23/02/2012

I Santi nostri intercessori

I Santi nostri intercessori

 

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23  Febbraio 2012  Giovedi

 

San Policarpo Vescovo e martire

 

 

E’ stato istruito nella fede da "molti che avevano visto il Signore", e "fu dagli Apostoli stessi posto vescovo per l’Asia nella Chiesa di Smirne". Così scrive di lui Ireneo, suo discepolo e vescovo di Lione in Gallia. Policarpo, nato da una famiglia benestante di Smirne, viene messo a capo

 

dei cristiani del luogo verso l’anno 100. Nel 107 è testimone di un evento straordinario: il passaggio per Smirne di Ignazio, vescovo di Antiochia, che va sotto scorta a Roma dove subirà il martirio, decretato in una persecuzione locale. Policarpo lo ospita durante la sosta, e più tardi

 

Ignazio gli scrive una lettera che tutte le generazioni cristiane conosceranno, lodandolo come buon pastore e combattente per la causa di Cristo.Nel 154 Policarpo dall’Asia Minore va a Roma in tutta tranquillità, per discutere con papa Aniceto (di origine probabilmente siriana) sulla

 

data della Pasqua. E da Lione un altro figlio dell’Asia Minore, Ireneo, li esorta a non rompere la pace fra i cristiani su questo problema. Roma celebra la Pasqua sempre di domenica, e gli orientali sempre il 14 del mese ebraico di Nisan, in qualunque giorno della settimana cada.

 

 Aniceto e Policarpo non riescono a mettersi d’accordo, ma trattano e si separano in amicizia.Periodi di piena tranquillità per i cristiani sono a volte interrotti da persecuzioni anticristiane, per lo più di carattere locale. Come quella che appunto scoppia a Smirne, dopo il ritorno di Policarpo

 

da Roma, regnando l’imperatore Antonino Pio. Undici cristiani sono già stati uccisi nello stadio quando un gruppo di facinorosi vi porta anche il vecchio vescovo (ha 86 anni), perché il governatore romano Quadrato lo condanni. Quadrato vuole invece risparmiarlo

 

 e gli chiede di dichiararsi non cristiano, fingendo di non conoscerlo. Ma Policarpo gli risponde tranquillo: "Tu fingi di ignorare chi io sia. Ebbene, ascolta francamente: io sono cristiano". Rifiuta poi di difendersi di fronte alla folla, e si arrampica da solo sulla catasta pronta per il rogo. Non vuole che lo leghino.

 

 Verrà poi ucciso con la spada. E’ il 23 febbraio 155, verso le due del pomeriggio. Lo sappiamo dal Martyrium Polycarpi, scritto da un testimone oculare in quello stesso anno. E’ la prima opera cristiana dedicata unicamente al racconto del supplizio di un martire.

 

E anzi è la prima a chiamare “martire” (testimone) chi muore per la fede.Tra le lettere di Policarpo alle comunità cristiane vicine alla sua, si conserverà quella indirizzata ai Filippesi, in cui il vescovo ricorda la Passione di Cristo: "Egli sofferse per noi, affinché noi vivessimo in Lui.

 

Dobbiamo quindi imitare la sua pazienza... Egli ci ha lasciato un modello nella sua persona". Policarpo quella pazienza l’ha imitata. Ed ha accolto e realizzato pure l’esortazione di Ignazio, che nella sua lettera prima del martirio gli scriveva: "Sta’ saldo come incudine sotto i colpi".

 

 

 

 

 

 

  

22/12/2011

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

Anima,spirito,esulta,guardato,umiltà,serva,generazioni,beata,nome,misericordia,potenza, braccio, LA PAROLA DI OGGI      

22 Dicembre 2011  Giovedì Feria di Avvento

VANGELO (Lc 1,46-55)

[46] Allora Maria disse: "L'anima mia magnifica il Signore [47] e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, [48] perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

[49] Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome: [50] di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. [51] Ha spiegato la potenza del suo braccio,

ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; [52] ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; [53] ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi.

[54] Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, [55] come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre".

 

17/12/2011

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

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LA PAROLA DI OGGI      

17 Dicembre 2011 Sabato Feria di Avvento

VANGELO (Mt 1,1-17)

[1] Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. [2] Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli,

[3] Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esròm, Esròm generò Aram, [4] Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmòn,

[5] Salmòn generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, [6] Iesse generò il re Davide. Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa,

[7] Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asàf, [8] Asàf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozia, [9] Ozia generò Ioatam, Ioatam generò Acaz, Acaz generò Ezechia,

[10] Ezechia generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosia, [11] Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia. [12] Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatiel, Salatiel generò Zorobabèle,

 

[13] Zorobabèle generò Abiùd, Abiùd generò Elìacim, Elìacim generò Azor, [14] Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, [15] Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe,

[16] Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo. [17] La somma di tutte le generazioni, da Abramo a Davide, è così di quattordici;

da Davide fino alla deportazione in Babilonia è ancora di quattordici; dalla deportazione in Babilonia a Cristo è, infine, di quattordici.

05/12/2011

Perle inviateci da Dio

Perle inviateci da Dio

Signore,misericordia,cadere,confidate,salario,benefici,felicità,eterna,generazioni,riflettete,Siracide 2 

7 Quanti temete il Signore, aspettate la sua misericordia;non deviate per non cadere.8 Voi che temete il Signore, confidate in lui;

il vostro salario non verrà meno.9 Voi che temete il Signore, sperate i suoi benefici,la felicità eterna e la misericordia.10 Considerate le generazioni passate e riflettete:

chi ha confidato nel Signore ed è rimasto deluso?O chi ha perseverato nel suo timore e fu abbandonato?O chi lo ha invocato ed è stato da lui trascurato?

11 Perché il Signore è clemente e misericordioso,rimette i peccati e salva al momento della tribolazione.