25/02/2012
Via Crucis SECONDA STAZIONE
Via Crucis SECONDA STAZIONE
12:28 Scritto da: petroneluigi in Pasqua, Preghiere | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: considera, anima, gesù sottopose, spalle, croce, sopra, erano, gravissimi, peccati, perdonami, grazia, aggravarti, colpe, porti, vera, penitenza | OKNOtizie |
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22/02/2012
Quaresima
Quaresima
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I Santi nostri intercessori
I Santi nostri intercessori
22 Febbraio 2012 Mercoledi
Con l'espressione Mercoledì delle Ceneri si intende il mercoledi precedente la prima domenica di Quaresima che nelle chiese cattoliche di rito romano e in alcune comunità riformate, coincide con l'inizio stesso della Quaresima, ossia il primo giorno del periodo liturgico
"forte" a carattere battesimale e penitenziale in preparazione della Pasqua cristiana. In tale giornata, pertanto, tutti i cattolici dei vari riti latini sono tenuti a far penitenza e ad osservare il digiuno e l'astinenza dalle carni.La parola "ceneri" richiama in modo specifico la funzione liturgica
che caratterizza il primo giorno di Quaresima, durante la quale il celebrante sparge un pizzico di cenere benedetta sul capo o sulla fronte dei fedeli per ricordare loro la caducità della vita terrena e per spronarli all'impegno penitenziale della Quaresima. Per questo il rito
dell'imposizione delle ceneri prevede anche la pronuncia di una formula di ammonimento, scelta fra due possibilità: «Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai» oppure «Convertiti e credi al Vangelo».
L'origine del Mercoledì delle ceneri è da ricercare nell'antica prassi penitenziale. Originariamente il sacramento della penitenza non era celebrato secondo le modalità attuali. Il liturgista Pelagio Visentin sottolinea che l'evoluzione della disciplina penitenziale è triplice: "da una
celebrazione pubblica ad una celebrazione privata; da una riconciliazione con la Chiesa, concessa una sola volta, ad una celebrazione frequente del sacramento, intesa come aiuto-rimedio nella vita del penitente; da una espiazione, previa all'assoluzione, prolungata e rigorosa, ad una soddisfazione, successiva all'assoluzione".
La celebrazione delle ceneri nasce a motivo della celebrazione pubblica della penitenza, costituiva infatti il rito che dava inizio al cammino di penitenza dei fedeli che sarebbero stati assolti dai loro peccati la mattina del giovedì santo. Nel tempo il gesto dell'imposizione delle ceneri
si estende a tutti i fedeli e la riforma liturgica ha ritenuto opportuno conservare l'importanza di questo segno.La teologia biblica rivela un duplice significato dell'uso delle ceneri.Anzitutto sono segno della debole e fragile condizione dell'uomo. Abramo rivolgendosi a Dio dice:
"Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere..." (Gen 18,27). Giobbe riconoscendo il limite profondo della propria esistenza, con senso di estrema prostrazione, afferma: "Mi ha gettato nel fango: son diventato polvere e cenere" (Gb 30,19). In tanti altri
passi biblici può essere riscontrata questa dimensione precaria dell'uomo simboleggiata dalla cenere (Sap 2,3; Sir 10,9; Sir 17,27).Ma la cenere è anche il segno esterno di colui che si pente del proprio agire malvagio e decide di compiere un rinnovato cammino verso il Signore.
Particolarmente noto è il testo biblico della conversione degli abitanti di Ninive a motivo della predicazione di Giona: "I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, dal più grande al più piccolo. Giunta la notizia fino al re di Ninive, egli si alzò dal trono,
si tolse il manto, si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere" (Gio 3,5-9). Anche Giuditta invita tutto il popolo a fare penitenza affinché Dio intervenga a liberarlo: "Ogni uomo o donna israelita e i fanciulli che abitavano in Gerusalemme si prostrarono davanti al tempio e cosparsero il capo di cenere e, vestiti di sacco, alzarono le mani davanti al Signore" (Gdt 4,11).
Il gesto di versare le ceneri,esprime meglio l'aspetto positivo della quaresima che con questa celebrazione ha il suo inizio. Lo stesso liturgista propone una soluzione rituale molto significativa: "Se la cosa non risultasse troppo lunga, si potrebbe unire insieme l'antica e la nuova
formula che, congiuntamente, esprimerebbero certo al meglio il significato della celebrazione: "Ricordati che sei polvere e in polvere tornerai; dunque convertiti e credi al Vangelo".Il rito dell'imposizione delle ceneri, pur celebrato dopo l'omelia, sostituisce l'atto penitenziale della messa; inoltre
può essere compiuto anche senza la messa attraverso questo schema celebrativo: canto di ingresso, colletta, letture proprie, omelia, imposizione delle ceneri, preghiera dei fedeli, benedizione solenne del tempo di quaresima, congedo.
Le ceneri possono essere imposte in tutte le celebrazioni eucaristiche del mercoledì ma sarà opportuno indicare una celebrazione comunitaria "privilegiata" nella quale sia posta ancor più in evidenza la dimensione ecclesiale del cammino di conversione che si sta iniziando.
00:35 Scritto da: petroneluigi in Pasqua | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: forte, carattere, battesimale, penitenziale, preparazione, pasqua, cristiana, giornata, vari, riti, cattolici, penitenza, osservare, digiuno, astinenza, carni, parola, ceneri, richiama, giorno | OKNOtizie |
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26/01/2012
Predicare la Parola di Dio coniugandola alla dottrina della Chiesa cattolica.
Predicare la Parola di Dio coniugandola alla dottrina della Chiesa cattolica.Ambrogio influì anche sulla politica religiosa di Teodosio I. Nel 390 richiamò severamente l'imperatore, che aveva ordinato un massacro tra la popolazione di Tessalonica, rea di aver linciato il capo del presidio romano della città:
in tre ore di carneficina erano state assassinate migliaia di persone, attirate nell'arena con il pretesto di una corsa di cavalli. Ambrogio, venuto a conoscenza dell'accaduto, evitò una contrapposizione aperta con il potere imperiale
(con il pretesto di una malattia evitò l'incontro pubblico con Teodosio) ma, per via epistolare, chiese in modo riservato ma deciso una «penitenza pubblica» all'imperatore, che si era macchiato di un grave delitto pur dichiarandosi cristiano,
pena l'esclusione dai sacri riti («Non oso offrire il sacrificio, se tu vorrai assistervi», Lettera 11). Teodosio accettò di rimettersi alla volontà del vescovo e fece atto di pubblica penitenza nella notte Natale di quell'anno, momento in cui venne assolto e riammesso ai sacramenti.
Dopo questo episodio la politica religiosa dell'imperatore si irrigidì notevolmente: tra il 391 e il 392 furono emanati una serie di decreti (noti come decreti teodosiani) che attuavano in pieno l'editto di Tessalonica:
venne interdetto l'accesso ai templi pagani e ribadita la proibizione di qualsiasi forma di culto, compresa l'adorazione delle statue[12]; furono inoltre inasprite le pene amministrative per i cristiani che si
riconvertissero nuovamente al paganesimo[13] e nel decreto emanato nel 392 da Costantinopoli, l'immolazione di vittime nei sacrifici e la consultazione delle viscere erano equiparati al delitto di lesa maestà, punibile con la condanna a morte[14].
00:15 Scritto da: petroneluigi in I Padri della Chiesa | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: pena, esclusione, sacri, riti, offrire, sacrificio, volontà, vescovo, pubblica, penitenza, notte, natale, anno, assolto, riammesso, sacramenti | OKNOtizie |
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15/12/2011
Il Santo che imitando Gesù si spogliò di tutto per fare del bene ovunque
Il Santo che imitando Gesù si spogliò di tutto per fare del bene ovunqueNel nome del Signore. Tutti coloro che amano il Signore con tutto il cuore, tutta l'anima e la mente, con tutta la forza e amano i loro prossimi come se stessi,
e hanno in odio i loro corpi con i loro vizi e peccati, e ricevono il corpo e il sangue del Signore nostro Gesù Cristo, e fanno frutti degni di penitenza.
Oh, come sono beati e benedetti quelli e quelle, quando fanno tali cose e perseverano in esse; perché riposerà su di essi lo Spirito del Signore, e farà presso di loro la sua abitazione e dimora;
e sono figli del Padre celeste del quale compiono le opere, e sono sposi, fratelli e madri del Signore nostro Gesù Cristo.
10/12/2011
Terza Domenica di Avvento
Terza Domenica di Avvento
Candela dei Pastori Candela della gioia Color Rosa
La terza candela è chiamata la Candela dei pastori, poiché furono i pastori ad adorare il bambino Gesù e a diffondere la lieta novella.
Il gaudio della Chiesa aumenta viepiù in questa Domenica. Ella sospira sempre verso il Signore; ma sente che ormai è vicino, e crede di poter temperare l'austerità di questo periodo
di penitenza con l'innocente letizia. Questa Domenica ha ricevuto il nome di Gaudete.
Prima del pranzo della Domenica si accende la terza candela di color rosa e si recita questa preghiera così schematizzata:
Papà: Signore, fai risplendere la speranza di un futuro di pace.
Figli: "Vi esorto dunque io, prigioniero nel Signore, a comportarvi in maniera degna della vocazione che
avete ricevuto, con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi a vicenda con amore, cercando di
conservare l'unità nello spirito per mezzo del vincolo della pace." (Efesini 4,1-3).
Mamma: Preghiamo. Guarda o Signore a questa famiglia che attende con fede la nascita di tuo Figlio e
concedile di festeggiare il grande mistero della salvezza con un cuore nuovo e un' immensa gioia. Per Cristo
Nostro Signore. Amen.
04/12/2011
La Santa Vergine Maria ci parla ascoltiamo la sua voce come è dolce
La Santa Vergine Maria ci parla ascoltiamo la sua voce come è dolce
Lourdes Apparizioni
8ª apparizione. Mercoledì 24 febbraio 1858
Durante l’apparizione, d’un tratto i presenti videro il volto di Bernadette farsi triste, le lacrime le scorrevano sul viso, poi lasciò cadere le braccia come al giungere di una notizia dolorosa.
La Signora allora esclamò per tre volte: "Penitenza! Penitenza! Penitenza!" e fece ripetere ad alta voce queste parole alla ragazza.
00:05 Scritto da: petroneluigi in Lourdes, Religione Cattolica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: apparizione, presenti, videro, volto, bernadette, triste, lacrime, viso, cadere, braccia, notizia, dolorosa, signora, penitenza, parole, ragazza | OKNOtizie |
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S.Francesco d'Assisi