13/05/2012

Un umile lavoratore nella vigna di Dio

Un umile lavoratore nella vigna di Dio

 

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Benedetto XVI      

 

L’uomo e la donna, uguali in dignità, sono chiamati ad arricchirsi vicendevolmente in comunione e collaborazione, non solo nel matrimonio e nella famiglia, ma anche nella società in tutte le sue dimensioni.

 

Alle donne cristiane si richiedono consapevolezza e coraggio per affrontare compiti esigenti, per i quali tuttavia non manca loro il sostegno di una spiccata propensione alla santità, di una speciale acutezza nel discernimento delle correnti culturali del nostro tempo, e della particolare passione nella cura dell’umano che le caratterizza.

 

16/03/2012

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

 

Comandamento, importante,Maestro,verità,unico,amarlo,cuore,mente,forza ,amare , prossimo,sacrifici,Gesù,vedendo,risposto,saggiamente,lontano,regno,Dio, coraggio,

LA PAROLA DI OGGI     

16  Marzo 2012 Venerdi  III di Quaresima Anno B   III Sett.

Vangelo  Mc (12, 28b-34)

 

[28] Allora si accostò uno degli scribi che li aveva uditi discutere, e, visto come aveva loro ben risposto, gli domandò: "Qual è il primo di tutti i comandamenti?". [29] Gesù rispose: "Il primo è: Ascolta, Israele. Il

 

Signore Dio nostro è l'unico Signore; [30] amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. [31] E il secondo è questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c'è

 

altro comandamento più importante di questi". [32] Allora lo scriba gli disse: "Hai detto bene, Maestro, e secondo verità che Egli è unico e non v'è altri all'infuori di lui; [33] amarlo con tutto il cuore, con tutta la mente e

 

con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso val più di tutti gli olocausti e i sacrifici". [34] Gesù, vedendo che aveva risposto saggiamente, gli disse: "Non sei lontano dal regno di Dio". E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

08/03/2012

Pregare è dialogare con Dio

Pregare è dialogare con Dio

 

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PREGHIERA 

O Maria, nostra mediatrice, in te il genere umano ripone tutta la sua gioia. Da te attende protezione. In te solo trova il suo rifugio. Ed ecco, anch’io vengo a te con tutto il mio fervore,

 

perchè non ho coraggio di avvicinarmi a tuo Figlio: pertanto imploro la tua intercessione per ottenere salvezza. O tu che sei compassionevole, o tu che sei la Madre del Dio di misericordia, abbi pietà di me.

 

 

 

 

03/03/2012

I Santi nostri intercessori

I Santi nostri intercessori

 

 

Eseguita,martirio,giovane,ufficiale,presente,senatore,coraggio,spalle,corpo,martire,sepoltura,  sapendo,gesto,compromesso,traduttore,condivise,subito,onore,martirio, 3  Marzo 2012  Sabato

Santi Marino di Cesarea e Asterio Martiri

 

Allorché la pace vigeva per tutte le Chiese... ": con queste parole lo storico Eusebio inizia il racconto del martirio di Marino, nobile e ricco ufficiale dell'esercito imperiale, a Cesarea di Palestina. Il periodo di pace di cui

 

parla Eusebio è quello instaurato da Gallieno che nel 260 aveva emanato un editto di tolleranza per i cristiani. Evidentemente non tutti i magistrati ne condividevano la politica di distensione, se non mancarono episodi di intolleranza come

 

quello che ha per protagonisti il nobile Marino e il senatore Asterio, che il Martirologio Romano celebra oggi congiuntamente col titolo di martiri.Ecco il racconto di Eusebio. A Cesarea in Palestina era vacante un posto di centurione. Quel posto toccava a Marino.

 

La promozione gli era già stata notificata ed egli era in attesa della consegna della verga di vite, simbolo del grado di centurione romano. Altri però ambivano a quella promozione. Uno dei più ostinati pretendenti si fece avanti dichiarando in tribunale che a Marino, a norma di antiche leggi,

 

era vietato l'accesso a dignità romane, perchè essendo cristiano avrebbe rifiutato di sacrificare all'imperatore.Il giudice, un certo Acheo, infastidito da questo contrattempo, domandò a Marino quale fosse la sua religione. La risposta del soldato fu chiara e pronta: "Sono cristiano".

 

 Il giudice gli diede tre ore di tempo per riflettere. Uscito dal tribunale, Marino incontrò il vescovo Teotecno, che, dopo essersi intrattenuto con lui, lo guidò per mano verso la Chiesa. Entrativi, il vescovo lo condusse ai piedi dell'altare.

 

 Sollevandogli il mantello gli indicò la spada appesa al fianco e mostrandogli poi il Vangelo gli disse di scegliere. Marino non ebbe alcuna esitazione e scelse il libro della Sacra Scrittura. "Sii dunque di Dio, concluse il vescovo - sii con Dio e, forte nella grazia, consegui ciò che hai scelto. Va' in pace!".

 

Erano trascorse le tre ore. Marino, recatosi di nuovo al tribunale, davanti al giudice proclamò la sua fede "con ardire ancora più grande". Tanto bastò perché fosse condannato, seduta stante, alla pena capitale. La sentenza fu

 

eseguita immediatamente. Al martirio del giovane ufficiale era presente il senatore Asterio, che volle emularlo nel coraggio, caricandosi sulle spalle il corpo del martire per dargli degna sepoltura, ben sapendo che quel gesto l'avrebbe compromesso. Infatti - aggiunge Rufino, il traduttore di Eusebio - Asterio condivise quasi subito con Marino l'onore del martirio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

02/03/2012

Pregare è dialogare con Dio

Pregare è dialogare con Dio

 

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PREGHIERA 

Tu sei la via, la verità e la vita. Tu sei il principio della nuova creazione. Dammi il coraggio di osare. Fammi consapevole del mio bisogno di conversazione, e permetti che con serietà lo compia,

 

nella realtà della vita quotidiana. E se mi riconosco, indegno e peccatore, dammi la tua misericordia. Donami la fedeltà che persevera e la fiducia che comincia sempre, ogni volta che tutto sembra fallire.

 

 

 

 

 

24/02/2012

Coraggio, fratello

Coraggio, fratello

Coraggio,fratello,soffri,deposizione,croce,pietà,sovrumana,mano,forata,Mancano,pochi,istanti pomeriggio,buio,cederà,posto,luce,terra,riacquisterà,colori,sole,Pasqua,

Coraggio, fratello che soffri. C’è anche per te una deposizione dalla croce.C’è anche per te una pietà sovrumana.Ecco già una mano forata che schioda dal legno la tua...Coraggio.

 

Mancano pochi istanti alle tre del tuo pomeriggio. Tra poco, il buio cederà il posto alla luce,la terra riacquisterà i suoi colori e il sole della Pasqua irromperà tra le nuvole in fuga.

 

23/02/2012

Perle inviateci da Dio

Perle inviateci da Dio

Davvero,aspra,stolti,uomo,coraggio,resiste,peserà,pietra,prova,tarderà,gettarla, sapienza,chiara,conseguirai,sapienza,semina,attendi,frutti,coltivarla,mangerai,

Siracide  6

14 Un amico fedele è una protezione potente,chi lo trova, trova un tesoro.15 Per un amico fedele, non c'è prezzo,non c'è peso per il suo valore.16 Un amico fedele è un balsamo di vita,

 

lo troveranno quanti temono il Signore.17 Chi teme il Signore è costante nella sua amicizia,perché come uno è, così sarà il suo amico.18 Figlio, sin dalla giovinezza medita la disciplina,

 

conseguirai la sapienza fino alla canizie.19 Accòstati ad essa come chi ara e chi semina e attendi i suoi ottimi frutti;poiché faticherai un po' per coltivarla,ma presto mangerai dei suoi prodotti.

 

20 Essa è davvero aspra per gli stolti,l'uomo senza coraggio non ci resiste;21 per lui peserà come una pietra di prova,non tarderà a gettarla via.22 La sapienza infatti è come dice il suo nome,ma non a molti essa è chiara.

 

20/02/2012

Pregare è dialogare con Dio

Pregare è dialogare con Dio

 

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PREGHIERA

Mio Dio, com'è assurda la mia vita senza il dono della fede! Una candela fumigante è la mia intelligenza. Un braciere colmo di cenere è il mio cuore. Una fredda e breve giornata d'inverno è la mia esistenza. Dammi la fede!

 

 Una fede che dia senso al mio vivere, forza al mio cammino, significato al mio sacrificio, certezza ai miei dubbi, speranza alle mie delusioni, coraggio alle mie paure, vigore alle mie stanchezze, sentieri ai miei smarrimenti, luce alle notti del mio spirito, riposo e pace alle ansie del cuore.

 

 

31/01/2012

Pregare è dialogare con Dio

Pregare è dialogare con Dio

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PREGHIERA 

Rimani con noi, Signore,perché è già buio nella nostra vita di coppia. Solo tu, puoi darci il coraggio d’andare avanti,e farci riscoprire la forza dell’amore reciproco. Ritorneremo, così, alla piena condivisione di tutto:beni e gioie, dolori e preoccupazioni,come nostro “spezzare il pane” quotidiano.

Imitando umilmente il tuo gesto,riconosceremo la tua presenza nascosta.Il nostro cuore riprenderà ad ardere e torneremo alla Chiesa per testimoniare,in modo credibile, d’averti incontrato,veramente Risorto. Amen

 

22/01/2012

I Santi nostri intercessori

I Santi nostri intercessori

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22 Gennaio 2012 Domenica

San Vincenzo di Saragozza Diacono e martire

Nel clima di terrore che si instaura e che vede la distruzione degli edifici e degli arredi sacri, la destituzione dei cristiani che ricoprono cariche pubbliche, l’obbligo per tutti di sacrificare agli dei, il vescovo Valerio e il

diacono Vincenzo continuano imperterriti nell’annuncio del Vangelo: formano un connubio indissolubile, nel quale il primo con la sua presenza e con l’autorità che gli deriva dal ministero episcopale si fa garante di quello che il secondo annuncia con forza, convinzione e facilità di parola.

Così il governatore di Valencia, Daciano, li fa arrestare entrambi, ma quando se li trova davanti capisce che il vero nemico da combattere è il diacono Vincenzo. Manda così il vescovo in esilio e concentra tutte le sue arti persecutorie su Vincenzo, che oltre ad essere un gran oratore è anche

un uomo che non si piega facilmente. Lo dice in faccia al governatore: “Vi stancherete prima voi a tormentarci che noi a soffrire”, e questo manda in bestia il persecutore, che vede così anche messa in crisi la sua autorità e il suo prestigio. Perché Vincenzo è una di quelle persone che si piegano

ma non si spezzano: prima lo fa fustigare e torturare; poi lo condanna alla pena del cavalletto, da cui esce con le ossa slogate; infine lo fa arpionare con uncini di ferro. Così tumefatto e slogato lo fa gettare in una cella buia, interamente cosparsa di cocci taglienti, ma la testimonianza di Vincenzo

continua ad essere limpida e ferma: “Tu mi fai proprio un servizio da amico, perché ho sempre desiderato suggellare con il sangue la mia fede in Cristo. Vi è un altro in me che soffre, ma che tu non potrai mai piegare. Questo che ti affatichi a distruggere con le torture è un debole vaso di

argilla che deve ad ogni modo spezzarsi. Non riuscirai mai a lacerare quello che resta dentro e che domani sarà il tuo giudice”. Lo sentono addirittura, anche così piagato, cantare dalla cella e Daciano si rende conto che quella è una voce da far zittire in fretta,

visto che qualcuno si è già convertito vedendolo così forte nella fede. Muore il 22 gennaio dell’anno 304 ed anche per sbarazzarsi del cadavere Daciano deve sudare: gettato in pasto alle bestie selvatiche, il suo corpo viene alacramente difeso da un corvo; gettato nel fiume, legato in un

sacco insieme ad un grosso macigno, il suo corpo galleggia e torna a riva, dove finalmente i cristiani lo raccolgono per dargli onorata sepoltura. Da una delle omelie che Sant’Agostino ogni anno, il 22 gennaio, dedicava al martire Vincenzo ricaviamo questo pensiero: “il diacono Vincenzo…..

aveva coraggio nel parlare, aveva forza nel soffrire. Nessuno presuma di se stesso quando parla. Nessuno confidi nelle sue forze quando sopporta una tentazione, perché, per parlare bene, la sapienza viene da Dio e, per sopportare i mali, da lui viene la fortezza”.

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