21/04/2012

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

 

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LA PAROLA DI OGGI     

21  Aprile Sabato 2012  II Domenica di Pasqua Anno B    II Sett.

Vangelo  Gv  (6, 16-21)

 

 

 

[16] Venuta intanto la sera, i suoi discepoli scesero al mare [17] e, saliti in una barca, si avviarono verso l'altra riva in direzione di Cafarnao. Era ormai buio, e Gesù non era ancora venuto da loro. [18] Il mare era agitato, perché soffiava un forte vento.

 

[19] Dopo aver remato circa tre o quattro miglia, videro Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca, ed ebbero paura. [20] Ma egli disse loro: "Sono io, non temete".

 

[21] Allora vollero prenderlo sulla barca e rapidamente la barca toccò la riva alla quale erano diretti.

 

 

 

 

01/04/2012

Pregare è Dialogare con Dio

Pregare è Dialogare con Dio

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PREGHIERA

 

 Ecco il tuo posto, vieni a sederti fra noi e ti racconteremo la nostra storia.Quanto amore nel seminare quanta speranza nell´aspettare,quanta fatica nel mietere il grano e vendemmiare.

 

Accanto al fuoco, vieni,Vieni a scaldarti con noi: tutti divideremo pane e vino!Ti sentirai più forte vieni, rimani con noi: uniti attenderemo ogni domani!

    

22/03/2012

I Santi nostri intercessori

I Santi nostri intercessori

 

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22  Marzo 2012  Giovedi

Santa Lea

 

Santa Lea, che conosciamo soltanto grazie a san Girolamo. Egli ne parla in una lettera alla gentil donna Marcella, animatrice del cristianesimo integralmente vissuto, che ha dato vita a una comunità femminile di tipo quasi monastico nella sua residenza sull’Aventino. Anche Lea è di

 

famiglia nobile: rimasta vedova in giovane età, pareva che dovesse poi sposare un personaggio illustre,Vezzio Agorio Pretestato, chiamato ad assumere la dignità di console. Ma lei è entrata invece nella comunità di Marcella, dove si studiano le Scritture e si prega insieme, vivendo in

 

castità e povertà. Con questa scelta, Lea capovolge modi e ritmi della sua vita per diffondere, come diremmo noi, un “messaggio forte”. E Girolamo dice di lei: "Maestra di perfezione alle altre, più con l’esempio che con la parola, fu di un’umiltà così sincera e profonda che, dopo essere stata gran

 

dama con molta servitù ai suoi ordini, si considerò poi come una serva". Marcella ha in lei una fiducia totale: tant’è che le affida il compito di formare le giovani nella vita di fede e nella pratica della carità nascosta e silenziosa. Sarebbe difficile, scrive Girolamo, riconoscere in lei

 

l’aristocratica di un tempo, ora che "ha mutato le vesti delicate nel ruvido sacco", e mangia come mangiano i poveri che soccorre. Questo è il suo stile, sotto il segno del riserbo. Agire e tacere. Insegnare con i fatti. Fa così poco rumore che di lei non si sa altro, e ignoreremmo perfino la sua

 

esistenza se Girolamo non l’avesse ricordata in quella lettera, quando lei era già morta (e sepolta a Ostia). Era il 384, anno della morte di papa Damaso I, regnando in concordia gli imperatori Teodosio I e Massimo. Più tardi il primo dei due sconfisse il secondo. E regnò poi da solo, avendolo fatto uccidere.

15/03/2012

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

 

 

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15  Marzo 2012 Giovedi  III di Quaresima Anno B   III Sett.

Vangelo  Lc (11, 14-23)

 

 

[14] Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle rimasero meravigliate. [15] Ma alcuni dissero: "È in nome di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni".

 

[16] Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo. [17] Egli, conoscendo i loro pensieri, disse: "Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull'altra. [18] Ora, se anche satana è diviso in

 

se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni in nome di Beelzebùl. [19] Ma se io scaccio i demòni in nome di Beelzebùl, i vostri discepoli in nome di chi li scacciano? Perciò essi stessi saranno i vostri giudici.

 

[20] Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, è dunque giunto a voi il regno di Dio. [21] Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, tutti i suoi beni stanno al sicuro. [22] Ma se arriva uno più

 

forte di lui e lo vince, gli strappa via l'armatura nella quale confidava e ne distribuisce il bottino. [23] Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde.

 

 

 

 

 

08/03/2012

ASSIMILA E MEDITA PREGA E CONTEMPLA

ASSIMILA E MEDITA PREGA E CONTEMPLA

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Preghiera

 

O Dio che nella gloriosa Trasfigurazione del Cristo Signore, hai confermato i misteri della fede con la testimonianza della legge e dei profeti e hai

 

mirabilmente preannunziato la nostra definitiva adozione a tuoi figli, fa che ascoltiamo la parola del tuo amatissimo Figlio per divenire coeredi della sua vita immortale

 

LEGGIAMO E ASCOLTIAMO CON ATTENZIONE                     

 

Leggiamo con attenzione il testo biblico: perché l’ascolto sia fruttuoso è necessario leggere con calma, pacatezza, equilibrio e partecipazione. Assumiamo un atteggiamento interiore di stupore e di meraviglia verso

 

‘questa’ Parola di Dio come se la stessimo ascoltando per la prima volta: è infatti la parola che il Signore desidera rivolgere proprio a noi, qui ed ora!

 

Dopo la proclamazione, vi sarà tempo per rileggere il testo personal-mente e aprirsi alla ricerca dei segni  di Dio.

 

Vangelo Mc (9, 2-10)

 

[2] Dopo sei giorni, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò sopra un monte alto, in un luogo appartato, loro soli. Si trasfigurò davanti a loro

 

[3] e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche.[4] E apparve loro Elia con Mosè e discorrevano con Gesù.

 

[5] Prendendo allora la parola, Pietro disse a Gesù: "Maestro, è bello per noi stare qui; facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia!". [6] Non sapeva infatti che cosa dire, poiché erano stati presi dallo spavento.

 

[7] Poi si formò una nube che li avvolse nell'ombra e uscì una voce dalla nube: "Questi è il Figlio mio prediletto; ascoltatelo!". [8] E subito guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo con loro.

 

[9] Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell'uomo fosse risuscitato dai morti. [10] Ed essi tennero per sé la cosa, domandandosi però che cosa volesse dire risuscitare dai morti.

 

APPROFONDISCI PER COMPRENDERE LA PAROLA

 

La trasfigurazione non è lo svelamento impassibile della luce del Verbo agli occhi degli apostoli, ma il momento intenso in cui Gesù non fa più che uno, mediante tutto il suo essere, con la compassione del Padre.

 

In quei giorni decisivi egli è più che mai trasparente alla luce d'amore di colui che lo dona agli uomini per la loro salvezza. Quindi, se Gesù è trasfigurato, è perchè il Padre fa rifulgere in lui la sua gioia. L'irradiamento della sua luce nel suo corpo di compassione è come il fremito del padre che risponde al dono

 

totale del suo Unigenito. Da lì, la voce che attraversa la nube: "Costui è il mio Figlio diletto! In Lui riposa tutta la mia compiacenza.... Ascoltatelo!".Quanto ai tre discepoli, essi sono inondati per alcuni secondi da ciò che sarà loro dato di ricevere, di comprendere e di vivere a partire dalla Pentecoste:

 

 la luce deificante che emana dal corpo di Cristo, le Energie multiformi dello Spirito che dà la Vita. Allora essi sono rovesciati al suolo perché "Quello là" è non soltanto "Dio con gli uomini", ma Dio uomo: nulla può passare da Dio all'uomo e dall'uomo a Dio se non per il suo corpo.

 

 

 

 

 

 

Non c'è più distanza ormai tra la materia e la divinità: nel corpo di Cristo la nostra carne è in comunione con il Principe della Vita, senza confusione nè separazione. Ciò che il Verbo inaugurò nella sua incarnazione e manifestò a partire dal battesimo nei suoi miracoli,

 

la trasfigurazione ce lo fa intravedere in pienezza: il corpo del Signore Gesù è il sacramento che dà la vita di Dio agli uomini. Quando la nostra umanità acconsentirà ad unirsi all'umanità di Gesù, parteciperà alla natura divina, sarà deificata.

 

ASSIMILA E MEDITA

 

La fede è dunque il contesto dell’episodio della trasfigurazione l’obbedienza di Abramo, l'ascolto fedele che egli presta alla Parola di Dio e la fiducia con cuiconsegna tutto se stesso a Dio, senza paura di privarsi del figlio Isacco,

 

delineano l'atteggiamento del credente in questo tempo di Quaresima. Questo atteggiamento di fede, di obbedienza a Dio e di ascolto della sua Parola raggiunge il vertice in Gesù. L'episodio della trasfigurazione,

 

va compreso alla luce della fede biblica, la quale trova in Gesù il più perfetto rappresentante (superiore ad Abramo, a Mose, e ad Elia) e alla luce del suo rapporto con Dio, al quale Gesù ha consegnato tutto se stesso fino alla morte in croce.

 

Prega e contempla

 

O Dio, Padre buono,che non hai risparmiato il tuo Figlio unigenito,

ma lo hai dato per noi peccatori;rafforzaci nell’obbedienza della fede,

 

perché seguiamo in tutto le sue orme e siamo con lui trasfigurati nella luce della tua gloria.

 

Conclusione

 

«Dio onnipotente, Padre del Cristo, tuo unico Figlio, donaci un corpo immacolato, un cuore puro,una mente vigile, una conoscenza senza errore, la presenza dello Spirito, perché nasca e cresca in noi la verità.

 

Gesù Cristo nostro Signore che tutto governi, principe eterno e liberatore degli schiavi, fa' che non esista più niente di vecchio in coloro che sono stati trasformati e si sono rivolti a te nella verità. Padre tu che vuoi da loro un'anima

 

pura e li hai chiamati a una seconda nascita nel tuo grande amore, imprimi in loro l'immagine viva del tuo unico Figlio. Rendi forte la loro fede perché niente possa separarli da te, e siano sempre uniti al tuo Verbo, nel quale gloria e potenza a te e allo Spirito ora e sempre nei secoli dei secoli». Amen.

 

 

 

 

24/02/2012

Per proteggerci Dio a ognuno di noi ne ha assegnato uno

Per proteggerci Dio a ognuno di noi ne ha assegnato uno

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Ascoltami e stringimi più forte che puoi e mostrami ancora una volta la luce che solo tu hai dentro di te,perché forse perché mi ami.Un amore che, sa regalarmi l'infinito.

 

 

22/02/2012

I Santi nostri intercessori

I Santi nostri intercessori

 

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22  Febbraio 2012 Mercoledi

 

Mercoledì delle Ceneri

 

Con l'espressione Mercoledì delle Ceneri si intende il mercoledi precedente la prima domenica di Quaresima che nelle chiese cattoliche di rito romano e in alcune comunità riformate, coincide con l'inizio stesso della Quaresima, ossia il primo giorno del periodo liturgico

 

"forte" a carattere battesimale e penitenziale in preparazione della Pasqua cristiana. In tale giornata, pertanto, tutti i cattolici dei vari riti latini sono tenuti a far penitenza e ad osservare il digiuno e l'astinenza dalle carni.La parola "ceneri" richiama in modo specifico la funzione liturgica

 

che caratterizza il primo giorno di Quaresima, durante la quale il celebrante sparge un pizzico di cenere benedetta sul capo o sulla fronte dei fedeli per ricordare loro la caducità della vita terrena e per spronarli all'impegno penitenziale della Quaresima. Per questo il rito

 

dell'imposizione delle ceneri prevede anche la pronuncia di una formula di ammonimento, scelta fra due possibilità: «Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai» oppure «Convertiti e credi al Vangelo».

 

L'origine del Mercoledì delle ceneri è da ricercare nell'antica prassi penitenziale. Originariamente il sacramento della penitenza non era celebrato secondo le modalità attuali. Il liturgista Pelagio Visentin sottolinea che l'evoluzione della disciplina penitenziale è triplice: "da una

 

celebrazione pubblica ad una celebrazione privata; da una riconciliazione con la Chiesa, concessa una sola volta, ad una celebrazione frequente del sacramento, intesa come aiuto-rimedio nella vita del penitente; da una espiazione, previa all'assoluzione, prolungata e rigorosa, ad una soddisfazione, successiva all'assoluzione".

 

La celebrazione delle ceneri nasce a motivo della celebrazione pubblica della penitenza, costituiva infatti il rito che dava inizio al cammino di penitenza dei fedeli che sarebbero stati assolti dai loro peccati la mattina del giovedì santo. Nel tempo il gesto dell'imposizione delle ceneri

 

 si estende a tutti i fedeli e la riforma liturgica ha ritenuto opportuno conservare l'importanza di questo segno.La teologia biblica rivela un duplice significato dell'uso delle ceneri.Anzitutto sono segno della debole e fragile condizione dell'uomo. Abramo rivolgendosi a Dio dice:

 

 "Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere..." (Gen 18,27). Giobbe riconoscendo il limite profondo della propria esistenza, con senso di estrema prostrazione, afferma: "Mi ha gettato nel fango: son diventato polvere e cenere" (Gb 30,19). In tanti altri

 

passi biblici può essere riscontrata questa dimensione precaria dell'uomo simboleggiata dalla cenere (Sap 2,3; Sir 10,9; Sir 17,27).Ma la cenere è anche il segno esterno di colui che si pente del proprio agire malvagio e decide di compiere un rinnovato cammino verso il Signore.

 

Particolarmente noto è il testo biblico della conversione degli abitanti di Ninive a motivo della predicazione di Giona: "I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, dal più grande al più piccolo. Giunta la notizia fino al re di Ninive, egli si alzò dal trono,

 

si tolse il manto, si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere" (Gio 3,5-9). Anche Giuditta  invita tutto il popolo a fare penitenza affinché Dio intervenga a liberarlo: "Ogni uomo o donna israelita e i fanciulli che abitavano in Gerusalemme si prostrarono davanti al tempio e cosparsero il capo di cenere e, vestiti di sacco, alzarono le mani davanti al Signore" (Gdt 4,11).

 

Il gesto di versare le ceneri,esprime meglio l'aspetto positivo della quaresima che con questa celebrazione ha il suo inizio. Lo stesso liturgista propone una soluzione rituale molto significativa: "Se la cosa non risultasse troppo lunga, si potrebbe unire insieme l'antica e la nuova

 

formula che, congiuntamente, esprimerebbero certo al meglio il significato della celebrazione: "Ricordati che sei polvere e in polvere tornerai; dunque convertiti e credi al Vangelo".Il rito dell'imposizione delle ceneri, pur celebrato dopo l'omelia, sostituisce l'atto penitenziale della messa; inoltre

 

può essere compiuto anche senza la messa attraverso questo schema celebrativo: canto di ingresso, colletta, letture proprie, omelia, imposizione delle ceneri, preghiera dei fedeli, benedizione solenne del tempo di quaresima, congedo.

 

Le ceneri possono essere imposte in tutte le celebrazioni eucaristiche del mercoledì ma sarà opportuno indicare una celebrazione comunitaria "privilegiata" nella quale sia posta ancor più in evidenza la dimensione ecclesiale del cammino di conversione che si sta iniziando.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

16/02/2012

Pregare è dialogare con Dio

Pregare è dialogare con Dio

PREGHIERA 

Chiesi a Dio di essere forte per eseguire progetti grandiosi: Egli mi rese debole per conservarmi nell'umiltà. Domandai a Dio che mi desse la salute per realizzare grandi imprese: Egli mi ha dato il dolore per comprenderla meglio.

 

Gli domandai la ricchezza per possedere tutto: Mi ha fatto povero per non essere egoista.Gli domandai il potere perché gli uomini avessero bisogno di me: Egli mi ha dato l'umiliazione perché io avessi bisogno di loro.

 

 

 

 

29/01/2012

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

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LA PAROLA DI OGGI      

29 Gennaio 2012 IV Domenica Anno B  IV Sett.

Vangelo Mc (1,21-28)

21] Andarono a Cafarnao e, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare.[22] Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi.

[23] Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare:[24] "Che c'entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio".

[25] E Gesù lo sgridò: "Taci! Esci da quell'uomo". [26] E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. [27] Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: "Che è mai questo?

 Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!".[28] La sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni della Galilea.

 

23/01/2012

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

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LA PAROLA DI OGGI      

23 Gennaio 2012 Lunedi Anno B   III Sett. T.O. 

Vangelo Mc (3,22-30)

 

[22] Ma gli scribi, che erano discesi da Gerusalemme, dicevano: "Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del principe dei demòni". [23] Ma egli, chiamatili, diceva loro in parabole:

"Come può satana scacciare satana?[24] Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non può reggersi;[25] se una casa è divisa in se stessa, quella casa non può reggersi.

[26] Alla stessa maniera, se satana si ribella contro se stesso ed è diviso, non può resistere, ma sta per finire. [27] Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire le sue cose se prima non avrà legato l'uomo

forte; allora ne saccheggerà la casa. [28] In verità vi dico: tutti i peccati saranno perdonati ai figli degli uomini e anche tutte le bestemmie che diranno; [29] ma chi avrà bestemmiato

 contro lo Spirito santo, non avrà perdono in eterno: sarà reo di colpa eterna". [30] Poiché dicevano: "È posseduto da uno spirito immondo".

 

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