20/05/2012

I Santi nostri intercessori

I Santi nostri intercessori

 

Giorni,mostrato,umanità,ordinaria,gloria,Risorto,Cristo,sale,cielo,siede,destra, Padre,Signore,regna,eterna,Figlio,Dio,intercede,favore,manda,Spirito,speranza,giorno,preparato,posto,

20 Maggio 2012  Domenica

Ascensione

 

Secondo una concezione spontanea e universale, riconosciuta dalla Bibbia, Dio abita in un luogo superiore e l’uomo per incontrarlo deve elevarsi, salire.L’idea dell’avvicinamento con Dio, è data spontaneamente dal monte e nell’Esodo (19, 3), a Mosè viene trasmessa la proibizione di salire verso il Sinai, che sottintendeva soprattutto quest’avvicinamento al Signore; “Delimita il monte tutt’intorno e dì al popolo; non salite sul monte e non toccate le falde. Chiunque toccherà le falde sarà messo a morte”.

 

Il comando di Iavhè non si riferisce tanto ad una salita locale, ma ad un avvicinamento spirituale; bisogna prima purificarsi e raccogliersi per poter udire la sua voce. Non solo Dio abita in alto, ma ha scelto i luoghi elevati per stabilirvi la sua dimora; anche per andare ai suoi santuari bisogna ‘salire’.Così lungo tutta la Bibbia, i riferimenti al ‘salire’ sono tanti e continui e quando

 

Gerusalemme prende il posto degli antici santuari, le folle dei pellegrini ‘salgono’ festose il monte santo; “Ascendere” a Gerusalemme, significava andare a Iavhè, e il termine, obbligato dalla reale posizione geografica, veniva usato sia dalla simbologia popolare per chi entrava nella terra promessa, come per chi ‘saliva’ nella città santa.Nel Nuovo Testamento, lo

 

stesso Gesù ‘sale’ a Gerusalemme con i genitori, quando si incontra con i dottori nel Tempio e ancora ‘sale’ alla città santa, quale preludio all’”elevazione” sulla croce e alla gloriosa Ascensione.I testi che segnalano l’Ascensione I Libri del Nuovo Testamento contengono sporadici accenni al mistero dell’Ascensione; i Vangeli di Matteo e di Giovanni non ne parlano

 

e ambedue terminano con il racconto di apparizioni posteriori alla Resurrezione. “Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù,

 

che è stato tra di voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo”.Essi ribadiscono l’intronizzazione di Cristo alla destra del Padre, dove rimarrà fino alla fine dei secoli, ammantato di potenza e di gloria; “Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove Cristo sta assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra; siete morti infatti, e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio!” (Colossesi, 3, 1-3).

 

San Giovanni nel quarto Vangelo, pone il trionfo di Cristo nella sua completezza nella Resurrezione, e del resto anche gli altri evangelisti dando scarso rilievo all’Ascensione, confermano che la vera ascensione, cioè la trasfigurazione e il passaggio di Gesù nel mondo della gloria, sia avvenuta il mattino di Pasqua, evento sfuggito ad ogni esperienza e fuori da ogni umano controllo.

 

Quindi correggendo una mentalità sufficientemente diffusa, i testi evangelici invitano a collocare l’ascensione e l’intronizzazione di Gesù alla destra del Padre, nello stesso giorno della sua morte, egli è tornato poi dal Cielo per manifestarsi ai suoi e completare la sua predicazione per un periodo di ‘quaranta’ giorni.

 

Quindi l’Ascensione raccontata da Luca, Marco e dagli Atti degli Apostoli, non si riferisce al primo ingresso del Salvatore nella gloria, quanto piuttosto l’ultima apparizione e partenza che chiude le sue manifestazioni visibili sulla terra.Pertanto l’intento dei racconti dell’Ascensione non è quello di descrivere il reale ritorno al Padre, ma di far conoscere alcuni tratti dell’ultima manifestazione di Gesù,

 

 

una manifestazione di congedo, necessaria perché Egli deve ritornare al Padre per completare tutta la Redenzione: “Se non vado non verrà a voi il Consolatore, se invece vado ve lo manderò” (Giov. 16, 5-7).Il catechismo della Chiesa Cattolica dà all’Ascensione questa definizione: “Dopo quaranta

 

giorni da quando si era mostrato agli Apostoli sotto i tratti di un’umanità ordinaria, che velavano la sua gloria di Risorto, Cristo sale al cielo e siede alla destra del Padre. Egli è il Signore, che regna ormai con la sua umanità nella gloria eterna di Figlio di Dio e intercede incessantemente in nostro favore presso il Padre. Ci manda il suo Spirito e ci dà la speranza di raggiungerlo un giorno, avendoci preparato un posto”.

 

 

18/05/2012

Pregare è dialogare con Dio

Pregare è dialogare con Dio

 

Attesa,universo,madre,alimenti,spirito,apre,Dio,conoscere,Padre,Figlio,Santo,posto,Spirito,inutile,figli,storia,memoria,attivo,riempito,uomo,nuovo,affianca,Gesù,

PREGHIERA 

Maria sei l'attesa nell'universo, sei la madre che ci alimenti lo spirito che ci apre a Dio. Si apre con te il nostro conoscere: il Padre, il Figlio ed il Santo Spirito. Più nulla di noi diventa inutile,

 

tutto fa di noi, tuoi figli, Sua storia, nella Sua memoria il nostro posto è d'ora in poi attivo e riempito, riempito dell'uomo nuovo che si affianca al tuo Gesù.

 

 

 

 

 

17/05/2012

Pregare è dialogare con Dio

Pregare è dialogare con Dio

 

Signore,Gesù,Cristo,Figlio,Padre,manda,Spirito,terra,abitare,Santo,cuori,popoli, corruzione,calamità,guerra,Signora,Popoli,Beata,Vergine,Avvocata,

PREGHIERA                                                             

 

Signore Gesù Cristo,Figlio del Padre,manda ora il Tuo Spirito sulla terra.Fa abitare lo Spirito Santo nei cuori di tutti i popoli,affinché siano preservati dalla corruzione,

 

dalle calamità e dalla guerra.Che la Signora di tutti i Popoli,la Beata Vergine Maria,sia la nostra Avvocata.Amen.

 

 

16/05/2012

Pregare è dialogare con Dio

Pregare è dialogare con Dio

 

Regina,cieli,Signore,eternità,predestinata,Madre,Figlio,Verbo,creato,terra,mare, cieli,grazie,cara,Sposa,peccato,macchiata,Dio,scelta,predestinata,collocata, santuario,

PREGHIERA                                                             

 

Regina dei cieli il Signore vi ha da tutta l'eternità predestinata per essere la Madre del suo unico Figlio, di quel Verbo per cui ha il tutto creato, la terra il mare ed i cieli. Egli vi ha adornata di grazie, Voi siete la sua cara Sposa,

 

che il peccato di Adamo non ha mai macchiata. Dio via ha scelta e predestinata, e vi ha collocata nel suo santuario. Divina Regina, esaudite la mia preghiera, le mie voci s'innalzino fino a Voi.

 

 

Non sarà Catastrofe ma Liberazione

Non sarà Catastrofe ma Liberazione

 

Lacrima,occhi,morte,lutto,lamento,affanno,passate,sedeva,trono,disse,Scrivi,parole, compiute,Principio,Fine,sete,acqua,fonte,vita,erediterà,Dio,figlio,fuoco,zolfo, morte,

Apocalisse 21            

 

[1] Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c'era più. [2] Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. [3] Udii allora una voce potente che usciva dal trono: "Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il "Dio-con-loro".

 

[4] E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate". [5] E Colui che sedeva sul trono disse: "Ecco, io faccio nuove tutte le cose"; e soggiunse: "Scrivi, perché queste parole sono certe e veraci. 6] Ecco sono compiute! Io sono l'Alfa e l'Omega,

il Principio e la Fine.

 

A colui che ha sete darò gratuitamente acqua della fonte della vita. [7] Chi sarà vittorioso erediterà questi beni; io sarò il suo Dio ed egli sarà mio figlio. [8] Ma per i vili e gl'increduli, gli abietti e gli omicidi, gl'immorali, i fattucchieri, gli idolàtri e per tutti i mentitori è riservato lo stagno ardente di fuoco e di zolfo. È questa la seconda morte".

 

 

11/05/2012

Pregare è dialogare con Dio

Pregare è dialogare con Dio

 

Suggerire,guidare,decisioni,Dio,Padre,Figlio,nome,santo,glorioso,permettere,lesa, giustizia,ami,ordine,pace,ignoranza,umana,simpatia,cariche,persone,stretti,verità,

PREGHIERA                                                   

                                              

Spirito Santo sii tu solo a suggerire e a guidare le nostre decisioni, perché tu solo, con Dio Padre e con il Figlio suo, hai un nome santo e glorioso; non permettere che sia lesa da noi la giustizia,

 

 tu che ami l'ordine e la pace; non ci faccia sviare l'ignoranza; non ci renda parziali l'umana simpatia, non ci influenzino cariche e persone; tienici stretti a te e in nulla ci distogliamo dalla verità.

 

01/05/2012

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

 

Patria,gente,stupita,diceva,viene,sapienza,miracoli,figlio,carpentiere,madre,chiama, fratelli,sorelle,vengono,causa,Gesù,disse,profeta,patria,casa,miracoli,incredulità,

LA PAROLA DI OGGI                                                                 

 

1 Maggio Martedi 2012  IV Domenica di Pasqua Anno B     P

Vangelo  Mt (13, 54-58)

 

[54] e venuto nella sua patria insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: "Da dove mai viene a costui questa sapienza e questi miracoli?

[55] Non è egli forse il figlio del carpentiere? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda?

 

[56] E le sue sorelle non sono tutte fra noi? Da dove gli vengono dunque tutte queste cose?". [57] E si scandalizzavano per causa sua. Ma Gesù disse loro: "Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua".

 

[58] E non fece molti miracoli a causa della loro incredulità.

26/04/2012

I Santi nostri intercessori

I Santi nostri intercessori

 

Racconta,padre,riconobbe,figlio,Pellegrino,riconoscendo,genitore,missione,giorno, cresceva,dolore,punto,morte,decise,occasione,forze,perdute,convinto,strada,desiderato, intrapreso,

26  Aprile 2012  Giovedi

Santi Guglielmo e Pellegrino

 

Si celebrano oggi come santi del giorno i Santi Guglielmo e Pellegrino, patroni di Foggia. Le loro ossa sono tuttora conservate in un'urna nella Chiesa Cattedrale di Foggia. La loro storia ci viene raccontata dal Canonico Manerba nel libro "Memorie della città di Foggia": in questo testo vengono descritti come abitanti della città di

 

Antiochia ove San Guglielmo amministrava i suoi beni. Pellegrino era l'unico figlio di San Guglielmo: il piccolo fin da tenera età si mostrò un fervente cristiano,  al punto che, nonostante le insistenze del padre, abbandonato ogni agio, andò in pellegrinaggio in Terra Santa. Una volta giunto a Gerusalemme vi abitò a lungo e servì in un ospedale.

 

Suo padre, preoccupato per l’unico figlio, cercava invano di avere sue notizie, finché decise di andare lui stesso a Gerusalemme, nonostante fosse in età avanzata. In Terra Santa però si ammalò e venne ricoverato proprio nello stesso ospedale dove il figlio prestava la sua opera.

 

A questo punto, racconta Manerba, mentre il padre non riconobbe il figlio, Pellegrino pur riconoscendo il genitore, non volle rivelarsi al padre, per non venir meno alla sua missione. Un giorno però, mentre cresceva il dolore dell’uno e dell’altro, e san Guglielmo era ormai in punto di morte, san Pellegrino decise di manifestarsi a lui.

 

Questo fatto fu occasione perché san Guglielmo recuperasse le forze perdute e convinto della strada che aveva tanto desiderato e quindi intrapreso suo figlio, non solo l’accettò, ma decise anche di seguirlo.

 

25/04/2012

I Santi nostri intercessori

I Santi nostri intercessori

 

Tema,annunzio,proclamazione,Gesù,Figlio,Dio,rivelato,Padre,riconosciuto,demoni, rifiutato,contraddetto,folle,capi,discepoli,professione,definizione,realtà,giungere,discepolo,

25  Aprile 2012  Mercoledì

 

San Marco Evangelista

 

 

La figura dell’evangelista Marco, è conosciuta soltanto da quanto riferiscono gli Atti degli Apostoli e alcune lettere di s. Pietro e s. Paolo; non fu certamente un discepolo del Signore e probabilmente non lo conobbe neppure, anche se qualche studioso lo identifica con il ragazzo, che secondo il Vangelo di Marco, seguì Gesù dopo l’arresto nell’orto del Getsemani, avvolto in un lenzuolo; i soldati cercarono di afferrarlo ed egli sfuggì nudo, lasciando il lenzuolo nelle loro mani.

 

Quel ragazzo era Marco, figlio della vedova benestante Maria, che metteva a disposizione del Maestro la sua casa in Gerusalemme e l’annesso orto degli ulivi.Nella grande sala della loro casa, fu consumata l’Ultima Cena e lì si radunavano gli apostoli dopo la Passione e fino alla Pentecoste. Quello che è certo è che fu uno dei primi battezzati da Pietro, che frequentava assiduamente la sua casa e infatti Pietro lo chiamava in senso spirituale “mio figlio”.

 

Discepolo degli Apostoli e martirioNel 44 quando Paolo e Barnaba, parente del giovane, ritornarono a Gerusalemme da Antiochia, dove erano stati mandati dagli Apostoli, furono ospiti in quella casa; Marco il cui vero nome era Giovanni usato per i suoi connazionali ebrei, mentre il nome Marco lo era per presentarsi nel mondo greco-romano, ascoltava i racconti di Paolo e Barnaba sulla diffusione del Vangelo ad Antiochia e quando questi vollero ritornarci, li accompagnò.

 

Fu con loro nel primo viaggio apostolico fino a Cipro, ma quando questi decisero di raggiungere Antiochia, attraverso una regione inospitale e paludosa sulle montagnae del Tauro, Giovanni Marco rinunciò spaventato dalle difficoltà e se ne tornò a Gerusalemme.Cinque anni dopo, nel 49, Paolo e Barnaba ritornarono a Gerusalemme per difendere i Gentili convertiti, ai quali i giudei cristiani volevano imporre la legge mosaica, per poter ricevere il battesimo.

 

Ancora ospitati dalla vedova Maria, rividero Marco, che desideroso di rifarsi della figuraccia, volle seguirli di nuovo ad Antiochia; quando i due prepararono un nuovo viaggio apostolico, Paolo non fidandosi, non lo volle con sé e scelse un altro discepolo, Sila e si recò in Asia Minore, mentre Barnaba si spostò a Cipro con Marco.In seguito il giovane deve aver conquistato la fiducia degli apostoli, perché nel 60,

 

nella sua prima lettera da Roma, Pietro salutando i cristiani dell’Asia Minore, invia anche i saluti di Marco; egli divenne anche fedele collaboratore di Paolo e non esitò di seguirlo a Roma, dove nel 61 risulta che Paolo era prigioniero in attesa di giudizio, l’apostolo parlò di lui, inviando i suoi saluti e quelli di “Marco, il nipote di Barnaba” ai Colossesi; e a Timoteo chiese nella sua seconda lettera da Roma, di raggiungerlo portando con sé Marco “perché mi sarà utile per il ministero”.

 

Forse Marco giunse in tempo per assistere al martirio di Paolo, ma certamente rimase nella capitale dei Cesari, al servizio di Pietro, anch’egli presente a Roma. Durante gli anni trascorsi accanto al Principe degli Apostoli, Marco trascrisse, secondo la tradizione, la narrazione evangelica di Pietro, senza elaborarla o adattarla a uno schema personale, cosicché il suo Vangelo ha la scioltezza, la vivacità e anche la rudezza di un racconto popolare.

 

Affermatosi solidamente la comunità cristiana di Roma, Pietro inviò in un primo momento il suo discepolo e segretario, ad evangelizzare l’Italia settentrionale; ad Aquileia Marco convertì Ermagora, diventato poi primo vescovo della città e dopo averlo lasciato, s’imbarcò e fu sorpreso da una tempesta, approdando sulle isole Rialtine (primo nucleo della futura Venezia), dove si addormentò e sognò un angelo che lo salutò: “Pax tibi Marce evangelista meus” e gli promise che in quelle isole avrebbe dormito in attesa dell’ultimo giorno.

 

Secondo un’antichissima tradizione, Pietro lo mandò poi ad evangelizzare Alessandria d’Egitto, qui Marco fondò la Chiesa locale diventandone il primo vescovo.Nella zona di Alessandria subì il martirio, sotto l’imperatore Traiano (53-117); fu torturato, legato con funi e trascinato per le vie del villaggio di Bucoli, luogo pieno di rocce e asperità; lacerato dalle pietre, il suo corpo era tutta una ferita sanguinante.

 

Dopo una notte in carcere, dove venne confortato da un angelo, Marco fu trascinato di nuovo per le strade, finché morì un 25 aprile verso l’anno 72, secondo gli “Atti di Marco” all’età di 57 anni; ebrei e pagani volevano bruciarne il corpo, ma un violento uragano li fece disperdere, permettendo così ad alcuni cristiani, di recuperare il corpo e seppellirlo a Bucoli in una grotta; da lì nel V secolo fu traslato nella zona del Canopo.

 

Il Vangelo scritto da Marco, considerato dalla maggioranza degli studiosi come “lo stenografo” di Pietro, va posto cronologicamente tra quello di s. Matteo (scritto verso il 40) e quello di s. Luca (scritto verso il 62); esso fu scritto tra il 50 e il 60, nel periodo in cui Marco si trovava a Roma accanto a Pietro.È stato così descritto: “Marco come fu collaboratore di Pietro nella predicazione del Vangelo, così ne fu pure l’interprete e il portavoce autorizzato nella stesura del medesimo e ci ha per

 

mezzo di esso, trasmesso la catechesi del Principe degli Apostoli, tale quale egli la predicava ai primi cristiani, specialmente nella Chiesa di Roma”. Il racconto evangelico di Marco, scritto con vivacità e scioltezza in ognuno dei sedici capitoli che lo compongono, seguono uno schema altrettanto semplice; la predicazione del Battista, il ministero di Gesù in Galilea, il cammino verso Gerusalemme e l’ingresso solenne nella città, la Passione, Morte e Resurrezione.

 

Tema del suo annunzio è la proclamazione di Gesù come Figlio di Dio, rivelato dal Padre, riconosciuto perfino dai demoni, rifiutato e contraddetto dalle folle, dai capi, dai discepoli. Momento culminante del suo Vangelo, è la professione del centurione romano pagano ai piedi di Gesù crocifisso: “Veramente quest’uomo era Figlio di Dio”, è la piena definizione della realtà di Gesù e la meta cui deve giungere anche il discepolo.

 

 

 

23/04/2012

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

 

Cibo,perisce,dura,vita,eterna,Figlio,uomo,darà,Padre,Dio,messo,sigillo,dissero dobbiamo,compiere,opere,Gesù,rispose,credere,mandato,

LA PAROLA DI OGGI     

23  Aprile Lunedi 2012  III Domenica di Pasqua Anno B    III Sett.

Vangelo  Gv (6, 22-29)

 

[22] Il giorno dopo, la folla, rimasta dall'altra parte del mare, notò che c'era una barca sola e che Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma soltanto i suoi discepoli erano partiti. [23] Altre barche erano giunte nel frattempo da Tiberìade, presso il luogo dove avevano mangiato il pane dopo che il Signore aveva reso grazie.

 

[24] Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafarnao alla ricerca di Gesù. [25] Trovatolo di là dal mare, gli dissero: "Rabbì, quando sei venuto qua?". [26] Gesù rispose: "In verità, in verità vi dico, voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati.

 

[27] Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell'uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo". [28] Gli dissero allora: "Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?". [29] Gesù rispose: "Questa è l'opera di Dio: credere in colui che egli ha mandato".

 

 

 

 

 

Tutti gli articoli