19/05/2012

Il Santo che imitando Gesù si spogliò di tutto per fare del bene ovunque

Il Santo che imitando Gesù si spogliò di tutto per fare del bene ovunque

 

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S.Francesco d'Assisi      

 

COLORO CHE NON FANNO PENITENZA.

 

Invece, tutti coloro che non vivono nella penitenza, e non ricevono il corpo e il sangue del Signore nostro Gesù Cristo, e compiono vizi e peccati, e che camminano dietro la cattiva concupiscenza e i cattivi desideri, e non osservano quelle cose che

 

hanno promesso, e servono con il proprio corpo il mondo, gli istinti della carne, le cure e le preoccupazioni del mondo le cure di questa vita, ingannati dal diavolo, di cui sono figli e ne compiono le opere, costoro sono ciechi, poiché non vedono la vera

 

luce, il Signore nostro Gesù Cristo. non posseggono la sapienza spirituale, poiché non hanno in se il Figlio di Dio, che è la vera sapienza del Padre. Di essi dice la Scrittura: " La loro sapienza è stata divorata". Essi vedono, conoscono, sanno e fanno il male e consapevolmente perdono le loro anime.

 

 

18/04/2012

Il Cibo di Vita Eterna

Il Cibo di Vita Eterna

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Gesù di Nazareth   

Mc (1:25)

 

Ammutolisci ed esci da costui!

 

Il peccato ci possiede, ci schiavizza illudendoci d’essere liberi, ci chiude in noi stessi, ci sbarra la strada della vera vita rendendoci estranei alla vita di Dio (Efesini 2:17-19); e grida forte in noi, e nei momenti di maggiore chiarezza interiore lo sentiamo, e spesso cerchiamo di farlo tacere soffocando la nostra coscienza.

 

 Ma solo Cristo può (senza complicati e misteriosi riti) azzittire e scacciare ogni nostro demone; soprattutto il più pericoloso, quello che dichiara di sapere chi è Gesù ma senza volerlo amare e servire (Giacomo 2:19). Siamo prigionieri in una stanza buia e chiusa dall’esterno, e solo il Signore può aprire la porta e condurci verso la luce.

 

 Indemoniato sono io senza Cristo: «Chi mi libererà da questo corpo di

morte? Io rendo grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore» (Romani

 

7:24-25)! «Chiunque commette il peccato è dal diavolo, perché il diavolo peccafin dal principio; per questo è stato manifestato il Figlio di Dio: per distruggere le opere del diavolo» (1Giovanni 3:8; cfr. Luca 10:18).

 

I presenti capiscono bene che l’atto sta per una dottrina (v. 27): c’è qualcuno che può annientare Satana, e Satana stesso lo conosce bene, lo teme, e testimonia davanti a tutti – seppur inopportunamente – del «Santo di Dio» (1:24).

 

Lavoro carità fraterna e servizio reciproco.

Lavoro carità fraterna e servizio reciproco.

 

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San Benedetto da Norcia Abate                                 

LA "SANTA REGOLA" DI S. BENEDETTO

 

Fratelli carissimi, che può esserci di più dolce per noi di questa voce del Signore che ci chiama?

Guardate come nella sua misericordiosa bontà ci indica la via della vita!

Armati dunque di fede e di opere buone, sotto la guida del Vangelo, incamminiamoci per le sue vie in modo da meritare la visione di lui, che ci ha chiamati nel suo regno.

Se, però, vogliamo trovare dimora sotto la sua tenda, ossia nel suo regno, ricordiamoci che è impossibile arrivarci senza correre verso la meta, operando il bene.

Ma interroghiamo il Signore, dicendogli con le parole del profeta: "Signore, chi abiterà nella tua tenda e chi dimorerà sul tuo monte santo?".

E dopo questa domanda, fratelli, ascoltiamo la risposta con cui il Signore ci indica la via che porta a quella tenda:

"Chi cammina senza macchia e opera la giustizia;

chi pronuncia la verità in cuor suo e non ha tramato inganni con la sua lingua;

chi non ha recato danni al prossimo, né ha accolto l'ingiuria lanciata contro di lui";

chi ha sgominato il diavolo, che malignamente cercava di sedurlo con le sue suggestioni, respingendolo dall'intimo del proprio cuore e ha impugnato coraggiosamente le sue insinuazioni per spezzarle su Cristo al loro primo sorgere;

gli uomini timorati di Dio, che non si insuperbiscono per la propria buona condotta e, pensando invece che quanto di bene c'è in essi non è opera loro, ma di Dio,

lo esaltano proclamando col profeta: "Non a noi, Signore, non a noi, ma al tuo nome dà gloria!".

Come fece l'apostolo Paolo, che non si attribuì alcun merito della sua predicazione, ma disse:" Per grazia di Dio sono quel che sono"

e ancora: "chi vuole gloriarsi, si glori nel Signore".

25/02/2012

Predicare la Parola di Dio coniugandola alla dottrina della Chiesa cattolica.

Predicare la Parola di Dio coniugandola alla dottrina della Chiesa cattolica.

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Sant'Ambrogio  

Per Ambrogio era fondamentale la storia di Israele come popolo eletto: da qui la grande presenza dell'Antico Testamento nel rito ambrosiano, le numerosissime sue opere di commento agli episodi della storia ebraica, la conservazione della sacralità del sabato, ecc.

 

 Tuttavia, come era comune nel cristianesimo dei primi secoli, forte era anche la volontà di mostrare l'originalità cristiana rispetto alla tradizione giudaica (che non aveva riconosciuto Gesù come Messia) e di affermare l'indipendenza e le prerogative della Chiesa nascente.

 

Ad esempio, nell'Expositio Evangelii secundum Lucam (4, 61), commentando un passo del vangelo di Luca in cui un uomo invaso dallo spirito di un demonio impuro, grida: «Ah! Che c'è fra noi e te, Gesù Nazareno? Sei venuto per rovinarci? So chi tu sei: il Santo di Dio», Ambrogio critica aspramente l'incredulità della gente circostante:

 

 « Chi è colui che aveva nella sinagoga spirito immondo di demonio, se non la folla dei giudei che, come stretta da spire serpentine e legata dai lacci del diavolo, simulata la purità del corpo, profanava con le immondezze della mente interiore? Ebbene: era nella sinagoga l'uomo che aveva lo spirito immondo;

 

perché lo Spirito Santo lo aveva ammesso. Era entrato infatti il diavolo dal luogo da cui Cristo era uscito. Insieme, si mostra la natura del diavolo non come ostinata, ma come opera ingiusta. Infatti quello che attraverso una natura superiore professa il Signore, con le opere lo nega.

 

E in questo appare la sua malvagità [del demonio] e l'ostinazione dei giudei, poiché così [il demonio] spandé tra la folla la cecità della mente furiosa; affinché la gente neghi, colui che i demoni professano. O eredità dei discepoli peggiore del maestro! Quello tenta il Signore con le parole, essi con l'agire: egli dice "Buttati!" (Luc. IV, 9), questi sono assaliti perché [lo] buttino. »,

 

22/02/2012

Non sarà Catastrofe ma Liberazione

Non sarà Catastrofe ma Liberazione

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Apocalisse 12            

[12] Esultate, dunque, o cieli,e voi che abitate in essi.Ma guai a voi, terra e mare, perché il diavolo è precipitato sopra di voi pieno di grande furore, sapendo che gli resta poco tempo".[13] Or quando il drago si vide precipitato sulla terra, si avventò contro la donna che aveva partorito il figlio maschio.

 

[14] Ma furono date alla donna le due ali della grande aquila, per volare nel deserto verso il rifugio preparato per lei per esservi nutrita per un tempo, due tempi e la metà di un tempo lontano dal serpente. [15] Allora il serpente

 

vomitò dalla sua bocca come un fiume d'acqua dietro alla donna, per farla travolgere dalle sue acque.[16] Ma la terra venne in soccorso alla donna, aprendo una voragine e inghiottendo il fiume che il drago aveva vomitato dalla propria bocca. [17] Allora il drago si infuriò contro la donna

 

 e se ne andò a far guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù. [18] E si fermò sulla spiaggia del mare.

 

 

 

16/02/2012

Non sarà Catastrofe ma Liberazione

Non sarà Catastrofe ma Liberazione

Chiamiamo,diavolo,satana,seduce,terra,precipitato,precipitati,angeli,voce,cielo,diceva, compiuta,salvezza,forza,regno,Dio,potenza,Cristo,accusatore,fratelli,accusava,giorno, notte,

Apocalisse 12            

[1] Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. [2] Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. [3] Allora apparve un altro segno

 

nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; [4] la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato.

 

[5] Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono. [6] La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni.

 

[7] Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, [8] ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. [9] Il grande drago, il serpente

 

antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli. [10] Allora udii una gran voce nel cielo che diceva: "Ora si è compiuta la salvezza,

 

la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, poiché è stato precipitato l'accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte.

 

[11] Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell'Agnello e grazie alla testimonianza del loro martirio; poiché hanno disprezzato la vita

fino a morire.

 

06/01/2012

Un umile lavoratore nella vigna di Dio

Un umile lavoratore nella vigna di Dio

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Benedetto XVI      

Dio ha creato tutto per l’esistenza, in particolare ha creato l’essere umano a propria immagine; non ha creato la morte, ma questa è entrata nel mondo per invidia del diavolo (cfr Sap 1,13-14; 2,23-24) il quale, ribellatosi a Dio,

ha attirato nell’inganno anche gli uomini, inducendoli alla ribellione. E’ il dramma della libertà, che Dio accetta fino in fondo per amore, promettendo però che ci sarà un figlio di donna che schiaccerà la testa all’antico serpente (Gn 3,15).

03/01/2012

Il Santo che imitando Gesù si spogliò di tutto per fare del bene ovunque

Il Santo che imitando Gesù si spogliò di tutto per fare del bene ovunque

Concupiscenza,cattivi,desideri,carne,osservano,promesso,Signore,servono,corpo,mondo,  istinti,carnali,sollecitudini,vita,prigionieri,diavolo,figli e fanno,opere,ciechi,S.Francesco d'Assisi      

Tutti quelli e quelle, invece, che non vivono nella penitenza, e non ricevono il corpo e il sangue del Signore nostro Gesù Cristo, e si abbandonano ai vizi e ai peccati e camminano dietro la cattiva

concupiscenza e i cattivi desideri della loro carne, e non osservano quelle cose che hanno promesso al Signore, e servono con il proprio corpo al mondo, agli istinti carnali ed alle sollecitudini del mondo

e alle preoccupazioni di questa vita: costoro sono prigionieri del diavolo del quale sono figli e fanno le opere; sono ciechi, poiché non vedono la vera luce, il Signore nostro Gesù Cristo.

Non hanno la sapienza spirituale, poiché non posseggono il Figlio di Dio, che è la vera sapienza del Padre; di loro è detto: " La loro sapienza è stata ingoiata" e: " Maledetti coloro che si allontanano

dai tuoi comandamenti". Essi vedono e riconoscono, sanno e fanno ciò che è male, e consapevolmente perdono la loro anima.

 

 

21/11/2011

Un umile lavoratore nella vigna di Dio

Un umile lavoratore nella vigna di Dio

Dio,creato,esistenza,immagine,morte,invidia,diavolo,inganno,uomini,  dramma,liberta,amore,figlio,donna,testa,serpente,Benedetto XVI       

Dio ha creato tutto per l’esistenza, in particolare ha creato l’essere umano a propria immagine; non ha creato la morte, ma questa è entrata nel mondo per invidia del diavolo (cfr Sap 1,13-14; 2,23-24) il quale,

 

ribellatosi a Dio, ha attirato nell’inganno anche gli uomini, inducendoli alla ribellione. E’ il dramma della libertà, che Dio accetta fino in fondo per amore,

 

promettendo però che ci sarà un figlio di donna che schiaccerà la testa all’antico serpente (Gn 3,15).