20/05/2012

L’ evangelizzatore mandato da Dio nel mondo.

L’ evangelizzatore mandato da Dio nel mondo.

 

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Epistola II ai Corinzi

 

S.Paolo   

 

Raccomandazioni dei delegati

 

Siano pertanto rese grazie a Dio che infonde la medesima sollecitudine per voi nel cuore di Tito! Egli infatti ha accolto il mio invito e ancor più pieno di zelo è partito spontaneamente per venire da voi. Con lui abbiamo inviato pure il fratello che ha lode in tutte le Chiese a motivo del vangelo; egli è stato designato dalle Chiese come

 

nostro compagno in quest'opera di carità, alla quale ci dedichiamo per la gloria del Signore, e per dimostrare anche l'impulso del nostro cuore. Con ciò intendiamo evitare che qualcuno possa biasimarci per questa abbondanza che viene da noi amministrata.

 

Ci preoccupiamo infatti di comportarci bene non soltanto davanti al Signore, ma anche davanti agli uomini. Con loro abbiamo inviato anche il nostro fratello, di cui abbiamo più volte sperimentato lo zelo in molte circostanze; egli è ora più zelante che mai per la grande fiducia che ha in voi.

 

Quanto a Tito, egli è mio compagno e collaboratore presso di voi; quanto ai nostri fratelli, essi sono delegati delle Chiese e gloria di Cristo.Date dunque a loro la prova del vostro affetto e della legittimità del nostro vanto per voi davanti a tutte le Chiese.

 

03/05/2012

I Santi nostri intercessori

I Santi nostri intercessori

 

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3 Maggio 2012  Giovedi

Santi Filippo e Giacomo il Minore Apostoli

 

 

L'apostolo Filippo è probabile che pure fosse discepolo di Giovanni Battista. Fu comunque uno dei primi ad avvicinare Gesù. Filippo predicò il Vangelo prima nell'odierna Ucraina meridionale e poi nella Frigia. Sarebbe stato crocifisso col capo all'ingiù come S. Andrea a Gerapoli, capitale della regione. Pare che le sue reliquie siano state trasportate a Roma e composte con quelle di San Giacomo il Minore nella basilica dei Dodici Apostoli.

 

S. Giacomo era figlio di Alfeo e di Maria, cugina della S. Vergine. E' detto il Minore per distinguerlo da Giacomo "il Maggiore", chiamato almeno 6 mesi prima di lui alla sequela di Gesù.  Dopo l'Ascensione fu designato vescovo di Gerusalemme. Secondo lo storico Flavio Giuseppe, Giacomo il Minore fu martirizzato nella Pasqua del 62 dal sommo sacerdote Anano il Giovane.

 

L'apostolo Filippo, come i due fratelli Pietro e Andrea, era originario di Betsaida, villaggio di pescatori situato sulla riva del lago di Genezareth in Galilea. E probabile che egli pure fosse discepolo di Giovanni Battista.Fu comunque uno dei primi ad avvicinare Gesù, che aveva di certo già conosciuto tramite il suo conterraneo Andrea. Dopo che il Signore gli aveva detto semplicemente:

 

 "Seguimi!" fece subito un proselite. Avendo incontrato Natanaele, ovvero Bartolomeo, probabilmente alle porte di Cana, gli disse: "Abbiamo trovato colui del quale scrissero Mosè nella legge e i profeti, Gesù, figlio di Giuseppe, nativo di Nazareth". Gli rispose sfiduciato Natanaele: "Da Nazareth può venire qualcosa di buono?", Filippo, forse di indole fredda e pratica, si limitò a esortarlo: "Vieni e vedi" (Giov. 1, 43-46).

 

I Sinottici ci danno di Filippo esclusivamente il nome, che figura al quinto posto nell'elenco degli Apostoli. Dal Vangelo di S. Giovanni invece sembra che godesse di una speciale fiducia da parte del Maestro divino. Al momento della prima moltiplicazione dei pani gli disse il Signore: "Dove compreremo il pane per far

 

mangiare questa gente?". Questo lo diceva per provarlo, perché lui sapeva cosa stava per fare. Filippo gli rispose: "Duecento denari di pane non bastano neppure perché ne abbiano una briciola ciascuno". I 5.000 presenti furono sfamati con molto meno e cioè mediante cinque pani di orzo e due pesci che un ragazzetto aveva portato con sé (Giov. 6, 5-9).

 

Dopo il solenne ingresso di Gesù a Gerusalemme, alcuni greci, ovvero pagani passati al monoteismo, ma non ancora a tutti gli usi del giudaismo, si avvicinarono a Filippo e lo pregarono: "Signore, vorremmo vedere Gesù!". Filippo andò a dirlo ad Andrea, ed entrambi si presentarono a Gesù che rispose loro: "E venuta l'ora della glorificazione del Figlio dell'Uomo. In verità, in verità vi dico:

 

"Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, resta esso solo; ma se muore porta molto frutto. Chi ama la sua vita la perde, e chi odia la sua vita in questo mondo la custodirà per la vita eterna". (Ivi 12, 20-25). Nel discorso che Gesù rivolse agli apostoli dopo l'ultima cena, Egli asserì di conoscere il Padre e di averlo visto. Non comprendendo quel linguaggio, Filippo osò chiedergli "Signore, mostraci il Padre e ci basta".

 

Gli rispose il Signore: "E tanto tempo che sto con voi e non mi hai conosciuto? Filippo, chi ha visto me ha visto il Padre! E come dici tu: - Mostraci il Padre - ? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che vi dico, non le dico da me, ma il Padre fa le sue opere dimorando in me" (Giov 14,8-10). Il santo, come gli altri apostoli, avrebbe penetrato meglio il mistero trinitario soltanto alla discesa dello Spirito Santo nel giorno di Pentecoste.

 

Dopo l'Ascensione di Gesù al ciclo anche Filippo scelse una porzione del mondo greco-romano da guadagnare alla fede. L'interesse che il IV Vangelo dimostra per lui ha fatto supporre che egli fosse in modo particolare conosciuto dalle Chiese dell'Asia Minore per le quali soprattutto scriveva S. Giovanni. Secondo la tradizione Filippo predicò il Vangelo prima nella Scizia,

 

 l'odierna Ucraina meridionale e poi nella Frigia. Sarebbe stato crocifisso col capo all'ingiù come S. Andrea a Gerapoli, capitale della regione. Pare che le sue reliquie siano state trasportate a Roma e composte con quelle di San Giacomo il Minore nella basilica dei Dodici Apostoli, fatta erigere a tre navate con mosaici da Pelagio I (+561), in memoria della cacciata dei Goti.

 

S. Giacomo era figlio di Alfeo e di Maria, cugina della S. Vergine (Mc 15, 40) e, quindi, parente del Signore. E' detto il Minore per distinguerlo da Giacomo "il Maggiore" più anziano di lui, chiamato almeno 6 mesi prima di lui alla sequela di Gesù. Era suo fratello l'apostolo Giuda Taddeo (Gd. 1,1) e, forse, anche l'apostolo Simone detto "lo Zelante" o "il Cananeo" e un certo Giuseppe (Mc 6, 3).

 

Soltanto negli Atti degli Apostoli Giacomo occupa una posizione di primo piano. Secondo S. Paolo fu favorito da Gesù risorto di una speciale apparizione (I Cor 15,17). Dopo l'Ascensione i suoi colleghi lo designarono vescovo di Gerusalemme dove, per trent'anni, godé sempre di una considerevole autorità. Quando S. Pietro fu liberato miracolosamente dal carcere, si recò nella casa di Maria,

 

 la madre di S. Marco, e dopo aver narrato in qual modo il Signore lo aveva condotto fuori della prigione, ordinò ai presenti prima di fuggire in un altro luogo; "Comunicate ciò a Giacomo e ai fratelli" (Atti 12, 17). S. Paolo, tre anni dopo la sua conversione e la missione ricevuta dal Signore, salì a Gerusalemme per far visita a Cefa. "Non vidi nessun altro apostolo, confessa egli, tranne Giacomo, fratello del Signore" (Gal 1,19).

 

Dopo quattordici anni Paolo vi salì un'altra volta per esporre ai notabili il Vangelo che predicava ai gentili. "Avendo riconosciuto la grazia che mi era stata elargita, confessa egli, Giacomo, Cefa e Giovanni, che sono considerati le colonne, porsero la destra a me e a Barnaba in segno di comunione" (Ivi 2,9). Zelante nella sua austerità per le osservanze della legge mosaica, S. Giacomo poteva essere dipinto dai

 

giudaizzanti come avversario di Paolo (Ivi 2, 12), ma in realtà, prendendo nel concilio di Gerusalemme del 49-50 la parola in favore dell'apostolo delle genti, egli si mostrò assai condiscendente e largo di vedute riguardo ai pagani. "Io giudico, disse, che non bisogna inquietare quelli che si convertono a Dio dal gentilesimo, ma che si astengano dalle immondezze degli idoli,

 

 dalla fornicazione, dagli animali soffocati e dal sangue" (Atti 15, 19 s.). Nel suo ultimo viaggio a Gerusalemme, S. Paolo si recò da Giacomo presso il quale si erano radunati tutti i presbiteri. "Egli raccontò una dopo l'altra le cose che Dio aveva compiuto tra i pagani mediante il suo ministero". Non poteva di certo il vescovo di Gerusalemme godere di tanta considerazione se non fosse stato uno dei Dodici, cioè un immediato discepolo del Signore.

 

Gli stessi giudei ebbero una grande venerazione per lui. Secondo Egesippo, uno dei più antichi scrittori cristiani, egli si conservò vergine. Nazireo, cioè consacrato a Dio fin dalla nascita, non si tagliò mai i capelli, non si rasò mai la barba, non fece mai uso di vino, di bagni, di olio per ungere le sue membra, non calzò sandali e usò soltanto vesti di lino.

 

Le sue prostrazioni a terra nella preghiera erano così frequenti che la pelle delle sue ginocchia si era indurita come quella del cammello. La sua eminente santità gli valse il soprannome di "giusto" per eccellenza. Secondo lo storico Flavio Giuseppe, Giacomo il Minore fu martirizzato nella Pasqua del 62 dal sommo sacerdote Anano il Giovane nell'intervallo trascorso tra la morte del procuratore Festo e l'arrivo del

 

successore Albino. Durante una sollevazione popolare istigata dagli scribi e farisei allarmati dal progresso che lo zelo di lui faceva compiere alla Chiesa di Gerusalemme, Giacomo fu precipitato dall'alto del Tempio. Il santo non morì in conseguenza di quella caduta. Anzi, in uno sforzo supremo, riuscì a mettere un ginocchio per terra e a invocare perdono per i suoi nemici. Dopo essere stato lapidato, un gualchieraio gli diede il colpo di grazia.

 

S. Giacomo ci ha lasciato in elegante stile una delle cosiddette epistole cattoliche perché inviata non ad una persona in particolare, ma alla comunità cristiana in generale. Essa fa parte degli scritti deuterocanonici della Bibbia. La lettera fu scritta dall'apostolo a Gerusalemme probabilmente prima del concilio e la diresse ai giudei convertiti, dispersi fra le nazioni pagane per confortarli

 

nella fede e invitarli a camminare sempre sulla retta strada. Essa ha per lo più un tono di esortazione simile a quello dei libri sapienziali, specialmente i Proverbi e l'Ecclesiastico. Nella lettera è inutile cercare un ordine logico perché le riflessioni si susseguono a piccoli quadri come sgorgavano dal cuore dell'apostolo.

 

Sostanzialmente egli dimostra che la vera gioia consiste nel sopportare tribolazioni, tentazioni e povertà; la vera religione nel fuggire l'ambizione, nel fare il bene e nel frenare la lingua; la vera sapienza nel tenere a bada le passioni, nel disprezzare le ricchezze e nell'esercizio della pazienza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

26/04/2012

Perle inviateci da Dio

Perle inviateci da Dio

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24 C'è chi largheggia e la sua ricchezza aumenta,c'è chi risparmia oltre misura e finisce nella miseria.25 La persona benefica avrà successo e chi disseta sarà dissetato.26 Chi accaparra il grano è maledetto dal popolo,la benedizione è invocata sul capo di chi lo vende.

 

27 Chi è sollecito del bene trova il favore,chi ricerca il male, male avrà.28 Chi confida nella propria ricchezza cadrà;i giusti invece verdeggeranno come foglie.29 Chi crea disordine in casa erediterà vento e lo stolto sarà schiavo dell'uomo saggio.

 

30 Il frutto del giusto è un albero di vita,il saggio conquista gli animi.31 Ecco, il giusto è ripagato sulla terra,tanto più lo saranno l'empio e il peccatore.

 

14/04/2012

Una vita di preghiera straordinariamente intensa.

Una vita di preghiera straordinariamente intensa.

Devono,venire,scoraggiati,spinti,disperare,inclinazione,bene,raggiungere,vita,pura,gradita,Dio,appare inaccessibile,irraggiungibile,vigilare,pienezza,vigilando,peggiori,piccolo,bene,anima,

Dai Detti di Sant'Antonio Abate

 

Non devono venire scoraggiati o spinti a disperare quelli che non hanno inclinazione al bene. Cerchino, invece, di raggiungere la vita pura e gradita a Dio, anche se appare inaccessibile e irraggiungibile.

 

Pensino che devono vigilare su loro stessi nel modo migliore che possono. Anche se non raggiungeranno la pienezza della vita pura, vigilando attentamente su sè stessi, o miglioreranno, o almeno non diverranno peggiori, e questo è un non piccolo bene per l'anima.

12/04/2012

Modello di diffusione di cultura di pace e fratellanza.

Modello di diffusione di cultura di pace e fratellanza.

Sapremo,bene,fare,semplice,sorriso,amore,vive,parole,spiegato,parole,

Madre Teresa di Calcutta    

Non sapremo mai quanto bene può fare un semplice sorriso.

 

L'amore non vive di parole né può essere spiegato a parole.

 

 

Lavoro carità fraterna e servizio reciproco.

Lavoro carità fraterna e servizio reciproco.

 

Correte,luce,vita,colgano,tenebre,morte,Signore,operaio,folla,uomo,arde,desiderio,vedere, giorni,felici,vera,eterna,guarda,lingua,male,labbra,menzogna,opera,bene,cerca,pace,seguila,

San Benedetto da Norcia Abate                                  

LA "SANTA REGOLA" DI S. BENEDETTO

 

Alziamoci, dunque, una buona volta, dietro l'incitamento della Scrittura che esclama: "E' ora di scuotersi dal sonno!"

 

e aprendo gli occhi a quella luce divina ascoltiamo con trepidazione ciò che ci ripete ogni giorno la voce ammonitrice di Dio:

 

" Se oggi udrete la sua voce, non indurite il vostro cuore!"

 

e ancora: " Chi ha orecchie per intendere, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese!".

 

E che dice? " Venite, figli, ascoltatemi, vi insegnerò il timore di Dio.

 

Correte, finché avete la luce della vita, perché non vi colgano le tenebre della morte".

 

Quando poi il Signore cerca il suo operaio tra la folla, insiste dicendo:

 

"Chi è l'uomo che vuole la vita e arde dal desiderio di vedere giorni felici?".

 

Se a queste parole tu risponderai: "Io!", Dio replicherà:

 

"Se vuoi avere la vita, quella vera ed eterna, guarda la tua lingua dal male e le tue labbra dalla menzogna. Allontanati dall'iniquità, opera il bene, cerca la pace e seguila".

 

Se agirete così rivolgerò i miei occhi verso di voi e le mie orecchie ascolteranno le vostre preghiere, anzi, prima ancora che mi invochiate vi dirò: "Ecco sono qui!".

 

 

 

 

 

07/04/2012

SETTIMANA SANTA

SETTIMANA SANTA

Notte,santa,giorno,luce,trionfo,Crocifisso,Sconfittomale,vincitore ,bene,vivo,Gesù,attraversato, Passione,Morte,giunto,Risurrezione,uscito,Sepolcro,doni,vita,nuova,vita,amore,libertà,grazia,

Notte santa, giorno di luce

 

Notte santa, giorno di luce:è il trionfo del Crocifisso!Sconfitto è il male,

vincitore è il bene.Tu sei vivo, Gesù, in mezzo a noi!Hai attraversato la Passione e la Morte,sei giunto alla Risurrezione,sei uscito dal Sepolcro

e ci doni vita nuova!La vita nel bene, nell’amore nella libertà, nella grazia,

 

nella gioia e nella pace con Dio e tra di noi.Ci doni la vita di figli di Dio,

di cittadini di un mondo nuovo di costruttori di una società più giusta.

Donaci Gesù la forza di risuscitare a vita nuova la capacità di cambiare noi stessi e il mondo la gioia e la pace di stare sempre con Te.

 

Amen, Alleluja!

02/04/2012

SETTIMANA SANTA

SETTIMANA SANTA

Dio,veste,gigli,campo,abito,mancare,lavora,gloria,Nome,ravvivare,fede,credere,bene,cammino,faticoso,pensiero,Signore,confidano,dolce,pane,mani,sudori ,fatica

2  Aprile 2012  Lunedi della S.s

 

Quel Dio che veste i gigli del campo                                       

 

 Quel Dio che veste i gigli del campo di abito quale mai indossò Salomone, non sarà mai per lasciar mancare alcuna cosa a chi lavora unicamente per Lui e per la maggior gloria del Suo Nome. Bisogna, dunque, ravvivare la fede e credere che il bene non si

 

può fare che salendo il cammino faticoso del Calvario, con il forte pensiero che il Signore mai è venuto meno a quelli che confidano in Lui, che dolce è sempre il pane che viene dalle mani del Signore provvido, specialmente quando costi sudori di fatica

 

 Beato Luigi Guanella, Regolamento dei Servi della Carità

 

 

 

 

30/03/2012

Una vita di preghiera straordinariamente intensa.

Una vita di preghiera straordinariamente intensa.

Bontà,sapienza,acquistano,istante,frutto,propositi,esercizi,esperienze,lavoro,robusto, desiderio,bene,uomo,puro,ama,Dio,conoscenza,restrizioni,piace,uomini,rari,

Dai Detti di Sant'Antonio Abate

 

La bontà e la sapienza non si acquistano in un istante. Sono il frutto di oculati propositi, esercizi, esperienze, diuturno lavoro e di robusto desiderio del bene.

 

L'uomo puro che ama Dio ed ha vera conoscenza di Lui, non si da requie nel fare senza restrizioni ciò che a Lui piace. Tali uomini sono rari.

 

 

23/03/2012

Quaresima

Quaresima

 

 

Signore,Gesù,crocifisso, capita,raramente,guardarti,come,momento,bene,prezioso, braccia,aperte,raggiungere,uomini,abbraccio,universale,sicurezza,pieno,amore,

Signore Gesù Crocifisso                                                               

Signore Gesù crocifisso,permettimi di stare qui, davanti a Te.Mi capita raramente di guardarti come faccio in questo momento.Tu mi attendi qui da sempre,per dirmi quanto mi vuoi bene e quanto ti sono prezioso.Con le Tue braccia aperte sembra

 

che Tu voglia raggiungere tutti gli uomini,come in un abbraccio universale.Sento che in questo abbraccio ci sono anch’io.Esso mi dà sicurezza,perché è pieno di amore.È un abbraccio gratuito, purissimo, totale,che mi fa superare il timore per le mie

 

cattiverie,per le mie impurità,per tutti i miei peccati.Contemplandoti, inchiodato sulla Croce,sento che si allargano gli spazi stretti del mio cuore,che mi fanno sentire prigioniero di me stesso.Per il mistero della Tua Croce,donami un supplemento di

 

libertà interiore.Portaci per mano fuori da noi stessi, oltre la soglia della nostra paura,verso di Te e verso i fratelli;e fa’ che ciò di cui non siamo capaci possa essere il dono della ricchezza del Tuo Amore infinito.

 

Amen.

 

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