10/04/2012

Ottava di Pasqua

Ottava di Pasqua

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Nella Bibbia

L'usanza di ampliare la festa di Pasqua nei sette giorni seguenti è già ebraica, ed è presente nella celebrazione degli Azzimi (Es 12,15.19 ecc.). L'apparizione pasquale di Cristo all'ottavo giorno dalla risurrezione (Gv 20,26) ha certamente contribuito alla formazione dell'Ottava di Pasqua.

 

Nella storia della liturgia

Seguendo l'uso ebraico, la Chiesa ha sempre considerato la settimana pasquale come un unico giorno di festa. La celebrazione della Domenica di Pasqua (primo giorno dell'Ottava) iniziò quando la Veglia Pasquale iniziò a terminare più presto, verso mezzanotte o poco dopo.

 

L'antica Veglia si concludeva invece poco prima dell'alba: fino al tempo di papa Siricio (384-399) a Roma non si celebrava altra Eucaristia pasquale che quella che chiudeva la Vigilia. Sant'Agostino definisce la celebrazione dell'Ottava di Pasqua Ecclesiae consuetudo ("consuetudine della Chiesa").

 

Il Diario di Egeria precisa in quali giorni i fedeli di Gerusalemme si radunavano nelle diverse chiese. In riferimento al Battesimo amministrato nella Veglia Pasquale, il settenario pasquale era dedicato soprattutto alla catechesi mistagogica rivolta ai nuovi battezzati. Le catechesi di Sant'Ambrogio ne sono una testimonianza.

 

Il Sacramentario Gelasiano (V secolo) testimonia una Celebrazione Eucaristica In dominico Paschae ("nella domenica di Pasqua"), della quale pone i formulari dopo quelli della Messa della notte. Tale Messa assunse forme sempre più solenni e, fino al 1952, costituì il vertice dell'Anno Liturgico.

 

Nel VII secolo, a Roma, si cantavano i Vespri pasquali, caratterizzati da molteplici Alleluia. Le orazioni sono conservate nel Sacramentario Gregoriano; esse vengono descritte in maniera particolareggiata nell'Ordo XXVII dell'VIII secolo.

 

Il Sacramentario Gelasiano attesta che l'Ottava di Pasqua terminava con il sabato. Fu all'epoca di San Gregorio Magno che si trasferì la sua conclusione alla domenica, e il Sacramentario Gregoriano intitola questa domenica: Dominica post Albas. La denominazione Dominica in Albis è posteriore.

 

Il Messale precedente alla riforma liturgica indicava le stazioni giornaliere delle celebrazioni. Nel Messale del Vaticano II tali indicazioni sono state eliminate.

 

Nella liturgia attuale

Il Messale attuale riporta una celebrazione propria per ciascun giorno dell'Ottava di Pasqua. La prima lettura è sempre tratta dagli Atti degli Apostoli; il Vangelo narra i fatti della Pasqua.

 

Lunedì: vengono presentati i testimoni della risurrezione (At 2,14-32), e si descrive l'incontro del Risorto con le pie donne, cui è affidato il compito di annunciare ai discepoli lo straordinario evento della risurrezione di Gesù (Mt 28,8-15).

 

Martedì: Pietro esorta tutti alla conversione e al Battesimo nella fede in Cristo risorto (At 2,36-41), e si narra l'apparizione di Gesù alla Maddalena (Gv 20,11-18).

 

Mercoledì: Pietro guarisce lo storpio alla porta del Tempio di Gerusalemme (At 3,1-10), e Gesù si fa riconoscere dai discepoli di Emmaus (Lc 24,13-35).

 

Giovedì: Pietro parla dell'uccisione dell'autore della vita per sottolineare che Dio l'ha risuscitato dai morti (At 3,11-26), e il Vangelo attesta che l'annuncio dei profeti si è realizzato nella risurrezione di Cristo al terzo giorno (Lc 24,35-48).

 

Venerdì: Pietro annuncia che solo in Gesù c'è salvezza (At 4,1-12), e si narra l'apparizione di Gesù risorto sulle rive del lago di Tiberiade (Gv 21,1-14).

 

Sabato: di fronte alla violenza del sinedrio gli apostoli affermano il dovere dell'annuncio pasquale (At 4,13-21), e Gesù invia i suoi discepoli in tutto il mondo (Mc 16,9-15).

 

L'ultimo giorno dell'Ottava

L'espressione Ottava di Pasqua indica anche l'ultimo giorno dell'ottava. Questo viene chiamato in modi differenti secondo i periodi storici e secondo le varie tradizioni cristiane:

 

Domenica II di Pasqua è la dizione più semplice, che fa riferimento al fatto che questa domenica segue la Prima Domenica di Pasqua che è la stessa solennità pasquale.

 

Domenica in Albis [sott. depositis] (letteralmente: "domenica in cui le bianche [vesti vengono deposte]"). Nei primi secoli della Chiesa il battesimo era amministrato nella solenne Veglia Pasquale, la notte di Pasqua, ed i battezzati indossavano una tunica bianca che portavano poi per tutta la settimana successiva, fino alla domenica dopo Pasqua, detta perciò domenica in cui si depongono le bianche vesti.

 

Festa della Divina Misericordia: tale festa è stata istituita per essere celebrata in tale data nel 2000 da papa Giovanni Paolo II.

 

Domenica di san Tommaso: la Chiesa ortodossa usa questo nome perché viene letto in questa domenica il brano evangelico in cui si parla dell'incredulità di san Tommaso (Gv 20,26-29). Anche la Chiesa cattolica legge tale Vangelo in questa domenica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

08/04/2012

PASQUA DI RISURREZIONE DI NOSTRO SIGNORE GESU'

PASQUA DI RISURREZIONE DI NOSTRO SIGNORE GESU'

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Mattino di Pasqua

 

 Signore, che nessun mattino venga a illuminare la mia vita, senza che il mio cuore si volga alla Tua Risurrezione.Che ogni mattino sia per me un mattino di Pasqua.E che ogni giorno portandomi la gioia della Pasqua  mi porti anche la conversione più profonda.Che io sappia in ogni situazione e in ogni persona riconoscerti

 

come vuoi essere conosciuto oggi. Che ogni vicenda della mia giornata sia un momento in cui io ti senta chiamare per nome, come chiamasti Maria.Concedimi allora di voltarmi verso di te.Concedimi di risponderti con una sola parola: “Maestro”.

 

PASQUA DI RISURREZIONE DI NOSTRO SIGNORE GESU'

PASQUA DI RISURREZIONE DI NOSTRO SIGNORE GESU'

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Per me è Pasqua                       

Per me è Pasqua quando guardo negli occhi un bimbo,quando un amico con handy mi sorride e io lo abbraccio,quando una persona se ne va lieta di avermi parlato,quando un giovane mi confida la sue tribolazioni,quando porto la Comunione a

 

Giuseppina, quando sento che tu mi vuoi bene e mi sopporti,ma soprattutto quando penso che Dio mi ama e,nel Suo Amore, mi ha chiamato ad essere prete,mi rinnova e mi risuscita in questa Sua incredibile tenerezza.Allora sono immensamente felice,

ebbro di felicità, ed è PASQUA!

 

 

don Edelwaiss – parroco a Prunaio, BO

                                         

PASQUA DI RISURREZIONE DI NOSTRO SIGNORE GESU'

PASQUA DI RISURREZIONE DI NOSTRO SIGNORE GESU'

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Pasqua di Risurrezione del Signore

Se il Natale è la festività che raccoglie la famiglia, riunisce i parenti lontani, che più fa sentire il calore di una casa, degli affetti familiari, condividendoli con chi è solo, nello struggente ricordo del Dio Bambino; la Pasqua invece è la festa della gioia,

 

dell’esplosione della natura che rifiorisce in Primavera, ma soprattutto del sollievo, del gaudio che si prova, come dopo il passare di un dolore e di una mestizia che creava angoscia, perché per noi cristiani questa è la Pasqua, la dimostrazione reale che la Resurrezione di Gesù non era una vana promessa, di un uomo creduto un esaltato dai contemporanei o un Maestro (Rabbi) da un certo numero di persone, fra i quali i disorientati discepoli.

 

La Risurrezione è la dimostrazione massima della divinità di Gesù, non uno dei numerosi miracoli fatti nel corso della sua vita pubblica, a beneficio di tante persone che credettero in Lui; questa volta è Gesù stesso, in prima persona che indica il valore della sofferenza, comune a tutti gli uomini, che trasfigurata dalla speranza, conduce alla Vita Eterna, per i meriti della Morte e Resurrezione di Cristo.

 

La Pasqua è una forza, una energia d’amore immessa nel Creato, che viene posta come lievito nella vita degli uomini ed è una energia incredibile, perché alimenta e sorregge la nostra speranza di risorgere anche noi, perché le membra devono seguire la sorte del capo; ci dà la certezza della Redenzione, perché Cristo morendo ci ha liberati dai peccati, ma risorgendo ci ha restituito quei preziosi beni che avevamo perduto con la colpa.

 

Racconto evangelico

Esaminiamo adesso la cronologia degli avvenimenti che seguirono alla morte e sepoltura di Gesù. La sepoltura fu una operazione provvisoria, in quando essendo ormai un’ora serale e si approssimava con il tramonto il Sabato ebraico, in cui è noto

 

era proibita qualsiasi attività, il corpo di Gesù fu avvolto in un lenzuolo candido e deposto nel sepolcro nuovo scavato nella roccia, appartenente a Giuseppe d’Arimatea, membro del Sinedrio, ma ormai seguace delle idee del giovane “Rabbi” della Galilea.

 

Le operazioni necessarie per questo tipo di sepoltura, che non era l’inumazione nel terreno, e cioè il cospargere il corpo con profumi ed unguenti conservativi e l’avvolgimento dello stesso corpo con fasce o bende (ne abbiamo l’esempio nel racconto di Lazzaro risuscitato dallo stesso Gesù); queste operazioni, dicevamo,

 

furono rimandate a dopo il Sabato dalle pie donne, le quali dopo aver preparato gli aromi e visto dove era stato deposto il corpo di Gesù, alla fine si allontanarono. Dopo la Parasceve (vigilia del Sabato) quindi appena dopo sepolto Gesù, i sacerdoti ed i Farisei si recarono da Pilato dicendogli che si erano ricordati “che

 

quell’impostore quando era ancora in vita, disse: Dopo tre giorni risorgerò. Ordina dunque che sia vigilato il sepolcro fino al terzo giorno, perché non vengano i discepoli, lo rubino e poi dicano al popolo: È risorto dai morti. Così quest’ultima impostura sarebbe peggiore della prima!”.

 

E Pilato, secondo il solo Vangelo di Matteo, autorizzò il sigillo del sepolcro e dispose alcune guardie per controllarlo.Trascorso il Sabato, in cui tutti osservarono il riposo, Maria di Magdala, Maria di Cleofa e Salome, completarono la preparazione dei profumi e si recarono al sepolcro di buon’ora per completare le unzioni del corpo e

la fasciatura; lungo la strada dicevano tra loro, chi poteva aiutarle a spostare la pesante pietra circolare, che chiudeva la bassa apertura del sepolcro, che era composto da due ambienti scavati nella roccia, consistenti in un piccolo atrio e nella cella sepolcrale; quest’ultima contenente una specie di rialzo in pietra, su cui veniva deposto il cadavere.

 

Quando arrivarono, secondo i Vangeli, vi fu un terremoto, un angelo sfolgorante scese dal cielo, si accostò al sepolcro fece rotolare la pietra e si pose a sedere su di essa; le guardie prese da grande spavento caddero svenute. Ma l’Angelo si rivolse alle donne sgomente, dicendo loro: “Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”.

 

Proseguendo con il racconto del Vangelo di Matteo, le donne si allontanarono di corsa per dare l’annunzio ai discepoli. Piace ricordare che anche l’annunzio della nascita di Gesù avvenne tramite un Angelo a dei semplici pastori, così anche la Sua Risurrezione viene annunciata da un Angelo a delle umili donne, che secondo l’antico Diritto ebraico, erano inabilitate a testimoniare, quindi con questo evento che le vede messaggere e testimoni, viene anche ad inserirsi un evento storico nella socialità ebraica.

 

Lungo la strada lo stesso Gesù apparve loro, che prese dalla gioia si prostrarono ad adorarlo e il Risorto disse loro: “Non temete, andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno”. Proseguendo nella lettura del Vangelo di Matteo (che è l’unico ad indicare l’esistenza di un drappello di guardie), mentre le donne proseguirono veloci alla ricerca degli apostoli per avvisarli, alcuni dei soldati di guardia, rinvenuti dallo spavento provato, si recarono in città a riferire ai sommi sacerdoti l’accaduto.

 

Questi allora, riunitasi con gli anziani, decisero di dare una cospicua somma di denaro ai soldati, affinché dichiarassero che erano venuti i discepoli di Gesù di notte, mentre dormivano e ne avevano rubato il corpo, promettendo di intervenire in loro favore presso il governatore, se avessero avuto delle punizioni per questo.

 

Questa diceria, propagata dai soldati, si è diffusa fra i Giudei fino ad oggi. Se colpa si potrebbe attribuire alle autorità religiose ebraiche dell’epoca, questa riguarda l’ostinazione nello sbagliare anche di fronte all’evidenza, pur di non ammettere l’errore commesso; “quel timore che venga rubato il corpo, quelle guardie al sepolcro, quel sigillo apposto per loro richiesta, sono la testimonianza della loro follia ed ostinazione” (s. Ilario); in realtà tutto ciò servì soltanto a rendere più certa ed incontestabile la Resurrezione.

 

Quando le donne raggiunsero gli apostoli e riferirono l’accaduto, essi corsero verso il sepolcro, ma Pietro e Giovanni corsero avanti, al sepolcro arrivò per primo Giovanni più giovane e veloce, ma sulla soglia si fermò dopo aver visto il lenzuolo (Sindone) a terra, Pietro sopraggiunto, entrò per primo e constatò che il lenzuolo era per terra, mentre il sudario, usato per poggiarlo sul capo dei defunti, era ripiegato in un angolo, poi entrò anche Giovanni e ambedue capirono e credettero a quanto lo stesso Gesù, aveva detto in precedenza riguardo la sua Risurrezione.

 

A questo punto, con gli apostoli che se ne ritornano tutti meravigliati e gioiosi verso la loro dimora, riempiti di certezza e nuova forza, termina il racconto evangelico del giorno di Pasqua; Gesù comparirà altre volte alla Maddalena, agli Apostoli, ai discepoli di Emmaus, a sua madre, finché non si avrà la sua Ascensione al cielo; gli Evangelisti raccontano in modo diverso questi avvenimenti connessi con la Resurrezione, ma in sostanza simili nell’insegnamento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

07/04/2012

SETTIMANA SANTA

SETTIMANA SANTA

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Sabato Santo                                            

Nella Settimana Santa della Liturgia cristiana, che va dalla Domenica delle Palme alla Domenica di Pasqua, vi sono tre giorni che primeggiano per la loro solennità ed unicità, ed è il “Triduo Pasquale”, nel quale si commemora la crocifissione, sepoltura e Resurrezione di Gesù Cristo ed incomincia con la Messa vespertina del Giovedì Santo, prosegue con i riti del Venerdì Santo; al suo centro c’è la Veglia pasquale e si chiude ai Vespri della Domenica di Pasqua.

 

Se nel Giovedì Santo predomina la solennità dell’istituzione dell’Eucaristia, dell’istituzione del Sacerdozio e della Chiesa di Cristo; se nel Venerdì Santo predomina la mestizia, il dolore e la penitenza, nel ricordare la Passione e morte di Gesù, con la sua sepoltura; nel Sabato Santo invece predomina il silenzio, il raccoglimento, la meditazione, per Gesù che giace nel sepolcro; poi verrà la gioia della Domenica di Pasqua con la sua Resurrezione, ma nel sabato incombe il silenzio del riposo della morte.

Con la nostra meditazione, andiamo col pensiero, alla disperazione e disorientamento degli Apostoli e degli amici di Gesù, che dopo averlo seguito nei suoi itinerari in Galilea, assistito ai suoi prodigi, ascoltato i suoi insegnamenti, così pieni di speranza e innovativi per quell’epoca, l’avevano visto poi morire così tragicamente, senza che qualcosa o qualcuno, tanto meno Lui stesso, abbia bloccato questo ingiusto e assurdo evento.

 

Tutto prenderà poi un’altra luce, il peso che opprime il loro animo si trasformerà in gioia e sollievo, alla notizia della Sua Resurrezione, ma il Sabato, cioè il giorno dopo la morte, che per gli Ebrei era il giorno sacro e del più assoluto riposo, resterà cupo e pieno di sgomento per loro, che ignoravano ciò che sarebbe avvenuto dopo.

 

Ma nella liturgia, non sempre è stato così, a partire dal IV secolo in alcuni luoghi, in questo giorno i candidati al Battesimo (Catecumeni), facevano la loro pubblica professione di fede, prima di venire ammessi nella Chiesa, rito che avveniva poi nella Veglia di Pasqua.

 

Verso il XVI secolo, si cominciò con un’anticipazione della Vigilia alla mattina del Sabato Santo, forse perché non era consigliabile stare di notte fuori casa, ad ogni modo questa anticipazione al mattino del Sabato, è durata fino agli ultimi anni Cinquanta del XX secolo; ricordo personalmente che la “Gloria” si “scioglieva” verso le 10-11 del mattino del sabato, con il suono delle campane, appunto “sciolte” dai legami messi la sera del Giovedì Santo.

 

Poi con la riforma liturgica Conciliare, tutto è ritornato come alle origini e il Sabato ha ripreso il significato del giorno della meditazione e penitenza; l’oscurità nelle chiese è totale, non vi sono celebrazioni liturgiche, né Sante Messe; è l’unico giorno dell’anno che non si può ricevere la S. Comunione, tranne nel caso di Viatico per gli ammalati gravi.

 

Tutto è silenzio nell’attesa dell’evento della Resurrezione. Quanto tempo restò sepolto nel sepolcro Gesù? Furono tre giorni non interi, dalla sera del Venerdì fino all’alba del giorno dopo la festa del Sabato ebraico, che oggi è la Domenica di Pasqua, ma che per gli Ebrei era il primo giorno della settimana; in tutto durò circa 40 ore.

 

Bisogna dire che con la liturgia odierna, la “Veglia Pasquale” è prevista in buona parte delle nostre chiese e cattedrali, con inizio verso le 22,30-23 del sabato; ma la “Veglia”, madre di tutte le Veglie celebrate dalla Liturgia cristiana, pur iniziando nell’ultima ora del sabato, di fatto appartiene alla Liturgia solenne della Pasqua.

 

Durante la “Veglia” viene benedetto il fuoco, il ‘cero pasquale’, l’acqua battesimale; cercando di far coincidere il canto del ‘Gloria’, con il suono delle campane a festa, verso mezzanotte. In altre zone la “Veglia” inizia verso mezzanotte e quindi la liturgia eucaristica prosegue nelle prime ore notturne.

 

 

 

 

04/04/2012

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

 

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LA PAROLA DI OGGI     

4  Aprile 2012  Mercoledi della S.s Anno B   II Sett.

Vangelo  Mt (26, 14-25)

 

[14] Allora uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai sommi sacerdoti [15] e disse: "Quanto mi volete dare perché io ve lo consegni?". E quelli gli fissarono trenta monete d'argento. [16] Da quel momento cercava l'occasione propizia per consegnarlo.

 

[17] Il primo giorno degli Azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: "Dove vuoi che ti prepariamo, per mangiare la Pasqua?".[18] Ed egli rispose: "Andate in città, da un tale, e ditegli: Il Maestro ti manda a dire: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli".

 

[19] I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua. [20] Venuta la sera, si mise a mensa con i Dodici. [21] Mentre mangiavano disse: "In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà". [22] Ed essi, addolorati profondamente, incominciarono ciascuno a domandargli: "Sono forse io, Signore?".

 

[23] Ed egli rispose: "Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà. [24] Il Figlio dell'uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!".

 

[25] Giuda, il traditore, disse: "Rabbì, sono forse io?". Gli rispose: "Tu l'hai detto".

 

 

 

 

 

 

 

03/04/2012

SETTIMANA SANTA

SETTIMANA SANTA

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3  Aprile 2012  Martedi della S.s

 

Nell’Ultima cena, dopo aver celebrato la Pasqua con i suoi discepoli, mentre passava da questo mondo a Suo Padre, Cristo istituì il Sacramento dell’Eucarestia, come memoria perpetua della Sua passione…

 

 Il più grande di tutti i miracoli: a coloro che la Sua assenza avrebbe riempito di tristezza, lasciò questo sacramento come incomparabile conforto.

 

San Tommaso d’Aquino

 

01/04/2012

Meditazione

Meditazione

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La cospirazione.

 

 L´indicazione di tempo situa il fatto il mercoledì prima del venerdì, il 15 del mese di Nissan, quando cadeva la pasqua (Numeri 28,16). La morte di Gesù é decisa, quello che manca é l´inganno, già che i capi dei sacerdoti e i maestri della legge sono confusi a causa della popolarità di Gesù.

 

31/03/2012

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

 

Uomo,popolo,nazione,sacerdote,profetizzò,Gesù,morire,riunire insieme,figli,Dio, Gesù,dispersi,ucciderlo,vedere,pubblico,regione,deserto,città,Pasqua,purificarsi,

LA PAROLA DI OGGI     

31  Marzo 2012  Sabato V di Quaresima Anno B   I Sett.

Vangelo  Gv (11, 45-56)

 

[45] Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di quel che egli aveva compiuto, credettero in lui. [46] Ma alcuni andarono dai farisei e riferirono loro quel che Gesù aveva fatto. [47] Allora i sommi sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dicevano: "Che facciamo? Quest'uomo

 

compie molti segni. [48] Se lo lasciamo fare così, tutti crederanno in lui e verranno i Romani e distruggeranno il nostro luogo santo e la nostra nazione". [49] Ma uno di loro, di nome Caifa, che era sommo sacerdote in quell'anno, disse loro: "Voi non capite nulla

 

[50] e non considerate come sia meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera". [51] Questo però non lo disse da se stesso, ma essendo sommo sacerdote profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione [52] e non per la nazione soltanto, ma anche per

 

riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. [53] Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo. [54] Gesù pertanto non si faceva più vedere in pubblico tra i Giudei; egli si ritirò di là nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Efraim, dove si trattenne con i suoi discepoli.

 

[55] Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione andarono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. [56] Essi cercavano Gesù e stando nel tempio dicevano tra di loro: "Che ve ne pare? Non verrà egli alla festa?".

 

 

 

 

21/03/2012

Quaresima

Quaresima

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Pietre di scarto

 

 Quella mattina il Risorto ha mostrato alle donne che è possibile il rotolare del macigno, la fine degli incubi, l’inizio della luce, la primavera di rapporti nuovi. E che se ognuno di noi, uscito dal suo sepolcro, si adoperasse per rimuovere il macigno del

 

sepolcro accanto, si ripeterebbe nuovamente il miracolo del terremoto che contrassegnò la prima Pasqua di Cristo. Festa dei macigni rotolati. Festa del terremoto.

 

 Servo di Dio Tonino Bello

 

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