15/05/2012

La Catechesi aiuta ad approfondire la conoscenza della fede.

La Catechesi aiuta ad approfondire la conoscenza della fede.

 

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CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA       

 

Le vie che portano alla conoscenza di Dio

 

 Creato a immagine di Dio, chiamato a conoscere e ad amare Dio, l'uomo che cerca Dio scopre alcune «vie » per arrivare alla conoscenza di Dio. Vengono anche chiamate « prove dell'esistenza di Dio », non nel senso delle prove ricercate nel campo delle scienze naturali, ma nel senso di « argomenti convergenti e convincenti » che permettono di raggiungere vere certezze. Queste « vie » per avvicinarsi a Dio hanno come punto di partenza la creazione: il mondo materiale e la persona umana.

 

 Il mondo: partendo dal movimento e dal divenire, dalla contingenza, dall'ordine e dalla bellezza del mondo si può giungere a conoscere Dio come origine e fine dell'universo. L'uomo: con la sua apertura alla verità e alla bellezza, con il suo senso del bene morale, con la sua libertà e la voce della coscienza, con la sua aspirazione all'infinito e alla felicità, l'uomo si interroga sull'esistenza di Dio. In queste aperture egli percepisce segni della propria anima spirituale. « Germe dell'eternità che porta in sé, irriducibile alla sola materia »,  la sua anima non può avere la propria origine che in Dio solo.

 

 Il mondo e l'uomo attestano che essi non hanno in se stessi né il loro primo principio né il loro fine ultimo, ma che partecipano di quell'« Essere » che è in sé senza origine né fine. Così, attraverso queste diverse « vie », l'uomo può giungere alla conoscenza dell'esistenza di una realtà che è la causa prima e il fine ultimo di tutto e « che tutti chiamano Dio ».

 

L'uomo ha facoltà che lo rendono capace di conoscere l'esistenza di un Dio personale. Ma perché l'uomo possa entrare nella sua intimità, Dio ha voluto rivelarsi a lui e donargli la grazia di poter accogliere questa rivelazione nella fede. Tuttavia, le prove dell'esistenza di Dio possono disporre alla fede ed aiutare a constatare che questa non si oppone alla ragione umana.

 

 

17/04/2012

Un Dono mandatoci da Dio.

Un Dono mandatoci da Dio.

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Giovanni Paolo II                                                  

Il Rosario, favorendo l'incontro con Cristo nei suoi misteri, non può non additare anche il volto di Cristo nei fratelli, specie in quelli più sofferenti. Come si potrebbe fissare, nei misteri gaudiosi,

 

il mistero del Bimbo nato a Betlemme senza provare il desiderio di accogliere, difendere e promuovere la vita, facendosi carico della sofferenza dei bambini in tutte le parti del mondo?

 

 

 

 

16/03/2012

Il Cibo di Vita Eterna

Il Cibo di Vita Eterna

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Gesù di Nazareth   

Mc (1:15)

Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino. Ravvedetevi e

credete all’evangelo.

 

Il Regno è concretamente buona notizia per chi crede in Cristo e a lui si converte; chi invece non prende coscienza della propria posizione di

peccatore, o lo fa ma non accetta il rimedio prospettato da Dio, non vi

entra. Prima di tutto, si pone questo zoccolo duro:

 

Dio compie il suo piano,e io vi posso aderire solo pentendomi e cambiando modo di condurmi allorquando il confronto col Vangelo mi trovi fuori strada. Correre,anche veloci, ma nella direzione errata, non serve; Gesù ci addita la meta,il percorso e il modo di procedere. Senza la mia fede e il mio

 

ravvedimento, il messaggio di Dio rimane per me una scatola vuota. Quando capita che fra tanti “cristiani” si trovano solo pochi veri discepoli(Giovanni 8:31), è perché molti pretendono di dare una partecipazione nominale al Regno, senza quella radicale ed urgente inversione di orientamento

 

che è condizione necessaria per accogliere il disegno di Dio e parteciparvi attivamente nel bene; e questo lo si può fare solo abbandonando un passato senza speranza e aprendosi ad un futuro che è, sì, rischio

 

totale della propria esistenza, ma anche (e solo in apparenza paradossalmente),certezza di appartenere all’unica realtà eterna ed assolutache ci sia data.

 

15/03/2012

Un Dono mandatoci da Dio.

Un Dono mandatoci da Dio.

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Giovanni Paolo II      

“Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà” (Mt 6,4.6.18). Questa parola di Gesù è indirizzata a ciascuno di noi all’inizio del cammino quaresimale. Lo intraprendiamo con l'imposizione delle ceneri,

 

austero gesto penitenziale, tanto caro alla tradizione cristiana. Esso sottolinea la consapevolezza dell’uomo peccatore di fronte alla maestà e alla santità di Dio. Allo stesso tempo, ne manifesta la disponibilità ad accogliere e tradurre in scelte concrete l’adesione al Vangelo.

 

 

22/02/2012

Pregare è dialogare con Dio

Pregare è dialogare con Dio

 

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PREGHIERA 

Aiutami domani a ritrovare l'entusiasmo per accogliere senza condizioni il tuo difficile invito ad amare i fratelli. Il silenzio della notte renda più vera

 

la mia preghiera, perché, con il riposo del corpo, il cuore possa contemplare l'ampiezza e la profondità della tua pace. Amen.

 

 

 

 

 

19/02/2012

Pregare è dialogare con Dio

Pregare è dialogare con Dio

 

Custodisci,bocca,dica,false,vane,parli,male,prossimo,pronta,incoraggiare,benedire, Signore,vita,udito,perda,ascoltare,parole,vuote,falsità,accogliere,misterioso, oggi,

PREGHIERA

Custodisci la mia bocca perché non dica cose false o vane e non parli male del prossimo, ma sempre sia pronta a incoraggiare tutti e benedire te, Signore della vita.

 

Custodisci il mio udito perché non perda tempo ad ascoltare parole vuote e falsità, ma sia sempre pronto ad accogliere il tuo misterioso messaggio per compiere, anche oggi, la tua volontà.

 

 

02/02/2012

Un Dono mandatoci da Dio.

Un Dono mandatoci da Dio.

Rosario,favorendo,incontro,Cristo,misteri,volto,fratelli,sofferenti,desiderio,accogliere, difendere,promuovere,vita,sofferenza,bambini,mondo,Giovanni Paolo II      

Il Rosario, favorendo l'incontro con Cristo nei suoi misteri, non può non additare anche il volto di Cristo nei fratelli, specie in quelli più sofferenti. Come si potrebbe fissare, nei misteri gaudiosi,

 

 il mistero del Bimbo nato a Betlemme senza provare il desiderio di accogliere, difendere e promuovere la vita, facendosi carico della sofferenza dei bambini in tutte le parti del mondo?

 

 

 

27/01/2012

Un Dono mandatoci da Dio.

Un Dono mandatoci da Dio.

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Vi affido, carissimi Fratelli e Sorelle, un'intenzione particolare per la preghiera di questa sera: invocate con me la Vergine Maria perché ottenga al mondo il sospirato dono della pace.

Fioriscano negli animi sentimenti di perdono e di fratellanza. Si depongano le armi e nei cuori si spengano l'odio e la violenza. Ogni uomo veda nell'altro non un nemico da combattere, ma un fratello da accogliere ed amare, per costruire insieme un mondo migliore.

 

 

01/12/2011

ASSIMILA E MEDITA PREGA E CONTEMPLA

ASSIMILA E MEDITA PREGA E CONTEMPLA

Leggere,testo,sacro, preghiamo, Spirito ,Santo,chiedere ,docilità ,ascolto, illuminazione ,intelligenza,cuore,accogliere,Parola,Lectio Divina          I Domenica di Avvento Anno B

1.PREPARIAMO IL NOSTRO CUORE ALL’ASCOLTO

Prima di leggere il testo sacro, preghiamo lo Spirito Santo per chiedere docilità all’ascolto, illuminazione dell’intelligenza e cuore disponibile ad accogliere la Parola. Senza la presenza dello Spirito, invocato nella preghiera, non ci si può inoltrare nel cuore delle scritture da Lui ispirate.

Invocazione allo Spirito di Dio

Vieni, luce vera. Vieni vita eterna. Vieni mistero nascosto.Vieni, tesoro senza nome. Vieni, realtà ineffabile.Vieni persona che nessuna mente può comprendere.Vieni felicità senza fine.

Vieni luce senza tramonto.Vieni, speranza vera di quanti saranno salvati..Vieni, risveglio di chi dorme,Vieni invisibile, del tutto intangibile…Vieni gioia eterna.

Vieni consolatore perfetto della povera anima mia.Vieni dolcezza, gloria, mio gaudio senza fineTi ringrazierò d’esserti fatto per me luce inestinguibile,sole senza tramonto perché non hai dove nasconderti ,tu riempi l’universo della tua gloria…Amen

1A.PREPARIAMO IL NOSTRO CUORE ALL’ASCOLTO

In questo passo ci troviamo tra il capitolo dove Gesù preannuncia la sua passione e quello che descrive l’inizio della sua ultima Pasqua, con l’unzione di Betania.

Qui Gesù ci svela  il senso ultimo delle cose che avvengono. Nella prima comunità si coglie un grande desiderio del ritorno immediato di Gesù, ma rischiava di vivere falsi inganni,

religiosità disincarnate con la tentazione di abdicare alle responsabilità personali…Ecco allora il richiamo di Gesù: ‘State svegli…vegliate…’

per scrutare nella notte ciò che c’è di nascosto ai più..fino a che non viene il sole. Ma star svegli è necessario ma non basta: Lui, il Signore ci ha affidato la sua casa e ci ha dato il suo stesso ‘potere’.

Siamo quindi responsabili di fare e dire quanto lui ha fatto e detto, fino al suo ritorno. La vigilanza quindi è riempita di fedeltà operosa. La vita non è una sala d’attesa ..è essere sentinelle  nella notte  per cogliere i segni della Sua Presenza e dare la mia risposta.

1B.PREPARIAMO IL NOSTRO CUORE ALL’ASCOLTO

Il paradosso è di fare i cristiani tutta la vita senza mai incontrare la presenza di Dio! Ecco allora il tema della veglia, dello stare desti, dell'aderire alla realtà, dell'accogliere la venuta.

Potremmo chiamarlo in altro modo questo atteggiamento: autocoscienza, per usare una categoria del profondo, o illuminazione, per attingere ad altre esperienze di Dio.

 Ma la sostanza è la stessa: non farsi ingannare, non farsi intorpidire dalle cose intorno a noi che ci distolgono dall'essenziale, per andare in profondità dentro noi stessi.

Lasciamoci aiutare dalla preghiera che celebriamo nel giorno del Signore, per vivere sempre più coscientemente la nostra vita, senza lasciarci vivere.

Che ciascuno di noi si prepari al Natale, pur nella "notte", simbolo di fatica, di sofferenza, di incoerenza, con l'atteggiamento di chi è pronto ad accogliere la venuta del Signore.’

 2. LEGGIAMO E ASCOLTIAMO CON ATTENZIONE                     

Leggiamo con attenzione il testo biblico: perché l’ascolto sia fruttuoso è necessario leggere con calma, pacatezza, equilibrio e partecipazione.

Assumiamo un atteggiamento interiore di stupore e di meraviglia verso ‘questa’ Parola di Dio come se la stessimo ascoltando per la prima volta: è infatti la parola che il Signore desidera rivolgere

proprio a noi, qui ed ora! Dopo la proclamazione, vi sarà tempo per rileggere il testo personal-mente e aprirsi alla ricerca dei segni  di Dio.

Dall’annuncio del Vangelo secondo Marco 13,32-37

32 Quanto a quel giorno e a quell'ora, nessuno li sa, neppure gli angeli del cielo, neppure il Figlio, ma solo il Padre. 33 State in guardia, vegliate, poiché non sapete quando sarà quel momento.

34 È come un uomo che si è messo in viaggio, dopo aver lasciato la sua casa, dandone la responsabilità ai suoi servi, a ciascuno il proprio compito, e comandando al portinaio di vegliare.

35 Vegliate dunque perché non sapete quando viene il padrone di casa; se a sera, o a mezzanotte, o al cantare del gallo, o la mattina; 36 perché, venendo all'improvviso, non vi trovi addormentati. 37 Quel che dico a voi, lo dico a tutti: "Vegliate"».

3. APPROFONDISCI PER COMPRENDERE LA PAROLA

Approfondisci il senso del testo, con l’aiuto di ‘fonti’  (Fausti, Ricorda e racconta il Vangelo; Maggioni, Il racconto di Marco) per ricavarne delle indicazioni per il tuo vissuto. Cerca di sottolineare particolarmente il  messaggio teologico e i significati spirituali della Parola stessa per la tua vita di credente.

4. ASSIMILA E MEDITA – PREGA E CONTEMPLA

E’ il momento individuale della lectio: la Parola ascoltata e  compresa va ora meditata e assimilata , pregata e contemplata . ‘Meditare’ vuol dire far penetrare profondamente

la Parola nell’intimità del tuo cuore  e poi mobilitare  tutte le tue energie per confrontare con essa il tuo vissuto attuale, operando così un’autentica conversione.

Dall’ascoltare e meditare passa quindi a ‘pregare’ la Parola: è la tua risposta a Dio dopo averlo ascoltato; è dire ‘sì’ alla sua volontà e al suo progetto su di te.

Prega e contempla

Anche se troverai le porte di moltissimi uomini chiuse: vieni!Anche se non abbiamo capito bene perché: vieni!Anche se non avrai

l’accoglienza dovuta: vieni! Anche se qualcuno si scoccerà trovandoti un intruso: vieni, Signore!!!

(preghiera personale)

5. RISONANZA COMUNITARIA SULLA PAROLA PREGATA

Nell’ultimo momento comunitario della ‘lectio’, ciascuno è invitato a far risuonare la Parola, all’interno della comunità raccolta in preghiera ,a condividere quanto lo Spirito

gli ha suggerito e gli ha fatto comprendere attraverso il testo biblico. Non è discussione sulla Parola, ma comunicazione  personale che va ascoltata e accolta con rispetto: uno scambio dei doni fragranti dello Spirito, quale esperienza viva di Chiesa.

Conclusione

Signore Gesù, ti rendiamo grazie perché tu sei venuto a squarciare il cielo della nostra storia. Donaci gli occhi per poter cogliere e riconoscere la tua Presenza,

 aiutaci a saper ‘vegliare’ sulla mia vita su quella dei fratelli e sorelle delle nostre comunità. Ridesta  il nostro cuore perché possiamo condividere fino in fondo la tua esperienza pasquale . Amen

 

21/11/2011

I Santi nostri intercessori

I Santi nostri intercessori

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Presentazione della Beata Vergine Maria

La memoria odierna della Presentazione della Beata Vergine Maria ha un'importanza notevole, non solo perchè in essa vien commemorato uno dei misteri della vita di Colei che Dio ha scelto come Madre del Suo Figlio e come Madre della Chiesa,

nè soltanto perchè in questa 'presentazione' di Maria vien richiamata la 'presentazione' al Padre celeste di Cristo e, anzi, di tutti i cristiani, ma anche perchè essa costituisce un gesto concreto di ecumenismo, di dialogo con i nostri fratelli dell'Oriente.

Questo emerge con chiarezza sia dalla nota di commento degli estensori del nuovo calendario sia dalla nota della Liturgia delle Ore, che dice: 'In questo giorno della dedicazione (543) della chiesa di S. Maria Nuova,

 costruita presso il tempio di Gerusalemme, celebriamo insieme ai cristiani d'oriente quella 'dedicazione' che Maria fece a Dio di se stessa fin dall'infanzia, mossa dallo Spirito Santo, della cui grazia era stata ricolma nella sua immacolata concezione'.

La  presentazione di Maria dovette essere molto modesta e insieme più gloriosa. Fu infatti anche attraverso questo servizio al Signore nel tempio, che Maria preparò il suo corpo, ma soprattutto la sua anima,

 ad accogliere il Figlio di Dio, attuando in se stessa la parola di Cristo: 'Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano'.