09/03/2012
Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio
Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio
9 Marzo 2012 Venerdi II di Quaresima Anno B II Sett.
Vangelo Mt (21,33-45)
[33] Ascoltate un'altra parabola: C'era un padrone che piantò una vigna e la circondò con una siepe, vi scavò un frantoio, vi costruì una torre, poi l'affidò a dei vignaioli e se ne andò. [34] Quando fu il tempo dei frutti,
mandò i suoi servi da quei vignaioli a ritirare il raccolto. [35] Ma quei vignaioli presero i servi e uno lo bastonarono, l'altro lo uccisero, l'altro lo lapidarono. [36] Di nuovo mandò altri servi più numerosi dei primi, ma quelli si comportarono nello stesso modo.
[37] Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: Avranno rispetto di mio figlio! [38] Ma quei vignaioli, visto il figlio, dissero tra sé: Costui è l'erede; venite, uccidiamolo, e avremo noi l'eredità. [39] E, presolo, lo cacciarono fuori della vigna e l'uccisero.
[40] Quando dunque verrà il padrone della vigna che farà a quei vignaioli?". [41] Gli rispondono: "Farà morire miseramente quei malvagi e darà la vigna ad altri vignaioli che gli consegneranno i frutti a suo tempo".
[42] E Gesù disse loro: "Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d'angolo; dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri? [43] Perciò io vi dico: vi sarà
tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare. [44] Chi cadrà sopra questa pietra sarà sfracellato; e qualora essa cada su qualcuno, lo stritolerà".
[45] Udite queste parabole, i sommi sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro e cercavano di catturarlo; ma avevano paura della folla che lo considerava un profeta.
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23/01/2012
Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio
Nutriamo anche l’anima; con la parola di DioLA PAROLA DI OGGI
23 Gennaio 2012 Lunedi Anno B III Sett. T.O.
Vangelo Mc (3,22-30)
[22] Ma gli scribi, che erano discesi da Gerusalemme, dicevano: "Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del principe dei demòni". [23] Ma egli, chiamatili, diceva loro in parabole:
"Come può satana scacciare satana?[24] Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non può reggersi;[25] se una casa è divisa in se stessa, quella casa non può reggersi.
[26] Alla stessa maniera, se satana si ribella contro se stesso ed è diviso, non può resistere, ma sta per finire. [27] Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire le sue cose se prima non avrà legato l'uomo
forte; allora ne saccheggerà la casa. [28] In verità vi dico: tutti i peccati saranno perdonati ai figli degli uomini e anche tutte le bestemmie che diranno; [29] ma chi avrà bestemmiato
contro lo Spirito santo, non avrà perdono in eterno: sarà reo di colpa eterna". [30] Poiché dicevano: "È posseduto da uno spirito immondo".
30/12/2011
Perle inviateci da Dio
Perle inviateci da Dio24 Molti ha fatto smarrire la loro presunzione,una misera illusione ha fuorviato i loro pensieri.25 Un cuore ostinato alla fine cadrà nel male;chi ama il pericolo in esso si perderà.
26 Un cuore ostinato sarà oppresso da affanni,il peccatore aggiungerà peccato a peccato.27 La sventura non guarisce il superbo,perché la pianta del male si è radicata in lui.
28 Una mente saggia medita le parabole,un orecchio attento è quanto desidera il saggio.29 L'acqua spegne un fuoco acceso,l'elemosina espia i peccati.
30 Chi ricambia il bene provvede all'avvenire,al momento della sua caduta troverà un sostegno.
15/11/2011
Il pastore del gregge santo
Il pastore del gregge santoPietro risulta dai racconti evangelici come un personaggio spontaneo nelle sue reazioni, impetuoso ma anche disposto a comprendere i propri errori e a imparare.
Nel celebre episodio della camminata sull'acqua Pietro corse incontro al maestro chiedendogli di poter fare lo stesso e imparando a sue spese, sprofondando fra le onde, che per compiere siffatti prodigi è necessaria una fede totale.
Egli, fra i dodici, è anche il più ardito nei suoi discorsi, e spesso parla e agisce a nome loro. All'inizio del ministero di Gesù, andò a cercarlo quando il Maestro si era ritirato nella solitudine del deserto.
In più occasioni lo interrogò a proposito delle parabole, implorando da lui una spiegazione o chiedendogli a chi fossero destinate, se ai Dodici o alla folla.
È d'altronde da lui che gli esattori delle imposte si recarono per reclamare il tributo del Tempio. Pietro stava per comunicarlo a Gesù che lo prevenne e gli dichiarò che egli stesso era esentato dalla tassa,
ma non voleva provocare scandali. Così Gesù inviò Pietro a pescare un pesce nella cui bocca venne trovato uno statere, ossia quattro dracme, che rappresentavano l'ammontare delle due tasse dovute: quella di Gesù e quella di Pietro.
Quando una donna, nella folla, toccò l'orlo del mantello di Gesù nella speranza di essere guarita, e il Maestro domandò: “Chi mi ha toccato?”, fu Pietro ad affrettarsi ad osservare che la folla lo stringeva da tutte le parti.
Sempre Pietro domandò a Gesù sino a quali limiti ci si debba spingere nel perdonare: “Fino a sette volte?” e ricevendo come risposta dal maestro: "Settanta volte sette", cioè sempre.
Mentre si avvicinavano a Gerusalemme, Pietro interrogò Gesù sul fico che aveva maledetto e che l'indomani era stato effettivamente trovato seccato fin dalle radici. Gesù si limitò a rispondere:
“Abbiate fede in Dio”. A Gerusalemme fu di nuovo Pietro ad informarsi sulla ricompensa che attendeva in cielo coloro che, come lui, avevano lasciato tutto per seguire Gesù.
In risposta promise: per questa vita, una famiglia spirituale e dopo la morte, la vita eterna. Davanti al tempio, dopo la predizione di Gesù riguardo alla sua totale distruzione, Pietro convinse Andrea e i due figli di Zebedeo a tentare insieme di ottenere da Gesù la data di questo avvenimento.
Dopo il discorso a Cafarnao sul pane di vita, a seguito del quale parecchi discepoli abbandonarono il maestro, quando Gesù chiese ai dodici se se ne sarebbero andati anch'essi, come quanti si erano scandalizzati, Pietro rispose a nome di tutti dicendo: "Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna".
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07/11/2011
Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio
Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio
7 novembre 2011 Lunedì XXXII tempo ordinario (A) - IV
VANGELO (Lc 17,1-6)
[1] Disse ancora ai suoi discepoli: "È inevitabile che avvengano scandali, ma guai a colui per cui avvengono.
[2] È meglio per lui che gli sia messa al collo una pietra da mulino e venga gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli.
[3] State attenti a voi stessi! Se un tuo fratello pecca, rimproveralo; ma se si pente, perdonagli. [4] E se pecca sette volte al giorno contro di te e sette volte ti dice: Mi pento, tu gli perdonerai".
[5] Gli apostoli dissero al Signore: [6] "Aumenta la nostra fede!". Il Signore rispose: "Se aveste fede quanto un granellino di senapa, potreste dire a questo gelso: Sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe.
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Perle inviateci da Dio
Perle inviateci da Dio
Proverbi 2
1 Figlio mio, se tu accoglierai le mie parole e custodirai in te i miei precetti,2 tendendo il tuo orecchio alla sapienza,inclinando il tuo cuore alla prudenza,
3 se appunto invocherai l'intelligenza e chiamerai la saggezza,4 se la ricercherai come l'argento e per essa scaverai come per i tesori,
5 allora comprenderai il timore del Signore e troverai la scienza di Dio,6 perché il Signore dà la sapienza,dalla sua bocca esce scienza e prudenza.
7 Egli riserva ai giusti la sua protezione,è scudo a coloro che agiscono con rettitudine,8 vegliando sui sentieri della giustizia e custodendo le vie dei suoi amici.
9 Allora comprenderai l'equità e la giustizia,e la rettitudine con tutte le vie del bene,10 perché la sapienza entrerà nel tuo cuore e la scienza delizierà il tuo animo.
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Conosciamo la Genesi
Conosciamo la Genesi
Antico Testamento Genesi 4
[17] Ora Caino si unì alla moglie che concepì e partorì Enoch; poi divenne costruttore di una città, che chiamò Enoch, dal nome del figlio.
[18] A Enoch nacque Irad; Irad generò Mecuiaèl e Mecuiaèl generò Metusaèl e Metusaèl generò Lamech.
[19] Lamech si prese due mogli: una chiamata Ada e l'altra chiamata Zilla. [20] Ada partorì Iabal: egli fu il padre di quanti abitano sotto le tende presso il bestiame.
[21] Il fratello di questi si chiamava Iubal: egli fu il padre di tutti i suonatori di cetra e di flauto. [22] Zilla a sua volta partorì Tubalkàin, il fabbro, padre di quanti lavorano il rame e il ferro. La sorella di Tubalkàin fu Naama.
[23] Lamech disse alle mogli: Ada e Zilla, ascoltate la mia voce;
mogli di Lamech, porgete l'orecchio al mio dire: Ho ucciso un uomo per una mia scalfittura e un ragazzo per un mio livido.
[24] Sette volte sarà vendicato Caino ma Lamech settantasette". [25] Adamo si unì di nuovo alla moglie, che partorì un figlio e lo chiamò Set. "Perché - disse –Dio mi ha concesso un'altra discendenza al posto di Abele,
poiché Caino l'ha ucciso". [26] Anche a Set nacque un figlio, che egli chiamò Enos. Allora si cominciò ad invocare il nome del Signore.
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06/11/2011
Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio
Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio6 novembre 2011 Domenica XXXII tempo ordinario (A) - IV
VANGELO (Mt 25,1-13)
1] Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. [2] Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; [3] le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio;
[4] le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell'olio in piccoli vasi. [5] Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono. [6] A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro!
[7] Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. [8] E le stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono.
[9] Ma le sagge risposero: No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene. [10] Ora, mentre quelle andavano per comprare l'olio,
arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. [11] Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore, signore, aprici!
[12] Ma egli rispose: In verità vi dico: non vi conosco. [13] Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora.
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Il Maestro Gesù che educa il suo popolo
Il Maestro Gesù che educa il suo popolo
La parabola della zizzania
Matteo 13:24-30 13:36-43
[24] Un'altra parabola espose loro così: "Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. [25] Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò.
[26] Quando poi la messe fiorì e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania. [27] Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania?
[28] Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla? [29] No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano.
[30] Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio".
[36] Poi Gesù lasciò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si accostarono per dirgli: "Spiegaci la parabola della zizzania nel campo". [37] Ed egli rispose: "Colui che semina il buon seme è il Figlio dell'uomo.
[38] Il campo è il mondo. Il seme buono sono i figli del regno; la zizzania sono i figli del maligno, [39] e il nemico che l'ha seminata è il diavolo. La mietitura rappresenta la fine del mondo, e i mietitori sono gli angeli.
[40] Come dunque si raccoglie la zizzania e si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. [41] Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori di iniquità
[42] e li getteranno nella fornace ardente dove sarà pianto e stridore di denti. [43] Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, intenda!
04:15 Scritto da: petroneluigi in Religione Cattolica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: proverbi, genesi, parabole, gesù, vangelo, siracide, salmi, apocalisse | OKNOtizie |
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Perle inviateci da Dio
Perle inviateci da Dio
Siracide 1
19 La collera ingiusta non si potrà giustificare,poiché il traboccare della sua passione sarà la sua rovina.
20 Il paziente sopporterà per qualche tempo;alla fine sgorgherà la sua gioia;21 per qualche tempo terrà nascoste le parole
e le labbra di molti celebreranno la sua intelligenza.
22 Fra i tesori della sapienza sono le massime istruttive,ma per il peccatore la pietà è un abominio.
23 Se desideri la sapienza, osserva i comandamenti;
allora il Signore te la concederà.24 Il timore del Signore è sapienza e istruzione,
si compiace della fiducia e della mansuetudine.
25 Non essere disobbediente al timore del Signore
e non avvicinarti ad esso con doppiezza di cuore.
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