28/04/2012
I Santi nostri intercessori
I Santi nostri intercessori
28 Aprile 2012 Sabato
San Pietro Celestino V, eremita, papa, mistico
Pietro di Angelerio nacque ad Isernia attorno al 1209-1210, undicesimo di una famiglia di dodici figli. La prima tappa della sua avventura cristiana coincise con l'ingresso nella Badia di S. Maria di Faifoli, dove venne istruito secondo la regola benedettina. Pietro di Angelerio cominciò la sua vita di anacoreta benedettino sulle falde del Monte Porrara, dove ore sorge l'eremo di Madonna dell'Altare.
La vita aspra condotta su questo monte incarnò l'esigenza religiosa di un cristianesimo, che voleva essere ritorno alla purezza apostolica delle origini.
Una volta "forgiatosi" sul Monte Porrara e ordinato sacerdote, Pietro di Angelerio iniziò una grande opera di riconquista alla Chiesa delle genti delle aree montane.
La Maiella venne utilizzata come palestra di vita per le anime semplici dei suoi seguaci, divenuti in breve tempo un piccolo esercito, che conquistò il sud della penisola italiana percorrendo gli assi viari delle zone agro-pastorali. Nel lungo viaggio per ottenere il riconoscimento del suo Ordine,
i Fratelli dello Spirito Santo, da papa Gregorio X (Concilio di Lione, 1275), Pietro di Angelerio, ormai noto come Pietro del Morrone, diventò il personaggio più in vista del momento, per le sue virtù taumaturgiche e per l'ideazione dei primi rudimentali servizi di solidarietà sociale: ospizi, mense per i poveri, accoglienza e soccorso ai viandanti. L'Ordine dei Fratelli dello Spirito Santo, la cui casa madre era a Sulmona,
si diffuse in Italia ed in Europa: Abruzzo, Lazio, Campania, Puglie, Belgio, Inghilterra. Anche i laici furono coinvolti nel movimento di Pietro del Morrone. Il connubio tra l'organizzazione monastica e le genti si configurò come una società in cui l'individuo riacquista fiducia in se stesso e negli altri e si sente sicuro di bene operare e sperare. Le "Fraterne", come quelle istituite ad Isernia, realizzarono rapporti tra gli individui basati su onestà, lealtà. solidarietà cristiana, azioni concrete nel campo dell'assistenza ai più deboli.
Dopo un conclave durato tre anni, nel quale le correnti cardinalizie si scontrarono tra loro non riuscendo a dare il nuovo Papa alla Chiesa, per intervento del card. Latino Malabranca il collegio cardinalizio si risolse ad eleggere papa Pietro del Morrone, umile eremita assai noto non solo per le sue qualità taumaturgiche, ma anche per il favore in lui riposto dagli spiriti riformatori, che ritenevano la Chiesa troppo mondanizzata e temporalistica.
Pietro del Morrone, che assunse il nome di Celestino V, fu incoronato all'Aquila nell'Abbazia di S. Maria di Collemaggio il 29 agosto 1294. La Perdonanza fu il primo, inaspettato atto del nuovo Pontefice, emanato nella città dell'Aquila il 29 settembre 1294, un mese dopo l'incoronazione papale. Celestino V volle "assolti da ogni pena e da ogni colpa tutti coloro che, veramente pentiti e confessati, avrebbero visitato la Chiesa di S. Maria di Collemaggio nell'annuale ricorrenza della Decollazione di S. Giovanni Battista, dal vespro del 28 al vespro del 29 agosto".
Non si trattò solo della remissione dei peccati e della pena temporale, ma di una vera e propria riconciliazione sociale. I problemi, che si posero davanti a Celestino V, furono tanti e in buona parte di natura politica. Le costrizioni morali esercitate da re Carlo II d'Angiò obbligarono Celestino a trasferirsi a Napoli e non a Roma. Nella capitale del Regno Angioino il Pontefice si sentiva sempre più prigioniero,
costretto a subire le pressioni del potere politico e di quello dei cardinali e della Curia pontificia. In questa atmosfera nella mente di Celestino maturò il proposito di abdicare, codificando questa sua decisione in una bolla che ne rendesse valido il principio e che potesse servire nel futuro per qualsiasi successore. L'abdicazione di Celestino V avvenne nel Concistoro del 13 dicembre 1294.
Dopo l'abdicazione si aprì per lui il capitolo più tempestoso della sua vita. Il suo intento di tornare nell'eremo del Monte Morrone venne osteggiato dal nuovo papa, il cardinale Benedetto Caetani, Bonifacio VIII, che decise di portare Celestino con sé a Roma al fine di tenerlo sotto controllo, per evitare che qualcuno potesse abusare della sua semplicità e spingerlo a compiere errori. Simulando la partenza, Celestino fuggì da Sulmona e si diresse in Puglia.
Il tentativo di fuga ebbe termine a Vieste, in Puglia, dove i messi papali lo raggiunsero e lo fecero prigioniero mentre tentava di imbarcarsi per la Grecia. Dopo aver chiesto inutilmente di essere liberato e dopo aver trascorso due mesi ad Anagni, Celestino nell’estate del 1295 venne rinchiuso nella rocca di Fumone, dove trascorse gli ultimi dieci mesi della sua vita.
Celestino morì il 19 maggio del 1296; la sua salma venne tumulata il 21 maggio dello stesso anno in S. Antonio abate di Ferentino, cenobio che lui stesso aveva fondato tra il 1250 e il 1260. Il corpo venerato rimase in S. Antonio abate Fino al 1330, anno in cui venne traslato nell'Abbazia di Collemaggio all'Aquila, dove tuttora è custodito. A Ferentino rimase l'insigne reliquia del suo cuore incorrotto.
12:50 Scritto da: petroneluigi in I Santi del Giorno | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: vita, aspra, condotta, monte, esigenza, cristianesimo, ritorno, purezza, origini, ordinato, sacerdote, opera, riconquista, palestra, anime, semplici, seguaci, piccolo, esercito | OKNOtizie |
Facebook
11/04/2012
Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio
Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio
LA PAROLA DI OGGI
11 Aprile 2012 Mercoledi Ottava di Pasqua Anno B P.
Vangelo Lc (24, 13-35)
, [13] Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, [14] e conversavano di tutto quello che era accaduto.
[15] Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. [16] Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. [17] Ed egli disse loro: "Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?". Si fermarono, col volto triste;
[18] uno di loro, di nome Clèopa, gli disse: "Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?". [19] Domandò: "Che cosa?". Gli risposero: "Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo;
[20] come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l'hanno crocifisso. [21] Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute.
[22] Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al sepolcro [23] e non avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo.
[24] Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevan detto le donne, ma lui non l'hanno visto". [25] Ed egli disse loro: "Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! [26] Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?".
[27] E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. [28] Quando furon vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano.
[29] Ma essi insistettero: "Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino". Egli entrò per rimanere con loro. [30] Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro.
[31] Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. [32] Ed essi si dissero l'un l'altro: "Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?".
[33] E partirono senz'indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, [34] i quali dicevano: "Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone". [35] Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
10:37 Scritto da: petroneluigi in Religione Cattolica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: aprirono, occhi, riconobbero, vista., ardeva, cuore, petto, conversava, cammino, quando, spiegava, scritture, partirono, indugio, ritorno, riuniti, dicevano, signore, risorto, apparso, riferirono, accaduto | OKNOtizie |
Facebook
09/04/2012
Pasquetta
Pasquetta

Il lunedì dell'Angelo (detto anche lunedì di Pasqua oppure Pasquetta) è il giorno dopo la Pasqua.Prende il nome dal fatto che in questo giorno si ricorda l'incontro dell'angelo con le donne giunte al sepolcro.
Il Vangelo racconta che Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Giuseppe, e Salome andarono al sepolcro, dove Gesù era stato sepolto, con degli olii aromatici per imbalsamare il corpo di Gesù. Vi trovarono il grande masso che chiudeva l'accesso alla tomba spostato; le tre donne erano smarrite e preoccupate e cercavano di capire cosa fosse successo, quando apparve loro un angelo che disse:
"Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui! È risorto come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto" (Mt 28,5-6). E aggiunse: "Ora andate ad annunciare questa notizia agli Apostoli", ed esse si precipitarono a raccontare l'accaduto agli altri.
La tradizione ha spostato questi fatti dalla mattina di Pasqua al giorno successivo (lunedì), forse perché i Vangeli indicano "il giorno dopo la Pasqua", anche se evidentemente quella a cui si allude è la Pasqua ebraica, che cadeva di sabato.
Il lunedì dell'Angelo, in Italia, è un giorno di festa che generalmente si trascorre insieme con parenti o amici con una tradizionale gita o scampagnata, pic-nic sull'erba e attività all'aperto. Una interpretazione di questa tradizione potrebbe essere che si voglia ricordare i discepoli diretti ad Emmaus. Infatti, lo stesso giorno
della Resurrezione, Gesù appare a due discepoli in cammino verso Emmaus a pochi chilometri da Gerusalemme: per ricordare quel viaggio dei due discepoli si trascorrerebbe, dunque, il giorno di Pasquetta facendo una passeggiata o una scampagnata "fuori le mura" o "fuori porta".
00:10 Scritto da: petroneluigi in Pasqua | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: sepolcro, signore, dormono, speranze, attendono, parola, diventerà, sicuri, finito, chiuso, chiamato, vita, rinascere, passare, morte, capacità, attendere, aspettare, ritorno, luce, risveglio, gioia, guida, attesa | OKNOtizie |
Facebook
04/04/2012
SETTIMANA SANTA
SETTIMANA SANTA

4 Aprile 2012 Mercoledi della S.s
Con Te nel sepolcro
Con Te nel sepolcro, Signore,dormono le nostre speranze.Attendono una parola e tutto diventerà possibile.Siamo sicuri che con Te niente è finito,niente resta chiuso per sempre.Tutto è chiamato a rinascere,a passare dalla morte alla vita.Donaci,
Signore, la capacità di saper attendere,di saper aspettare il ritorno della luce,il risveglio della gioia.Custodisci e guida la nostra impazienza,per non farci smarrire nel buio dell’attesa.Fa’ che questa notte senza stelle passi senza paura e che, ancora svegli,vediamo spuntare all’orizzonte l’aurora della vita.
00:15 Scritto da: petroneluigi in Pasqua | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: sepolcro, signore, dormono, speranze, attendono, parola, diventerà, sicuri, finito, chiuso, chiamato, vita, rinascere, passare, morte, capacità, attendere, aspettare, ritorno, luce, risveglio, gioia, guida, attesa | OKNOtizie |
Facebook
19/03/2012
Conosciamo la Genesi
Conosciamo la GenesiAntico Testamento
Genesi 18
[16] Quegli uomini si alzarono e andarono a contemplare Sòdoma dall'alto, mentre Abramo li accompagnava per congedarli.[17] Il Signore diceva: "Devo io tener nascosto ad Abramo quello che sto per fare, [18] mentre Abramo dovrà diventare una nazione grande e potente e in lui si diranno benedette tutte le nazioni della terra?
[19] Infatti io l'ho scelto, perché egli obblighi i suoi figli e la sua famiglia dopo di lui ad osservare la via del Signore e ad agire con giustizia e diritto, perché il Signore realizzi per Abramo quanto gli ha promesso". [20] Disse allora il Signore: "Il grido contro Sòdoma e Gomorra è troppo grande e il loro peccato è molto grave.
[21] Voglio scendere a vedere se proprio hanno fatto tutto il male di cui è giunto il grido fino a me; lo voglio sapere!". [22] Quegli uomini partirono di lì e andarono verso Sòdoma, mentre Abramo stava ancora davanti al Signore. [23] Allora Abramo gli si avvicinò e gli disse: "Davvero sterminerai il giusto con l'empio?
[24] Forse vi sono cinquanta giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere? E non perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano?
[25] Lungi da te il far morire il giusto con l'empio, così che il giusto sia trattato come l'empio; lungi da te! Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia?".
[26] Rispose il Signore: "Se a Sòdoma troverò cinquanta giusti nell'ambito della città, per riguardo a loro perdonerò a tutta la città". [27] Abramo riprese e disse: "Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere... [28] Forse ai cinquanta giusti ne mancheranno cinque; per questi
cinque distruggerai tutta la città?". Rispose: "Non la distruggerò, se ve ne trovo quarantacinque". [29] Abramo riprese ancora a parlargli e disse: "Forse là se ne troveranno quaranta". Rispose: "Non lo farò, per riguardo a quei quaranta". [30] Riprese: "Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora: forse là se ne
troveranno trenta". Rispose: "Non lo farò, se ve ne troverò trenta". [31] Riprese: "Vedi come ardisco parlare al mio Signore! Forse là se ne troveranno venti". Rispose: "Non la distruggerò per riguardo a quei venti". [32] Riprese: "Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora una volta sola; forse là se ne
troveranno dieci". Rispose: "Non la distruggerò per riguardo a quei dieci". [33] Poi il Signore, come ebbe finito di parlare con Abramo, se ne andò e Abramo ritornò alla sua abitazione.
08:48 Scritto da: petroneluigi in Religione Cattolica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: città, distruggerò, distruggerai, trovo, troverò, troverai, troveranno, ardisco, parlare, signore, riguardo, adiri, parlo, finito, andò, ritornò, abitazione, morire, giusto, empio | OKNOtizie |
Facebook
25/02/2012
I Santi nostri intercessori
I Santi nostri intercessori
25 Febbraio 2012 Sabato
San Nestore di Magydos Vescovo e martire
Secondo una ‘passiones’ greca, Poplio (o Pollio) preside della Panfilia in Asia Minore, ricevuto l’editto di persecuzione dell’imperatore Decio (249-250), diligentemente mandò i cavalieri per tutta la provincia, con il compito di ricercare i cristiani e costringerli a sacrificare agli dei.
Nestore vescovo di Magydos, avendolo saputo, fece fuggire la popolazione cristiana dalla città, ma senza preoccuparsi di mettersi in salvo lui al sicuro. Così quando giungono i soldati, egli è in preghiera nella sua casa, lo prelevano e lo conducono davanti al senato e al giudice (‘irenarca’)
Nestore li segue senza opporsi; subisce l’interrogatorio e nonostante le minacce, si rifiuta di aderire all’editto imperiale a sacrificare agli dei.
Viene trasferito a Perge, al tribunale del preside della provincia, per un giudizio superiore, durante il viaggio avviene anche un terremoto;
giunto a Perge, subisce un nuovo interrogatorio dall’‘adiutor’ Urbano, sottoposto a torture e infine viene crocifisso, circondato da una folla di fedeli in preghiera.. I Martirologi Occidentali medioevali lo ricordavano al 26 febbraio ed è a questa data che Cesare Baronio
nel XVI secolo lo passò nel ‘Martirologio Romano’.Il suo martirio, cioè la crocifissione è raffigurata in una miniatura del ‘Menologio di Basilio II’ conservato nella Biblioteca della Città del Vaticano.
Il nome Nestore è di origine greca e significa: ‘ritorno felice’, nonostante il suo significato, attualmente il nome e la parola Nestore indicano una persona molto vecchia, forse perché nell’Iliade di Omero, era un personaggio vissuto trecento anni; si usa dire ‘il nestore del gruppo’ per indicare il più anziano.
00:35 Scritto da: petroneluigi in I Santi del Giorno | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: martirio, crocifissione, raffigurata, miniatura, conservato, origine, significa, ritorno, felice, attualmente, indicano, vecchia, personaggio, gruppo, indicare, anziano | OKNOtizie |
Facebook
23/02/2012
Il Maestro Gesù che educa il suo popolo
Il Maestro Gesù che educa il suo popoloLa Parabola del gran convito
Luca (14,15-24)
[15] Uno dei commensali, avendo udito ciò, gli disse: "Beato chi mangerà il pane nel regno di Dio!".[16] Gesù rispose: "Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti.
[17] All'ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: Venite, è pronto. [18] Ma tutti, all'unanimità, cominciarono a scusarsi. Il primo disse: Ho comprato un campo e devo andare
a vederlo; ti prego, considerami giustificato.[19] Un altro disse: Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego, considerami giustificato.[20] Un altro disse: Ho preso moglie e perciò non posso venire.
[21] Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al padrone. Allora il padrone di casa, irritato, disse al servo: Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui poveri, storpi, ciechi e zoppi.[22] Il servo disse: Signore, è stato fatto come
hai ordinato, ma c'è ancora posto.[23] Il padrone allora disse al servo: Esci per le strade e lungo le siepi, spingili a entrare, perché la mia casa si riempia.
[24] Perché vi dico: Nessuno di quegli uomini che erano stati invitati assaggerà la mia cena".
00:17 Scritto da: petroneluigi in Religione Cattolica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ordinato, posto, padrone, servo, strade, siepi, entrar, casa, uomini, erano, invitati, assaggerà, cena, ritorno, irritato, piazze, vie, città, conduci, poveri, storpi, ciechi, zoppi | OKNOtizie |
Facebook
07/01/2012
ASSIMILA E MEDITA PREGA E CONTEMPLA
ASSIMILA E MEDITA PREGA E CONTEMPLA
Lectio Divina : EPIFANIA DEL SIGNORE
Canto
A Betlemme di Giudea una gran luce si levò: nella notte,sui pastori, scese l´annuncio e si cantò.Glo---ria in excelsis Deo!Glo---ria in excelsis Deo!
Cristo nasce sulla paglia, figlio del padre, Dio con noi. Verbo eterno, Re di pace,pone la tenda in mezzo ai suoi. tornerà nella sua gloria,
quando quel giorno arriverà: se lo accogli nel tuo cuore,tutto il suo Regno ti darà.
Lettura e comprensione della Parola
Dal Vangelo secondo Matteo (2,1-12)
[1] Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: [2] "Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella,
e siamo venuti per adorarlo". [3] All'udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. [4] Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informava da loro sul luogo in cui
doveva nascere il Messia. [5] Gli risposero: "A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: [6] E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda:
da te uscirà infatti un capo che pascerà il mio popolo, Israele. [7] Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella
[8] e li inviò a Betlemme esortandoli: "Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo".
[9] Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino.
[10] Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. [11] Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in
dono oro, incenso e mirra. [12] Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.
Meditazione
Appare la stella, che li conduce fino al luogo della presenza del Signore. Videro quello che chiunque poteva vedere: un bambino appena nato tra le braccia di sua madre. Ma scoprirono quello che
molti non vollero o non poterono scoprire. Vedevano il bambino, ma credettero che era il re. Per questo lo adorarono e gli offrirono i loro doni. I magi, che avevano lasciato tutto, incontrarono ciò che
cercavano. Guidati da una stella, hanno percorso il cammino della fede.Il gesto dell´adorazione è così antico come l´uomo, perché la relazione con la divinità è sempre stata accompagnata da questa
esigenza intima di affetto, di umiltà, del proprio dono. Già nell´Antico Testamento il gesto dell´adorazione appare come un atto di profondo amore verso il Signore, che chiede la partecipazione di tutta la persona: la mente, la volontà,
l´affetto e il corpo, che si prosterna in terra.Il Nuovo Testamento approfondisce ancora di più la riflessione spirituale su questa realtà. Nei Vangeli vediamo donne e discepoli che adorano il Signore Gesù dopo la sua risurrezione (Matteo 28,9; Luca 24,52).
Ma sono le parole di Gesù, nel suo dialogo con la Samaritana, che ci introducono nella profondità di questo gesto: solo si adora Dio e non in un luogo o l´altro, ma nello Spirito e la Verità. Natale ed Epifania sono le due facce della stessa rivelazione:
Dio si è fatto uomo: non una idea astratta, ma una persona reale, un bambino, uno come noi. L´unico cammino che conduce sicuramente a Dio è l´altro, l´uomo, il fratello.12 Fecero ritorno per un´altra strada
Avendo contemplato e adorato il Signore, i Magi ricevono da Dio stesso la rivelazione; è Lui che parla con loro. Sono uomini nuovi, sono liberi dagli inganni di Erode e del mondo e per questo ritornano alla vita per un cammino totalmente nuovo.
Preghiera: chiediamo perdono, ringraziamo e chiediamo l´aiuto del Signore
Ti ringraziamo, Padre,perché in Cristo, luce dei popoli, ci hai rivelato il mistero che ci salva: egli ha assunto la nostra carne mortale per farci partecipare della sua propria gloria.
(Prefazio dell´Epifania)
00:10 Scritto da: petroneluigi in Lectio Divina | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: uomo, idea, astratta, persona, reale, bambino, cammino, conduce, sicuramente, dio, fratello, fecero, ritorno, strada, adorato, signore, rivelazione, uomini, nuovi | OKNOtizie |
Facebook
04/12/2011
Pregare è dialogare con Dio
Pregare è dialogare con Dio
Signore Gesù, pastore delle nostre anime, la prima volta che sei venuto, sei venuto umilmente a cercarci.
Il tuo ritorno invece sarà nella gloria, quando dissiperai l'oscurità di questo mondo ed eliminerai il peccato.
Concedici di prepararci alla tua venuta, perché tu possa, al tuo ritorno, trovarci nella pace.
01/12/2011
Uomo mite e tranquillo di grande e sincera carità
Uomo mite e tranquillo di grande e sincera caritàSan Cirillo di Gerusalemme
Cirillo nacque a Gerusalemme o nelle vicinanze tra il 313 e il 315. La sua tormentata vita fu costellata da persecuzioni, esili e riabilitazioni. Ordinato vescovo di Gerusalemme nell’anno 348 da Acacio, metropolita di Cesarea,
di simpatie ariane, fu più volte deposto ed esiliato per lunghi anni. Morì a 70/72 anni nel 387.Strano destino quello di Cirillo di Gerusalemme: era un uomo pacifico e suo malgrado venne coinvolto in innumerevoli controversie dottrinali.
Era un uomo sincero e cristallino e fu accusato ingiustamente di doppio gioco e di ambiguità. Un vescovo che amava sinceramente la
sua comunità e, per motivi dottrinali falsi, venne mandato in esilio ben tre volte.
Ma non è finita. Era un uomo di grande e sincera carità verso gli altri, specialmente i poveri, e fu accusato di dilapidare i beni della Chiesa e di arricchire se stesso.
Insomma, lui, Cirillo, uomo mite e tranquillo, dovette vivere in tempi turbolenti per l’ortodossia e la sopravvivenza stessa della Chiesa di Cristo.
05:39 Scritto da: petroneluigi in I Padri della Chiesa, Religione Cattolica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: responsabili, fare, dire, ritorno, vigilanza, fedeltà, vita, attesa, sentinelle, notte, cogliere, segni, presenza | OKNOtizie |
Facebook









































