03/03/2012
I Santi nostri intercessori
I Santi nostri intercessori
Santi Marino di Cesarea e Asterio Martiri
Allorché la pace vigeva per tutte le Chiese... ": con queste parole lo storico Eusebio inizia il racconto del martirio di Marino, nobile e ricco ufficiale dell'esercito imperiale, a Cesarea di Palestina. Il periodo di pace di cui
parla Eusebio è quello instaurato da Gallieno che nel 260 aveva emanato un editto di tolleranza per i cristiani. Evidentemente non tutti i magistrati ne condividevano la politica di distensione, se non mancarono episodi di intolleranza come
quello che ha per protagonisti il nobile Marino e il senatore Asterio, che il Martirologio Romano celebra oggi congiuntamente col titolo di martiri.Ecco il racconto di Eusebio. A Cesarea in Palestina era vacante un posto di centurione. Quel posto toccava a Marino.
La promozione gli era già stata notificata ed egli era in attesa della consegna della verga di vite, simbolo del grado di centurione romano. Altri però ambivano a quella promozione. Uno dei più ostinati pretendenti si fece avanti dichiarando in tribunale che a Marino, a norma di antiche leggi,
era vietato l'accesso a dignità romane, perchè essendo cristiano avrebbe rifiutato di sacrificare all'imperatore.Il giudice, un certo Acheo, infastidito da questo contrattempo, domandò a Marino quale fosse la sua religione. La risposta del soldato fu chiara e pronta: "Sono cristiano".
Il giudice gli diede tre ore di tempo per riflettere. Uscito dal tribunale, Marino incontrò il vescovo Teotecno, che, dopo essersi intrattenuto con lui, lo guidò per mano verso la Chiesa. Entrativi, il vescovo lo condusse ai piedi dell'altare.
Sollevandogli il mantello gli indicò la spada appesa al fianco e mostrandogli poi il Vangelo gli disse di scegliere. Marino non ebbe alcuna esitazione e scelse il libro della Sacra Scrittura. "Sii dunque di Dio, concluse il vescovo - sii con Dio e, forte nella grazia, consegui ciò che hai scelto. Va' in pace!".
Erano trascorse le tre ore. Marino, recatosi di nuovo al tribunale, davanti al giudice proclamò la sua fede "con ardire ancora più grande". Tanto bastò perché fosse condannato, seduta stante, alla pena capitale. La sentenza fu
eseguita immediatamente. Al martirio del giovane ufficiale era presente il senatore Asterio, che volle emularlo nel coraggio, caricandosi sulle spalle il corpo del martire per dargli degna sepoltura, ben sapendo che quel gesto l'avrebbe compromesso. Infatti - aggiunge Rufino, il traduttore di Eusebio - Asterio condivise quasi subito con Marino l'onore del martirio.
00:35 Scritto da: petroneluigi in I Santi del Giorno | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: eseguita, martirio, giovane, ufficiale, presente, senatore, coraggio, spalle, corpo, martire, sepoltura, sapendo, gesto, compromesso, traduttore, condivise, subito, onore | OKNOtizie |
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22/02/2012
Non sarà Catastrofe ma Liberazione
Non sarà Catastrofe ma LiberazioneApocalisse 12
[12] Esultate, dunque, o cieli,e voi che abitate in essi.Ma guai a voi, terra e mare, perché il diavolo è precipitato sopra di voi pieno di grande furore, sapendo che gli resta poco tempo".[13] Or quando il drago si vide precipitato sulla terra, si avventò contro la donna che aveva partorito il figlio maschio.
[14] Ma furono date alla donna le due ali della grande aquila, per volare nel deserto verso il rifugio preparato per lei per esservi nutrita per un tempo, due tempi e la metà di un tempo lontano dal serpente. [15] Allora il serpente
vomitò dalla sua bocca come un fiume d'acqua dietro alla donna, per farla travolgere dalle sue acque.[16] Ma la terra venne in soccorso alla donna, aprendo una voragine e inghiottendo il fiume che il drago aveva vomitato dalla propria bocca. [17] Allora il drago si infuriò contro la donna
e se ne andò a far guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù. [18] E si fermò sulla spiaggia del mare.
00:20 Scritto da: petroneluigi in Religione Cattolica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: esultate, cieli, abitate, terra, mare, diavolo, precipitato, pieno, grande, furore, sapendo, resta, tempo, drago, vide, avventò, donna, partorito, figlio, maschio, andò, guerra, dio, gesù, spiaggia | OKNOtizie |
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26/01/2012
I Santi nostri intercessori
I Santi nostri intercessori
26 Gennaio 2012 Giovedi
Timoteo, di padre pagano e di madre ebreo-cristiana, Eunice, fu discepolo e collaboratore di san Paolo e da lui preposto alla comunità ecclesiale di Efeso.
Tito, anch’egli compagno di san Paolo nell’attività missionaria, fu posto alla guida della Chiesa di Creta.
I due discepoli sono destinatari di tre lettere ‘pastorali’ dell’apostolo, che fanno intravedere i primi lineamenti dei ministeri nella Chiesa.
I due Santi sono frutto prezioso della predicazione e dell'opera del grande apostolo delle genti. Paolo li ha convertiti, se li è allevati con amore cristiano e paterno e ne ha fatto dei fari luminosi e delle guide per l'umanità.
Paolo incontra il giovane Timoteo per la prima volta a Listri; egli è figlio di una ebrea e di un pagano; è stato educato nel culto delle Sacre Scritture. Ascoltando l'apostolo e vedendo le opere straordinarie da lui compiute,
Timoteo si converte e viene battezzato da Paolo che lo prende con sé. Tutta la sua vita di giovane e di uomo sarà associata a quella di Paolo, di cui diventerà figlio, collaboratore, compagno di viaggio, confidente, amico, erede.
Tito è di famiglia greca, ancora pagana, ed è convertito dall'apostolo in uno dei suoi viaggi apostolici; viene ben presto scelto da Paolo come collaboratore, compagno e fratello nell'apostolato.
Attraverso Timoteo e Tito l'apostolo ha potuto incarnare quello che è il centro della sua particolare predicazione: la fede in Cristo libera dalla legge, anche se la salvezza viene dai giudei, dalla stirpe di Davide. Ciò che fa la vera elezione è una buona coscienza e la fede in Dio
realizzata con le opere della carità. È un concetto ignoto al mondo pagano e ignorato dagli ebrei che fanno dipendere la salvezza dalla circoncisione prescritta da Mosè.Paolo circoncide il discepolo Timoteo e non circoncide l'altro discepolo Tito,
che pure porta con sé a Gerusalemme davanti al Concilio degli apostoli. Così nei suoi due collaboratori Paolo circoncisione e gli uomini della non-circoncisione; gli uomini della legge e gli uomini della fede.
Paolo ha scritto due Lettere a Timoteo e una a Tito quando questi discepoli erano uno vescovo di Efeso e l'altro di Creta. Sono le uniche Lettere della Scrittura indirizzate a un individuo, con annotazioni molto personali, ricche di ripetizioni e di abbandono,
quasi che il vecchio Paolo, mentre istruisce, si confidi e si compiaccia dei giovani rampolli; i quali non l'hanno deluso, fedeli nel servizio, attingendo forza nella grazia che è in Cristo Gesù, rimanendo saldi in quello che avevano imparato e di cui erano convinti, ben sapendo da chi l'avevano appreso.
00:37 Scritto da: petroneluigi in I Santi del Giorno | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: vecchio, mentre, istruisce, confidi, compiaccia, giovani, rampolli, deluso, fedeli, servizio, attingendo, forza, grazia, cristo, gesù, imparato, convinti, sapendo, appreso | OKNOtizie |
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