15/05/2012
Viene come Madre per richiamare gli uomini alla conversione, alla preghiera e alla penitenza
Viene come Madre per richiamare gli uomini alla conversione, alla preghiera e alla penitenza
Fatima
Nono Appello del Messaggio: “ Santissima Trinità, Padre, Figlio, Spirito Santo,vi adoro profondamente”
Il Messaggio ci invita ad adorare la Santissima Trinità: Un solo Dio in tre Persone distinte: Il Padre il Figlio e lo Spirito Santo. Questo grande mistero della nostra fede ci è stato rivelato dalla Sacra Scrittura ma solo in Cielo potremo comprenderlo pienamente.
E’ una grazia immensa poter conoscere Dio attraverso la fede. Poterlo conoscere anche se in modo limitato , proprio della nostra capacità umana, è una grazia di inestimabile valore.
Conoscerlo come Padre che ci ha creati, come uomo e Dio che ci ha redenti, come Spirito che ci guida nelle vie della verità e dell’amore.Il mondo materialista non conosce Dio e nemmeno comprende la vita spirituale l’inabitazione in noi della
Santissima Trinità. Ignora l’insondabile ricchezza che in essa si racchiude. Coloro che cercano la felicità nelle cose materiali,nella ricchezza, nel potere, nei piaceri sensuali, non la trovano perché la cercano dove non esiste.
Siccome la strada è quella sbagliata, più la seguono e più si allontanano dalla felicità.Dio è l’unico Essere in cui sta la felicità per la quale ci ha creati. Lasciamoci trovare da Dio, come la pecorella smarrita.
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La Catechesi aiuta ad approfondire la conoscenza della fede.
La Catechesi aiuta ad approfondire la conoscenza della fede.
CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA
Le vie che portano alla conoscenza di Dio
Creato a immagine di Dio, chiamato a conoscere e ad amare Dio, l'uomo che cerca Dio scopre alcune «vie » per arrivare alla conoscenza di Dio. Vengono anche chiamate « prove dell'esistenza di Dio », non nel senso delle prove ricercate nel campo delle scienze naturali, ma nel senso di « argomenti convergenti e convincenti » che permettono di raggiungere vere certezze. Queste « vie » per avvicinarsi a Dio hanno come punto di partenza la creazione: il mondo materiale e la persona umana.
Il mondo: partendo dal movimento e dal divenire, dalla contingenza, dall'ordine e dalla bellezza del mondo si può giungere a conoscere Dio come origine e fine dell'universo. L'uomo: con la sua apertura alla verità e alla bellezza, con il suo senso del bene morale, con la sua libertà e la voce della coscienza, con la sua aspirazione all'infinito e alla felicità, l'uomo si interroga sull'esistenza di Dio. In queste aperture egli percepisce segni della propria anima spirituale. « Germe dell'eternità che porta in sé, irriducibile alla sola materia », la sua anima non può avere la propria origine che in Dio solo.
Il mondo e l'uomo attestano che essi non hanno in se stessi né il loro primo principio né il loro fine ultimo, ma che partecipano di quell'« Essere » che è in sé senza origine né fine. Così, attraverso queste diverse « vie », l'uomo può giungere alla conoscenza dell'esistenza di una realtà che è la causa prima e il fine ultimo di tutto e « che tutti chiamano Dio ».
L'uomo ha facoltà che lo rendono capace di conoscere l'esistenza di un Dio personale. Ma perché l'uomo possa entrare nella sua intimità, Dio ha voluto rivelarsi a lui e donargli la grazia di poter accogliere questa rivelazione nella fede. Tuttavia, le prove dell'esistenza di Dio possono disporre alla fede ed aiutare a constatare che questa non si oppone alla ragione umana.
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09/05/2012
Preghiera,Umiltà,Sofferenza, Sacrificio.
Preghiera,Umiltà,Sofferenza, Sacrificio.
San Pio da Pietrelcina (Padre Pio)
La preghiera deve essere insistente. L'insistenza denota fede.
La prima virtù di cui ha bisogno l'anima che tende alla perfezione è la Carità.
La sorte delle anime elette è il patire.
00:10 Scritto da: petroneluigi in Grandi Condottieri della Fede,Beati,Santi, | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: preghiera, insistente, insistenza, denota, fede, virtù, bisogno, anima, tende, perfezione carità, sorte, anime, elette, patire | OKNOtizie |
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08/05/2012
Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio
Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio
LA PAROLA DI OGGI
4 Maggio Venerdi 2012 IV Domenica di Pasqua Anno B IV Sett.
Vangelo Gv (14, 1-6)
[1] "Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me.
[2] Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l'avrei detto. Io vado a prepararvi un posto;
[3] quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io. [4] E del luogo dove io vado, voi conoscete la via".
[5] Gli disse Tommaso: "Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?". [6] Gli disse Gesù: "Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
09:47 Scritto da: petroneluigi in Religione Cattolica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: turbato, cuore, fede, dio, casa, padre, sono, molti, posti, avrei, detto, vado, prepararvi, posto | OKNOtizie |
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28/04/2012
Viene come Madre per richiamare gli uomini alla conversione, alla preghiera e alla penitenza
Viene come Madre per richiamare gli uomini alla conversione, alla preghiera e alla penitenza
Ottavo appello del Messaggio: “Prendete e bevete il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo, orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Riparate i loro delitti e consolate il vostro Dio”Gesù è rimasto nell’Eucaristia per essere il nostro alimento spirituale che sostiene in noi la vita soprannaturale: “ Io sono il pane della vita,se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo” (Gv 6, 48).
Per nutrirci di questo pane dobbiamo essere in grazia di Dio. Nell’Eucaristia Gesù è vivo. Attraverso la fede sappiamo che è il Verbo di Dio, crediamo nella sua Parola e nella sua Chiesa. Attraverso la partecipazione al suo Corpo e al suo Sangue diventiamo una sola cosa con Lui. Gesù, presente nei nostri altari, è anche Vittima che si offre al Padre per i nostri peccati. La Santa Messa è la rinnovazione incruenta del Sacrificio della Croce.
Nella solitudine e nel silenzio delle nostre chiese, nonostante sia, da molti, disprezzato e oltraggiato, Gesù continua a offrirsi al Padre, per noi. Maria, madre di Gesù e madre della Chiesa, suo Corpo Mistico, veglia su di noi, dispensando la sua protezione materna. Uniamo le nostre umili preghiere con quelle della Madonna, affinché Lei le rivolga al Padre, in Gesù suo Figlio.
12:32 Scritto da: petroneluigi in I "segreti" di Fatima | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: nutrirci, pane, grazia, dio, eucaristia, gesù, vivo, fede, crediamo, parola, chiesa, corpo, sangue, presente, altari, vittima, offre, padre, peccati, santa, messa, rinnovazione, sacrificio, croce | OKNOtizie |
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26/04/2012
Pregare è dialogare con Dio
Pregare è dialogare con Dio
Dio Redentore, eccoci alle porte della fede, eccoci alle porte della morte, eccoci di fronte all'albero della croce. Solo Maria resta in piedi nell'ora voluta dal Padre, nell'ora della fede. Tutto è compiuto, ma, allo sguardo umano, la sconfitta sembra completa. Sul ruvido legno della croce, tu fondi la chiesa:
affidi Giovanni come figlio a tua madre, e tua madre, da questo momento entra nella casa di Giovanni. Tutto è compiuto. Tu hai dato la vita, apri il nostro cuore a questo dono totale. Sul legno hai elevato tutto a te. O Signore, disceso dalla croce raggiungi l'uomo in lacrime, per dirgli che l'hai amato fino in fondo.
Un umile lavoratore nella vigna di Dio
Un umile lavoratore nella vigna di Dio
La vera libertà fiorisce quando ci allontaniamo dal giogo del peccato, che annebbia le nostre percezioni e indebolisce la nostra determinazione, e vede la fonte della nostra felicità definitiva in lui, che è amore infinito, libertà infinita, vita senza fine. “Nella sua volontà vi è la nostra pace”.
La fede è guardare Cristo, affidarsi a Cristo, attaccarsi a Cristo, conformarsi a Cristo, alla sua vita. E la forma, la vita di Cristo è l’amore; quindi credere è conformarsi a Cristo ed entrare nel suo amore.
00:05 Scritto da: petroneluigi in Grandi Condottieri della Fede,Beati,Santi, | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: vera, libertà, fiorisce, allontaniamo, peccato, annebbia, percezioni, indebolisce, vede, fonte, vita, felicità, determinazione, definitiva, amore, infinito, infinita, fine, volontà, pace, fede | OKNOtizie |
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24/04/2012
I Santi nostri intercessori
I Santi nostri intercessori
24 Aprile 2012 Martedi
Santa Maria di Cleofa
Nelle grandiose vicende della Redenzione, durante il drammatico epilogo sul Calvario, un coro silenzioso e dolente di "pie donne" attende poco lontano che tutto sia compiuto: "Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria di Magdala", dice l'evangelista S. Giovanni.
Era il gruppo di coloro "che lo seguivano da quando era in Galilea per servirlo, e molte altre che erano venute da Gerusalemme insieme a lui". Tra le spettatrici, vi è dunque la santa odierna, la cui continua e vigile presenza accanto al Salvatore le ha meritato un posto particolare nella devozione dei cristiani, più ancora della sua parentela con la SS. Vergine e con S. Giuseppe.
Maria di Cleofa (denominata così dal nome del marito Cleopa o Cleofa) è ritenuta comunemente la madre dei "fratelli del Signore", termine semitico per indicare anche i cugini, Giacomo il Minore, apostolo e vescovo di Gerusalemme, e Giuseppe. Lo storico palestinese Egesippo dice che Cleofa era fratello di S. Giuseppe e padre di Giuda, Taddeo e Simone, eletto quest'ultimo a succedere a Giacomo il Minore nella sede episcopale di Gerusalemme.
L'identificazione di Alfeo con Cleofa, sostenuta prevalentemente dagli antichi, porta di conseguenza a ritenere Maria di Cleofa, cognata della Madonna, madre di ben tre apostoli. Cleofa-Alfeo è inoltre uno dei discepoli che il giorno della risurrezione di Gesù, recandosi nella nativa Emmaus, furono raggiunti e accompagnati da Gesù stesso, che riconobbero "alla frazione del pane".
Mentre il marito si allontanava da Gerusalemme, col cuore appesantito dalla malinconia e dalla disillusione, la moglie, Maria Cleofa, seguendo l'impulso del suo cuore, si affrettava alla tomba del Redentore per rendergli l'estremo omaggio dell'unzione rituale con vari unguenti. Il venerdì sera si era infatti attardata in compagnia della Maddalena per vedere "dove era stato messo".
Dice l'evangelista S. Marco: "Intanto Maria di Magdala e Maria madre di Giuseppe stavano a osservare dove era stato messo".Trascorso il sabato, di buon mattino, mentre il marito se ne tornava a casa, Maria di Cleofa e le altre compagne "comprarono dei profumi, poi andarono a fare su di lui le unzioni". Ma: "Non è qui, è risorto!", annunciò loro il messaggero divino.
Alle "pie donne" andate al sepolcro con i loro unguenti e col loro dolore tocca il privilegio della più impegnativa testimonianza: "Perché cercate il vivente tra i morti?". Se Cristo non è risorto - dirà S. Paolo - la nostra fede non vale nulla e noi saremmo dei bugiardi. "Ma - soggiunge - Cristo è risorto ed è la primizia degli altri che ora dormono e risorgeranno". Questa lieta notizia fu data "agli Undici e a tutti gli altri" da poche donne, tra cui Maria di Cleofa.
13:10 Scritto da: petroneluigi in I Santi del Giorno | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: pie, donne, andate, sepolcro, dolore, privilegio, impegnativa, testimonianza, cercate, morti cristo, risorto, fede, bugiardi, primizia, dormono, risorgeranno, lieta, notizia, data | OKNOtizie |
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23/04/2012
I Santi nostri intercessori
I Santi nostri intercessori
23 Aprile 2012 Lunedi
San Giorgio Martire di Lydda
S. Giorgio, detto “della Giarrettiera”;È considerato il patrono dei cavalieri, degli armaioli, dei soldati, degli scouts, degli schermitori, della Cavalleria, degli arcieri, dei sellai; inoltre è invocato contro la peste, la lebbra e la sifilide, i serpenti velenosi, le malattie della testa, e particolarmente nei paesi alle pendici del Vesuvio, contro le eruzioni del vulcano.
La sua figura è avvolta nel mistero, da secoli infatti gli studiosi cercano di stabilire chi veramente egli fosse, quando e dove sia vissuto; le poche notizie pervenute sono nella “Passio Georgii” che il ‘Decretum Gelasianum’ del 496, classifica tra le opere apocrife (supposte, non autentiche, contraffatte); inoltre in opere letterarie successive, come “De situ terrae sanctae” di Teodoro
Perigeta del 530 ca., il quale attesta che a Lydda (Diospoli) in Palestina, oggi Lod presso Tel Aviv in Israele, vi era una basilica costantiniana, sorta sulla tomba di san Giorgio e compagni, martirizzati verosimilmente nel 303, durante la persecuzione di Diocleziano (detta basilica era già meta di pellegrini prima delle Crociate, fino a quando il sultano Saladino (1138-1193) la fece abbattere).
La notizia viene confermata anche da Antonino da Piacenza (570 ca.) e da Adamnano (670 ca) e da un’epigrafe greca, rinvenuta ad Eraclea di Betania datata al 368, che parla della “casa o chiesa dei santi e trionfanti martiri Giorgio e compagni”.I documenti successivi, che sono nuove elaborazioni della ‘passio’ leggendaria sopra citata, offrono notizie sul culto, ma sotto l’aspetto agiografico non fanno altro che complicare maggiormente la leggenda, che solo tardivamente si integra dell’episodio del drago e della fanciulla salvata da s. Giorgio.
La ‘passio’ dal greco, venne tradotta in latino, copto, armeno, etiopico, arabo, ad uso delle liturgie riservate ai santi; da essa apprendiamo come già detto senza certezze, che Giorgio era nato in Cappadocia ed era figlio di Geronzio persiano e Policronia cappadoce, che lo educarono cristianamente; da adulto divenne tribuno dell’armata dell’imperatore di Persia Daciano, ma per alcune recensioni si tratta dell’armata di Diocleziano (243-313) imperatore dei romani, il quale con l’editto del 303, prese a perseguitare i cristiani in tutto l’impero.
Il tribuno Giorgio di Cappadocia allora distribuì i suoi beni ai poveri e dopo essere stato arrestato per aver strappato l’editto, confessò davanti al tribunale dei persecutori, la sua fede in Cristo; fu invitato ad abiurare e al suo rifiuto, come da prassi in quei tempi, fu sottoposto a spettacolari supplizi e poi buttato in carcere. Qui ha la visione del Signore che gli predice sette anni di tormenti, tre volte la morte e tre volte la resurrezione.
E qui la fantasia dei suoi agiografi, spazia in episodi strabilianti, difficilmente credibili: vince il mago Atanasio che si converte e martirizzato; viene tagliato in due con una ruota piena di chiodi e spade; risuscita operando la conversione del ‘magister militum’ Anatolio con tutti i suoi soldati che vengono uccisi a fil di spada; entra in un tempio pagano e con un soffio abbatte gli idoli di pietra; converte l’imperatrice Alessandra che viene martirizzata;
l’imperatore lo condanna alla decapitazione, ma Giorgio prima ottiene che l’imperatore ed i suoi settantadue dignitari vengono inceneriti; promette protezione a chi onorerà le sue reliquie ed infine si lascia decapitare.Il culto per il martire iniziò quasi subito, come dimostrano i resti archeologici della basilica eretta qualche anno dopo la morte (303?) sulla sua tomba nel luogo del martirio.
Una leggenda narra che nella città di Silene in Libia, vi era un grande stagno, tale da nascondere un drago, il quale si avvicinava alla città, e uccideva con il fiato quante persone incontrava. I poveri abitanti gli offrivano per placarlo, due pecore al giorno e quando queste cominciarono a scarseggiare, offrirono una pecora e un giovane tirato a sorte.
Un giorno fu estratta la giovane figlia del re, il quale terrorizzato offrì il suo patrimonio e metà del regno, ma il popolo si ribellò, avendo visto morire tanti suoi figli, dopo otto giorni di tentativi, il re alla fine dovette cedere e la giovane fanciulla piangente si avviò verso il grande stagno.Passò proprio in quel frangente il giovane cavaliere Giorgio, il quale saputo dell’imminente sacrificio,
tranquillizzò la principessina, promettendole il suo intervento per salvarla e quando il drago uscì dalle acque, sprizzando fuoco e fumo pestifero dalle narici, Giorgio non si spaventò, salì a cavallo e affrontandolo lo trafisse con la sua lancia, ferendolo e facendolo cadere a terra.Poi disse alla fanciulla di non avere paura e di avvolgere la sua cintura al collo del drago; una volta fatto ciò, il
drago prese a seguirla docilmente come un cagnolino, verso la città. Gli abitanti erano atterriti nel vedere il drago avvicinarsi, ma Giorgio li rassicurò dicendo: ”Non abbiate timore, Iddio mi ha mandato a voi per liberarvi dal drago: Abbracciate la fede in Cristo, ricevete il battesimo e ucciderò il mostro”.Allora il re e la popolazione si convertirono e il prode cavaliere uccise il drago facendolo
portare fuori dalla città, trascinato da quattro paia di buoi. La leggenda era sorta al tempo delle Crociate, influenzata da una falsa interpretazione di un’immagine dell’imperatore cristiano Costantino, trovata a Costantinopoli, dove il sovrano schiacciava col piede un drago, simbolo del “nemico del genere umano”.La fantasia popolare e i miti greci di Perseo che uccide il mostro
liberando la bella Andromeda, elevarono l’eroico martire della Cappadocia a simbolo di Cristo, che sconfigge il male (demonio) rappresentato dal drago. I crociati accelerarono questa trasformazione del martire in un santo guerriero, volendo simboleggiare l’uccisione del drago come la sconfitta dell’Islam; e con Riccardo Cuor di Leone (1157-1199) san Giorgio venne invocato come protettore da tutti i combattenti.
Con i Normanni il culto del santo orientale si radicò in modo straordinario in Inghilterra e qualche secolo dopo nel 1348, re Edoardo III istituì il celebre grido di battaglia “Saint George for England”, istituendo l’Ordine dei Cavalieri di San Giorgio o della Giarrettiera. In tutto il Medioevo la figura di s. Giorgio, il cui nome aveva tutt’altro significato, cioè ‘agricoltore’, divenne oggetto di una
letteratura epica che gareggiava con i cicli bretone e carolingio. Nei Paesi slavi assunse la funzione addirittura ‘pagana’ di sconfiggere le tenebre dell’inverno, simboleggiate dal drago e quindi di favorire la crescita della vegetazione in primavera; una delle tante metamorfosi leggendarie di quest’umile martire, che volle testimoniare in piena libertà, la sua fede in Cristo, soffrendo e donando infine la sua giovane vita, come fecero in quei tempi di sofferenza e sangue, tanti altri martiri di ogni età, condizione sociale e in ogni angolo del vasto impero romano.
San Giorgio è onorato anche dai musulmani, che gli diedero l’appellativo di ‘profeta’. Enrico Pepe sacerdote, nel suo volume ‘Martiri e Santi del Calendario Romano’, conclude al 23 aprile giorno della celebrazione liturgica di s. Giorgio, con questa riflessione: “Forse la funzione storica di questi santi avvolti nella leggenda è di ricordare al mondo una sola idea, molto semplice ma fondamentale, il bene a lungo andare vince sempre il male e la persona saggia, nelle scelte fondamentali della vita, non si lascia mai ingannare dalle apparenze”.
15:20 Scritto da: petroneluigi in I Santi del Giorno | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: letteratura, gareggiava, sconfiggere, tenebre, inverno, simboleggiate, drago, favorire, crescita, vegetazione, primavera, umile, martire, testimoniare, libertà, fede, cristo, soffrendo, donando, giovane, vita | OKNOtizie |
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19/04/2012
Pregare è dialogare con Dio
Pregare è dialogare con Dio
O Signore, fa' di me uno strumento della tua pace:dove è odio, fa' che io porti amore;dove è offesa ch'io porti il perdono;dove è discordia, ch'io porti unione;dove è dubbio, ch'io porti la fede;dove è errore, ch'io porti la verità;
dove è disperazione, ch'io porti la speranza;dove è tristezza, ch'io porti la gioia;dove sono le tenebre, ch'io porti la luce. O Maestro, fa' che io non cerchi tanto:ad essere consolato, quanto a consolare;ad essere compreso, quanto a comprendere;ad essere amato, quanto ad amare.
00:25 Scritto da: petroneluigi in Preghiere | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: signore, strumento, pace, odio, amore, offesa, perdono, discordia, unione, dubbio, fede, errore, verità, disperazione, speranza, tristezza, gioia, tenebre, luce, consolato, consolare, compreso, comprendere, amato, amare | OKNOtizie |
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