15/05/2012
I Santi nostri intercessori
I Santi nostri intercessori
15 Maggio 2012 Martedi
Sant' Isidoro l'agricoltore Laico
Nasce in una Spagna che per buona parte è in mano araba, e nell’infanzia sente raccontare le gesta di tre grandi condottieri. Ecco Alfonso VI il Bravo, re di Castiglia e di León, che ha conquistato tante città. E poi Yusuf ibn Tashufin, capo della dinastia musulmana degli Almorávidi, che ha sconfitto Alfonso nel 1081 e ha incorporato i domìni arabi di Spagna nel suo impero nordafricano.
Infine, c’è il condottiero dei condottieri, l’eroe nazionale Ruiz Díaz de Bivar detto il Cid, el que en buena çinxo espada (colui che in buon’ora cinse la spada).Isidoro non ha spada né cavallo. Orfano del padre fin da piccolo, va poi a lavorare la terra sotto padrone, nelle campagne intorno a Madrid. A causa della guerra, cerca rifugio e lavoro più verso nord, a Torrelaguna. E vi trova anche moglie: Maria Toribia, contadina come lui.
Isidoro è un credente schietto. Partecipa ogni giorno alla Messa mattutina, e durante la giornata lo si vede spesso appartato in preghiera. Questo gli tira addosso le accuse di altri salariati: ha poca voglia di lavorare, perde tempo, sfrutta le nostre fatiche. È già accaduto agli inizi, nelle campagne di Madrid; poi continua a Torrelaguna, e più tardi a Madrid ancora, quando lui vi ritorna alla fine dei combattimenti.
A queste accuse Isidoro non si ribella, ma neppure si piega. Il padrone è preoccupato, non si fida di lui? E allora sorvegli, controlli, verifichi i risultati del suo lavoro... E questo fa appunto il padrone, scoprendo che Isidoro ha sì perso tempo inginocchiandosi ogni tanto a pregare, ma che alla sera aveva mietuto la stessa quantità di grano degli altri. E così al tempo dell’aratura:
tanta orazione pure lì, ma a fine giornata tutta la sua parte di terra era dissodata.
Juan de Vargas si chiama questo proprietario, che dapprima tiene d’occhio Isidoro con diffidenza; ma alla fine, toccata con mano la sua onestà, arriva a dire che quei risultati non si spiegano solo con la capacità di lavoro; ci sono anche degli interventi soprannaturali: avvengono miracoli, insomma, sulle sue terre.
E altri diffondono via via la voce: in tempo di mietitura, il grano raccolto da Isidoro veniva prodigiosamente moltiplicato. Durante l’aratura, mentre lui pregava in ginocchio, gli angeli lavoravano al posto suo con l’aratro e con i buoi. Così il bracciante malvisto diventa l’uomo di fiducia del padrone, porta a casa più soldi e li divide tra i poveri. Né lui né sua moglie cambiano vita:
è intorno a loro e grazie a loro che la povera gente incomincia a vivere un po’meglio. Nel tempo delle epiche gesta di tanti conquistatori, le imprese di Isidoro sono queste, fino alla morte. A volte certi suoi atti fanno pensare a Francesco d’Assisi. Per esempio, quando d’inverno si preoccupa per gli uccelli affamati: e per loro, andando al mulino con un sacco di grano, ne sparge i chicchi a grandi manciate sulla neve;
ma quando arriva al mulino, il sacco è di nuovo prodigiosamente pieno. Lavorare, pregare, donare: le sue gesta sono tutte qui, e dopo la morte lo rendono famoso come Alfonso il Bravo e come il Cid. Nel 1170 il suo corpo viene deposto nella chiesa madrilena di Sant’Andrea, e col tempo la sua fama si divulga in Spagna, nelle colonie spagnole d’America e in alcune regioni del Nord europa.
Nel 1622, Isidoro l’Agricoltore viene canonizzato da Gregorio XV (con Ignazio di Loyola e Francesco Saverio). Nel 1697 papa Innocenzo XII proclama beata sua moglie Maria Toribia. Le reliquie di sant’Isidoro si trovano ora nella cattedrale di Madrid.
00:25 Scritto da: petroneluigi in I Santi del Giorno | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: via, voce, tempo, mietitura, grano, raccolto, aratura, pregava, ginocchio, angeli, lavoravano, posto, aratro, buoi, bracciante, uomo, fiducia, padrone, porta, casa, soldi, divide, poveri, moglie, vita | OKNOtizie |
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12/05/2012
Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio
Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio
LA PAROLA DI OGGI
12 Maggio Sabato 2012 V Domenica di Pasqua Anno B I Sett.
Vangelo Gv (15, 18-21)
[18] Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. [19] Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia.
[20] Ricordatevi della parola che vi ho detto: Un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
[21] Ma tutto questo vi faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato.
00:20 Scritto da: petroneluigi in Religione Cattolica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: mondo, odia, amerebbe, scelti, parola, detto, servo, grande, padrone, perseguitato, causa, perseguiteranno, osservato, osserveranno, nome, conoscono, colui, mandato | OKNOtizie |
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11/05/2012
Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio
Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio
LA PAROLA DI OGGI
11 Maggio Venerdi 2012 V Domenica di Pasqua Anno B I Sett.
Vangelo Gv (15, 12-17)
[12] Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati.[13] Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. [14] Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando.
[15] Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi. [16] Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti
perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. [17] Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri.
01/04/2012
Sacerdote
Sacerdote
Non si parla dell´agnello della pasqua: Gesù è l´agnello. Nel pane e nel vino c´è molto più di una presenza, c´è un dono: «corpo offerto, sangue sparso», che obbliga chi comunica a fare lo stesso: offrire la propria vita per gli altri. La cena: preparativi.La parola ‘Pasqua’ si ripete per tre volte (vv.
12.14.16). E´ la festa della liberazione, che contrasta con la sorte di Gesù; però egli è il padrone della situazione, colui che dà ordini e istruzioni. Annuncio del tradimento. Il traditore non può rimanere con i discepoli. Il «Guai a chi tradisce...!» non è una maledizione, ma una minaccia e una esortazione, come nei profeti.
13:32 Scritto da: petroneluigi in Pasqua | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: parla, agnello, gesù, pane, vino, presenza, dono, corpo, offerto, sangue, sparso, obbliga, comunica, offrire, vita, cena, festa, liberazione, padrone, situazione, ordini, istruzioni, annuncio, tradimento, traditoretradisce | OKNOtizie |
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13/03/2012
Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio
Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio
LA PAROLA DI OGGI
13 Marzo 2012 Martedi III di Quaresima Anno B III Sett.
Vangelo Mt (18, 21-35)
[21] Allora Pietro gli si avvicinò e gli disse: "Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?". [22] E Gesù gli rispose: "Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette.
[23] A proposito, il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi. [24] Incominciati i conti, gli fu presentato uno che gli era debitore di diecimila talenti. [25] Non avendo però costui il denaro da
restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, con i figli e con quanto possedeva, e saldasse così il debito.[26] Allora quel servo, gettatosi a terra, lo supplicava: Signore, abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa.
[27] Impietositosi del servo, il padrone lo lasciò andare e gli condonò il debito. [28] Appena uscito, quel servo trovò un altro servo come lui che gli doveva cento denari e, afferratolo, lo soffocava e diceva: Paga quel che devi! [29] Il suo compagno, gettatosi a terra,
lo supplicava dicendo: Abbi pazienza con me e ti rifonderò il debito.
[30] Ma egli non volle esaudirlo, andò e lo fece gettare in carcere, fino a che non avesse pagato il debito. [31] Visto quel che accadeva, gli altri
servi furono addolorati e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto. [32] Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato.
[33] Non dovevi forse anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te? [34] E, sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non gli avesse restituito tutto il dovuto.
[35] Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al vostro fratello".
00:32 Scritto da: petroneluigi in Religione Cattolica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: servi, padrone, chiamare, uomo, servo, malvagio, condonato, debito, pregato, pietà, mano, compagno, sdegnato, aguzzini, restituito, padre, celeste, ciascuno, cuore, fratello | OKNOtizie |
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23/02/2012
Il Maestro Gesù che educa il suo popolo
Il Maestro Gesù che educa il suo popoloLa Parabola del gran convito
Luca (14,15-24)
[15] Uno dei commensali, avendo udito ciò, gli disse: "Beato chi mangerà il pane nel regno di Dio!".[16] Gesù rispose: "Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti.
[17] All'ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: Venite, è pronto. [18] Ma tutti, all'unanimità, cominciarono a scusarsi. Il primo disse: Ho comprato un campo e devo andare
a vederlo; ti prego, considerami giustificato.[19] Un altro disse: Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego, considerami giustificato.[20] Un altro disse: Ho preso moglie e perciò non posso venire.
[21] Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al padrone. Allora il padrone di casa, irritato, disse al servo: Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui poveri, storpi, ciechi e zoppi.[22] Il servo disse: Signore, è stato fatto come
hai ordinato, ma c'è ancora posto.[23] Il padrone allora disse al servo: Esci per le strade e lungo le siepi, spingili a entrare, perché la mia casa si riempia.
[24] Perché vi dico: Nessuno di quegli uomini che erano stati invitati assaggerà la mia cena".
00:17 Scritto da: petroneluigi in Religione Cattolica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ordinato, posto, padrone, servo, strade, siepi, entrar, casa, uomini, erano, invitati, assaggerà, cena, ritorno, irritato, piazze, vie, città, conduci, poveri, storpi, ciechi, zoppi | OKNOtizie |
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06/02/2012
Perle inviateci da Dio
Perle inviateci da Dio
Proverbi 6
1 Figlio mio, se hai garantito per il tuo prossimo,se hai dato la tua mano per un estraneo,2 se ti sei legato con le parole delle tue labbra e ti sei lasciato prendere dalle parole della tua bocca,3 figlio mio, fa' così per liberartene:
poiché sei caduto nelle mani del tuo prossimo,va', gèttati ai suoi piedi, importuna il tuo prossimo;4 non concedere sonno ai tuoi occhi né riposo alle tue palpebre,5 lìberatene come la gazzella dal laccio,come un uccello dalle mani del cacciatore.
6 Va' dalla formica, o pigro,guarda le sue abitudini e diventa saggio.7 Essa non ha né capo,né sorvegliante, né padrone,8 eppure d'estate si provvede il vitto,
al tempo della mietitura accumula il cibo.9 Fino a quando, pigro, te ne starai a dormire?
Quando ti scuoterai dal sonno?10 Un po' dormire, un po' sonnecchiare,
un po' incrociare le braccia per riposare11 e intanto giunge a te la miseria, come un vagabondo,e l'indigenza, come un mendicante.
00:20 Scritto da: petroneluigi in Religione Cattolica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: formica, pigro, guarda, abitudini, diventa, saggio, capo, sorvegliante, padrone, provvede, vitto, tempo, mietitura, accumula, cibo, dormire, sonno, sonnecchiare, riposare, miseria | OKNOtizie |
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26/01/2012
Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio
Nutriamo anche l’anima; con la parola di DioLA PAROLA DI OGGI
26 Gennaio 2012 Giovedi Anno B P
Vangelo Lc (10,1-9)
[1] Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. [2] Diceva loro: "La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque
il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe.[3] Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi;[4] non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada.
[5] In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa.[6] Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi.
[7] Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l'operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa. [8] Quando entrerete in una città e vi accoglieranno,
mangiate quello che vi sarà messo dinanzi,[9] curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio.
00:30 Scritto da: petroneluigi in Religione Cattolica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: signore, discepoli, città, luogo, operai, pregate, padrone, mando, agnelli, lupi, portate, borsa, bisaccia, sandali, salutate, strada, casa, pace, figlio, scenderà, curate, malati, dio | OKNOtizie |
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29/12/2011
Un apostolato dedicato ai giovani,ma anche un apostolato attraverso la stampa.
Un apostolato dedicato ai giovani,ma anche un apostolato attraverso la stampa.Ricordatevi che l’educazione è cosa di cuore, e che Dio solo ne è il padrone, e noi non potremo riuscire a cosa alcuna, se Dio non ce ne insegna l’arte, e ce ne dà in mano le chiavi.
00:10 Scritto da: petroneluigi in Grandi Condottieri della Fede,Beati,Santi, | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ricordatevi, educazione, cuore, dio, padrone, riuscire, insegna, arte, mano, chiavi | OKNOtizie |
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23/12/2011
Il Maestro Gesù che educa il suo popolo
Il Maestro Gesù che educa il suo popoloLa Parabola dei lavoratori nella vigna
Matteo 20:1-16
[1] "Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. [2] Accordatosi con loro per un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna.
[3] Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano sulla piazza disoccupati [4] e disse loro: Andate anche voi nella mia vigna; quello che è giusto ve lo darò. Ed essi andarono.
[5] Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre e fece altrettanto. [6] Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano là e disse loro: Perché ve ne state qui tutto il giorno oziosi?
[7] Gli risposero: Perché nessuno ci ha presi a giornata. Ed egli disse loro: Andate anche voi nella mia vigna. [8] Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore:
Chiama gli operai e dà loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi. [9] Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro.
[10] Quando arrivarono i primi, pensavano che avrebbero ricevuto di più. Ma anch'essi ricevettero un denaro per ciascuno. [11] Nel ritirarlo però, mormoravano contro il padrone dicendo:
[12] Questi ultimi hanno lavorato un'ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo.
[13] Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse convenuto con me per un denaro? [14] Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare anche a quest'ultimo quanto a te.
[15] Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono? [16] Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi".










































