29/03/2012

Non sarà Catastrofe ma Liberazione

Non sarà Catastrofe ma Liberazione

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Apocalisse 18             

[1] Dopo ciò, vidi un altro angelo discendere dal cielo con grande potere e la terra fu illuminata dal suo splendore.[2] Gridò a gran voce:"È caduta, è caduta

Babilonia la grande ed è diventata covo di demòni, carcere di ogni spirito immondo, carcere d'ogni uccello impuro e aborrito e carcere di ogni bestia

 

immonda e aborrita. [3] Perché tutte le nazioni hanno bevuto del vino della sua sfrenata prostituzione, i re della terra si sono prostituiti con essa e i mercanti

della terra si sono arricchiti del suo lusso sfrenato".[4] Poi udii un'altra voce dal cielo: "Uscite, popolo mio, da Babilonia per non associarvi ai suoi peccati e

 

non ricevere parte dei suoi flagelli. [5] Perché i suoi peccati si sono accumulati

fino al cielo e Dio si è ricordato delle sue iniquità.[6] Pagatela con la sua stessa moneta,retribuitele il doppio dei suoi misfatti. Versatele doppia misura nella coppa con cui mesceva.[7] Tutto ciò che ha speso per la sua gloria e il suo

 

lusso, restituiteglielo in tanto tormento e afflizione.Poiché diceva in cuor suo:

Io seggo regina, vedova non sono e lutto non vedrò; [8] per questo, in un solo giorno, verranno su di lei questi flagelli: morte, lutto e fame; sarà bruciata dal fuoco, poiché potente Signore è Dio che l'ha condannata". [9] I re della terra

 

che si sono prostituiti e han vissuto nel fasto con essa piangeranno e si lamenteranno a causa di lei, quando vedranno il fumo del suo incendio,

[10] tenendosi a distanza per paura dei suoi tormenti e diranno: "Guai, guai, immensa città, Babilonia, possente città; in un'ora sola è giunta la tua condanna!".

 

[11] Anche i mercanti della terra piangono e gemono su di lei, perché nessuno compera più le loro merci: [12] carichi d'oro, d'argento e di pietre preziose, di perle, di lino, di porpora, di seta e di scarlatto; legni profumati di ogni specie, oggetti d'avorio, di legno, di bronzo, di ferro, di marmo;[13] cinnamomo, amomo, profumi, unguento, incenso, vino, olio, fior di farina, frumento,

 

bestiame, greggi, cavalli, cocchi, schiavi e vite umane. [14] "I frutti che ti piacevano tanto, tutto quel lusso e quello splendore sono perduti per te,

mai più potranno trovarli".

 

22/02/2012

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

 

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LA PAROLA DI OGGI     

22 Febbraio 2012 Mercoledi Le Ceneri Anno B   P  IV Sett.

Vangelo Mt (6,1-6. 16-18)

 

[1] Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli.

 

[2] Quando dunque fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.

 

[3] Quando invece tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, [4] perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

 

[5] Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.

 

[6] Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

 

[16] E quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.

 

[17] Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, [18] perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

 

 

 

 

 

 

14/02/2012

S.VALENTINO

S.VALENTINO

 

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La più antica notizia di S.Valentino è in un documento ufficiale della Chiesa dei secc.V-VI dove compare il suo anniversario di morte. Ancora nel sec. VIII un altro documento ci narra alcuni particolari del martirio: la tortura, la decapitazione notturna, la sepoltura ad opera dei discepoli Proculo, Efebo e Apollonio, successivo martirio di questi e loro sepoltura.

 

Altri testi del sec. VI, raccontano che S.Valentino, cittadino e vescovo di Terni dal 197, divenuto famoso per la santità della sua vita, per la carità ed umiltà, per lo zelante apostolato e per i miracoli che fece, venne invitato a Roma da un certo Cratone, oratore greco e latino, perché gli guarisse il figlio infermo da alcuni anni.

 

Guarito il giovane, lo convertì al cristianesimo insieme alla famiglia ed ai greci studiosi di lettere latine Proculo, Efebo e Apollonio, insieme al figlio del Prefetto della città. Imprigionato sotto l’Imperatore Aureliano fu decollato a Roma. Era il 14 febbraio 273.

 

 Il suo corpo fu trasportato a Terni al LXIII miglio della Via Flaminia. Fu tra i primi vescovi di Terni, consacrato da S.Feliciano vescovo di Foligno nel 197. Preceduto da S.Pellegrino e S.Antimo, fratello dei SS.Cosma e Damiano.

 

LA LEGGENDA

 

La festa del vescovo e martire Valentino si riallaccia agli antichi festeggiamenti di Greci, Italici e Romani che si tenevano il 15 febbraio in onore del dio Pane, Fauno e Luperco. Questi festeggiamenti erano legati alla purificazione dei campi e ai riti di fecondità.

 

 Divenuti troppo orridi e licenziosi, furono proibiti da Augusto e poi soppressi da Gelasio nel 494. La Chiesa cristianizzò quel rito pagano della fecondità anticipandolo al giorno 14 di febbraio attribuendo al martire ternano la capacità di proteggere i fidanzati e gli innamorati indirizzati al matrimonio e ad un’unione allietata dai figli.

 

Da questa vicenda sorsero alcune leggende. Le più interessanti sono quelle che dicono il santo martire amante delle rose, fiori profumati che regalava alle coppie di fidanzati per augurare loro un’unione felice. Oggi la festa di S.Valentino è celebrata ovunque come Santo dell’Amore.

 

 

 

 

19/11/2011

I Santi nostri intercessori

I Santi nostri intercessori

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Santa Matilde di Hackeborn (o di Helfta) Monaca

Oggi giunge fino a noi una voce altissima e altamente poetica: la voce di una donna che è, con Santa Geltrude la Grande, gloria dei monachesimo germanico e una delle maggiori scrittrici spirituali e mistiche del Cristianesimo.

Matilde di Hackeborn nacque nel 1241 da una delle più nobili famiglie della Turingia, imparentata con lo stesso imperatore Federico 11. Entrò a sette anni in un monastero benedettino, per esservi educata.

Ma nel monastero, dove viveva una sorella maggiore, si risvegliò nella fanciulla la vocazione, e anch'ella prese l'abito per sempre.Quando la sorella fu eletta Abbadessa del monastero di Helfta, Matilde la seguì.

Nella celebre abbazia sassone viveva anche la gran. de Santa Geltrude, di qualche anno più giovane.Nel monastero, Matilde fu maestra del canto in coro. Ce ne parla ella stessa, seppur con parole velate, nel suo Libro delle Rivelazioni: "

Poi quel sommo Cantore, con la sua voce i cui accenti sono superiori a ogni armonia celeste, volle incantare il suo usignolo, che tante volte aveva attirato il divin Cuore per la tenera devozione più che per l'incanto della sua voce ".

Aveva cinquant'anni ed era ammalata, morta da poco la sorella maggiore, quando Matilde rivelò il suo grande segreto: le meraviglie che la grazia divina operava nella sua anima, tutto ciò che Dio le mostrava, i suoi slanci appassionati e le sue profonde angosce.

Due suore raccolsero quelle confidenze, e una sembra che fosse la stessa Santa Geltrude. Nacque così il Libro della Grazia speciale, una delle opere più belle e più celebri nella letteratura mistica del Medioevo:

" Un giorno - vi si legge - mentre si cantava, il divin Cuore si aprì. Il Signore vi attirò Matilde e subito ve la rinchiuse dicendo: "Nella parte alta ci troverai la soavità dello Spirito Santo che sempre farà stillare nell'anima tua la rugiada...

nella parte inferiore, il tesoro di tutti i tuoi beni, quanti ne puoi desiderare... nella parte orientale, la luce della vera scienza, per conoscere tutta la mia volontà e adempierla perfettamente...

Nella parte occidentale, il paradiso delle mie delizie". In quell'istante le comparve il Signore, seduto al centro di una tavola apparecchiata, coperta da una candidissima tela ".

Come Santa Geltrude, Santa Matilde precorse di molti secoli la devozione al Sacro Cuore, fonte dell'amore divino. Ebbe per quello espressioni di appassionato lirismo. E lo disse:

" Sorgente della grazia - principio e fine di ogni bene - porta dei cielo - scudo d'oro forato - scrigno della virtù - liquore di vita - casa preziosa ~ fiamma ardente - cucina del Signore - casa d'oro - luce ai beati ".

Matilde morì silenziosamente, non vecchia, prima della fine del '200. Ma le sue opere si diffusero immediatamente, insieme con la fama della monaca di Helfta.Forse lo stesso Dante, incontrando nel suo Purgatorio "

una donna soletta che si gìa -cantando ed iscegliendo fior da fiore " pensava proprio a lei, Matilde di Hackeborn, cantrice dell'amore divino, che aveva sparso lungo la sua via fiori coloratissimi di poesia e profumati di grazia.