22/03/2012

Il Cibo di Vita Eterna

Il Cibo di Vita Eterna

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Gesù di Nazareth   

Mc (1:17)

 

Seguitemi, e io vi farò pescatori d’uomini.

 

Gesù, sul luogo di lavoro di due discepoli, in un momento “qualunque”della routine quotidiana, con una frase  che non è solo una felice battuta! trasforma la loro vita: dovranno porsi, volontariamente ma

 

senza discutere , alla sua sequela e imparare, da lui, a pescare non più pesci ma persone, non per uccidere ma per dare la vita, non per interesse del predatore ma della preda. Gesù, a differenza dei rabbini suoi contemporanei, non viene

 

scelto dai discepoli, ma li sceglie e dispone della loro vita lavoro e famiglia sono, sì, due cardini dell’esistenza umana e della legge di Dio, ma Dio è al di sopra della legge,né può mai trasgredirla nella sostanza.

 

La migliore famiglia è composta di persone che cercano prima il Regno; il miglior lavoro è quello fatto per servire il Signore ,Gesù viene sempre prima.

 

La nostra saggezza non conta più come prima quando Dio comanda; se lui lo richiede,si parte e si abbandona per poi ritrovare sotto una nuova luce, come succederà ai discepoli: Dio ci chiede di rischiare e guadagnare la vita con lui.

 

 

23/02/2012

I Santi nostri intercessori

I Santi nostri intercessori

 

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23  Febbraio 2012  Giovedi

 

San Policarpo Vescovo e martire

 

 

E’ stato istruito nella fede da "molti che avevano visto il Signore", e "fu dagli Apostoli stessi posto vescovo per l’Asia nella Chiesa di Smirne". Così scrive di lui Ireneo, suo discepolo e vescovo di Lione in Gallia. Policarpo, nato da una famiglia benestante di Smirne, viene messo a capo

 

dei cristiani del luogo verso l’anno 100. Nel 107 è testimone di un evento straordinario: il passaggio per Smirne di Ignazio, vescovo di Antiochia, che va sotto scorta a Roma dove subirà il martirio, decretato in una persecuzione locale. Policarpo lo ospita durante la sosta, e più tardi

 

Ignazio gli scrive una lettera che tutte le generazioni cristiane conosceranno, lodandolo come buon pastore e combattente per la causa di Cristo.Nel 154 Policarpo dall’Asia Minore va a Roma in tutta tranquillità, per discutere con papa Aniceto (di origine probabilmente siriana) sulla

 

data della Pasqua. E da Lione un altro figlio dell’Asia Minore, Ireneo, li esorta a non rompere la pace fra i cristiani su questo problema. Roma celebra la Pasqua sempre di domenica, e gli orientali sempre il 14 del mese ebraico di Nisan, in qualunque giorno della settimana cada.

 

 Aniceto e Policarpo non riescono a mettersi d’accordo, ma trattano e si separano in amicizia.Periodi di piena tranquillità per i cristiani sono a volte interrotti da persecuzioni anticristiane, per lo più di carattere locale. Come quella che appunto scoppia a Smirne, dopo il ritorno di Policarpo

 

da Roma, regnando l’imperatore Antonino Pio. Undici cristiani sono già stati uccisi nello stadio quando un gruppo di facinorosi vi porta anche il vecchio vescovo (ha 86 anni), perché il governatore romano Quadrato lo condanni. Quadrato vuole invece risparmiarlo

 

 e gli chiede di dichiararsi non cristiano, fingendo di non conoscerlo. Ma Policarpo gli risponde tranquillo: "Tu fingi di ignorare chi io sia. Ebbene, ascolta francamente: io sono cristiano". Rifiuta poi di difendersi di fronte alla folla, e si arrampica da solo sulla catasta pronta per il rogo. Non vuole che lo leghino.

 

 Verrà poi ucciso con la spada. E’ il 23 febbraio 155, verso le due del pomeriggio. Lo sappiamo dal Martyrium Polycarpi, scritto da un testimone oculare in quello stesso anno. E’ la prima opera cristiana dedicata unicamente al racconto del supplizio di un martire.

 

E anzi è la prima a chiamare “martire” (testimone) chi muore per la fede.Tra le lettere di Policarpo alle comunità cristiane vicine alla sua, si conserverà quella indirizzata ai Filippesi, in cui il vescovo ricorda la Passione di Cristo: "Egli sofferse per noi, affinché noi vivessimo in Lui.

 

Dobbiamo quindi imitare la sua pazienza... Egli ci ha lasciato un modello nella sua persona". Policarpo quella pazienza l’ha imitata. Ed ha accolto e realizzato pure l’esortazione di Ignazio, che nella sua lettera prima del martirio gli scriveva: "Sta’ saldo come incudine sotto i colpi".

 

 

 

 

 

 

  

13/02/2012

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

 

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LA PAROLA DI OGGI     

13 Febbraio 2012 Lunedi VI T.O. Anno B    II Sett.

Vangelo Mc (8,11-13)

 

 

[11] Allora vennero i farisei e incominciarono a discutere con lui, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova. [12] Ma egli, traendo un profondo sospiro, disse:

 

"Perché questa generazione chiede un segno? In verità vi dico: non sarà dato alcun segno a questa generazione". [13] E lasciatili, risalì sulla barca e si avviò all'altra sponda.

 

 

 

05/12/2011

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

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5 dicembre 2011 Lunedì  II Avvento (B) - II

VANGELO (Lc 5,17-26)

[17] Un giorno sedeva insegnando. Sedevano là anche farisei e dottori della legge, venuti da ogni villaggio della Galilea, della Giudea e da Gerusalemme.

E la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni. [18] Ed ecco alcuni uomini, portando sopra un letto un paralitico, cercavano di farlo passare e metterlo davanti a lui.

[19] Non trovando da qual parte introdurlo a causa della folla, salirono sul tetto e lo calarono attraverso le tegole con il lettuccio davanti a Gesù, nel mezzo della stanza.

[20] Veduta la loro fede, disse: "Uomo, i tuoi peccati ti sono rimessi". [21] Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere dicendo: "Chi è costui che pronuncia bestemmie?

Chi può rimettere i peccati, se non Dio soltanto?". [22] Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, rispose: "Che cosa andate ragionando nei vostri cuori?

[23] Che cosa è più facile, dire: Ti sono rimessi i tuoi peccati, o dire: Alzati e cammina? [24] Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati:

io ti dico - esclamò rivolto al paralitico - alzati, prendi il tuo lettuccio e và a casa tua". [25] Subito egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e si avviò verso casa glorificando Dio.

[26] Tutti rimasero stupiti e levavano lode a Dio; pieni di timore dicevano: "Oggi abbiamo visto cose prodigiose".