01/04/2012
Burla della gente
Burla della gente
Fino al mezzogiorno i dolori fisici di Gesù vanno uniti alle burla della gente (quelli che passavano), dei sacerdoti, dei crocifissi con lui.
«Salvati»: colui che predicò la perdita della vita come salvezza non scende dalla croce. Se l´avesse fatto sarebbe stato un uomo credibile, non il salvatore.
Meditazione
Meditazione

L´indicazione di tempo situa il fatto il mercoledì prima del venerdì, il 15 del mese di Nissan, quando cadeva la pasqua (Numeri 28,16). La morte di Gesù é decisa, quello che manca é l´inganno, già che i capi dei sacerdoti e i maestri della legge sono confusi a causa della popolarità di Gesù.
Passione di Cristo
Passione di Cristo

PASSIONE SECONDO MARCO ANNO B II SETT
Lettura e comprensione della Parola
Dal Vangelo secondo Marco (14,1-15,47)
14 1 Mancavano due giorni alla Pasqua e agli Azzimi, e i capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di catturare Gesù con un inganno per farlo morire. 2 Dicevano infatti: «Non durante la festa, perché non vi sia una rivolta del popolo».3 Gesù si trovava a Betania, nella casa di Simone il lebbroso. Mentre era a tavola, giunse una donna che aveva un vaso di alabastro, pieno di profumo di
puro nardo, di grande valore. Ella ruppe il vaso di alabastro e versò il profumo sul suo capo. 4 Ci furono alcuni, fra loro, che si indignarono: «Perché questo spreco di profumo? 5 Si poteva venderlo per più di trecento denari e darli ai poveri!». Ed erano infuriati contro di lei. 6 Allora Gesù disse: «Lasciatela stare; perché la infastidite? Ha compiuto un´azione buona verso di me. 7 I poveri
infatti li avete sempre con voi e potete far loro del bene quando volete, ma non sempre avete me. 8 Ella ha fatto ciò che era in suo potere, ha unto in anticipo il mio corpo per la sepoltura.9 Inverità io vi dico: dovunque sarà proclamato il Vangelo, per il mondo intero, in ricordo di lei si dirà anche quello che ha fatto».10 Allora Giuda Iscariota, uno dei Dodici, si recò dai capi dei sacerdoti per
consegnare loro Gesù. 11 Quelli, all´udirlo, si rallegrarono e promisero di dargli del denaro. Ed egli cercava come consegnarlo al momento opportuno.12 Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolavala Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiarela Pasqua?».13 Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città
e vi verrà incontro un uomo con una brocca d´acqua; seguitelo. 14 Là dove entrerà, dite al padrone di casa: ”Il Maestro dice: Dov´è la mia stanza, in cui io possa mangiarela Pasquacon i miei discepoli?”. 15 Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi». 16 I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararonola Pasqua.
17 Venuta la sera, egli arrivò con i Dodici. 18 Ora, mentre erano a tavola e mangiavano, Gesù disse: «In verità io vi dico: uno di voi, colui che mangia con me, mi tradirà».19 Cominciarono a rattristarsi e a dirgli, uno dopo l´altro: «Sono forse io?».20 Egli disse loro: «Uno dei Dodici, colui che mette con me la mano nel piatto. 21 Il Figlio dell´uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai
a quell´uomo, dal quale il Figlio dell´uomo viene tradito! Meglio per quell´uomo se non fosse mai nato!».22 E, mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo».23 Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. 24 E disse loro: «Questo è il mio sangue dell´alleanza, che è versato per molti.25 In
verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».26 Dopo aver cantato l´inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. 27 Gesù disse loro: «Tutti rimarrete scandalizzati, perché sta scritto: ”Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse”. 28 Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea».29 Pietro gli disse: «Anche se tutti si scandalizzeranno, io no!».
30 Gesù gli disse: «In verità io ti dico: proprio tu, oggi, questa notte, prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai».31 Ma egli, con grande insistenza, diceva: «Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò».Lo stesso dicevano pure tutti gli altri. 32 Giunsero a un podere chiamato Getsemani, ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedetevi qui, mentre io prego».33 Prese con sé
Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. 34 Disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate».35 Poi, andato un po´ innanzi, cadde a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse via da lui quell´ora. E diceva: 36 «Abbà! Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu».
37 Poi venne, li trovò addormentati e disse a Pietro: «Simone, dormi? Non sei riuscito a vegliare una sola ora? 38 Vegliate e pregate per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole».39 Si allontanò di nuovo e pregò dicendo le stesse parole. 40 Poi venne di nuovo e li trovò addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti, e non sapevano che cosa rispondergli.
41 Venne per la terza volta e disse loro: «Dormite pure e riposatevi! Basta! E´ venuta l´ora: ecco, il Figlio dell´uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori. 42 Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».43 E subito, mentre ancora egli parlava, arrivò Giuda, uno dei Dodici, e con lui una folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. 44 Il
traditore aveva dato loro un segno convenuto, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta». 45 Appena giunto, gli si avvicinò e disse: «Rabbí» e lo baciò.
46 Quelli gli misero le mani addosso e lo arrestarono. 47 Uno dei presenti estrasse la spada, percosse il servo del sommo sacerdote e gli staccò l´orecchio. 48 Allora Gesù disse loro: «Come se
fossi un brigante siete venuti a prendermi con spade e bastoni. 49 Ogni giorno ero in mezzo a voi nel tempio a insegnare, e non mi avete arrestato. Si compiano dunque le Scritture!». 50 Allora tutti lo abbandonarono e fuggirono. 51 Lo seguiva però un ragazzo, che aveva addosso soltanto un lenzuolo, e lo afferrarono. 52 Ma egli, lasciato cadere il lenzuolo, fuggì via nudo.
53 Condussero Gesù dal sommo sacerdote, e lá si riunirono tutti i capi dei sacerdoti, gli anziani e gli scribi. 54 Pietro lo aveva seguito da lontano, fin dentro il cortile del palazzo del sommo sacerdote, e se ne stava seduto tra i servi, scaldandosi al fuoco. 55 I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza contro Gesù per metterlo a morte, ma non la trovavano. 56 Molti
infatti testimoniavano il falso contro di lui e le loro testimonianze non erano concordi. 57 Alcuni si alzarono a testimoniare il falso contro di lui, dicendo: 58 «Lo abbiamo udito mentre diceva: ”Io distruggerò questo tempio, fatto da mani d´uomo, e in tre giorni ne costruirò un altro, non fatto da mani d´uomo”». 59 Ma nemmeno così la loro testimonianza era concorde.60 Il sommo sacerdote,
alzatosi in mezzo all´assemblea, interrogò Gesù dicendo: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». 61 Ma egli taceva e non rispondeva nulla.Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò dicendogli: «Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?».62 Gesù rispose: «Io lo sono!E vedrete il Figlio dell´uomo seduto alla destra della Potenza e venire con le nubi del cielo».
63 Allora il sommo sacerdote, stracciandosi le vesti, disse: «Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? 64 Avete udito le bestemmia; che ve ne pare?».Tutti sentenziarono che era reo di morte. 65 Alcuni si misero a sputargli addosso, a bendargli il volto, a percuoterlo e a dirgli: «Fa' il profeta!».E i servi lo schiaffeggiavano.66 Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una delle giovani
serve del sommo sacerdote 67 e, vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo guardò in faccia e gli disse: «Anche tu eri con il Nazareno, con Gesù».68 Ma egli negò dicendo: «Non so e non capisco che cosa dici». Poi uscì fuori verso l´ingresso e un gallo cantò. 69 E la serva, vedendolo, ricominciò a dire ai presenti: «Costui è uno di loro».70 Ma egli di nuovo negava.Poco dopo i presenti dicevano
di nuovo a Pietro: «E´ vero, tu certo sei uno di loro; infatti sei Galileo».71 Ma egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quest´uomo di cui parlate».72 E subito, per la seconda volta, un gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola che Gesù gli aveva detto: «Prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai». E scoppiò in pianto.
15 1 E subito, al mattino, i capi dei sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, dopo aver tenuto consiglio, misero in catene Gesù, lo portarono via e lo consegnarono a Pilato.2 Pilato gli domandò: «Tu sei il re dei Giudei?».Ed egli rispose: «Tu lo dici».3 I capi dei sacerdote lo accusavano di molte cose. 4 Pilato lo interrogò di nuovo dicendo: «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!».
5 Ma Gesù non rispose più nulla, tanto che Pilato rimase stupito.6 A ogni festa, egli era solito rimettere in libertà per loro un carcerato, a loro richiesta. 7 Un tale, chiamato Barabba, si trovava in carcere insieme ai ribelli che nella rivolta avevano commesso un omicidio. 8 La folla, che si era radunata, cominciò a chiedere ciò che egli era solito concedere. 9 Pilato rispose loro: «Volete che io
rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?».10 Sapeva infatti che i capi dei sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. 11 Ma i capi dei sacerdoti incitarono la folla perché, piuttosto, egli rimettesse in libertà per loro Barabba. 12 Pilato disse loro di nuovo: «Che cosa volete dunque che io faccia di quello che voi chiamate il re dei Giudei?».13 Ed essi di nuovo gridarono: «Crocifiggilo!».
14 Pilato diceva loro: «Che male ha fatto?».Ma essi gridarono più forte: «Crocifiggilo!».15 Pilato volendo dare soddisfazione alla folla, rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso 16 Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la truppa. 17 Lo vestirono di porpora, intrecciarono una corona di
spine e gliela misero attorno al capo. 18 Poi presero a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!».
19 E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano davanti a lui. 20 Dopo essersi fatti beffe di lui, lo spogliarono della porpora e gli fecero indossare le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.
21 Costrinsero a portare la sua croce un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo. 22 Condussero Gesù al luogo del Golgota, che significa «Luogo del cranio», 23 e gli davano vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese. 24 Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse ciò che ognuno avrebbe preso.
25 Erano le nove del mattino quando lo crocifissero. 26 La scritta con il motivo della sua condanna diceva: «Il re dei Giudei». 27 Con lui crocifissero anche due ladroni, uno a destra e uno alla sua sinistra.29 Quelli che passavano di là lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Ehi, tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, 30 salva te stesso scendendo dalla croce!».
31 Così anche i capi dei sacerdote, con gli scribi, fra loro si facevano beffe di lui e dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! 32 Il Cristo, il re d´Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo!».E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano.33 Quando fu
mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. 34 Alle tre, Gesù gridò a gran voce: «Eloí, Eloí, lemá sabactani?»,che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?».
35 Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Ecco, chiama Elia!».36 Uno corse ad inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere».
37 Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.38 Il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. 39 Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: «Davvero quest´uomo era Figlio di Dio!». 40 Vi erano anche alcune donne, che osservavano da lontano, tra le quali Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Ioses, e Salome, 41 le quali,quando
era in Galilea, lo seguivano e lo servivano, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme.
42 Venuta ormai la sera, poiché era la Parasceve, cioè la vigilia del sabato, 43 Giuseppe di Arimatea, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anch´egli il regno di Dio, con coraggio andò da Pilato e chiese il corpo di Gesù. 44 Pilato si meravigliò che fosse giá morto e, chiamato il
centurione, gli domandò se era morto da tempo. 45 Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe. 46 Egli allora, comprato un lenzuolo, lo depose dalla croce, lo avvolse con il lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare una pietra all´entrata del sepolcro.
47 Maria di Magdala e Maria madre di Ioses stavano ad osservare dove veniva posto.
13:17 Scritto da: petroneluigi in Pasqua | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: addormentati, dormi, vegliare, vegliate, pregate, entrare, tentazione, spirito, pronto, debole, pregò, parole, occhi, pesanti, dormite, riposatevi, mani, peccatori, tradisce, folla, spade, bastoni, capi, sacerdoti, anziani | OKNOtizie |
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24/03/2012
Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio
Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio
LA PAROLA DI OGGI
24 Marzo 2012 Sabato IV di Quaresima Anno B IV Sett.
Vangelo Gv (7, 40-53)
[40] All'udire queste parole, alcuni fra la gente dicevano: "Questi è davvero il profeta!". [41] Altri dicevano: "Questi è il Cristo!". Altri invece dicevano: "Il Cristo viene forse dalla Galilea? [42] Non dice forse la Scrittura che il Cristo verrà dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il
villaggio di Davide?". [43] E nacque dissenso tra la gente riguardo a lui.
[44] Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno gli mise le mani addosso. [45] Le guardie tornarono quindi dai sommi sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: "Perché non lo avete condotto?".
[46] Risposero le guardie: "Mai un uomo ha parlato come parla quest'uomo!". [47] Ma i farisei replicarono loro: "Forse vi siete lasciati ingannare anche voi? [48] Forse gli ha creduto qualcuno fra i capi, o fra i farisei?
[49] Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!". [50] Disse allora Nicodèmo, uno di loro, che era venuto precedentemente da Gesù:
[51] "La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?".
[52] Gli risposero: "Sei forse anche tu della Galilea? Studia e vedrai che non sorge profeta dalla Galilea". [53] E tornarono ciascuno a casa sua.
00:30 Scritto da: petroneluigi in Religione Cattolica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: gente, conosce, legge, maledetta, gesù, giudica, uomo, ascoltato, sapere, studia, sorge, profeta, casa, udire, parole, cristo, scrittura, stirpe, villaggio, mani, guardie, sacerdoti | OKNOtizie |
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12/03/2012
I Santi nostri intercessori
I Santi nostri intercessori
12 Marzo 2012 Lunedì
San Luigi Orione Sacerdote e fondatore
Il beato Luigi Giovanni Orione, nacque a Pontecurone nella diocesi di Tortona, il 23 giugno 1872 da onesti e semplici genitori, in particolare la madre fu una saggia educatrice e gli fu di valido aiuto nelle sue future attività con i ragazzi. Lavorò nei campi nella sua fanciullezza, frequentando
un po’ di scuola e dedito alle pratiche religiose. A 13 anni entrò fra i Frati Minori di Voghera, purtroppo a causa di una grave polmonite, dovette ritornarsene in famiglia. Ristabilitasi, aiutò il padre nella selciatura delle strade, esperienza che gli risulterà molto utile per comprendere le
sofferenze e la mentalità degli operai. Nel 1886 entrò nell’oratorio di Torino diretto da s. Giovanni Bosco, ove rimarrà per tre anni, l’insegnamento ricevuto e l’esperienza vissuta con il santo innovatore, non si cancellò più dal suo animo, costituendo una direttiva essenziale per le
sue future attività in campo giovanile. Inaspettatamente lasciò i salesiani e nel 1889 entrò nel seminario di Tortona per studiare filosofia per due anni, al termine del corso, proseguì gli studi teologici, alloggiando in una stanzetta sopra il duomo, nel quale prestava servizio per le Messe; riceveva
anche un piccolo compenso per le sue necessità. Nel duomo ebbe l’opportunità di avvicinare i ragazzi a cui impartiva lezioni di catechismo, ma la sua angusta stanzetta non bastava, per cui il vescovo, conscio dell’importanza dell’iniziativa, gli concesse l’uso del giardino del vescovado.
Il 3 luglio 1892, il giovane chierico Luigi Orione, inaugurò il primo oratorio intitolato a s. Luigi; l’anno successivo riuscì ad aprire un collegio detto di s. Bernardino, subito frequentato da un centinaio di ragazzi. Il 13 aprile 1895, venne ordinato sacerdote, celebrando la prima Messa fra
i suoi ragazzi, che nel frattempo si erano trasferiti nell’ex convento di S. Chiara. Attorno a lui si riunirono altri sacerdoti e chierici, formando il primo nucleo della futura congregazione; si impegnò con tutte le sue forze in molteplici attività: visite ai poveri ed ammalati, lotta contro la
Massoneria, diffusione della buona stampa, frequenti predicazioni, cura dei ragazzi. Si precipitò a soccorrere le popolazioni colpite dal terremoto del 1908 a Messina e Reggio Calabria, inviando nelle sue Case molti orfani, divenne il centro degli aiuti sia civili che pontifici. Papa Pio X gli
diede l’incarico, che durò tre anni, di vicario generale della diocesi di Messina. Stessa operosità dimostrò negli aiuti ai terremotati della Marsica nel 1915, accogliendo altri orfani, a cui diede come a tutti, il vivere, l’istruzione, il lavoro. Se s. Giovanni Bosco fu l’esempio per l’educazione
dei ragazzi, s. Giuseppe Benedetto Cottolengo fu l’esempio per le opere di carità; girò varie volte l’Italia per raccogliere vocazioni e aiuti materiali per la sue molteplici Opere. Per curare tante attività, fondò la Congregazione dei Figli della Divina Provvidenza e le Piccole Missionarie
della Carità; dal lato spirituale e contemplativo, fondò gli Eremiti della Divina Provvidenza e le Suore Sacramentine, a queste due Istituzioni ammise anche i non vedenti. Ancora lo spirito missionario lo spinse a mandare i suoi figli e suore nell’America Latina e in Palestina sin dal
1914; ben due volte per sostenere le sue opere, si recò egli stesso nel 1921 e nel 1934 a Buenos Aires, dove restò per tre anni organizzando scuole, colonie agricole, parrocchie, orfanotrofi, case di carità dette “Piccolo Cottolengo”. Sempre in movimento conduceva una vita penitente e
poverissima, sebbene cagionevole di salute, organizzò missioni popolari, presepi viventi, processioni e pellegrinaggi, con l’intento che la fede deve permeare tutte le fasi della vita. Gli ultimi tre anni della sua vita li trascorse sempre a Tortona, facendo visita settimanale al ‘Piccolo Cottolengo’ di
Milano ed a quello di Genova; cedendo alle pressioni dei medici e dei confratelli, si concesse qualche giorno di riposo a Sanremo nella villa di S. Clotilde, dove morì dopo pochi giorni, il 12 marzo 1940. I funerali furono solennissimi e ricevé l’omaggio di tutte le città del Nord Italia da dove
passò il corteo funebre; venne tumulato nella cripta del Santuario della Madonna della Guardia di Tortona, da lui fatto edificare. Venticinque anni dopo nel 1965, fu fatta la ricognizione della salma che fu trovata completamente intatta e di nuovo tumulata. In queste brevi note
biografiche, non si riesce a descrivere l’importanza che l’Opera sociale e spirituale di don Orione, come da sempre è chiamato così, ha avuto nel contesto umano, prima con le conseguenze di disastri naturali e poi con i disastri provocati dalla follia umana delle due Guerre Mondiali.
Personaggi di ogni ceto sociale e culturale lo conobbero e contattarono, dai papi s. Pio X e Benedetto XV al maestro Lorenzo Perosi, dalle autorità politiche nazionali e locali, ai santi del suo tempo. Il fondatore della ‘Piccola Opera della Divina Provvidenza’ è stato beatificato il 26 ottobre
1980 da papa Giovanni Paolo II, in un tripudio di tanti suoi figli ed assistiti provenienti da tanta Nazioni. E' stato proclamato santo da Giovanni Paolo II il 16 maggio 2004, data di culto in cui lo ricorda ogni anno la Congregazione da lui fondata.
11:02 Scritto da: petroneluigi in I Santi del Giorno | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ragazzi, sacerdoti, chierici, primo, nucleo, futura, congregazione, forze, attività, visite, poveri, ammalati, lotta, stampa, predicazioni, precipitò, soccorrere, popolazioni | OKNOtizie |
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09/03/2012
Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio
Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio
9 Marzo 2012 Venerdi II di Quaresima Anno B II Sett.
Vangelo Mt (21,33-45)
[33] Ascoltate un'altra parabola: C'era un padrone che piantò una vigna e la circondò con una siepe, vi scavò un frantoio, vi costruì una torre, poi l'affidò a dei vignaioli e se ne andò. [34] Quando fu il tempo dei frutti,
mandò i suoi servi da quei vignaioli a ritirare il raccolto. [35] Ma quei vignaioli presero i servi e uno lo bastonarono, l'altro lo uccisero, l'altro lo lapidarono. [36] Di nuovo mandò altri servi più numerosi dei primi, ma quelli si comportarono nello stesso modo.
[37] Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: Avranno rispetto di mio figlio! [38] Ma quei vignaioli, visto il figlio, dissero tra sé: Costui è l'erede; venite, uccidiamolo, e avremo noi l'eredità. [39] E, presolo, lo cacciarono fuori della vigna e l'uccisero.
[40] Quando dunque verrà il padrone della vigna che farà a quei vignaioli?". [41] Gli rispondono: "Farà morire miseramente quei malvagi e darà la vigna ad altri vignaioli che gli consegneranno i frutti a suo tempo".
[42] E Gesù disse loro: "Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d'angolo; dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri? [43] Perciò io vi dico: vi sarà
tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare. [44] Chi cadrà sopra questa pietra sarà sfracellato; e qualora essa cada su qualcuno, lo stritolerà".
[45] Udite queste parabole, i sommi sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro e cercavano di catturarlo; ma avevano paura della folla che lo considerava un profeta.
00:30 Scritto da: petroneluigi in Religione Cattolica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: gesù, letto, scritture, pietra, costruttori, scartata, testata, angolo, signore, occhi, dico, regno, dio, popolo, farà, fruttificare, cadrà, sopra, sfracellato, cada, stritolerà, udite, parabole, sacerdoti, capirono | OKNOtizie |
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23/02/2012
Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio
Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio
LA PAROLA DI OGGI
23 Febbraio 2012 Giovedi Anno B IV Sett.
Vangelo Lc (9,22-25)
[22] "Il Figlio dell'uomo, disse, deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il terzo giorno".
[23] Poi, a tutti, diceva: "Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. [24] Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà,
ma chi perderà la propria vita per me, la salverà. [25] Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso?
00:30 Scritto da: petroneluigi in Religione Cattolica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: diceva, venire, rinneghi, prenda, croce, giorno, segua, salvare, vita, perderà, salverà, giova, uomo, guadagnare, mondo, intero, perde, rovina, soffrire, anziani, sacerdoti, morte | OKNOtizie |
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13/12/2011
ASSIMILA E MEDITA PREGA E CONTEMPLA
ASSIMILA E MEDITA PREGA E CONTEMPLAIII Domenica di Avvento Anno B
1.PREPARIAMO IL NOSTRO CUORE ALL’ASCOLTO
Prima di leggere il testo sacro, preghiamo lo Spirito Santo per chiedere docilità all’ascolto, illuminazione dell’intelligenza e cuore disponibile ad accogliere la Parola. Senza la presenza dello Spirito, invocato nella preghiera, non ci si può inoltrare nel cuore delle scritture da Lui ispirate.
Invocazione allo Spirito di Dio
Onnipotente Spirito Paraclito, penetra nell’intimo del mio cuore Con la tua divina potenza.Vieni in me, dolce ospite dell’anima:illumina con il fulgore della tua luce splendente ogni angolo tenebroso del mio cuore.
Vieni in me dolcissimo sollievo: visita e feconda con la tua rugiada il mio spirito, reso sterile da una lunga aridità.Vieni in me , sorgente d’acqua viva: dissetami al torrente del tuo amore, perché no trovi più gusto
nelle vane debolezze del mondo.Beato chi merita ospitarti: con te verrannoa prendere dimora nel suo cuore il Padre e il Figlio.Vieni stella dei naviganti, porto dei naufraghi.Vieni, splendore di ogni vivente,dei morenti l’unica salute. Amen ( Sant’Anselmo)
2. LEGGIAMO E ASCOLTIAMO CON ATTENZIONE
Leggiamo con attenzione il testo biblico: perché l’ascolto sia fruttuoso è necessario leggere con calma, pacatezza, equilibrio e partecipazione. Assumiamo un atteggiamento interiore di stupore e di meraviglia
verso ‘questa’ Parola di Dio come se la stessimo ascoltando per la prima volta: è infatti la parola che il Signore desidera rivolgere proprio a noi, qui ed ora! Dopo la proclamazione, vi sarà tempo per rileggere il testo personal-mente e aprirsi alla ricerca dei segni di Dio.
Dall’annuncio del Vangelo secondo Giovanni 1, 6-8. 19-28
Venne un uomo mandato da Dio:il suo nome era Giovanni.Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce,perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,ma doveva dare testimonianza alla luce.Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?».
Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora:
«Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa».
Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro:
«Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo». Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.
3. APPROFONDISCI PER COMPRENDERE LA PAROLA
‘Giovanni è la voce. Del Signore invece si dice: «In principio era il Verbo» (Gv 1, 1). Giovanni è la voce che passa, Cristo è il Verbo eterno che era in principio… E siccome è difficile distinguere la parola dalla voce, lo stesso Giovanni fu ritenuto il Cristo.
La voce fu creduta la Parola; ma la voce si riconobbe tale per non recare danno alla Parola. ‘ (s. Agostino)Il brano evangelico di questa domenica si pone subito dopo il prologo sul Verbo che si fa carne. Il testo precedente è sulla Parola questo è sulla testimonianza che dà voce alla Parola qui ed ora.
Giovanni è il testimone della Parola che la attende, la intuisce presente, gli è rivelata in Gesù. La riconosce e la indica agli altri. In lui vediamo il cammino che porta alla scoperta del Logos diventato carne, con le disposizioni necessarie per incontrare il Figlio unigenito,
narratore del Padre ai fratelli, compimento di ogni promessa di Dio per gli uomini. Il Battista, totalmente aperto al dono di Dio, compie il passaggio dal desiderio al desiderato, dall’attesa all’atteso. E’ figura di ogni persona che riconosce la luce della Parola che brilla nella creazione:
è un ‘illuminato’ che sa di non essere la luce. E’ il sapiente e il profeta per eccellenza, l’ultimo dei profeti che vede ciò che è nato dallo Spirito e si fa suo testimone. In lui si vede la continuità tra le varie alleanze di Dio con l’uomo, tra quella della creazione e quella della rivelazione,
tra quella della legge e quella della carne di Gesù: per lui ogni promessa si compie. Giovanni è l’Israele che crede nel Dio che promette e sa che c’è un compimento alla sua promessa. E’ innanzitutto uno che cerca. Non si accontenta del cercare, ma trova ciò che desidera e comunica agli altri la gioia della sua scoperta.
“ Tu, chi sei?” è la domanda che dà origine alla consapevolezza di Giovanni di essere un uomo in ricerca, pronto a riconoscere e ad accogliere il Verbo e a diventarne ‘voce ‘ e a essere testimonianza della sua luce per il mondo.
“Tu chi sei?” è la domanda che ogni persona può porsi per comprendere i suoi desideri più veri e profondi, scoprire le promesse che Dio le può rivelare oggi, e riconoscere Gesù che si fa carne ‘qui ed ora’nella sua storia personale e comunitaria.
4. ASSIMILA E MEDITA
E’ il momento individuale della lectio: la Parola ascoltata e compresa va ora meditata e assimilata , pregata e contemplata . ‘Meditare’ vuol dire far penetrare profondamente la Parola nell’intimità
del tuo cuore e poi mobilitare tutte le tue energie per confrontare con essa il tuo vissuto attuale, operando così un’autentica conversione. Dall’ascoltare e meditare passa quindi a ‘pregare’ la Parola: è la tua risposta a Dio dopo averlo ascoltato; è dire ‘sì’ alla sua volontà e al suo progetto su di te.
5.Prega e contempla
Vieni Signore Gesù, fa’ che riconosca la tua parola Fa’ che riconosca il tuo volto,fa’ che ascolti la voce del fratello, della sorella, del bimbo, delle situazioni che mi porteranno a Te! Maranatha’!!!…(preghiera personale)
6. RISONANZA COMUNITARIA SULLA PAROLA PREGATA
Nell’ultimo momento comunitario della ‘lectio’, ciascuno è invitato a far risuonare la Parola, all’interno della comunità raccolta in preghiera ,a condividere quanto lo Spirito gli ha suggerito e gli ha fatto comprendere
attraverso il testo biblico. Non è discussione sulla Parola, ma comunicazione personale che va ascoltata e accolta con rispetto: uno scambio dei doni fragranti dello Spirito, quale esperienza viva di Chiesa.
7.Conclusione
Signore, concedici di proclamare presto la potenza del tuo amore.Permettici di continuare a portare l’annuncio Che tu sei tra noi presente,che tu sei vicino a ogni cuore che ama sinceramente,
che tu provi gioia nel vedere la miopia di ogni uomo;fa’ o Signore che non siamo più sordi alla tua Parola! Amen
00:10 Scritto da: petroneluigi in Lectio Divina, Religione Cattolica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: uomo, mandato, dio, giovanni, testimonianza, luce, credessero, giudei, gerusalemme, sacerdoti | OKNOtizie |
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12/12/2011
Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio
Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio12 Dicembre 2011 Lunedi III Avvento (B) - III
VANGELO (Mt 21,23-27)
[23] Entrato nel tempio, mentre insegnava gli si avvicinarono i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo e gli dissero: "Con quale autorità fai questo? Chi ti ha dato questa autorità?".
[24] Gesù rispose: "Vi farò anch'io una domanda e se voi mi rispondete, vi dirò anche con quale autorità faccio questo. [25] Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini?". Ed essi riflettevano tra sé dicendo:
"Se diciamo:"dal Cielo", ci risponderà: "perché dunque non gli avete creduto?''; [26] se diciamo "dagli uomini", abbiamo timore della folla, perché tutti considerano Giovanni un profeta".
[27] Rispondendo perciò a Gesù, dissero: "Non lo sappiamo". Allora anch'egli disse loro: "Neanch'io vi dico con quale autorità faccio queste cose".
00:30 Scritto da: petroneluigi in Religione Cattolica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: tempio, insegnava, avvicinarono, sommi, sacerdoti, anziani, popolo, autorità, gesù, rispose, domanda, battesimo, giovanni, veniva, cielo, uomini, riflettevano | OKNOtizie |
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07/12/2011
Viene come Madre per richiamare gli uomini alla conversione, alla preghiera e alla penitenza
Viene come Madre per richiamare gli uomini alla conversione, alla preghiera e alla penitenzaI "segreti" di Fatima
Ecco riportate qui di seguito le tre parti del segreto di Fatima. Le prime due parti sono tratte dalla "terza memoria" del 31 agosto 1941.Suor Lucia descrive in questi termini la visione dell’inferno che le venne mostrata il 13 luglio 1917:
PRIMA PARTE
"La Madonna ci mostrò un grande mare di fuoco, che sembrava stare sotto terra. Immersi in quel fuoco, i demoni e le anime, come se fossero braci trasparenti e nere o bronzee, con forma umana che fluttuavano nell'incendio,
portate dalle fiamme che uscivano da loro stesse insieme a nuvole di fumo, cadendo da tutte le parti simili al cadere delle scintille nei grandi incendi, senza peso né equilibrio, tra grida e gemiti di dolore e disperazione che mettevano orrore e facevano tremare dalla paura.
I demoni si riconoscevano dalle forme orribili e ributtanti di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti e neri. Questa visione durò un momento.
E grazie alla nostra buona Madre del Cielo, che prima ci aveva prevenuti con la promessa di portarci in Cielo (nella prima apparizione), altrimenti credo che saremmo morti di spavento e di terrore".
I bambini rimangono spaventati dalla visione e come per chiedere aiuto alzano gli occhi alla Madonna la quale, rivolgendosi ad essi con bontà e tristezza, dice:
SECONDA PARTE
"Avete visto l'inferno dove cadono le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato. Se faranno quel che vi dirò, molte anime si salveranno e avranno pace.
La guerra sta per finire; ma se non smetteranno di offendere Dio, durante il Pontificato di Pio XI ne comincerà un'altra ancora peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta,
sappiate che è il grande segno che Dio vi dà che sta per castigare il mondo per i suoi crimini, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre.
Per impedirla, verrò a chiedere la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati. Se accetteranno le Mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace;
se no, spargerà i suoi errori per il mondo, promovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte. Finalmente, il Mio Cuore Immacolato trionferà.
Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo un periodo di pace.In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede, ecc. [aggiunta di suor Lucia contenuta nella quarta memoria]".
La Vergine conclude con l’avvertimento di "non dire questo a nessuno, tranne che a Francesco".Suor Lucia credette di riconoscere il "gran segno" a cui si fa riferimento nel segreto,
nella straordinaria aurora che illuminò il cielo nella notte fra il 25 e il 26 gennaio del 1938 (dalle 20.45 alle 0l.l5, con brevi intervalli).Segue la lettera consegnata nel 1944 al Vescovo di Leiria con la quale Suor Lucia ha rivelato la terza parte del segreto:
TERZA PARTE
La terza parte del segreto rivelato il 13 luglio 1917 nella Cova di Iria-Fatima. Scrivo in atto di obbedienza a Voi mio Dio, che me lo comandate per mezzo di sua Ecc.za Rev.ma il Signor Vescovo di Leiria e della Vostra e mia Santissima Madre.
Dopo le due parti che già ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare
il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l'Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse:
Penitenza, Penitenza, Penitenza! E vedemmo in una luce immensa che è Dio: “qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti” un Vescovo vestito di Bianco “abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre”.
Vari altri Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c'era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia;
il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte,
prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i Vescovi Sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari,
uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della Croce c'erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio.
00:20 Scritto da: petroneluigi in I "segreti" di Fatima, Religione Cattolica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: vescovi, sacerdoti, religiosi, salire, montagna, ripida, croce, tronchi, sughero, santo, padre, attraversò, grande, città, rovina, vacillante, dolore, pena, pregava, anime, cadaveri, cammino | OKNOtizie |
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