29/04/2012

Pregare è dialogare con Dio

Pregare è dialogare con Dio

 

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PREGHIERA                                                             

 

Al termine di questo giorno invochiamo Te, creatore di tutto: col tuo amore di Padre custodisci il nostro riposo. Anche nel sapore del sonno i nostri cuori ti sentano vicino; e alla luce del nuovo giorno cantino la tua gloria.

 

 Ogni onore sia per te, Padre onnipotente, in Gesù Cristo che, con te e per sempre, vive nell'amore dell'unico Spirito Santo. Amen.

23/02/2012

Pregare è dialogare con Dio

Pregare è dialogare con Dio

 

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PREGHIERA

Signore, mio Dio, io ti ringrazio che hai portato a termine questo giorno; io ti ringrazio che hai dato riposo al corpo e all'anima. La tua mano era su di me e mi hai protetto e difeso. Perdona tutti i momenti di poca fede e tutte le ingiustizie di questo giorno

 

e aiutami a perdonare tutti coloro che sono stati ingiusti con me. Fammi dormire in pace sotto la tua protezione e preservami dalle insidie delle tenebre. Ti affido i miei cari, ti affido il mio corpo e la mia anima. Dio, sia lodato il Tuo santo nome.

 

 

 

22/02/2012

Pregare è dialogare con Dio

Pregare è dialogare con Dio

 

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PREGHIERA 

Aiutami domani a ritrovare l'entusiasmo per accogliere senza condizioni il tuo difficile invito ad amare i fratelli. Il silenzio della notte renda più vera

 

la mia preghiera, perché, con il riposo del corpo, il cuore possa contemplare l'ampiezza e la profondità della tua pace. Amen.

 

 

 

 

 

10/02/2012

I Santi nostri intercessori

I Santi nostri intercessori

 

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10  Febbraio 2012  Venerdi

 

Santa Scolastica Vergine

 

 

Il nome di Scolastica, sorella di Benedetto da Norcia, richiama al femminile gli inizi del monachesimo occidentale, fondato sulla stabilità della vita in comune. Benedetto invita a servire Dio non già "fuggendo dal mondo" verso la solitudine o la penitenza itinerante,

 

ma vivendo in comunità durature e organizzate, e dividendo rigorosamente il proprio tempo fra preghiera, lavoro o studio e riposo. Da giovanissima, Scolastica si è consacrata al Signore col voto di castità. Più tardi, quando già Benedetto vive a Montecassino con i suoi monaci,

 

in un altro monastero della zona lei fa vita comune con un gruppetto di donne consacrate.La Chiesa ricorda Scolastica come santa, ma di lei sappiamo ben poco. L’unico testo quasi contemporaneo che ne parla è il secondo libro dei Dialoghi di papa Gregorio Magno (590-604).

 

Ma i Dialoghi sono soprattutto composizioni esortative, edificanti, che propongono esempi di santità all’imitazione dei fedeli mirando ad appassionare e a commuovere, senza ricercare il dato esatto e la sicura referenza storica. Inoltre, Gregorio parla di lei solo

 

in riferimento a Benedetto, solo all’ombra del grande fratello, padre del monachesimo occidentale.Ecco la pagina in cui li troviamo insieme. Tra loro è stato convenuto di incontrarsi solo una volta all’anno. E Gregorio ce li mostra appunto nella Quaresima (forse) del 542,

 

 fuori dai rispettivi monasteri, in una casetta sotto Montecassino. Un colloquio che non finirebbe più, su tante cose del cielo e anche della terra. L’Italia del tempo è una preda contesa tra i Bizantini del generale Belisario e i Goti del re Totila, devastata dagli uni e dagli altri.

 

 Roma s’è arresa ai Goti per fame dopo due anni di assedio, in Italia centrale gli affamati masticano erbe e radici. A Montecassino passano vincitori e vinti; passa Totila attratto dalla fama di Benedetto, e passano le vittime della violenza, i portatori di tutte le disperazioni, gli assetati di speranza...

 

 

Viene l’ora di separarsi. Scolastica vorrebbe prolungare il colloquio, ma Benedetto rifiuta: la Regola non s’infrange, ciascuno torni a casa sua. Allora Scolastica si raccoglie intensamente in preghiera, ed ecco scoppiare un temporale violentissimo che blocca tutti nella casetta.

 

Così il colloquio può continuare per un po’ ancora. Infine, fratello e sorella con i loro accompagnatori e accompagnatrici si separano; e questo sarà il loro ultimo incontro.Tre giorni dopo, leggiamo nei Dialoghi, Benedetto apprende la morte della sorella vedendo la sua anima

 

 salire verso l’alto in forma di colomba. I monaci scendono allora a prendere il suo corpo, dandogli sepoltura nella tomba che Benedetto ha fatto preparare per sé a Montecassino; e dove sarà deposto anche lui, morto in piedi sorretto dai suoi monaci, intorno all’anno 547.