11/03/2012
La Santa Vergine Maria ci parla ascoltiamo la sua voce come è dolce
La Santa Vergine Maria ci parla ascoltiamo la sua voce come è dolce
I MIRACOLI DI LOURDES
Catherine LATAPIE
nata neI 1820; abitante a Loubajac, nei pressi di Lourdes. Guarita il 1 marzo 1858, all’età di 39 anni. Miracolo riconosciuto il 18 gennaio 1862 da parte di S. Ecc. Mons. Laurence, Vescovo di Tarbes.
Si tratta della prima guarigione con data sicura. Al momento delle Apparizioni, Catherine LATAPIE viveva a Loubajac, a pochi chilometri da Lourdes. Essa era invalida per una paralisi della mano destra provocata da una caduta da un
albero, avvenuta nell’ottobre 1856, e per di più era al termine della sua terza gravidanza. L’incidente aveva provocato una lussazione dell’omero, facilmente ridotta, ma aveva anche lasciato una paralisi di tipo cubitale, per lo stiramento
traumatico del plesso brachiale. Essa non poteva usare le due ultime dita della mano destra, che erano nella tipica posizione di flessione palmare. La notte tra il 28 febbraio ed il 1 marzo, mossa da un improvvisa ispirazione, la donna si
alzò alle 3 di notte, svegliò i suoi bambini e si mise in strada per Lourdes, dove arrivò all’alba, incontrò Bernardetta, si recò alla Grotta, ed inginocchiatasi, pregò. Poi, semplicemente, essa immerse la sua mano nel piccolo bacino, che
già raccoglieva l’acqua della Sorgente. Immediatamente le sue dita si raddrizzarono, poterono riprendere i loro movimenti, la loro elasticità. Essa potè di nuovo allungarle, fletterle e servirsene con la stessa facilità di prima
dell’incidente. Rapidamente, la ex malata rientrò a casa, e la sera stessa ed è questo il particolare che permette di accertare il giorno della sua guarigione partorì il suo terzo figlio, che, nel 1882,
diventerà sacerdote. Il prof. Vergez, nel suo rapporto al Vescovo Mons. Laurence, classifica questo caso tra le guarigioni "che presentano un carattere soprannaturale".
00:05 Scritto da: petroneluigi in Lourdes | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: incidente, rapidamente, malata, rientrò, casa, sera, particolare, permette, accertare, giorno, figlio, guarigione, partorì, sacerdote, rapportì, classifica, guarigioni, carattere, soprannaturale | OKNOtizie |
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22/02/2012
I Santi nostri intercessori
I Santi nostri intercessori
22 Febbraio 2012 Mercoledi
Con l'espressione Mercoledì delle Ceneri si intende il mercoledi precedente la prima domenica di Quaresima che nelle chiese cattoliche di rito romano e in alcune comunità riformate, coincide con l'inizio stesso della Quaresima, ossia il primo giorno del periodo liturgico
"forte" a carattere battesimale e penitenziale in preparazione della Pasqua cristiana. In tale giornata, pertanto, tutti i cattolici dei vari riti latini sono tenuti a far penitenza e ad osservare il digiuno e l'astinenza dalle carni.La parola "ceneri" richiama in modo specifico la funzione liturgica
che caratterizza il primo giorno di Quaresima, durante la quale il celebrante sparge un pizzico di cenere benedetta sul capo o sulla fronte dei fedeli per ricordare loro la caducità della vita terrena e per spronarli all'impegno penitenziale della Quaresima. Per questo il rito
dell'imposizione delle ceneri prevede anche la pronuncia di una formula di ammonimento, scelta fra due possibilità: «Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai» oppure «Convertiti e credi al Vangelo».
L'origine del Mercoledì delle ceneri è da ricercare nell'antica prassi penitenziale. Originariamente il sacramento della penitenza non era celebrato secondo le modalità attuali. Il liturgista Pelagio Visentin sottolinea che l'evoluzione della disciplina penitenziale è triplice: "da una
celebrazione pubblica ad una celebrazione privata; da una riconciliazione con la Chiesa, concessa una sola volta, ad una celebrazione frequente del sacramento, intesa come aiuto-rimedio nella vita del penitente; da una espiazione, previa all'assoluzione, prolungata e rigorosa, ad una soddisfazione, successiva all'assoluzione".
La celebrazione delle ceneri nasce a motivo della celebrazione pubblica della penitenza, costituiva infatti il rito che dava inizio al cammino di penitenza dei fedeli che sarebbero stati assolti dai loro peccati la mattina del giovedì santo. Nel tempo il gesto dell'imposizione delle ceneri
si estende a tutti i fedeli e la riforma liturgica ha ritenuto opportuno conservare l'importanza di questo segno.La teologia biblica rivela un duplice significato dell'uso delle ceneri.Anzitutto sono segno della debole e fragile condizione dell'uomo. Abramo rivolgendosi a Dio dice:
"Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere..." (Gen 18,27). Giobbe riconoscendo il limite profondo della propria esistenza, con senso di estrema prostrazione, afferma: "Mi ha gettato nel fango: son diventato polvere e cenere" (Gb 30,19). In tanti altri
passi biblici può essere riscontrata questa dimensione precaria dell'uomo simboleggiata dalla cenere (Sap 2,3; Sir 10,9; Sir 17,27).Ma la cenere è anche il segno esterno di colui che si pente del proprio agire malvagio e decide di compiere un rinnovato cammino verso il Signore.
Particolarmente noto è il testo biblico della conversione degli abitanti di Ninive a motivo della predicazione di Giona: "I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, dal più grande al più piccolo. Giunta la notizia fino al re di Ninive, egli si alzò dal trono,
si tolse il manto, si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere" (Gio 3,5-9). Anche Giuditta invita tutto il popolo a fare penitenza affinché Dio intervenga a liberarlo: "Ogni uomo o donna israelita e i fanciulli che abitavano in Gerusalemme si prostrarono davanti al tempio e cosparsero il capo di cenere e, vestiti di sacco, alzarono le mani davanti al Signore" (Gdt 4,11).
Il gesto di versare le ceneri,esprime meglio l'aspetto positivo della quaresima che con questa celebrazione ha il suo inizio. Lo stesso liturgista propone una soluzione rituale molto significativa: "Se la cosa non risultasse troppo lunga, si potrebbe unire insieme l'antica e la nuova
formula che, congiuntamente, esprimerebbero certo al meglio il significato della celebrazione: "Ricordati che sei polvere e in polvere tornerai; dunque convertiti e credi al Vangelo".Il rito dell'imposizione delle ceneri, pur celebrato dopo l'omelia, sostituisce l'atto penitenziale della messa; inoltre
può essere compiuto anche senza la messa attraverso questo schema celebrativo: canto di ingresso, colletta, letture proprie, omelia, imposizione delle ceneri, preghiera dei fedeli, benedizione solenne del tempo di quaresima, congedo.
Le ceneri possono essere imposte in tutte le celebrazioni eucaristiche del mercoledì ma sarà opportuno indicare una celebrazione comunitaria "privilegiata" nella quale sia posta ancor più in evidenza la dimensione ecclesiale del cammino di conversione che si sta iniziando.
00:35 Scritto da: petroneluigi in Pasqua | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: forte, carattere, battesimale, penitenziale, preparazione, pasqua, cristiana, giornata, vari, riti, cattolici, penitenza, osservare, digiuno, astinenza, carni, parola, ceneri, richiama, giorno | OKNOtizie |
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24/01/2012
Una vita di preghiera straordinariamente intensa.
Una vita di preghiera straordinariamente intensa.Dai Detti di Sant'Antonio Abate
Il dominio di sè, la mitezza, la castità, la solidità di carattere, la pazienza insieme alle altre virtù sono le armi date da Dio per resistere alle prove ed aiutarci nel combattimento spirituale.
Addestrandoci in esse e mantenendoci pronti alla pugna, nessun contrasto, per quanto aspro, grave, devastatore e intollerabile ci apparirà invincibile.
Chi non possiede saggezza, mai pensa che ogni vicissitudine è per condurci al bene; la prova, manifesta le nostre virtù e ci rende degni di essere coronati da Dio.
00:20 Scritto da: petroneluigi in I Padri della Chiesa | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: dominio, mitezza, castità, solidità, carattere, pazienza, virtù, armi, dio, prove, resistere, spirituale, contrasto, aspro, grave, invincibile | OKNOtizie |
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