25/04/2012

Conosciamo la Genesi

Conosciamo la Genesi

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Antico Testamento                                            

Genesi 21

 

[1] Il Signore visitò Sara, come aveva detto, e fece a Sara come aveva promesso.[2] Sara concepì e partorì ad Abramo un figlio nella vecchiaia, nel tempo che Dio aveva fissato. [3] Abramo chiamò Isacco il figlio che gli era nato, che Sara gli aveva partorito. [4] Abramo circoncise suo figlio Isacco, quando questi ebbe otto giorni, come Dio gli aveva comandato.

 

[5] Abramo aveva cento anni, quando gli nacque il figlio Isacco. [6] Allora Sara disse: "Motivo di lieto riso mi ha dato Dio: chiunque lo saprà sorriderà di me!". [7] Poi disse: "Chi avrebbe mai detto ad Abramo: Sara deve allattare figli! Eppure gli ho partorito un figlio nella sua vecchiaia!". [8] Il bambino crebbe e fu svezzato e Abramo fece un grande banchetto quando Isacco fu svezzato.

 

[9] Ma Sara vide che il figlio di Agar l'Egiziana, quello che essa aveva partorito ad Abramo, scherzava con il figlio Isacco. [10] Disse allora ad Abramo: "Scaccia questa schiava e suo figlio, perché il figlio di questa schiava non deve essere erede con mio figlio Isacco". [11] La cosa dispiacque molto ad Abramo per riguardo a suo figlio.

 

[12] Ma Dio disse ad Abramo: "Non ti dispiaccia questo, per il fanciullo e la tua schiava: ascolta la parola di Sara in quanto ti dice, ascolta la sua voce, perché attraverso Isacco da te prenderà nome una stirpe. [13] Ma io farò diventare una grande nazione anche il figlio della schiava, perché è tua prole".

 

[14] Abramo si alzò di buon mattino, prese il pane e un otre di acqua e li diede ad Agar, caricandoli sulle sue spalle; le consegnò il fanciullo e la mandò via. Essa se ne andò e si smarrì per il deserto di Bersabea.[15] Tutta l'acqua dell'otre era venuta a mancare. Allora essa depose il fanciullo sotto un cespuglio

 

[16] e andò a sedersi di fronte, alla distanza di un tiro d'arco, perché diceva: "Non voglio veder morire il fanciullo!". Quando gli si fu seduta di fronte, egli alzò la voce e pianse. [17] Ma Dio udì la voce del fanciullo e un angelo di Dio chiamò Agar dal cielo e le disse: "Che hai, Agar? Non temere, perché Dio ha udito la voce del fanciullo là dove si trova.

 

 

[18] Alzati, prendi il fanciullo e tienilo per mano, perché io ne farò una grande nazione". [19] Dio le aprì gli occhi ed essa vide un pozzo d'acqua. Allora andò a riempire l'otre e fece bere il fanciullo. [20] E Dio fu con il fanciullo, che crebbe e abitò nel deserto e divenne un tiratore d'arco.[21] Egli abitò nel deserto di Paran e sua madre gli prese una moglie del paese d'Egitto.

 

 

 

31/03/2012

Conosciamo la Genesi

Conosciamo la Genesi

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Antico Testamento              

Genesi 19

[23] Il sole spuntava sulla terra e Lot era arrivato a Zoar,[24] quand'ecco il Signore fece piovere dal cielo sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco proveniente dal Signore. [25] Distrusse queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle città e la vegetazione del suolo.

 

[26] Ora la moglie di Lot guardò indietro e divenne una statua di sale. [27] Abramo andò di buon mattino al luogo dove si era fermato davanti al Signore;

[28] contemplò dall'alto Sòdoma e Gomorra e tutta la distesa della valle e vide che un fumo saliva dalla terra, come il fumo di una fornace.

 

[29] Così, quando Dio distrusse le città della valle, Dio si ricordò di Abramo e fece sfuggire Lot alla catastrofe, mentre distruggeva le città nelle quali Lot aveva abitato. [30] Poi Lot partì da Zoar e andò ad abitare sulla montagna, insieme con le due figlie, perché temeva di restare in Zoar, e si stabilì in una

 

caverna con le sue due figlie. [31] Ora la maggiore disse alla più piccola: "Il nostro padre è vecchio e non c'è nessuno in questo territorio per unirsi a noi, secondo l'uso di tutta la terra. [32] Vieni, facciamo bere del vino a nostro padre e poi corichiamoci con lui, così faremo sussistere una discendenza da nostro padre".

 

[33] Quella notte fecero bere del vino al loro padre e la maggiore andò a coricarsi con il padre; ma egli non se ne accorse, né quando essa si coricò, né quando essa si alzò. [34] All'indomani la maggiore disse alla più piccola: "Ecco, ieri io mi sono coricata con nostro padre: facciamogli bere del vino

 

anche questa notte e và tu a coricarti con lui; così faremo sussistere una discendenza da nostro padre". [35] Anche quella notte fecero bere del vino al loro padre e la più piccola andò a coricarsi con lui; ma egli non se ne accorse, né quando essa si coricò, né quando essa si alzò.

 

[36] Così le due figlie di Lot concepirono dal loro padre. [37] La maggiore partorì un figlio e lo chiamò Moab. Costui è il padre dei Moabiti che esistono fino ad oggi. [38] Anche la più piccola partorì un figlio e lo chiamò "Figlio del mio popolo". Costui è il padre degli Ammoniti che esistono fino ad oggi.

19/03/2012

Conosciamo la Genesi

Conosciamo la Genesi

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Antico Testamento              

Genesi 18

[16] Quegli uomini si alzarono e andarono a contemplare Sòdoma dall'alto, mentre Abramo li accompagnava per congedarli.[17] Il Signore diceva: "Devo io tener nascosto ad Abramo quello che sto per fare, [18] mentre Abramo dovrà diventare una nazione grande e potente e in lui si diranno benedette tutte le nazioni della terra?

 

[19] Infatti io l'ho scelto, perché egli obblighi i suoi figli e la sua famiglia dopo di lui ad osservare la via del Signore e ad agire con giustizia e diritto, perché il Signore realizzi per Abramo quanto gli ha promesso". [20] Disse allora il Signore: "Il grido contro Sòdoma e Gomorra è troppo grande e il loro peccato è molto grave.

 

[21] Voglio scendere a vedere se proprio hanno fatto tutto il male di cui è giunto il grido fino a me; lo voglio sapere!". [22] Quegli uomini partirono di lì e andarono verso Sòdoma, mentre Abramo stava ancora davanti al Signore. [23] Allora Abramo gli si avvicinò e gli disse: "Davvero sterminerai il giusto con l'empio?

[24] Forse vi sono cinquanta giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere? E non perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano?

[25] Lungi da te il far morire il giusto con l'empio, così che il giusto sia trattato come l'empio; lungi da te! Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia?".

 

[26] Rispose il Signore: "Se a Sòdoma troverò cinquanta giusti nell'ambito della città, per riguardo a loro perdonerò a tutta la città". [27] Abramo riprese e disse: "Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere... [28] Forse ai cinquanta giusti ne mancheranno cinque; per questi

 

cinque distruggerai tutta la città?". Rispose: "Non la distruggerò, se ve ne trovo quarantacinque". [29] Abramo riprese ancora a parlargli e disse: "Forse là se ne troveranno quaranta". Rispose: "Non lo farò, per riguardo a quei quaranta". [30] Riprese: "Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora: forse là se ne

 

troveranno trenta". Rispose: "Non lo farò, se ve ne troverò trenta". [31] Riprese: "Vedi come ardisco parlare al mio Signore! Forse là se ne troveranno venti". Rispose: "Non la distruggerò per riguardo a quei venti". [32] Riprese: "Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora una volta sola; forse là se ne

 

 

troveranno dieci". Rispose: "Non la distruggerò per riguardo a quei dieci". [33] Poi il Signore, come ebbe finito di parlare con Abramo, se ne andò e Abramo ritornò alla sua abitazione.

 

 

 

12/03/2012

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

 

 

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12  Marzo 2012 Lunedi III di Quaresima Anno B   III Sett.

Vangelo  Lc (4, 24-30)

 

[24] Poi aggiunse: "Nessun profeta è bene accetto in patria. [25] Vi dico anche: c'erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese;

 

[26] ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova in Sarepta di Sidone. [27] C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo, ma nessuno di loro fu risanato se non Naaman, il Siro".

 

[28] All'udire queste cose, tutti nella sinagoga furono pieni di sdegno;

[29] si levarono, lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte sul quale la loro città era situata, per gettarlo giù dal precipizio. [30] Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò.

 

 

 

 

 

22/02/2012

Non sarà Catastrofe ma Liberazione

Non sarà Catastrofe ma Liberazione

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Apocalisse 12            

[12] Esultate, dunque, o cieli,e voi che abitate in essi.Ma guai a voi, terra e mare, perché il diavolo è precipitato sopra di voi pieno di grande furore, sapendo che gli resta poco tempo".[13] Or quando il drago si vide precipitato sulla terra, si avventò contro la donna che aveva partorito il figlio maschio.

 

[14] Ma furono date alla donna le due ali della grande aquila, per volare nel deserto verso il rifugio preparato per lei per esservi nutrita per un tempo, due tempi e la metà di un tempo lontano dal serpente. [15] Allora il serpente

 

vomitò dalla sua bocca come un fiume d'acqua dietro alla donna, per farla travolgere dalle sue acque.[16] Ma la terra venne in soccorso alla donna, aprendo una voragine e inghiottendo il fiume che il drago aveva vomitato dalla propria bocca. [17] Allora il drago si infuriò contro la donna

 

 e se ne andò a far guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù. [18] E si fermò sulla spiaggia del mare.

 

 

 

09/02/2012

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio

 

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LA PAROLA DI OGGI     

9 Febbraio 2012 Giovedi V T.O. Anno B    I Sett.

Vangelo Mc (7,24-30)

 

[24] Partito di là, andò nella regione di Tiro e di Sidone. Ed entrato in una casa, voleva che nessuno lo sapesse, ma non potè restare nascosto. [25] Subito una donna che aveva la sua figlioletta posseduta da uno spirito immondo, appena lo seppe, andò e si gettò ai suoi piedi.

 

[26] Ora, quella donna che lo pregava di scacciare il demonio dalla figlia era greca, di origine siro-fenicia. [27] Ed egli le disse: "Lascia prima che si sfamino i figli; non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini".

 

[28] Ma essa replicò: "Sì, Signore, ma anche i cagnolini sotto la tavola mangiano delle briciole dei figli". [29] Allora le disse: "Per questa tua parola và, il demonio è uscito da tua figlia".

 

[30] Tornata a casa, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n'era andato.