17/05/2012
La Santa Vergine Maria ci parla ascoltiamo la sua voce come è dolce
La Santa Vergine Maria ci parla ascoltiamo la sua voce come è dolce
I MIRACOLI DI LOURDES
Pierre de RUDDER
Nato il 2 luglio 1822 a Jabbeke, in Belgio. Guarito il 7 luglio 1875, all'età di 53 anni. Miracolo riconosciuto il 25 luglio 1908 da parte di S. Ecc. Mons. Gustave Waffelaert, Vescovo di Bruges.
Questa guarigione, assai conosciuta, è stata l’oggetto di moltissime relazioni. Non è la prima guarigione avvenuta fuori di Lourdes,come abbiamo già detto: ma senza dubbio, è il primo miracolo avvenuto lontano, senza alcuna relazione con l’acqua della Grotta.
Nel 1867, P. de RUDDER ebbe una gamba fracassata per la caduta di un albero. Conseguenza : frattura esposta delle due ossa della gamba sinistra, al terzo prossimale. Malgrado le cure prescritte, si dovette convenire, dopo un po' di tempo,
che la lesione ossea non si sarebbe mai consolidata. Per l’infezione sopraggiunta, si era formata una pseudo-artrosi a livello del punto di frattura, con eliminazione di sequestri, per cui non era possibile sperare in un consolidamento. P. de RUDDER rifiutò a più riprese
l’amputazione che i medici gli consigliavano, e dopo qualche anno essi l’abbandonarono, poiché si sentivano impotenti di fronte a questo infermo. Era in questo stato, quando 8 anni dopo l’incidente, il 7aprile 1875, P. de RUDDER decise di fare un pellegrinaggio ad
Oostacker, dove una riproduzione della Grotta di Lourdes era stata consacrata dalla pietà dei nostri vicini Belgi. Partito il mattino da Jabbeke come un invalido, non potendo appoggiarsi sulla gamba sinistra, egli vi ritornò la sera, senza stampelle, senza piaghe.
Il consolidamento osseo si era operato in qualche minuto, senza accorciamento dell’arto, senza deviazione dell’asse verticale: queste constatazioni furono fatte i giorni seguenti dai medici che avevano avuto occasioni di curarlo. P. de RUDDER, in seguito, riprese la sua vita abituale ed attiva.
Secondo quanto è a nostra conoscenza egli venne una sola volta a Lourdes, nel maggio 1881. Morì 23 anni dopo la sua guarigione, il 22 marzo 1898. Più tardi, e per poter meglio esprimere un giudizio, vennero esumate le ossa delle sue gambe. Esse permisero
l’osservazione della realtà obiettiva sia della lesione che della guarigione, come si può vedere, dalle copie di cui dispone l’Ufficio Medico oggi. Infine, 33 anni dopo (una specie di record!)
nel luglio 1908, il Vescovo di Bruges dichiara che bisogna vedere nella guarigione di Pierre de RUDDER, un miracolo attribuito a « un intervento di Dio, ottenuto per l’intercessione della Santissima Vergine Maria ».
00:10 Scritto da: petroneluigi in Lourdes | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: gamba, caduta, albero, frattura, ossa, cure, prescritte, tempo, lesione, ossea, consolidata, infezione, formata, possibile, sperare, consolidamento, rifiutò, riprese | OKNOtizie |
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26/04/2012
Pregare è dialogare con Dio
Pregare è dialogare con Dio
Dio Redentore, eccoci alle porte della fede, eccoci alle porte della morte, eccoci di fronte all'albero della croce. Solo Maria resta in piedi nell'ora voluta dal Padre, nell'ora della fede. Tutto è compiuto, ma, allo sguardo umano, la sconfitta sembra completa. Sul ruvido legno della croce, tu fondi la chiesa:
affidi Giovanni come figlio a tua madre, e tua madre, da questo momento entra nella casa di Giovanni. Tutto è compiuto. Tu hai dato la vita, apri il nostro cuore a questo dono totale. Sul legno hai elevato tutto a te. O Signore, disceso dalla croce raggiungi l'uomo in lacrime, per dirgli che l'hai amato fino in fondo.
Perle inviateci da Dio
Perle inviateci da Dio
Proverbi 11
24 C'è chi largheggia e la sua ricchezza aumenta,c'è chi risparmia oltre misura e finisce nella miseria.25 La persona benefica avrà successo e chi disseta sarà dissetato.26 Chi accaparra il grano è maledetto dal popolo,la benedizione è invocata sul capo di chi lo vende.
27 Chi è sollecito del bene trova il favore,chi ricerca il male, male avrà.28 Chi confida nella propria ricchezza cadrà;i giusti invece verdeggeranno come foglie.29 Chi crea disordine in casa erediterà vento e lo stolto sarà schiavo dell'uomo saggio.
30 Il frutto del giusto è un albero di vita,il saggio conquista gli animi.31 Ecco, il giusto è ripagato sulla terra,tanto più lo saranno l'empio e il peccatore.
00:10 Scritto da: petroneluigi in Religione Cattolica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: bene, trova, favore, ricerca, male, confida, ricchezza, cadrà, giusti, foglie, crea, disordine, casa, erediterà, vento, stolto, schiavo, uomo, saggio, frutto, giusto, albero, vita, conquista, animi, terra | OKNOtizie |
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17/04/2012
I Santi nostri intercessori
I Santi nostri intercessori
17 Aprile 2012 Martedi
San Roberto di Molesme Abate di Citeaux
San Roberto, patriarca dei Cistercensi, nacque verso il 1024 nella regione francese della Champagne, forse a Troyes o nei dintorni di tale città, da ricchi e nobili genitori. Desiderando ottenere da Dio la remissione delle loro quotidiane fragilità, essi erano soliti elargire ai poveri abbondanti elemosine. Non molto tempo prima della nascita
del santo, a sua madre Ermengarda apparve in sogno la Santa Vergine, che le offrì un anello d’oro affermando: “Io voglio per fidanzato il figlio che tu hai concepito: ecco l’anello del contratto”. I genitori furono allora solleciti all’educazione del figlio ed all’età di quindici anni lo affidarono alle cure dei benedettini di Moutier-la-Celle, nei
pressi di Troyes, ove costituì un modello per gli altri novizi e l’emulo dei più ferventi religiosi. Anima candida e affettuosa, spiccante per la sua mirabile docilità agli impulsi della grazia, Roberto era più incline alla soavità della contemplazione che alle attività lavorative. L’assidua meditazione di Gesù crocifisso lo spingeva a
praticare prolungati digiuni e ad intrattenersi con Dio giorno e notte, al fine di mortificare la sua carne mortale. I monaci suoi confratelli, pieni di stima nei suoi confronti poiché pio e fedele osservante della regola, lo nominarono appena dopo il noviziato quale loro priore. Qualche anno dopo i monaci di Saint-Michel-de-Tonnerre, nel territorio della diocesi di Langres (Haute-Marne), lo elessero loro
abate, tanto era nota la sua abilità nell’arte del governo. Nel nuovo ambiente, il santo tentò di riportare i monaci alla piena osservanza della regola, scontrandosi però con l’irrigidimento e l’ostinazione di molti suoi sottoposti. Constatando con tristezza l’inutilità dei suoi sforzi, infine desistette e lasciò il monastero.
Libero da impegni di governo, nella calma e nella solitudine del chiostro, poté così gustare al meglio le delizie della contemplazione e comprendere pienamente i disegni che Dio aveva su di lui.L’ubbidienza lo costrinse tuttavia ben presto a trasferirsi nel Priorato di Saint-Ayoul, alle dipendenze di Moutier-le-Celle, ma gli eremiti di Collan tentarono nuovamente di farsi assegnare Roberto quale superiore.
Questa volta si rivolsero direttamente addirittura all’allora pontefice Alessandro II, dal quale ottennero dopo lunghe fatiche l’approvazione della loro comunità e la nomina di Roberto a nuovo superiore. Questi accettò con gioia il nuovo incarico e venne ricevuto come un inviato del Cielo, ma essendo la solitudine di Collan troppo
malsana, preferì condusse i tredici eremiti nella foresta di Moleste, nella Còte d’Or. Qui nel 1075, presso un piccolo fiume sul declivio di una collina, Roberto fece costruire delle piccole celle con tronchi d’albero e rami, nonché un oratorio dedicato alla Santissima Trinità. Roberto, eletto abate, scelse per i suoi monaci la regola benedettina ed essi presero a servire Dio con ardore incredibile:
Il vescovo di Troyes, di passaggio nelle vicinanze, volle far visita al nuovo monastero. Rimase perciò sorpreso ed allo stesso tempo edificato dallo spirito di penitenza di quei religiosi e procurò loro in dono almeno gli oggetti più indispensabili alla vita comune. Diversi signori dei castelli vicini non tardarono ad imitarne il generoso esempio.
Le elemosine e le donazioni, grande merito per gli offerenti, si rivelarono a poco a poco pericolose per coloro che ne percepivano i frutti: I religiosi, nonostante le raccomandazioni dell’abate, non vollero più dedicarsi al lavoro manuale poiché la generosità dei fedeli aveva ormai supplito abbondantemente e colmati i loro bisogni.
Ormai apparentemente impossibilitato a riportare la comunità monastica all’osservanza integrale della regola, Roberto preferì abbandonarla con i migliori monaci tra cui il priore Alberto e Stefano Harding per ritirarsi in solitudine, ma poi per ispirazione divina capì che sarebbe stato meglio non scoraggiarsi e piuttosto santificarsi lavorando attivamente per la salvezza delle anime dei suoi monaci.
La discordia s’impossessò però della comunità e le elemosine dei fedeli iniziarono a scarseggiare. I monaci di Molesme si pentirono allora di aver rattristato il loro fondatore e padre e lo supplicarono di ritornare, promettendogli un’assoluta sottomissione ai suoi ordini. Scrissero anche al papa, dal quale ottennero un Breve che imponeva a Roberto di riprendere il governo dell’abbazia ed affidava al vescovo di Langres la pronta esecuzione dell’ordine.
Per un anno i monaci sopportarono pazientemente il santo abate applicava ai loro mali, ma questa buona disposizione non durò. Essi speravano infatti che con Roberto sarebbero tornate affluire le elemosine. Nuovamente il santo preferì ritirarsi a vita solitaria, questa volta in compagnia di Alberico, Stefano ed altri due monaci che non tolleravano la larghezza con cui la regola benedettina veniva interpretata ed applicata.
Il luogo prescelto per la fondazione dell’abbazia fu Cìteaux, nel territorio della diocesi di Chalon-sur-Saóne. Il terreno paludoso, facente parte di una foresta, fu donato dal conte di Beaune. Roberto fu subito eletto abate all’unanimità dai confratelli e ricevette il bastone pastorale dalle mani del vescovo.
Dinnanzi a lui i monaci rinnovarono la loro professione solenne e s’impegnarono alla stabilità del luogo ed all’osservanza della regola senza eventuali addolcimenti. Tale cerimonia ebbe luogo il 21 marzo 1098, domenica delle Palme.
I monaci di Molesme fecero però di tutto ancora una volta per riavere il loro fondatore: ricorsero quindi ad Urbano II, il quale delegò le trattative all’arcivescovo di Lione. Costui, ritenendo ormai la neonata comunità di Cìteaux già ben consolidata, ordinò a Roberto di ritornare a Molesme. Il santo obbedì, non prima di aver designato quale suo successore come abate di Cìteaux Alberico e quale priore Stefano Harding.
L’abbazia di Molesme accettò la rigorosa osservanza della regola benedettina e prosperò sotto la guida di Roberto, che la guidò per il resto della sua vita. Qui morì il 21 marzo 1111 e Sant’Alberico gli successe nella carica di abate, ottenendo durante il suo mandato la conferma dell’Ordine da parte del nuovo pontefice Pasquale II. Riconoscendo i numerosi miracoli avvenuti sulla tomba di Roberto, nel 1222 papa Onorio III lo canonizzò iscrivendolo nell’albo dei santi.
18:31 Scritto da: petroneluigi in I Santi del Giorno | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: condusse, eremiti, foresta, piccolo, fiume, collina, costruire, piccole, celle, tronchi, albero, rami, oratorio, dedicato, eletto, abate, monaci, regola, servire, dio, ardore, incredibile | OKNOtizie |
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23/02/2012
Uomo e maestro di carità, di umiltà, di preghiera, di fede, assetato di Dio,servo dei servi di Dio.
Uomo e maestro di carità, di umiltà, di preghiera, di fede, assetato di Dio,servo dei servi di Dio.È più facile contare i capelli dell'uomo, che non gli affetti e i moti del suo cuore.
L'ira è un'erbaccia, l'odio è l'albero.
08/02/2012
Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio
Nutriamo anche l’anima; con la parola di Dio
LA PAROLA DI OGGI
8 Febbraio 2012 Mercoledi V T.O. Anno B I Sett.
Vangelo Mc (7,14-23)
[14] Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: "Ascoltatemi tutti e intendete bene: [15] non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall'uomo a contaminarlo".
[17] Quando entrò in una casa lontano dalla folla, i discepoli lo interrogarono sul significato di quella parabola. [18] E disse loro: "Siete anche voi così privi di intelletto? Non capite che tutto ciò che entra nell'uomo dal di fuori non può contaminarlo,
[19] perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va a finire nella fogna?". Dichiarava così mondi tutti gli alimenti. [20] Quindi soggiunse: "Ciò che esce dall'uomo, questo sì contamina l'uomo.
[21] Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, [22] adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza.
[23] Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l'uomo".
00:30 Scritto da: petroneluigi in Religione Cattolica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: stretta, porta, angusta, via, conduce, vita, trovano, guardatevi, falsi, profeti, vengono, veste, pecore, lupi, rapaci, frutti, riconoscerete, raccoglie, uva, spine, fichi, rovi, albero, buono, produce, buoni, cattivo, cattivi | OKNOtizie |
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17/12/2011
Uomo e maestro di carità, di umiltà, di preghiera, di fede, assetato di Dio,servo dei servi di Dio.
Uomo e maestro di carità, di umiltà, di preghiera, di fede, assetato di Dio,servo dei servi di Dio.Ci hai fatti per Te, Signore, e il nostro cuore non ha pace finché non riposi in Te.
L'ira è un'erbaccia, l'odio è l'albero.
00:11 Scritto da: petroneluigi in I Padri della Chiesa | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: signore, cuore, pace, riposi, ira, erbaccia, odio, albero | OKNOtizie |
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05/12/2011
Perle inviateci da Dio
Perle inviateci da DioProverbi 3
13 Beato l'uomo che ha trovato la sapienza e il mortale che ha acquistato la prudenza,14 perché il suo possesso è preferibile a quello dell'argento e il suo provento a quello dell'oro.
15 Essa è più preziosa delle perle e neppure l'oggetto più caro la uguaglia.16 Lunghi giorni sono nella sua destra e nella sua sinistra ricchezza e onore;17 le sue vie sono vie deliziose e tutti i suoi sentieri conducono al benessere.
18 È un albero di vita per chi ad essa s'attiene e chi ad essa si stringe è beato.19 Il Signore ha fondato la terra con la sapienza,ha consolidato i cieli con intelligenza;20 dalla sua scienza sono stati aperti gli abissi e le nubi stillano rugiada.
12/11/2011
Il Maestro Gesù che educa il suo popolo
Il Maestro Gesù che educa il suo popolo
La parabola del granello di senape
Matteo 13:31-32
[31] Un'altra parabola espose loro: "Il regno dei cieli si può paragonare a un granellino di senapa, che un uomo prende e semina nel suo campo.
[32] Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande degli altri legumi e diventa un albero, tanto che vengono gli uccelli del cielo e si annidano fra i suoi rami".
00:05 Scritto da: petroneluigi in Religione Cattolica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: parabola, regno, cieli, granellino, senapa, semina, campo, albero | OKNOtizie |
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Sant'Agostino

