneo Andrea. Dopo che il Signore gli aveva detto semplicemente:
"Seguimi!" fece subito un proselite. Avendo incontrato Natanaele, ovvero Bartolomeo, probabilmente alle porte di Cana, gli disse: "Abbiamo trovato colui del quale scrissero Mosè nella legge e i profeti, Gesù, figlio di Giuseppe, nativo di Nazareth". Gli rispose sfiduciato Natanaele: "Da Nazareth può venire qualcosa di buono?", Filippo, forse di indole fredda e pratica, si limitò a esortarlo: "Vieni e vedi" (Giov. 1, 43-46).
I Sinottici ci danno di Filippo esclusivamente il nome, che figura al quinto posto nell'elenco degli Apostoli. Dal Vangelo di S. Giovanni invece sembra che godesse di una speciale fiducia da parte del Maestro divino. Al momento della prima moltiplicazione dei pani gli disse il Signore: "Dove compreremo il pane per far
mangiare questa gente?". Questo lo diceva per provarlo, perché lui sapeva cosa stava per fare. Filippo gli rispose: "Duecento denari di pane non bastano neppure perché ne abbiano una briciola ciascuno". I 5.000 presenti furono sfamati con molto meno e cioè mediante cinque pani di orzo e due pesci che un ragazzetto aveva portato con sé (Giov. 6, 5-9).
Dopo il solenne ingresso di Gesù a Gerusalemme, alcuni greci, ovvero pagani passati al monoteismo, ma non ancora a tutti gli usi del giudaismo, si avvicinarono a Filippo e lo pregarono: "Signore, vorremmo vedere Gesù!". Filippo andò a dirlo ad Andrea, ed entrambi si presentarono a Gesù che rispose loro: "E venuta l'ora della glorificazione del Figlio dell'Uomo. In verità, in verità vi dico:
"Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, resta esso solo; ma se muore porta molto frutto. Chi ama la sua vita la perde, e chi odia la sua vita in questo mondo la custodirà per la vita eterna". (Ivi 12, 20-25). Nel discorso che Gesù rivolse agli apostoli dopo l'ultima cena, Egli asserì di conoscere il Padre e di averlo visto. Non comprendendo quel linguaggio, Filippo osò chiedergli "Signore, mostraci il Padre e ci basta".
Gli rispose il Signore: "E tanto tempo che sto con voi e non mi hai conosciuto? Filippo, chi ha visto me ha visto il Padre! E come dici tu: - Mostraci il Padre - ? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che vi dico, non le dico da me, ma il Padre fa le sue opere dimorando in me" (Giov 14,8-10). Il santo, come gli altri apostoli, avrebbe penetrato meglio il mistero trinitario soltanto alla discesa dello Spirito Santo nel giorno di Pentecoste.
Dopo l'Ascensione di Gesù al ciclo anche Filippo scelse una porzione del mondo greco-romano da guadagnare alla fede. L'interesse che il IV Vangelo dimostra per lui ha fatto supporre che egli fosse in modo particolare conosciuto dalle Chiese dell'Asia Minore per le quali soprattutto scriveva S. Giovanni. Secondo la tradizione Filippo predicò il Vangelo prima nella Scizia,
l'odierna Ucraina meridionale e poi nella Frigia. Sarebbe stato crocifisso col capo all'ingiù come S. Andrea a Gerapoli, capitale della regione. Pare che le sue reliquie siano state trasportate a Roma e composte con quelle di San Giacomo il Minore nella basilica dei Dodici Apostoli, fatta erigere a tre navate con mosaici da Pelagio I (+561), in memoria della cacciata dei Goti.
S. Giacomo era figlio di Alfeo e di Maria, cugina della S. Vergine (Mc 15, 40) e, quindi, parente del Signore. E' detto il Minore per distinguerlo da Giacomo "il Maggiore" più anziano di lui, chiamato almeno 6 mesi prima di lui alla sequela di Gesù. Era suo fratello l'apostolo Giuda Taddeo (Gd. 1,1) e, forse, anche l'apostolo Simone detto "lo Zelante" o "il Cananeo" e un certo Giuseppe (Mc 6, 3).
Soltanto negli Atti degli Apostoli Giacomo occupa una posizione di primo piano. Secondo S. Paolo fu favorito da Gesù risorto di una speciale apparizione (I Cor 15,17). Dopo l'Ascensione i suoi colleghi lo designarono vescovo di Gerusalemme dove, per trent'anni, godé sempre di una considerevole autorità. Quando S. Pietro fu liberato miracolosamente dal carcere, si recò nella casa di Maria,
la madre di S. Marco, e dopo aver narrato in qual modo il Signore lo aveva condotto fuori della prigione, ordinò ai presenti prima di fuggire in un altro luogo; "Comunicate ciò a Giacomo e ai fratelli" (Atti 12, 17). S. Paolo, tre anni dopo la sua conversione e la missione ricevuta dal Signore, salì a Gerusalemme per far visita a Cefa. "Non vidi nessun altro apostolo, confessa egli, tranne Giacomo, fratello del Signore" (Gal 1,19).
Dopo quattordici anni Paolo vi salì un'altra volta per esporre ai notabili il Vangelo che predicava ai gentili. "Avendo riconosciuto la grazia che mi era stata elargita, confessa egli, Giacomo, Cefa e Giovanni, che sono considerati le colonne, porsero la destra a me e a Barnaba in segno di comunione" (Ivi 2,9). Zelante nella sua austerità per le osservanze della legge mosaica, S. Giacomo poteva essere dipinto dai
giudaizzanti come avversario di Paolo (Ivi 2, 12), ma in realtà, prendendo nel concilio di Gerusalemme del 49-50 la parola in favore dell'apostolo delle genti, egli si mostrò assai condiscendente e largo di vedute riguardo ai pagani. "Io giudico, disse, che non bisogna inquietare quelli che si convertono a Dio dal gentilesimo, ma che si astengano dalle immondezze degli idoli,
dalla fornicazione, dagli animali soffocati e dal sangue" (Atti 15, 19 s.). Nel suo ultimo viaggio a Gerusalemme, S. Paolo si recò da Giacomo presso il quale si erano radunati tutti i presbiteri. "Egli raccontò una dopo l'altra le cose che Dio aveva compiuto tra i pagani mediante il suo ministero". Non poteva di certo il vescovo di Gerusalemme godere di tanta considerazione se non fosse stato uno dei Dodici, cioè un immediato discepolo del Signore.
Gli stessi giudei ebbero una grande venerazione per lui. Secondo Egesippo, uno dei più antichi scrittori cristiani, egli si conservò vergine. Nazireo, cioè consacrato a Dio fin dalla nascita, non si tagliò mai i capelli, non si rasò mai la barba, non fece mai uso di vino, di bagni, di olio per ungere le sue membra, non calzò sandali e usò soltanto vesti di lino.
Le sue prostrazioni a terra nella preghiera erano così frequenti che la pelle delle sue ginocchia si era indurita come quella del cammello. La sua eminente santità gli valse il soprannome di "giusto" per eccellenza. Secondo lo storico Flavio Giuseppe, Giacomo il Minore fu martirizzato nella Pasqua del 62 dal sommo sacerdote Anano il Giovane nell'intervallo trascorso tra la morte del procuratore Festo e l'arrivo del
successore Albino. Durante una sollevazione popolare istigata dagli scribi e farisei allarmati dal progresso che lo zelo di lui faceva compiere alla Chiesa di Gerusalemme, Giacomo fu precipitato dall'alto del Tempio. Il santo non morì in conseguenza di quella caduta. Anzi, in uno sforzo supremo, riuscì a mettere un ginocchio per terra e a invocare perdono per i suoi nemici. Dopo essere stato lapidato, un gualchieraio gli diede il colpo di grazia.
S. Giacomo ci ha lasciato in elegante stile una delle cosiddette epistole cattoliche perché inviata non ad una persona in particolare, ma alla comunità cristiana in generale. Essa fa parte degli scritti deuterocanonici della Bibbia. La lettera fu scritta dall'apostolo a Gerusalemme probabilmente prima del concilio e la diresse ai giudei convertiti, dispersi fra le nazioni pagane per confortarli
nella fede e invitarli a camminare sempre sulla retta strada. Essa ha per lo più un tono di esortazione simile a quello dei libri sapienziali, specialmente i Proverbi e l'Ecclesiastico. Nella lettera è inutile cercare un ordine logico perché le riflessioni si susseguono a piccoli quadri come sgorgavano dal cuore dell'apostolo.
Sostanzialmente egli dimostra che la vera gioia consiste nel sopportare tribolazioni, tentazioni e povertà; la vera religione nel fuggire l'ambizione, nel fare il bene e nel frenare la lingua; la vera sapienza nel tenere a bada le passioni, nel disprezzare le ricchezze e nell'esercizio della pazienza.
00:25 Scritto da: petroneluigi in I Santi del Giorno | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: dimostra, vera, gioia, consiste, sopportare, tribolazioni, tentazioni, povertà, religione, fare, fuggire, ambizione, bene, frenare, lingua, sapienza, tenere, passioni, disprezzare, ricchezze, esercizio, pazienza | OKNOtizie |
Facebook
01/05/2012
Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio
Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio
LA PAROLA DI OGGI
1 Maggio Martedi 2012 IV Domenica di Pasqua Anno B P
Vangelo Mt (13, 54-58)
[54] e venuto nella sua patria insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: "Da dove mai viene a costui questa sapienza e questi miracoli?
[55] Non è egli forse il figlio del carpentiere? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda?
[56] E le sue sorelle non sono tutte fra noi? Da dove gli vengono dunque tutte queste cose?". [57] E si scandalizzavano per causa sua. Ma Gesù disse loro: "Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua".
[58] E non fece molti miracoli a causa della loro incredulità.
30/03/2012
Una vita di preghiera straordinariamente intensa.
Una vita di preghiera straordinariamente intensa.Dai Detti di Sant'Antonio Abate
La bontà e la sapienza non si acquistano in un istante. Sono il frutto di oculati propositi, esercizi, esperienze, diuturno lavoro e di robusto desiderio del bene.
L'uomo puro che ama Dio ed ha vera conoscenza di Lui, non si da requie nel fare senza restrizioni ciò che a Lui piace. Tali uomini sono rari.
00:20 Scritto da: petroneluigi in I Padri della Chiesa | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: bontà, sapienza, acquistano, istante, frutto, propositi, esercizi, esperienze, lavoro, robusto, desiderio, bene, uomo, puro, ama, dio, conoscenza, restrizioni, piace, uomini, rari | OKNOtizie |
Facebook
26/03/2012
Viene come Madre per richiamare gli uomini alla conversione, alla preghiera e alla penitenza
Viene come Madre per richiamare gli uomini alla conversione, alla preghiera e alla penitenza
Appello alla Preghiera:Pregate! Pregate molto!
Questo appello ha avuto luogo nella seconda apparizione dell’Angelo.“Pregate, pregate molto!, dice l’Angelo ai bambini: I Cuori di Gesù e di Maria hanno su di voi disegni di misericordia. Offrite costantemente all’Altissimo preghiere e sacrifici.Questo appello ci rinnova il richiamo di Gesù: “Vegliate e pregate” (Mt 26,41).
La preghiera è necessaria a tutti. Possiamo pregare in molti modi: Con la preghiera vocale, con la preghiera mentale e persino facendo del nostro lavoro una preghiera. Dice suor Lucia: “ Durante il compimento dei nostri doveri dobbiamo cercare di renderci conto della presenza di Dio: pensare che Dio e il
nostro Angelo Custode sono accanto a noi e vedono ciò che facciamo e le intenzioni con le quali agiamo. Dobbiamo perciò santificare il nostro lavoro, il nostro riposo, il nostro nutrimento, le nostre divagazioni oneste, come se fossero un’orazione permanente. Sapendo che Dio è presente, ci basta
ricordarlo e ogni tanto rivolgergli qualche parola: sia d’amore Ti amo Signore! sia di ringraziamento Grazie Signore, per tutti i tuoi benefici! sia di supplica Signore, aiutami ad esserti fedele! Perdona i miei peccati, le mie ingratitudini,
le mie freddezze, le mie incomprensioni, le mie scivolate sia di lode Ti benedico Signore, per la tua grandezza, per la tua bontà, per la tua sapienza, per il tuo potere, per la tua misericordia, per la tua giustizia, per il tuo amore”.
00:20 Scritto da: petroneluigi in I "segreti" di Fatima | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: parola, amore, amo, signore, ringraziamento, grazie, benefici, supplica, fedele, perdona, peccati, freddezze, lode, bontà, sapienza, potere, misericordia, giustizia | OKNOtizie |
Facebook
19/03/2012
Perle inviateci da Dio
Perle inviateci da Dio
Proverbi 10
11 Fonte di vita è la bocca del giusto,la bocca degli empi nasconde violenza.12 L'odio suscita litigi,l'amore ricopre ogni colpa.13 Sulle labbra dell'assennato si trova la sapienza per la schiena di chi è privo di senno il bastone.
14 I saggi fanno tesoro della scienza,ma la bocca dello stolto è un pericolo imminente.15 I beni del ricco sono la sua roccaforte,la rovina dei poveri è la loro miseria.16 Il salario del giusto serve per la vita,
il guadagno dell'empio è per i vizi.17 È sulla via della vita chi osserva la disciplina,chi trascura la correzione si smarrisce.18 Placano l'odio le labbra sincere,chi diffonde la calunnia è uno stolto.
19 Nel molto parlare non manca la colpa,chi frena le labbra è prudente.20 Argento pregiato è la lingua del giusto,il cuore degli empi vale ben poco.21 Le labbra del giusto nutriscono molti,
gli stolti muoiono in miseria.22 La benedizione del Signore arricchisce,
non le aggiunge nulla la fatica.
15/03/2012
Una verità detta in poche parole
Una verità detta in poche paroleO anima mia, io t’ho dato il diritto di dire di no, come la tempesta, e di dire di sì, come dice di sì il cielo aperto.
Arrivare a Cristo è la sapienza massima d’ogni uomo.
07/03/2012
Perle inviateci da Dio
Perle inviateci da Dio
Proverbi 9
10 Fondamento della sapienza è il timore di Dio,la scienza del Santo è intelligenza 11 Per mezzo mio si moltiplicano i tuoi giorni,ti saranno aggiunti anni di vita.12 Se sei sapiente, lo sei a tuo vantaggio,se sei beffardo, tu solo ne
porterai la pena.13 Donna irrequieta è follia,una sciocca che non sa nulla.14 Sta seduta alla porta di casa,su un trono, in un luogo alto della città,15 per invitare i passanti che vanno diritti per la loro strada:
16 «Chi è inesperto venga qua!».E a chi è privo di senno essa dice:17 «Le acque furtive sono dolci,il pane preso di nascosto è gustoso».18 Egli non si accorge che là ci sono le ombre e che i suoi invitati se ne vanno nel profondo degli inferi.
00:20 Scritto da: petroneluigi in Religione Cattolica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: sapienza, timore, dio, scienza, santo, intelligenza, giorni, aggiunti, vita, sapiente, vantaggio, beffardo, porterai, pena, donna, irrequieta, follia, sciocca, seduta, porta, casa, trono, luogo, città | OKNOtizie |
Facebook
29/02/2012
Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio
Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio
LA PAROLA DI OGGI
29 Febbraio 2012 Mercoledi I di Quaresima Anno B I Sett.
Vangelo Lc (11,29-32)
[29] Mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: "Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato nessun segno fuorchè il segno di Giona.
[30] Poiché come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione. [31] La regina del sud sorgerà nel giudizio insieme con gli uomini
di questa generazione e li condannerà; perché essa venne dalle estremità della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, ben più di Salomone c'è qui. [32] Quelli di Nìnive sorgeranno
nel giudizio insieme con questa generazione e la condanneranno; perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, ben più di Giona c'è qui.
00:30 Scritto da: petroneluigi in Religione Cattolica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: folle, accalcavano, gesù, cominciò, dire, generazione, malvagia, segno, figlio, uomo, sarà, regina, sorgerà, giudizio, uomini, condannerà, estremità, terra, ascoltare, sapienza, insieme | OKNOtizie |
Facebook
23/02/2012
Una vita di preghiera straordinariamente intensa.
Una vita di preghiera straordinariamente intensa.Dai Detti di Sant'Antonio Abate
L'uso della facoltà di raggiungere la sapienza pura ci rende degni del nome di uomini. Trascurandola, siamo differenti dai bruti solo per la disposizione delle nostre membra
e il dono della loquela. L'uomo vero si renda consapevole della sua immortalità, sarà distaccato da quelle tendenze ignobili che conducono a morte.
00:22 Scritto da: petroneluigi in I Padri della Chiesa | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: facoltà, raggiungere, sapienza, rende, degni, uomini, trascurandola, differenti, disposizione, membra, uomo, consapevole, immortalità, distaccato, tendenze, ignobili.conducono, morte | OKNOtizie |
Facebook










































