18/05/2012

I Santi nostri intercessori

I Santi nostri intercessori

 

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18 Maggio 2012  Venerdi

San Felice da Cantalice Cappuccino

 

Felice Porro nacque a Cantalice quasi sicuramente nel 1515; fanciullo si trasferì a Cittaducale, dove servì in casa Picchi in qualità di pastore e di contadino. Alimentò l'innata inclinazione ad una vita austera, ascoltando leggere le Vite dei Padri. Nei primi mesi del 1544, travolto da giovenchi non domi e rimasto miracolosamente incolume,

 

si decise a mettere in atto senza altri rinvii il proposito, lungamente meditato, di rendersi religioso tra i Cappuccini. Compì l'anno di noviziato a Fiuggi e nel maggio 1545 emetteva la professione dei voti nel convento di S. Giovanni Campano. Quindi sostò per poco più di due anni nei conventi di Tivoli e di Viterbo-Palanzana e, verso la: fine del 1547 o l'inizio del 1548, si trasferì a Roma,

 

nel convento di S. Bonaventura (attualmente S. Croce dei Lucchesi sotto il Quirinale), dove nei rimanenti quarant'anni della sua vita questuò pane e vino per i suoi confratelli.Felice ebbe un temperamento mistico. Dormiva appena due o tre ore e il resto della notte lo trascorreva in chiesa in preghiera, che per lo più era contemplazione dei misteri della vita di Gesù.

 

Negli ultimi tre lustri della sua vita si comunicò quotidianamente. Nei giorni festivi soleva peregrinare alle "Sette Chiese" oppure visitava gli infermi nei vari ospedali romani. Nutrì una tenera devozione alla Vergine Madre, che gli apparve più volte.Nei suoi contatti quotidiani con il popolo, fu efficace consigliere spirituale di gente umile e della stessa aristocrazia della Roma rinascimentale.

 

Fu amico di s. Filippo Neri e di Sisto V, al quale predisse il papato ammonendolo a comportarsi rettamente, e che ne fece celebrare il processo canonico l'anno stesso della morte (giugno-ottobre 1587) con l'intenzione di canonizzarlo immediatamente, poiché i miracoli operati dal santo ancor vivente e subito dopo la morte erano sulla bocca di tutti. Ma di fatto Felice fu beatificato il 1 ottobre 1625 e canonizzato da Clemente XI il 22 maggio.

 

Il suo corpo riposa nella chiesa dell'Immacolata Concezione di via Veneto in Roma, dove fu trasportato il 27 aprile 1631. La festa liturgica ricorre il 18 maggio.

 

 

Modello di diffusione di cultura di pace e fratellanza.

Modello di diffusione di cultura di pace e fratellanza.

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Madre Teresa di Calcutta    

 

Trova un minuto per pensare, trova un minuto per pregare,

trova un minuto per ridere.

 

Trova il tempo di essere amico: è la strada della felicità

 

La fame d'amore è molto più difficile da rimuovere che la fame di pane.

 

13/05/2012

Perle inviateci da Dio

Perle inviateci da Dio

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1 Chi ama la disciplina ama la scienza,chi odia la correzione è stolto.2 Il buono si attira il favore del Signore,ma egli condanna l'intrigante.3 Non resta saldo l'uomo con l'empietà,ma la radice dei giusti non sarà smossa.4 La donna perfetta è la corona del marito,ma quella che lo disonora è come carie nelle sue ossa.

 

5 I pensieri dei giusti sono equità,i propositi degli empi sono frode.6 Le parole degli empi sono agguati sanguinari,ma la bocca degli uomini retti vi si sottrarrà.7 Gli empi, una volta abbattuti, più non sono,ma la casa dei giusti sta salda.8 Un uomo è lodato per il senno,chi ha un cuore perverso è disprezzato.

 

9 Un uomo di poco conto che basta a se stesso vale più di un uomo esaltato a cui manca il pane.10 Il giusto ha cura del suo bestiame,ma i sentimenti degli empi sono spietati.11 Chi coltiva la sua terra si sazia di pane,chi insegue chimere è privo di senno.

 

12 Le brame dell'empio sono una rete di mali,la radice dei giusti produce frutti.

13 Nel peccato delle sue labbra si impiglia il malvagio,ma il giusto sfuggirà a tale angoscia.

28/04/2012

Viene come Madre per richiamare gli uomini alla conversione, alla preghiera e alla penitenza

Viene come Madre per richiamare gli uomini alla conversione, alla preghiera e alla penitenza

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Fatima

Ottavo appello del Messaggio: “Prendete e bevete il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo, orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Riparate i loro delitti e consolate il vostro Dio”Gesù è rimasto nell’Eucaristia per essere il nostro alimento spirituale che sostiene in noi la vita soprannaturale: “ Io sono il pane della vita,se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo” (Gv 6, 48).

 

Per nutrirci di questo pane dobbiamo essere in grazia di Dio. Nell’Eucaristia Gesù è vivo. Attraverso la fede sappiamo che è il Verbo di Dio, crediamo nella sua Parola e nella sua Chiesa. Attraverso la partecipazione al suo Corpo e al suo Sangue diventiamo una sola cosa con Lui. Gesù, presente nei nostri altari, è anche Vittima che si offre al Padre per i nostri peccati. La Santa Messa è la rinnovazione incruenta del Sacrificio della Croce.

 

Nella solitudine e nel silenzio delle nostre chiese, nonostante sia, da molti, disprezzato e oltraggiato, Gesù continua a offrirsi al Padre, per noi. Maria, madre di Gesù e madre della Chiesa, suo Corpo Mistico, veglia su di noi, dispensando la sua protezione materna. Uniamo le nostre umili preghiere con quelle della Madonna, affinché Lei le rivolga al Padre, in Gesù suo Figlio.

 

27/04/2012

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

 

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LA PAROLA DI OGGI                                                                 

 

27  Aprile Venerdi 2012  III Domenica di Pasqua Anno B    III Sett.

Vangelo  Gv (6, 52-59)

 

 

[52] Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: "Come può costui darci la sua carne da mangiare?". [53] Gesù disse: "In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita.

 

[54] Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. [55] Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. [56] Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui.

 

[57] Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. [58] Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno".

 

[59] Queste cose disse Gesù, insegnando nella sinagoga a Cafarnao.

 

26/04/2012

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

 

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LA PAROLA DI OGGI                                                                 

 

26  Aprile Giovedi 2012  III Domenica di Pasqua Anno B    III Sett.

Vangelo  Gv (6, 44-51)

 

[44] Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. [45] Sta scritto nei profeti: E tutti saranno ammaestrati da Dio. Chiunque ha udito il Padre e ha imparato da lui, viene a me.

[46] Non che alcuno abbia visto il Padre, ma solo colui che viene da Dio ha visto il Padre.[47] In verità, in verità vi dico: chi crede ha la vita eterna.[48] Io sono il pane della vita.[49] I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti;

[50] questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. [51] Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo".

25/04/2012

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

 

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LA PAROLA DI OGGI                                                                 

 

24  Aprile Martedi 2012  III Domenica di Pasqua Anno B    III Sett.

Vangelo  Gv (6, 30-35)

 

[30] Allora gli dissero: "Quale segno dunque tu fai perché vediamo e possiamo crederti? Quale opera compi? [31] I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo".

 

[32] Rispose loro Gesù: "In verità, in verità vi dico: non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo, quello vero; [33] il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo". [34] Allora gli dissero: "Signore, dacci sempre questo pane".

 

[35] Gesù rispose: "Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete.

 

 

24/04/2012

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

 

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LA PAROLA DI OGGI                                                                 

 

24  Aprile Martedi 2012  III Domenica di Pasqua Anno B    III Sett.

Vangelo  Gv (6, 30-35)

 

[30] Allora gli dissero: "Quale segno dunque tu fai perché vediamo e possiamo crederti? Quale opera compi? [31] I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo".

 

[32] Rispose loro Gesù: "In verità, in verità vi dico: non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo, quello vero; [33] il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo". [34] Allora gli dissero: "Signore, dacci sempre questo pane".

 

[35] Gesù rispose: "Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete.

 

 

13/04/2012

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

 

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LA PAROLA DI OGGI     

13  Aprile 2012  Venerdi Ottava di Pasqua Anno B    P.

Vangelo  Gv (21, 1-14)

 

 

[1] Dopo questi fatti, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: [2] si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli.

 

[3] Disse loro Simon Pietro: "Io vado a pescare". Gli dissero: "Veniamo anche noi con te". Allora uscirono e salirono sulla barca; ma in quella notte non presero nulla. [4] Quando già era l'alba Gesù si presentò sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù.

 

[5] Gesù disse loro: "Figlioli, non avete nulla da mangiare?". Gli risposero: "No". [6] Allora disse loro: "Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete". La gettarono e non potevano più tirarla su per la gran quantità di pesci.

 

[7] Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: "È il Signore!". Simon Pietro appena udì che era il Signore, si cinse ai fianchi il camiciotto, poiché era spogliato, e si gettò in mare. [8] Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: infatti non erano lontani da terra se non un centinaio di metri.

 

[9] Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. [10] Disse loro Gesù: "Portate un pò del pesce che avete preso or ora". [11] Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò.

 

[12] Gesù disse loro: "Venite a mangiare". E Nessuno dei discepoli osava domandargli: "Chi sei?", poiché sapevano bene che era il Signore. [13] Allora Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede a loro, e così pure il pesce.

 

[14] Questa era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risuscitato dai morti.

 

 

 

 

 

02/04/2012

SETTIMANA SANTA

SETTIMANA SANTA

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2  Aprile 2012  Lunedi della S.s

 

Quel Dio che veste i gigli del campo                                       

 

 Quel Dio che veste i gigli del campo di abito quale mai indossò Salomone, non sarà mai per lasciar mancare alcuna cosa a chi lavora unicamente per Lui e per la maggior gloria del Suo Nome. Bisogna, dunque, ravvivare la fede e credere che il bene non si

 

può fare che salendo il cammino faticoso del Calvario, con il forte pensiero che il Signore mai è venuto meno a quelli che confidano in Lui, che dolce è sempre il pane che viene dalle mani del Signore provvido, specialmente quando costi sudori di fatica

 

 Beato Luigi Guanella, Regolamento dei Servi della Carità

 

 

 

 

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