19/05/2012
Il Santo che imitando Gesù si spogliò di tutto per fare del bene ovunque
Il Santo che imitando Gesù si spogliò di tutto per fare del bene ovunque
S.Francesco d'Assisi
COLORO CHE NON FANNO PENITENZA.
Invece, tutti coloro che non vivono nella penitenza, e non ricevono il corpo e il sangue del Signore nostro Gesù Cristo, e compiono vizi e peccati, e che camminano dietro la cattiva concupiscenza e i cattivi desideri, e non osservano quelle cose che
hanno promesso, e servono con il proprio corpo il mondo, gli istinti della carne, le cure e le preoccupazioni del mondo le cure di questa vita, ingannati dal diavolo, di cui sono figli e ne compiono le opere, costoro sono ciechi, poiché non vedono la vera
luce, il Signore nostro Gesù Cristo. non posseggono la sapienza spirituale, poiché non hanno in se il Figlio di Dio, che è la vera sapienza del Padre. Di essi dice la Scrittura: " La loro sapienza è stata divorata". Essi vedono, conoscono, sanno e fanno il male e consapevolmente perdono le loro anime.
00:05 Scritto da: petroneluigi in Grandi Condottieri della Fede,Beati,Santi, | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: promesso, servono, corpo, mondo, istinti, cure, vita, ingannati, diavolo, figli, compiono, opere, ciechi, vedono, vera, luce, signore, gesù, cristo, sapienza, spirituale, male, perdono, anime | OKNOtizie |
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10/05/2012
I Santi nostri intercessori
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10 Maggio 2012 Giovedi
San Cataldo di Rachau Vescovo
Nato in Irlanda all'inizio del secolo VII, dopo essere stato monaco e poi abate del monastero di Lismore, fondato dal vescovo Cartagine, Cataldo divenne vescovo di Rachau. Durante un peilegrinaggio in Terra Santa, morì a Taranto, nella cui cattedrale fu sepolto e dimenticato.
Nel 1094, durante la ricostruzione del sacro edificio, che era stato distrutto dai Saraceni, fu ritrovato il suo corpo, come indicava chiaramente una crocetta d'oro su cui era inciso il suo nome e quello della sede episcopale.
Questo reperto, che si conserva insieme col corpo ha permesso di stabilire che il santo visse nel secolo VII e erroneamente, quindi, i tarantini lo considerarono loro vescovo, anzi il protovescovo. nominato da s. Pietro apostolo.
Il 10 maggio ricorre la festa di Cataldo, che è patrono della città bimare ed è venerato, oltre che in Irlanda, sua patria, nell'Italia Meridionale e insulare. A Modena gli è intitolata una chiesa parrocchiale e Supino, cittadina del Lazio meridionale, è uno dei centri del suo culto.
00:25 Scritto da: petroneluigi in I Santi del Giorno | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: durante, ricostruzione, edificio, distrutto, ritrovato, corpo, crocetta, oro, inciso, nome, sede | OKNOtizie |
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08/05/2012
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7 Maggio 2012 Lunedi
Santa Flavia Domitilla Martire
Flavia Domitilla, nipote, per parte della sorella, di Flavio Clemente, che fu allora uno dei consoli di Roma (95 d.C), insieme con numerose altre persone fu deportata nell'isola di Ponza per avere confessato Cristo ».Dione Cassio,afferma che l'imperatore Domiziano « tolse la vita, con molti altri, anche a Flavio Clemente, benché fosse suo cugino e avesse in moglie Flavia Domitilla, ella pure sua consanguinea.
Tutti e due furono accusati di ateismo, e di ciò anche altri, sviatisi dietro le costumanze dei Giudei, ebbero condanna, chi di morte, chi di confisca. Domitilla fu soltanto relegata nell'isola di Pandataria ».Dai citati passi dei due storici, dunque, risulta che, sul finire del I sec, due matrone, aventi l'una e l'altra il nome di Domitilla e imparentate l'una e l'altra con la famiglia imperiale dei Flavi, furono condannate per la loro adesione alla fede cristiana.
Dione Cassio, per l'esattezza, parla nei confronti della Domitilla relegata a Pandataria (oggi Ventotene), non di Cristianesimo, bensì di « ateismo », ma è noto che questa era l'accusa rivolta dagli idolatri ai primi seguaci di Cristo.Alcuni studiosi, fra i quali il Mommsen, l'Aubé e lo Styger, ritennero di poter identificare in una sola persona le due Domitille, supponendo errori o confusioni degli storici ma, il De Rossi sostenne
giustamente la diversità dei due personaggi, ristabilendo la genealogia delle loro famiglie. E questa conferma che la Domitilla citata da Eusebio, era nipote di Flavio Clemente, mentre quella ricordata da Dione Cassio era moglie del console martire, dal quale ebbe sette figli. A tal proposito, di grande importanza è l'iscrizione mutila ritrovata nel sec. XVIII nell'area del Cimitero sulla Via Ardeatina.
L'iscrizione, conservata oggi nella parete di fondo della basilica dei SS. Nereo e Achilleo in detto Cimitero, precisa, dunque, che Tazia Baucilla, nutrice dei sette figli di Flavio e di Flavia Domitilla, ottenne da quest'ultima il terreno per un sepolcro. Nel documento epigrafico si precisa, inoltre, che Flavia Domitilla era « neptis », cioè nipote di Vespasiano, padre di Domiziano, confermando, così, l'affermazione di Dione Cassio secondo la quale la moglie di Flavio Clemente era « consanguinea » dello stesso Domiziano.
In merito, poi, alle « confusioni » nelle quali sarebbero incorsi gli storici nell'indicare i luoghi di relegazione delle due Domitille, Umberto Fasola sottolinea che le isole di Ponza e di Ventotene erano troppo tristemente note per essere confuse l'una con l'altra. A Ponza, infatti, furono relegati le figlie di Caligola e un figlio di Germanico e a Ventotene furono confinate Giulia, figlia di Augusto, Agrippina, moglie di Germanico e Ottavia moglie di Nerone.
Le notizie su Flavia Domitilla che figurano nella passio leggendaria (V-VI sec.) non hanno alcuna attendibilità: fra l'altro, in essa, si parla di due « eunuchi », Nereo e Achilleo, i quali avrebbero convertito Domitilla alla fede cristiana, mentre dal carme damasiano dedicato ai due martiri sappiamo che essi prima della conversione erano militari a servizio del persecutore. L'esistenza, però, delle due Domitille e la loro condanna all'esilio per aver abbracciato il Cristianesimo sono fatti inoppugnabili, come dimostrano chiaramente i documenti. Il corpo d'una Flavia Domitilla è venerato nel titolo dei SS. Nereo ed Achilleo, traslatovi da S. Adriano dal Baronio.
10:43 Scritto da: petroneluigi in I Santi del Giorno | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: notizie, leggendaria, attendibilità, parla, convertito, fede cristiana, dedicato, martiri, conversione, servizio, persecutore, esistenza, condanna, esilio, documenti, corpo, venerato | OKNOtizie |
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4 Maggio 2012 Venerdi
San Floriano di Lorch Martire
La più antica notizia di lui si trova in un atto di donazione del sec. VIII, con il quale il presbitero Reginolfo offriva ad una chiesa alcune possessioni site "in loco nuncupante ad Puoche ubi preciosus martyr Florianus corpore requiescit". Verso la metà dello stesso secolo fu composta una passio, che ricalca quella di s. Ireneo
vescovo di Sirmio, ma che ha delle particolarità proprie; poco dopo il suo nome fu inserito nei codd. del Martirologio Geronimiano (seconda redazione della fine del sec. VIII) e nel Martirologio di Lione. Attraverso quindi i martirologi storici la sua festa è passata anche nel Romano, in cui è ricordata il 4 maggio, data tradizionale della sua morte.
Secondo il racconto della passio, Floriano era un veterano dell'esercito romano che viveva a Mantem presso Krems. Avendo saputo che Aquilino, preside del Norico Ripense, durante la persecuzione di Diocleziano, aveva arrestato a Lorch quaranta cristiani, desiderando di condividerne la sorte si recò in quella città. Prima di entrarvi, però, si imbatté in alcuni soldati, ai quali manifestò di essere cristiano;
fu perciò arrestato e condotto dal preside, il quale non riuscendo a farlo sacrificare agli dei, lo fece flagellare e quindi lo condannò ad essere gettato nel fiume Enns con una pietra al collo: la sentenza fu eseguita il 4 maggio 304. Il corpo del martire fu, in seguito, ritrovato e seppellito da una certa Valeria.Sul sepolcro fu costruita una chiesa
che, affidata dapprima ai Benedettini, passò poi ai Canonici Regolari Lateranensi ed è ora il centro di una fiorente Congregazione. Nel 1183 alcune reliquie di Floriano furono portate dal vescovo Egidio di Modena a Cracovia dove il duca Casimiro di Polonia edificò in onore del martire una splendida basilica. Il suo culto è molto popolare in Austria e in Baviera ed egli è invocato contro le inondazioni e gli incendi.
10:26 Scritto da: petroneluigi in I Santi del Giorno | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: arrestato, condotto, sacrificare, dei, fece, flagellare, condannò, gettato, fiume, pietra, collo, sentenza, eseguita, corpo, martire, seguito, ritrovato, seppellito, sepolcro, costruita, chiesa | OKNOtizie |
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03/05/2012
Pregare è dialogare con Dio
Pregare è dialogare con Dio
Cuore dolcissimo di Gesù, ti sei consumato d’amore per noi, ti sei donato totalmente a noi per la nostra salvezza. Oggi vogliamo consacrarci tutti al tuo cuore divino.
Siamo tuoi per natura e per grazia e tuoi vogliamo essere nel tempo e nell’eternità. Ci doniamo totalmente a te: ti doniamo tutto il nostro essere, il nostro corpo, la nostra anima, il nostro cuore.
00:15 Scritto da: petroneluigi in Preghiere | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cuore, dolcissimo, gesù, consumato, amore, donato, totalmente, salvezza, vogliamo, consacrarci, divino, natura, grazia, tempo, eternità, doniamo, corpo, anima, nostro | OKNOtizie |
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28/04/2012
Pregare è dialogare con Dio
Pregare è dialogare con Dio
O Gesù! che il vostro amore vi ha ridotto alla umiltà di bambino, alla povertà d'una mangiatoia, io vi adoro nel vostro "abbassamento", ove Voi mi sembrate mille volte più amabile che sul trono della vostra gloria. Perché non poss'io, come i Magi, offrirvi l'oro di una ardente carità, l'incenso d'una fervente preghiera, la mirra della mortificazione! Ricevete almeno il mio cuore che vi dono con tanta felicità;
ricevetelo con tutto ciò che ha d'affetto, di tenerezza e di riconoscenza; ricevete l'anima mia con tutte le sue facoltà, il corpo e i miei sensi. E in ricambio fatemi partecipe del vostro spirito, riempiendomi di dolcezza, d'umiltà, di semplicità. Oh Divin Bambino, mio Re e mio Modello, fate che dopo avervi imitato su questa terra, meriti di essere eternamente unito con Voi nella beata eternità.
Così sia.
12:38 Scritto da: petroneluigi in Preghiere | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: affetto, tenerezza, riconoscenza, anima, facoltà, corpo, sensi.partecipe, spirito, dolcezza, umiltà, semplicità, bambino, re, modello, terra, unito, beata, eternità | OKNOtizie |
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Viene come Madre per richiamare gli uomini alla conversione, alla preghiera e alla penitenza
Viene come Madre per richiamare gli uomini alla conversione, alla preghiera e alla penitenza
Ottavo appello del Messaggio: “Prendete e bevete il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo, orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Riparate i loro delitti e consolate il vostro Dio”Gesù è rimasto nell’Eucaristia per essere il nostro alimento spirituale che sostiene in noi la vita soprannaturale: “ Io sono il pane della vita,se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo” (Gv 6, 48).
Per nutrirci di questo pane dobbiamo essere in grazia di Dio. Nell’Eucaristia Gesù è vivo. Attraverso la fede sappiamo che è il Verbo di Dio, crediamo nella sua Parola e nella sua Chiesa. Attraverso la partecipazione al suo Corpo e al suo Sangue diventiamo una sola cosa con Lui. Gesù, presente nei nostri altari, è anche Vittima che si offre al Padre per i nostri peccati. La Santa Messa è la rinnovazione incruenta del Sacrificio della Croce.
Nella solitudine e nel silenzio delle nostre chiese, nonostante sia, da molti, disprezzato e oltraggiato, Gesù continua a offrirsi al Padre, per noi. Maria, madre di Gesù e madre della Chiesa, suo Corpo Mistico, veglia su di noi, dispensando la sua protezione materna. Uniamo le nostre umili preghiere con quelle della Madonna, affinché Lei le rivolga al Padre, in Gesù suo Figlio.
12:32 Scritto da: petroneluigi in I "segreti" di Fatima | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: nutrirci, pane, grazia, dio, eucaristia, gesù, vivo, fede, crediamo, parola, chiesa, corpo, sangue, presente, altari, vittima, offre, padre, peccati, santa, messa, rinnovazione, sacrificio, croce | OKNOtizie |
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20/04/2012
I Santi nostri intercessori
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20 Aprile 2012 Venerdi
Sant' Aniceto Papa
Aniceto viene probabilmente dalla Siria e, succedendo a Pio I, trova tra i suoi una confusione drammatica. Dall’Oriente è arrivato il teologo Marcione, accolto nella comunità romana e stimato per la sua generosità e il suo rigore morale: poi si mette a divulgare una sua dottrina basata su un Dio Padre di Gesù Cristo, distinto dal Dio dell’Antico Testamento;
insomma, due dèi, uno Salvatore e l’altro Giudice. Marcione trova seguaci; fonda una sua Chiesa, nominando vescovi e preti. E crea una confusione enorme in Roma, con relativi disordini. Secondo Policarpo, quest’uomo è "primogenito di Satana".
Per il vescovo Aniceto, la dottrina si combatte con la dottrina, studiando di più per orientare i fedeli; e ugualmente si combatte con l’esempio. Perciò nomina un buon numero di nuovi preti e diaconi, e da ciascuno pretende di più, a cominciare dalla moralità, che dev’essere autentica e anche visibile. Sicché, ad esempio: niente più
ecclesiastici in giro con chiome fluenti: capelli corti per tutti. Aniceto vive momenti di dura persecuzione sotto Marco Aurelio, in contrasto col pensiero di questo imperatore e con l’ispirazione umanitaria di molte sue leggi. Ma lui vede in ogni scontro sulla dottrina un disordine nefasto per l’Impero, che già lotta in Oriente
contro i Parti, in Europa contro i Germani; ma che ha difficoltà anche contro governatori romani infedeli e ribelli, come nel caso della Siria. Per il vescovo di Roma, l’angoscia quotidiana di undici anni è questa Chiesa da salvare, nelle vite dei fedeli e nella certezza della dottrina; da stimolare con energia, ma anche con
discernimento tra l’essenziale e il secondario. Aniceto muore durante la persecuzione (che a Roma fa vittime come san Giustino e santa Felicita); ma probabilmente non a causa della persecuzione. Infatti non è indicato come martire. Il suo corpo (ed è la prima volta per un vescovo di Roma) viene seppellito nelle cave di pozzolana che si trasformeranno in seguito nelle catacombe di san Callisto.
00:35 Scritto da: petroneluigi in I Santi del Giorno | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: angoscia, quotidiana, salvare, vite, fedeli, certezza, dottrina, stimolare, energia, essenziale, secondario, muore, persecuzione, vittime, martire, corpo, seppellito, cave, pozzolana, seguito, catacombe | OKNOtizie |
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19/04/2012
La Santa Vergine Maria ci parla ascoltiamo la sua voce come è dolce
La Santa Vergine Maria ci parla ascoltiamo la sua voce come è dolce
I MIRACOLI DI LOURDES
Signora Madeleine RIZAN
Abitante a Nay (Pirenei Atlantici). Guarita il 17 ottobre 1858, all’età di 58 anni. Miracolo riconosciuto il 18 gennaio 1862 da parte di S. Ecc. Mons. Laurence, Vescovo di Tarbes.
Madeleine RIZAN, da più di 20 anni non poteva muoversi. Era costretta al letto da una paralisi del lato sinistro, consecutivo ad un « attacco di colera » avvenuto 26 anni prima, nel 1832. Da principio potendo muoversi con gravi difficoltà, essa era, a poco a poco, stata
costretta al letto, con piaghe dolorose, e con l’insieme delle turbe trofiche che possiamo facilmente immaginare, ma anche con dei dolori che contrastavano con la perdita della sensibilità. I suoi medici avevano, da molto tempo, abbandonata ogni speranza di guarigione e rinunciato a qualunque trattamento.
Nel settembre del 1858 essa aveva ricevuto anche l’Estrema Unzione, e da quel momento pregava per ottenere una buona morte. Un mese dopo, il sabato 16ottobre, la morte sembrava imminente. L’indomani, sua figlia le portò dell’acqua di Lourdes essa ne bevve qualche sorso e si fece lavare, con essa, il viso ed il corpo. Immediatamente la malattia
svanì, le forze ritornarono, la pelle riprese il suo aspetto normale ed i muscoli le loro funzioni ! La moribonda della vigilia si sentì rivivere Da quel giorno, quando essa poté di nuovo alzarsi, vestirsi e mangiare, condusse una vita normale per 11 anni, poiché morì, senza alcuna ricaduta, nel 1869.
00:05 Scritto da: petroneluigi in Lourdes | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ricevuto, momento, pregava, ottenere, morte, sembrava, imminente, figlia, portò, acqua, bevve, sorso, lavare, viso, corpo, malattia, svanì, forze, pelle, riprese, aspetto, muscoli, funzioni, vigilia | OKNOtizie |
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18/04/2012
Il Cibo di Vita Eterna
Il Cibo di Vita EternaMc (1:25)
Ammutolisci ed esci da costui!
Il peccato ci possiede, ci schiavizza illudendoci d’essere liberi, ci chiude in noi stessi, ci sbarra la strada della vera vita rendendoci estranei alla vita di Dio (Efesini 2:17-19); e grida forte in noi, e nei momenti di maggiore chiarezza interiore lo sentiamo, e spesso cerchiamo di farlo tacere soffocando la nostra coscienza.
Ma solo Cristo può (senza complicati e misteriosi riti) azzittire e scacciare ogni nostro demone; soprattutto il più pericoloso, quello che dichiara di sapere chi è Gesù ma senza volerlo amare e servire (Giacomo 2:19). Siamo prigionieri in una stanza buia e chiusa dall’esterno, e solo il Signore può aprire la porta e condurci verso la luce.
Indemoniato sono io senza Cristo: «Chi mi libererà da questo corpo di
morte? Io rendo grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore» (Romani
7:24-25)! «Chiunque commette il peccato è dal diavolo, perché il diavolo peccafin dal principio; per questo è stato manifestato il Figlio di Dio: per distruggere le opere del diavolo» (1Giovanni 3:8; cfr. Luca 10:18).
I presenti capiscono bene che l’atto sta per una dottrina (v. 27): c’è qualcuno che può annientare Satana, e Satana stesso lo conosce bene, lo teme, e testimonia davanti a tutti – seppur inopportunamente – del «Santo di Dio» (1:24).
00:15 Scritto da: petroneluigi in Gesù di Nazareth | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: indemoniato, cristo, libererà, corpo, morte, rendo, grazie, dio, gesù, signore, commette, peccato, diavolo, pecca, principio, manifestato, distruggere, opere, satana, conosce, teme, testimonia | OKNOtizie |
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