14/05/2012

ASSIMILA E MEDITA PREGA E CONTEMPLA

 

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Lectio Divina : VI Domenica di Pasqua Anno B    

Vangelo  Gv (15,9-17)

 

Preghiera

 

Ci ha riuniti tutti insieme Cristo amore:godiamo esultanti nel Signore!Temiamo e amiamo il Dio vivente,e amiamoci tra noi con cuore sincero.

 

Noi formiamo, qui riuniti, un solo corpo:evitiamo di dividerci tra noi:via le lotte maligne, via le liti!e regni in mezzo a noi Cristo Dio.

 

Chi non ama resta sempre nella notte e dall´ombra della morte non risorge:ma se noi camminiamo nell´amore,saremo veri figli della luce.

 

Nell´amore di colui che ci ha salvati rinnovati dallo Spirito del Padre tutti uniti sentiamoci fratelli e la gioia diffondiamo sulla terra. 

 

LEGGIAMO E ASCOLTIAMO CON ATTENZIONE                     

 

Leggiamo con attenzione il testo biblico: perché l’ascolto sia fruttuoso è necessario leggere con calma, pacatezza, equilibrio e partecipazione. Assumiamo un atteggiamento interiore di stupore e di meraviglia verso

 

‘questa’ Parola di Dio come se la stessimo ascoltando per la prima volta: è infatti la parola che il Signore desidera rivolgere proprio a noi, qui ed ora!

 

Dopo la proclamazione, vi sarà tempo per rileggere il testo personal-mente e aprirsi alla ricerca dei segni  di Dio.

 

Vangelo  Gv (15,9-17)

 

 

[9] Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. [10] Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.

 

[11] Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.

[12] Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. [13] Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici.

 

[14] Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. [15] Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi.

 

[16] Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda.[17] Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri.

 

APPROFONDISCI PER COMPRENDERE LA PAROLA

 

 

Gesù e con il Padre è di vivere l´amore questo amore dimostra l´autenticità dell´esperienza interiore. Non esiste amore a Gesù senza impegno verso gli altri.Gesù condivide con i suoi discepoli la sua allegria, quella che procede dalla sua esperienza con il Padre. La relazione dei discepoli con Gesù ha un carattere allegro, che, a continuazione, si esprimerà in termini di amicizia.

 

La parola “amare” si trovava già nel capitolo 14, al parlare dell´osservanza dei comandamenti. Adesso appare di nuovo per portare a una nuova sintesi, lì dove i “comandamenti” lasciano il passo al “comandamento”, che è quello di Gesù: “che vi amiate gli uni gli altri”. L´osservanza dei comandamenti è, per i discepoli, il modo di rispondere all´amore. La prospettiva è assai diversa da quel legalismo, che aveva

 

monopolizzato i concetti di “legge” e “comandamenti”. Gesù colloca tutto nella sua prospettiva più vera: una risposta di amore all´amore ricevuto. E il fine di tutto è la gioia, una gioia, questo sì, di relazione; la gioia di Gesù nei suoi discepoli, la sua gioia presente in pienezza. Il comandamento che costruisce la comunità e le dà la sua identità è, allo stesso tempo, il fondamento della missione.

 

Per questo, Gesù lo enuncia per seconda volta, adesso in relazione con il frutto. Non si può proclamare il messaggio dell´amore che non sia appoggiato alla propria esperienza. E dove non esiste comunità di amore vicendevole come alternativa alla società ingiusta, non ci può essere missione. Gesù indica qual è la cima dell´amore

 

agli amici: arrivare a dare la propria vita per loro. A continuazione spiega l´adesione a lui in termini di amicizia. Questa nasce dalla  comunità di ideali e dalla comune vita del dono, effetti del possesso dello stesso Spirito. Si passa dall´immagine dell´unione del ramo con la vite alla relazione personale (amici). L´amore reciproco rende figli di Dio e dà ai discepoli la caratteristica di Gesù.

 

Per questo Gesù richiede che la relazione tra i suoi e lui sia considerata come amicizia. Essendo il centro del gruppo, non si colloca al di sopra, ma si fa compagno dei suoi nell´attività comune. L´uguaglianza e l´affetto creano la libertà. La comunicazione di vita non produce subordinazione, ma compenetrazione e intimità La differenza tra il servo e l´amico si trova nella presenza o nell´assenza di fiducia.

 

Gesù, che va a morire per i suoi, non ha segreti per loro. Quello che ha udito dal Padre e ha comunicato loro per completo è il progetto divino sull´uomo. La relazione tra amici non è già quella di maestro e discepolo; è finito l´apprendimento, perché Gesù ha comunicato loro tutto. Non si riserva nessuna dottrina, non offre nessun insegnamento misterioso né forma nessun circolo privilegiato.

 

Il detto di Gesù si riferisce a ogni discepolo. In certo modo, egli ha eletto l´umanità intera, perché è venuto affinché il mondo si salvi attraverso di lui.Quando una persona si avvicina a lui, quell´elezione generale si fa concreta e realizzata per l´accoglienza che Gesù gli riserva. Quando un cristiano è cosciente di aver fatto una

 

opzione libera per Gesù, sa che questo fatto non nasce dalla sua iniziativa, perché c´è stato un amore precedente, una chiamata, alla quale ha risposto. Gesù sceglie i discepoli per la missione; essi sono suoi collaboratori. Non li riceve e non li manda in condizioni di inferiorità, ma sul piano dell´amicizia e della cooperazione.

 

I discepoli devono percorrere, in mezzo all´umanità, il suo cammino verso il Padre, quello del suo dono agli altri. Realizzeranno così il progetto di Gesù, che è quello di portare al suo termine la creazione dell´uomo, fare uomini adulti, liberi e responsabili, animati dallo stesso Spirito, che riproducano le sue caratteristiche in mezzo al mondo e si uniscano alla sua opera. Attraverso ad essi si andrà realizzando il Regno del Padre.

 

Il lavoro dei suoi deve avere un effetto durevole che vada cambiando la società. L´efficacia dell´attività non si misura tanto per la sua estensione quanto per la sua profondità, dalla quale dipende la durata del frutto. Per terminare la sezione sull´amore, Gesù ripete il suo comandamento , che enuncia la condizione per essere uniti a lui e produrre frutto. La ripetizione è, allo stesso tempo, un avvertimento: se non esiste questa qualità di amore, manca l´essenziale.

 

ASSIMILA E MEDITA

 

All´inizio si parla dei comandamenti (al plurale) come espressione di amore, poi del comandamento (al singolare), che consiste in amare il prossimo. Per Isaia (5) l´amore aveva come frutto atteso la pratica della giustizia e del diritto. Qui, modello e forza è

 

l´amore di Gesù al Padre e ai suoi “amici”. L´amore filiale di Gesù si traduce nel compiere il comandamento del Padre, l´amore del discepolo verso Gesù si tradurrà nel compiere il suo comandamento.  

 

Contempla

 

(Salmo 119,129-136)

        

Meravigliosi sono i tuoi insegnamenti: per questo li custodisco.La rivelazione delle tue parole illumina,dona intelligenza ai semplici.Apro anelante la mia bocca,perché ho sete dei tuoi comandi.

 

Volgiti a me e abbi pietà,con il giudizio che riservi a chi ama il tuo nome.Rendi saldi i miei passi secondo la tua promessae non permettere che mi domini alcun male.

Riscattami dall´oppressione dell´uomo e osserverò i tuoi precetti.

 

Fa´ risplendere il tuo volto sul tuo servo e insegnami i tuoi decreti.Torrenti di lacrime scorrono dai miei occhi,perché non si osserva la tua legge.

 

Prega

 

Dio, Padre nostro, che in Gesù di Nazaret, nostro fratello, hai fatto rinascere la nostra speranza di un cielo nuovo e una terra nuova;

ti chiediamo che ci faccia appassionati seguaci

                  

della sua Causa, in modo che sappiamo trasmettere ai nostri fratelli,

con la parola e con le opere, le ragioni della speranza che ci sostiene.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

27/04/2012

ASSIMILA E MEDITA PREGA E CONTEMPLA

 

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Lectio Divina : III Domenica di Pasqua Anno B    

Vangelo  Lc  (24, 35-48)

 

ASSIMILA E MEDITA PREGA E CONTEMPLA

Lectio Divina : III Domenica di Pasqua Anno B    

Vangelo  Lc  (24, 35-48)

 

Preghiera

 

O Padre, che da ogni parte della terra hai riunito i popoli per lodare il tuo nome, concedi che tutti i tuoi figli, nati a nuova vita nelle acque del Battesimo e animati dall’unica fede, esprimano nelle opere l’unico amore. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

 

 

LEGGIAMO E ASCOLTIAMO CON ATTENZIONE                     

 

Leggiamo con attenzione il testo biblico: perché l’ascolto sia fruttuoso è necessario leggere con calma, pacatezza, equilibrio e partecipazione. Assumiamo un atteggiamento interiore di stupore e di meraviglia verso

 

‘questa’ Parola di Dio come se la stessimo ascoltando per la prima volta: è infatti la parola che il Signore desidera rivolgere proprio a noi, qui ed ora!

 

Dopo la proclamazione, vi sarà tempo per rileggere il testo personal-mente e aprirsi alla ricerca dei segni  di Dio.

 

Vangelo  Lc  (24, 35-48)

 

 

[35] Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.[36] Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". [37] Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma. [38] Ma egli disse: "Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore?

 

[39] Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho". [40] Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. [41] Ma poiché per la grande gioia ancora non credevano ed erano stupefatti, disse: "Avete qui qualche cosa da mangiare?".

 

[42] Gli offrirono una porzione di pesce arrostito;[43] egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. [44] Poi disse: "Sono queste le parole che vi dicevo quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi".

 

[45] Allora aprì loro la mente all'intelligenza delle Scritture e disse:[46] "Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno [47] e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. [48] Di questo voi siete testimoni.

 

APPROFONDISCI PER COMPRENDERE LA PAROLA

 

In questi giorni dopo la Pasqua, i testi del vangelo riportano le apparizioni di Gesù. All’inizio, nei primi anni dopo la morte e la risurrezione di Gesù, i cristiani si preoccupavano di difendere la risurrezione mediante apparizioni. Loro stessi, la comunità viva, era una grande apparizione di Gesù risorto. Ma nella misura in cui aumentavano le critiche dei nemici contro la fede nella risurrezione e che, all’interno, sorgevano critiche e

 

dubbi rispetto alle diverse funzioni nelle comunità (cf. 1Cor 1,12), loro cominciavano a ricordare le apparizioni di Gesù. Ci sono due tipi di apparizioni: (a) quelle che accentuano i dubbi e le resistenze dei discepoli nel credere alla risurrezione, e (b) quelle che richiamano l’attenzione verso gli ordini di Gesù ai discepoli conferendo loro qualche missione. Le prime rispondono alle critiche giunte dal di fuori.

 

Mostrano che i cristiani non sono persone ingenue e credule che accettano qualsiasi cosa, bensì il contrario. Loro stessi hanno avuto molti dubbi nel credere alla risurrezione. Le altre rispondono alle critiche dal di dentro e fondano le funzioni ed i compiti comunitari non sulle qualità umane sempre discutibili, bensì sull’autorità e sugli ordini ricevuti da Gesù risorto. L’apparizione di Gesù nel vangelo di oggi combina i due aspetti: i dubbi dei discepoli e la missione di annunciare e perdonare ricevuta da Gesù.

 

Il riassunto di Emmaus. Di ritorno a Gerusalemme, i due discepoli trovano la comunità riunita e comunicano l’esperienza che hanno vissuto. Narrano ciò che è avvenuto lungo il cammino e come riconobbero Gesù nella frazione del pane. La comunità riunita, a sua volta, comunica l’apparizione di Gesù a Pietro. Fu una condivisione reciproca

 

dell’esperienza della risurrezione, come avviene anche oggi quando le comunità si riuniscono per dividere assieme e celebrare la loro fede, la loro speranza ed il loro amore. L’apparizione di Gesù produce spavento nei discepoli. In questo momento, Gesù si rende presente in mezzo a loro e dice: “La Pace sia con voi!” E’ il saluto più frequente di Gesù:

 

“La Pace sia con voi!” (Gv 14,27; 16,33; 20,19.21.26). Ma i discepoli, vedendo Gesù, si spaventano e non lo riconoscono. Dinanzi a loro c’è Gesù in persona, ma loro pensano di vedere uno spirito, un fantasma. Non riescono a credere. Non avviene l’incontro tra Gesù di Nazaret e Gesù risorto. Gesù aiuta a superare la paura e l’incredulità. Gesù fa due cose

 

per aiutare i discepoli a superare lo spavento e l’incredulità. Mostra le sue mani ed i suoi piedi, dicendo:“Sono io!”, e ordina di toccare il corpo dicendo: “Un fantasma non ha carne ed ossa come vedete che io ho!” Gesù mostra le mani ed i piedi, perché in essi c’è il segno dei chiodi (cf. Gv 20,25-27). Il Cristo risorto è Gesù di Nazareth, lo stesso che fu appeso alla Croce, e non un Cristo fantasma come immaginarono i discepoli, vedendolo.

 

Lui ordina di toccare il suo corpo, perché la risurrezione è risurrezione di tutta la persona, corpo ed anima. La risurrezione non ha nulla a che vedere con la teoria dell’immortalità dell’anima, insegnata dai greci.L’altro gesto per aiutarli a superare l’incredulità. Ma non basta! Luca dice che non riuscivano a credere perché inondati di gioia.

 

Gesù chiede loro di dargli qualcosa da mangiare. Loro gli offrono una porzione di pesce e lui mangia dinanzi a loro, per aiutarli a superare il dubbio.Una chiave di lettura per capire il significato nuovo della Scrittura. Una delle maggiori difficoltà dei primi cristiani era quella di accettare al crocifisso come il messia promesso, poiché la legge insegnava che

 

una persona crocifissa era “maledetta da Dio” (Dt 21,22-23). Per questo, era importante sapere che la Scrittura aveva annunciato già che “Cristo doveva soffrire e risorgere dai morti il terzo giorno e che nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati”. Gesù mostra loro ciò che era già scritto nella Legge di Mosè, nei profeti e nei Salmi. Gesù risorto, vivo in mezzo a loro, diventa la chiave per aprire loro il significato totale della Sacra Scrittura.

 

Voi siete testimoni di questo. In questo ordine finale è racchiusa tutta la missione delle comunità cristiane: essere testimoni della risurrezione, in modo che sia manifestato l’amore di Dio che ci accoglie e ci perdona, e che vuole che viviamo in comunità da figli e figlie, fratelli e sorelle gli uni gli altri.

 

ASSIMILA E MEDITA

 

A volte, l’incredulità e il dubbio si annidano nel cuore e indeboliscono la certezza che la fede ci dà nei riguardi della presenza di Dio nella nostra vita. Hai vissuto questa esperienza qualche volta? Come lo hai superato? La nostra missione, ed anche la mia missione, è quella di essere testimoni dell’amore di Dio rivelato in Gesù. Sono testimone di questo amore?

 

Prega e contempla

 

O Signore, nostro Dio,

quanto è grande il tuo nome su tutta la terra:

che cosa è l’uomo perché te ne ricordi

e il figlio dell’uomo perché te ne curi? (Sal 8)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

16/04/2012

ASSIMILA E MEDITA PREGA E CONTEMPLA

 

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Lectio Divina : II Domenica di Pasqua B

Vangelo  Gv (20, 19-31)

 

Preghiera

 

Signore Gesù, risorgendo da morte hai vinto il peccato:fa che la nostra Pasqua segni una vittoria completa sul nostro peccato. Signore Gesù, risorgendo da morte hai dato al tuo corpo un vigore immortale:

 

fa che il nostro corpo riveli la grazia che lo vivifica. Signore Gesù, risorgendo da morte hai portato la tua umanità in cielo:fa che anch'io mi incammini verso il Cielo,con una vera vita cristiana.

 

 

Signore Gesù, risorgendo da morte e salendo al Cielo,hai promesso il tuo ritorno:fa che la nostra famiglia sia pronta per ricomporsi nella gioia eterna.

 

 Così sia.

 

LEGGIAMO E ASCOLTIAMO CON ATTENZIONE                     

 

Leggiamo con attenzione il testo biblico: perché l’ascolto sia fruttuoso è necessario leggere con calma, pacatezza, equilibrio e partecipazione. Assumiamo un atteggiamento interiore di stupore e di meraviglia verso

 

‘questa’ Parola di Dio come se la stessimo ascoltando per la prima volta: è infatti la parola che il Signore desidera rivolgere proprio a noi, qui ed ora!

 

Dopo la proclamazione, vi sarà tempo per rileggere il testo personal-mente e aprirsi alla ricerca dei segni  di Dio.

 

Vangelo  Gv  (20, 19-31)

 

[19] La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". [20] Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.

 

[21] Gesù disse loro di nuovo: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi". [22] Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: "Ricevete lo Spirito Santo; [23] a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi".

 

[24] Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. [25] Gli dissero allora gli altri discepoli: "Abbiamo visto il Signore!". Ma egli disse loro: "Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò".

 

[26] Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". [27] Poi disse a Tommaso: "Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!".

 

[28] Rispose Tommaso: "Mio Signore e mio Dio!". [29] Gesù gli disse: "Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!".

[30] Molti altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli, ma non sono stati scritti in questo libro.

 

[31] Questi sono stati scritti, perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

 

APPROFONDISCI PER COMPRENDERE LA PAROLA

 

Tra le apparizioni di Gesù Risorto narrate da Giovanni quella di Gesù ai discepoli riuniti nel cenacolo, a detta dei commentatori, risulta la più importante. In ordine al nostro tema che è la “Pace”, si evidenzia qui un fatto che c’interessa esistenzialmente: la “presenza” di Gesù è apportatrice di pace, così come la sua “assenza” crea disagio,

 

scontento e l’insabbiarsi nell’incredulità che è l’opposto di uno stato di pacificazione del cuore e della vita. Non interessa all’evangelista il racconto cronologico e puntuale dei fatti perché rielabora il materiale narrativo della tradizione in modo da farne emergere e puntualizzare i cardini catecheticoteologici.

 

Cogliamo anzitutto le due parti del brano: la prima con l’apparizione di Gesù,mentre è assente Tommaso, la seconda quando Tommaso è presente. Notiamo che la figura di Tommaso, prima con gli altri discepoli e poi con Gesù, è caratteristica ed esclusiva del vangelo giovanneo.

 

 

ASSIMILA E MEDITA

 

C’è un’indicazione temporale e spaziale. Nello stesso giorno in cui all’alba Gesù è comparso a Maria di Magdala, compare ai discepoli che stavano nel cenacolo, preda della paura. Adesso è sera. L’indicazione delle “porte chiuse” dice che il corpo di Gesùche le attraversa è un corpo glorioso, con qualità sovrumane. Mostrandosi ai suoi, il Signore,

 

anzitutto, dà loro il saluto della pace che non solo era caro agli Ebrei ma, sulla sua bocca, acquista il senso di un saluto messianico. Acquista, in questo momento, una pienezza del tutto unica: è la pace che Gesù ci ha conquistato risorgendo dopo aver “ucciso l’inimicizia sulla croce”. La pace “non come la dà il mondo” coincide col dono della salvezza. Ce l’aveva detto:

 

“Vi lascio la pace, vi do la mia pace . Non si turbi il vostro cuore, un’altra osservazione. La pace di Gesù si coniuga con la gioia che è “vedere il Signore” lì, in mezzo a loro. Se Lui,il Signore, è stato mandato dal Padre a portare “pace agli uomini” amati da Dio, Egli stesso poi manda i discepoli (dunque anche noi!) a recare la lieta notizia che è pace. E l’evento è di tale forza che

 

occorre sia sigillato dallo Spirito Santo. È ricevendolo per “insufflazione” dalla bocca del Risorto che i discepoli e pure noi, oggi, (riceviamo lo Spirito Santo nel battesimo e più ancora nella cresima) siamo “consacrati” araldi del Risorto in ordine proprio a questo vivere e portare la pace del Signore al mondo.Attenzione! Il gesto di insufflare lo Spirito Santo ricorda quello del

 

Creatore che insufflò nelle narici di Adamo l’alito di vita (cf Gen 2,7). La Pace del Risorto è dunque legata alla NUOVA CREAZIONE. Sarà importante da meditare!Qui non ci fermiamo sul conferimento della missione di perdonare i peccati.Solo la vediamo collegata al tema della pace perché non c’è pace dove non si crede al perdono di Dio, alla sua misericordia.

 

 

Prega e contempla

 

In una situazione socio-culturale come la nostra, segnata da un grande affievolimento di fede, si tratta di prendere coscienza proprio di questo.La pace di Cristo Risorto irradia da quelle sue piaghe ardenti e splendenti, da cui ancora sgorga sangue acqua e luce: sostanzialmente si tratta davvero di una NUOVA CREAZIONE.

 

Se io sono redento e fatto continuamente nuovo da Lui, come posso attardarmi tra le cose decrepite che sono legate alle mie voglie egoistiche, al mio “nicchiare” circa un mondo da ricostruire?Sì, il Signore concede anche a me di “toccare” le sue piaghe tramite i sacramenti. Vuole fino in fondo la mia pace che è tessuta con la grazia del suo mistero

 

pasquale, ma mi vuole robusto e beato in una fede che non giocherella con emozionalismi o altro.Oggi, più che mai, bisogna impiantare di nuovo la fede, nella terra di una cultura nuova,impregnata di pace perché fatta da uomini pacificati perché cristificati.

 

 

Preghiera

 

O risorto mio Gesù, adoro e bacio devotamente le piaghe gloriose del vostro santissimo corpo, e per questo vi prego con tutto il mio cuore di farmi sorgere da una vita di tiepidezza ad una vita di fervore per poi passare dalla miseria di questa terra alla gloria eterna del Paradiso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

20/03/2012

ASSIMILA E MEDITA PREGA E CONTEMPLA

 

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Lectio Divina :  IV Domenica Quaresima

 

Preghiera

 

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore:nel tuo affetto cancella il mio peccato e lavami da ogni mia colpa  purificami da ogni mio errore.  Il mio peccato, io lo riconosco, 

  

 il mio errore mi è sempre dinnanzi:contro te, contro te solo ho peccato,quello che è male ai tuoi occhi io l´ho fatto.

 

 LEGGIAMO E ASCOLTIAMO CON ATTENZIONE                     

 

Leggiamo con attenzione il testo biblico: perché l’ascolto sia fruttuoso è necessario leggere con calma, pacatezza, equilibrio e partecipazione. Assumiamo un atteggiamento interiore di stupore e di meraviglia verso

 

‘questa’ Parola di Dio come se la stessimo ascoltando per la prima volta: è infatti la parola che il Signore desidera rivolgere proprio a noi, qui ed ora!

 

Dopo la proclamazione, vi sarà tempo per rileggere il testo personal-mente e aprirsi alla ricerca dei segni  di Dio.

 

Vangelo  Gv (3,14-21)

 

[14] E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, [15] perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna". [16] Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio

 

unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. [17] Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui.

 

[18] Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio. [19] E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno

 

preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere.[21] Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio.  

 

APPROFONDISCI PER COMPRENDERE LA PAROLA

 

 

Contempliamo Gesù innalzato in croce e nella gloria.In questo colloquio si trovano 2 idee principali:Dio offre la vita e la salvezza a chiunque crede nel suo Figlio, Gesù Cristo.Per avallare quest’affermazione si presenta:la similitudine del serpente innalzato da Mosè nel deserto ;

 

il motivo consistente nell’amore : Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito;il fine che è la salvezza e non la condanna dell’uomo: Perché chiunque crede in Lui non muoia, ma abbia la vita eterna.Risposta dell’uomo: accettazione o rifiuto, scelta della fede o dell’incredulità, della luce

 

o delle tenebre : Chi crede in Lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio). La fede o l’incredulità attuali contengono già un anticipo del giudizio definitivo di Dio: salvezza o condanna. La fede è il criterio ultimo della vita e

 

della salvezza.Il Padre ci sollecita a intraprendere il cammino di conversione e ci indica attraverso la sua Parola la via di salvezza in Gesù suo Figlio innalzato sulla croce. Cristo Crocifisso è Colui che ci salva dai “morsi velenosi del male” che insidiano il cuore. Aiutati dalla Parola di Dio, impariamo a guardarlo, ad accoglierlo e a seguirlo. Lasciamoci attrarre da Lui innalzato per la nostra redenzione.

 

ASSIMILA E MEDITA

 

Il cuore del brano evangelico sta nel messaggio d’amore di Dio per l’umanità: Egli ha donato suo Figlio per la nostra salvezza. Contempliamo, dunque, l’amore gratuito del Padre in Cristo, un amore concreto manifestato nel dono del Figlio. La grandezza del dono del Padre si rivela non tanto nella morte in

 

croce di Gesù, della quale il serpente nel deserto era figura, ma piuttosto nel fatto che il Padre non ha tenuto per sé ciò che aveva di più caro.È da questo dono d’amore che il Padre inaugura nel Figlio il tempo della sua misericordia, tempo nel quale non condanna il mondo né fa emettere al Figlio sentenze nei

 

confronti dell’umanità. La missione di Gesù è scandita dal perdono e dalla misericordia, da accenti pieni di amore e da inviti ad una conversione che nasce dalla rivelazione dell’amore del Padre per noi. Tempo di misericordia che ci rende partecipi della vita stessa di Dio, la vita eterna. Vita che ci viene offerta

 

se crediamo e se aderiamo alla luce. Essa ci fa partecipare della luce stessa di Dio che vince le tenebre del peccato e della morte.Siamo noi a non cogliere il messaggio del Maestro, che ribadisce il mistero della croce come potenza-sapienza di Dio. Nella croce, secondo Giovanni, inizia il cammino di esaltazione voluto dal Padre per suo Figlio. In essa si rivela il grande amore con il quale Dio ci ha amati.

 

Prega e contempla

Sarà la fede che ci farà riconoscere nel Crocifisso il Risorto.La fede, dunque il nostro credere, è l’elemento discriminante tra salvezza e condanna. La fede non è solo il pensare su Dio ma è soprattutto il fare la verità, cioè operare con lealtà. Le opere che nascono dalla fede portano ad un’adesione totale a Dio e

 

all’obbedienza alla sua Parola. Ma Dio si trova impedito dalla nostra libertà, essa lega l’opera di Dio, le impedisce d’agire, di svilupparsi. Dio si ferma di fronte alle scelte dell’uomo. Scegliendo o rifiutando il Figlio, l’uomo emette da se stesso la sentenza di vita o di condanna, sceglie di dimorare nella luce o nelle tenebre.

 

Preghiera

 

Tu sei la mia vita, altro io non ho.Tu sei la mia strada, la mia verità. Nella tua parola io camminerò finché avrò respiro, fino a quando tu vorrai Non avrò paura, sai, se tu sei con me: io ti prego, resta con me.

 

Tu sei la mia forza, altro io non ho.Tu sei la mia pace, la mia libertà.Niente nella vita ci separerà:so che la tua mano forte non mi lascerà. So che da ogni male tu mi libererai e nel tuo perdono vivrò.

 

 

 

 

 

 

 

 

14/03/2012

ASSIMILA E MEDITA PREGA E CONTEMPLA

 

 

Dissero,tempio,costruito,giorni lo,risorgere, parlava,tempio,corpo,risuscitato,morti,discepoli, , cedettero,scrittura,parola,Gesù.,Pasqua,durante,festa,vedendo,confidava,conosceva ,bisogno , Lectio Divina : III Domenica Quaresima

 

Preghiera

 

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore:nel tuo affetto cancella il mio peccato e lavami da ogni mia colpa  purificami da ogni mio errore.  Il mio peccato, io lo riconosco, 

  

 il mio errore mi è sempre dinnanzi:contro te, contro te solo ho peccato,quello che è male ai tuoi occhi io l´ho fatto.

 

 LEGGIAMO E ASCOLTIAMO CON ATTENZIONE                     

 

Leggiamo con attenzione il testo biblico: perché l’ascolto sia fruttuoso è necessario leggere con calma, pacatezza, equilibrio e partecipazione. Assumiamo un atteggiamento interiore di stupore e di meraviglia verso

 

‘questa’ Parola di Dio come se la stessimo ascoltando per la prima volta: è infatti la parola che il Signore desidera rivolgere proprio a noi, qui ed ora!

 

Dopo la proclamazione, vi sarà tempo per rileggere il testo personal-mente e aprirsi alla ricerca dei segni  di Dio.

 

 

Vangelo Gv (2,13-25)

 

[13] Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. [14] Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco. [15] Fatta allora una sferza di

 

 cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, [16] e ai venditori di colombe disse: "Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato".

 

[17] I discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divora. [18] Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: "Quale segno ci mostri per fare queste cose?". [19] Rispose loro Gesù: "Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere".

 

[20] Gli dissero allora i Giudei: "Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?". [21] Ma egli parlava del tempio del suo corpo. [22] Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi

 

discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù. [23] Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa molti, vedendo i segni che faceva, credettero nel suo nome.

 

[24] Gesù però non si confidava con loro, perché conosceva tutti [25] e non aveva bisogno che qualcuno gli desse testimonianza su un altro, egli infatti sapeva quello che c'è in ogni uomo.

 

APPROFONDISCI PER COMPRENDERE LA PAROLA

 

Il tempio di Gerusalemme era la gloria massima dei giudei e il centro di unità del popolo. In una società così religiosa, solo si poteva incontrare Dio in un luogo. I sommi sacerdoti, che si attribuirono in modo esclusivo il potere di

 

controllare il funzionamento del tempio, molto presto se ne approfittarono in beneficio proprio. Al tempo di Gesù, controllavano la vendita di animali -agnelli, buoi e colombe- per i sacrifici, l´imposta religiosa e il cambio della

 

 moneta (si poteva pagare l´imposta solo con moneta ufficiale del tempio). Il tesoro del tempio funzionava come una banca, nella quale si depositavano le grandi fortune e, inoltre, il tempio possedeva grandi estensioni di terra; era la prima impresa di Palestina.

 

Gesù non si oppone al culto esterno; egli stesso partecipa a molte celebrazioni nel tempio. Ama il tempio di Gerusalemme e lo chiama “la casa di mio Padre”. Proprio per questo non può permettere che un luogo che serve per incontrarsi con Dio, si converta in un mercato.

 

Il gesto di Gesù si inserisce nella denuncia che i profeti avevano fatto del culto, così come si manifestava nei sacrifici; un culto ipocrita accompagnato dall´ingiustizia. Gesù si presenta con un flagello nella mano (il flagello di

 

corde era un conosciuto simbolo messianico): lui è il Messia, e come tale si mostra. Però quello che fa e quello che dice va molto più in là di quello che tutti speravano.In primo luogo, Gesù distrugge tutta quella montatura. Non può

 

permettere che, ciò che avrebbe dovuto essere un luogo di incontro con il Dio liberatore, si sia convertito in un negozio per sfruttare i poveri. Il suo gesto è un´accusa contro i dirigenti religiosi di Israele, che manipolano la fede del

 

popolo per arricchirsi; ma, allo stesso tempo, cacciando gli animali, sta indicando che ormai non serviranno per dare culto a Dio. Dio, lo avevano detto i profeti molti secoli prima, non aveva bisogno del sangue degli animali; ciò che egli voleva, era che gli uomini praticassero la giustizia e il diritto (Is 1,11-17).

 

Gli  hanno  chiesto un  segnale e Gesù dà loro quello della sua morte. Li sfida a sopprimere il tempio, che è Lui stesso. Lo uccideranno, ma non riusciranno a distruggerlo. La tattica di Dio, che trionfa nel fallimento, suppone una infinita sapienza; l´apparente debolezza di Dio contiene la massima fortezza.

 

La funzione del tempio era di esprimere la gloria di Dio e indicare la sua presenza attiva in mezzo al popolo (cfr. Es 40,34-38). I dirigenti hanno nascosto quella gloria e annullato quella presenza. Questo tempio sarà sostituito. Gesù, nel quale abita lo Spirito (Gv 1,32), è il nuovo santuario, che

 

 

annulla tutti i precedenti. Essi non comprendono la parola di Gesù e pensano in una ricostruzione miracolosa del tempio materiale. Però Gesù sa bene quello che dice, perché già prevede il risultato del conflitto, che adesso comincia. Non sarà ormai un tempio di pietra il luogo di incontro dell´uomo con Dio. Il

 

tempio sarà lo stesso uomo. Dentro di sé stesso sarà dove ognuno si potrà incontrare con il suo Dio “in spirito e in verità” (Gv 4,23).

Gesù non parla solo di cambiare il culto, ma lo stesso tempio, sostituendolo con “il suo stesso corpo”. Per i giudei queste parole erano un sacrilegio, che si castigava incluso con la morte. E di fatto, la purificazione del tempio costò a Gesù la vita.

 

ASSIMILA E MEDITA

 

 Come rinnoviamo il nostro incontro con Dio? E´ mescolato con molti elementi di mercato, quando pensiamo che possiamo comprare Dio con le nostre preghiere e le nostre buone azioni?

 

 Da che cosa ci libererebbe Gesù perché il nostro incontro con Dio possaessere sincero e profondo?Siamo di quelli che credono, perché vedono un miracolo? Gesù si può fidare di noi? Della nostra fede e fedeltà a lui? Perché, sì? Perché, no?

 

Che tipo di culto offro a Dio? «In spirito e in verità»? Vedo il tempio come un valore assoluto, o riconosco che Dio abita, soprattutto, nei poveri, nella giustizia e l´amore?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Prega e contempla

 

Signore, dolce volto di pena e di dolor  o volto pien di luce, colpito per amor. Avvolto nella morte, perduto sei per noi.Accogli il nostro pianto, o nostro Salvator.

 

 Nell´ombra della morte resistere non puoi.O Verbo, nostro Dio, in croce sei per noi  Nell´ora del dolore ci rivolgiamo a te Accogli il nostro pianto, o nostro Salvator.

 

Conclusione

 

Canto

Tu sei la mia vita, altro io non ho.Tu sei la mia strada, la mia verità. Nella tua parola io camminerò finché avrò respiro, fino a quando tu vorrai Non avrò paura, sai, se tu sei con me: io ti prego, resta con me.

 

Tu sei la mia forza, altro io non ho.Tu sei la mia pace, la mia libertà.Niente nella vita ci separerà:so che la tua mano forte non mi lascerà. So che da ogni male tu mi libererai e nel tuo perdono vivrò.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

08/03/2012

ASSIMILA E MEDITA PREGA E CONTEMPLA

Pura,chiamati,nascita,grande,amore,imprimi,immagine,viva,Figlio,forte,fede,separarli, uniti,Verbo,gloria,potenza,Spirito,Signore,governi,principe,eterno,liberatore,Lectio Divina : II Domenica Quaresima

 

Preghiera

 

O Dio che nella gloriosa Trasfigurazione del Cristo Signore, hai confermato i misteri della fede con la testimonianza della legge e dei profeti e hai

 

mirabilmente preannunziato la nostra definitiva adozione a tuoi figli, fa che ascoltiamo la parola del tuo amatissimo Figlio per divenire coeredi della sua vita immortale

 

LEGGIAMO E ASCOLTIAMO CON ATTENZIONE                     

 

Leggiamo con attenzione il testo biblico: perché l’ascolto sia fruttuoso è necessario leggere con calma, pacatezza, equilibrio e partecipazione. Assumiamo un atteggiamento interiore di stupore e di meraviglia verso

 

‘questa’ Parola di Dio come se la stessimo ascoltando per la prima volta: è infatti la parola che il Signore desidera rivolgere proprio a noi, qui ed ora!

 

Dopo la proclamazione, vi sarà tempo per rileggere il testo personal-mente e aprirsi alla ricerca dei segni  di Dio.

 

Vangelo Mc (9, 2-10)

 

[2] Dopo sei giorni, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò sopra un monte alto, in un luogo appartato, loro soli. Si trasfigurò davanti a loro

 

[3] e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche.[4] E apparve loro Elia con Mosè e discorrevano con Gesù.

 

[5] Prendendo allora la parola, Pietro disse a Gesù: "Maestro, è bello per noi stare qui; facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia!". [6] Non sapeva infatti che cosa dire, poiché erano stati presi dallo spavento.

 

[7] Poi si formò una nube che li avvolse nell'ombra e uscì una voce dalla nube: "Questi è il Figlio mio prediletto; ascoltatelo!". [8] E subito guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo con loro.

 

[9] Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell'uomo fosse risuscitato dai morti. [10] Ed essi tennero per sé la cosa, domandandosi però che cosa volesse dire risuscitare dai morti.

 

APPROFONDISCI PER COMPRENDERE LA PAROLA

 

La trasfigurazione non è lo svelamento impassibile della luce del Verbo agli occhi degli apostoli, ma il momento intenso in cui Gesù non fa più che uno, mediante tutto il suo essere, con la compassione del Padre.

 

In quei giorni decisivi egli è più che mai trasparente alla luce d'amore di colui che lo dona agli uomini per la loro salvezza. Quindi, se Gesù è trasfigurato, è perchè il Padre fa rifulgere in lui la sua gioia. L'irradiamento della sua luce nel suo corpo di compassione è come il fremito del padre che risponde al dono

 

totale del suo Unigenito. Da lì, la voce che attraversa la nube: "Costui è il mio Figlio diletto! In Lui riposa tutta la mia compiacenza.... Ascoltatelo!".Quanto ai tre discepoli, essi sono inondati per alcuni secondi da ciò che sarà loro dato di ricevere, di comprendere e di vivere a partire dalla Pentecoste:

 

 la luce deificante che emana dal corpo di Cristo, le Energie multiformi dello Spirito che dà la Vita. Allora essi sono rovesciati al suolo perché "Quello là" è non soltanto "Dio con gli uomini", ma Dio uomo: nulla può passare da Dio all'uomo e dall'uomo a Dio se non per il suo corpo.

 

 

 

 

 

 

Non c'è più distanza ormai tra la materia e la divinità: nel corpo di Cristo la nostra carne è in comunione con il Principe della Vita, senza confusione nè separazione. Ciò che il Verbo inaugurò nella sua incarnazione e manifestò a partire dal battesimo nei suoi miracoli,

 

la trasfigurazione ce lo fa intravedere in pienezza: il corpo del Signore Gesù è il sacramento che dà la vita di Dio agli uomini. Quando la nostra umanità acconsentirà ad unirsi all'umanità di Gesù, parteciperà alla natura divina, sarà deificata.

 

ASSIMILA E MEDITA

 

La fede è dunque il contesto dell’episodio della trasfigurazione l’obbedienza di Abramo, l'ascolto fedele che egli presta alla Parola di Dio e la fiducia con cuiconsegna tutto se stesso a Dio, senza paura di privarsi del figlio Isacco,

 

delineano l'atteggiamento del credente in questo tempo di Quaresima. Questo atteggiamento di fede, di obbedienza a Dio e di ascolto della sua Parola raggiunge il vertice in Gesù. L'episodio della trasfigurazione,

 

va compreso alla luce della fede biblica, la quale trova in Gesù il più perfetto rappresentante (superiore ad Abramo, a Mose, e ad Elia) e alla luce del suo rapporto con Dio, al quale Gesù ha consegnato tutto se stesso fino alla morte in croce.

 

Prega e contempla

 

O Dio, Padre buono,che non hai risparmiato il tuo Figlio unigenito,

ma lo hai dato per noi peccatori;rafforzaci nell’obbedienza della fede,

 

perché seguiamo in tutto le sue orme e siamo con lui trasfigurati nella luce della tua gloria.

 

Conclusione

 

«Dio onnipotente, Padre del Cristo, tuo unico Figlio, donaci un corpo immacolato, un cuore puro,una mente vigile, una conoscenza senza errore, la presenza dello Spirito, perché nasca e cresca in noi la verità.

 

Gesù Cristo nostro Signore che tutto governi, principe eterno e liberatore degli schiavi, fa' che non esista più niente di vecchio in coloro che sono stati trasformati e si sono rivolti a te nella verità. Padre tu che vuoi da loro un'anima

 

pura e li hai chiamati a una seconda nascita nel tuo grande amore, imprimi in loro l'immagine viva del tuo unico Figlio. Rendi forte la loro fede perché niente possa separarli da te, e siano sempre uniti al tuo Verbo, nel quale gloria e potenza a te e allo Spirito ora e sempre nei secoli dei secoli». Amen.

 

 

 

 

02/03/2012

ASSIMILA E MEDITA PREGA E CONTEMPLA

 

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Lectio Divina : I Domenica Quaresima

 

 Preghiera

 

O Spirito Santo, amore vivo in cui il Padre e il Figlio si amano l’un l’altro,tu sei la fonte dell’amore divino che zampilla nei nostri cuori.O Spirito di della vita, sei tu che ci fai risorgere dalla morte del peccato alla vita nuova dei figli

 

di Dio.Fammi la grazia , ti prego,di passare dall’idolatria delle creature

all’amore puro del Creatore.Accresci in me la fede, la speranza e l’amore.O Spirito di santità, solo da te viene quanto di buono io possiedo: il fuoco

 

divino che hai acceso nel mio cuore,mi apra all’incontro con il Padre nella preghiera.O Santo Spirito, il tuo amore è infinitamente più prezioso di tutti i tesori del mondo : per me è la vita. Amen 

 

 LEGGIAMO E ASCOLTIAMO CON ATTENZIONE                     

 

Leggiamo con attenzione il testo biblico: perché l’ascolto sia fruttuoso è necessario leggere con calma, pacatezza, equilibrio e partecipazione. Assumiamo un atteggiamento interiore di stupore e di meraviglia verso

 

‘questa’ Parola di Dio come se la stessimo ascoltando per la prima volta: è infatti la parola che il Signore desidera rivolgere proprio a noi, qui ed ora! Dopo la proclamazione, vi sarà tempo per rileggere il testo personal-mente e aprirsi alla ricerca dei segni  di Dio.

 

Dal Vangelo secondo (Mc 1,12-15).

12 Subito dopo lo Spirito lo (Gesù) sospinse nel deserto; 13 e nel deserto rimase per quaranta giorni, tentato da Satana. Stava tra le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.

 

14 Dopo che Giovanni fu messo in prigione, Gesù si recò in Galilea, predicando il vangelo di Dio e dicendo: 15 «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete al vangelo».

 

APPROFONDISCI PER COMPRENDERE LA PAROLA

 

Gesù dopo aver accolto e assunto  l’esperienza umana attraverso il battesimo di Giovanni viene gettato fuori nel deserto dallo Spirito, e come nel passaggio del Mar Rosso, segna l’inizio della conquista faticosa della libertà dei figli di Dio. Nel deserto Egli si mette alla ricerca  di Dio e davanti a Lui scopre se stesso,

 

come Mosè di fronte al roveto e il popolo lungo i quarant’anni di nomadismo: ma il deserto è il luogo della libertà e della tentazione, della fedeltà e del dubbio, dell’amore e della contesa reciproca, del cammino e della caduta. E’ luogo dell’esperienza umana, fatta dei doni di Dio e delle fatiche e tradimenti

 

umani, ma è il crogiuolo in cui Dio forma l’uomo  ma anche dove l’uomo scopre il vero Volto di Dio. Nella solitudine assoluta, senza distrazione può ascoltare la voce di Dio,  è posto di fronte a se stesso e può scoprire il dono di Dio nella sua vita, cioè il suo essere figlio. Di fronte all’ essenzialità di questa

 

chiamata ora può lottare qui ed altrove ( il miracolo dell’indemoniato a Cafarnao, la dissuasione  di Pietro ) contro tutto ciò che lo ‘divide’ (demonio) da questa scelta, senza mai perdere la fiducia in quel dono che Dio ha posto in Lui.  Grazie a questa lotta nasce un’era nuova, quella che ricorda l’esperienza

 

paradisiaca (“Stava tra le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano”) dove Dio attua il suo patto definitivo con la persona umana, il patto tra cielo e terra… ecco allora che Gesù può  pronunciare alla sua gente: “Il regno di Dio è qui” , “vi annuncio la buona notizia di Dio”. E’ giunto il momento ora, di accogliere

 

quel Gesù che ci accompagnerà nell’esperienza della vita che si fa dono fino alla morte…e solo lo Spirito ci può gettare  nel deserto per incontrare e accogliere, come disse Paolo ai fratelli di Corinto, l’incommensurabile e non sempre comprensibile a tutti,  amore di Gesù Crocifisso.

 

ASSIMILA E MEDITA – PREGA E CONTEMPLA

E’ il momento individuale della lectio: la Parola ascoltata e  compresa va ora meditata e assimilata, pregata e contemplata . ‘Meditare’ vuol dire far penetrare profondamente la Parola nell’intimità del tuo cuore  e poi mobilitare  tutte le

 

tue energie per confrontare con essa il tuo vissuto attuale, operando così un’autentica conversione. Dall’ascoltare e meditare passa quindi a ‘pregare’ la Parola: è la tua risposta a Dio dopo averlo ascoltato; è dire ‘sì’ alla sua volontà e al suo progetto su di te.

 

Prega e contempla

 

Spirito Santo donami di lasciarmi ‘gettare fuori nel deserto’dove incontrare il vero volto di Dio.Spirito Santo donami la forza di lottare contro tutto ciò che ci

 

‘divide’ da Dio e dal suo amore Spirito santo donami di riconoscere Gesù e la novità del suo annuncio che cambia la mia vita…

 

Conclusione

 

O Spirito Santo Paraclito,’donaci di conoscere il Padre e di conoscere il Figli Sì o Spirito del Padre ,dolce ospite dell’anima,resta sempre con me per farmi conoscere il Figlio sempre più profondamente.Amen

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

25/02/2012

ASSIMILA E MEDITA PREGA E CONTEMPLA

 

Fedeltà,valore,vivere,cammino,fedeltà,vivendo,diventi,vita,cammino,guardiamo,Gesù, fedele,Padre,tentazioni,deserto,amore,uomo,dono,croce,

Lectio Divina : Quaresima

 

 

Preghiera

 

Spirito santo, che un giorno spingesti Gesù verso il deserto,perché nella solitudine sbocciasse la sua preghiera:per quaranta giorni, con sguardo insistente, contemplò il Padre.Gli aprì il suo cuore in un intimo contatto,

 

un segreto dialogo in cui i lunghi silenzi esprimevano tutto l'amore che lo univa al Padre, il suo abbandono fiducioso.Ora conduci anche noi e tutta la Chiesa nel deserto, per vivere un lungo tempo di preghiera assidua e fervida, una quaresima interiore.

 

Facci apprezzare la ricchezza segreta e la profonda gioia della contemplazione,

ispirarci il gusto di lasciare tutto il resto per guardare il Padre.Vieni a creare nelle nostre vite lo spazio di preghiera, di ascolto della Parola di cui abbiamo bisogno per dialogare col Padre,per dilatare l'amore, per animare l'azione e renderla più feconda.

 

Tentazioni di Gesù

 

Gesù inizia la sua missione con una lotta speciale contro il tentatore,

che lo tormenterà anche in altri momenti della vita. Per vincerla vive 40 giorni nel deserto, solo con Dio e la sua Parola.La Quaresima ci offre la possibilità di avere un cuore nuovo e di buttar via tante cose inutili per riscoprire la bellezza di essere amici di Gesù.

 

Certamente Cristo fu tentato dal diavolo, ma in Cristo eri tentato anche tu. Perché Cristo prese da te la sua carne, ma da sé la tua salvezza, da te la morte, da sé la tua vita, da te l'umiliazione, da sé la tua gloria, dunque prese da te la sua tentazione, da sé la tua vittoria.

 

Non siamo ancora riusciti a capire cosa ci sfama. Forse non conosciamo ancora le radici della nostra fame. E l’insopportabile vuoto continua a tormentarci. E la debolezza allarga il varco al tentatore. Sì, accumuliamo cose nella speranza di poterne poi disporre; ma, facilmente, ci scopriamo schiavi di esse.

 

E con Dio? Ci viene spontaneo misurare quanto possiamo esagerare per tenerlo sotto controllo, riscoprendoci non figli, bensì ricattatori, meschini. E con la tentazione del potere? Spesso il non sapere cosa possiamo fare lo trasforma in dittatura o risentimento da sfogare sull’altro.

 

Vogliamo essere liberi, ma ci consegniamo a subdoli poteri, interessati solo al nostro dominio. Così il nostro lavoro, di uomini, si trasforma in affanno. Iniziamo nel deserto ogni nuovo cammino per poter imparare a gestire l’essenziale. Ma è vero, Signore, che Tu per noi sei l’Essenziale?

 

ORATIO (La Preghiera che nasce dal cuore)

 

Sei stato tentato, Gesù, veramente tentato.Satana ha usato la sua seduzione, la sua astuzia per sviare i tuoi passi dal cammino che il Padre aveva traccialo per te. Quale conforto per noi,quando siamo tentati, sapere che prima di noi, tu,

 

nostro Redentore, hai subito l'assalto delle potenze del male ed hai resistito. Abbiamo sotto gli occhi l'esempio che ci mostra come rimanere irremovibili al momento della lotta, restando attaccati inesorabilmente a quello che vuole il Padre,

 

come, nella tua chiarezza, smascherare l'illusione, le menzogne dorate sotto le quali si presenta l'invito al male, e tutti i vani pretesti che traviano lo spirito. Di fronte alla tentazione, rendici più energici nella fedeltà, nel rifiutare i dubbi e le esitazioni, nel professare un amore più sincero.

 

Note di riflessione.

 

 Una prova di fedeltà che sorprende, in un mondo dove le relazioni tra le persone si dissolvono per ogni minima difficoltà! Eppure la fedeltà resta un valore da tutti desiderato e cercato, perché senza fedeltà non c'è felicità.

 

Pensiamo a quando tra amici viene meno la fedeltà: è un mondo che crolla! Pensiamo a quando la fedeltà viene meno nella vita di coppia: sopraggiunge il fallimento!Come recuperare il valore della fedeltà? Come testimoniarlo ai

 

nostri figli? Ripartiamo dalla quotidianità, dalle piccole scelte di ogni giorno: "Se ti prendi un impegno, poi portalo avanti fino alla fine" ci dicevano i nostri genitori... noi lo diciamo ai nostri figli? Riscegliamo con loro e per loro la

 

fedeltà come valore alla base del nostro vivere: il cammino della fedeltà è lastricato di piccoli atti di fedeltà; vivendo in essa ogni minuto, puoi far sì che la fedeltà diventi una vita!In questo cammino, guardiamo a Gesù, fedele al Padre nelle tentazioni nel deserto, fedele all'amore per l'uomo fino al dono della vita sulla croce!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

19/02/2012

ASSIMILA E MEDITA PREGA E CONTEMPLA

 

persona,rimaneva,impura,incapace,avvicinarsi,Dio,malati,poveri,paralitici,sentivano, rifiutati,Gesù,pensava ,fede,grande,segno,evidente,fatto,paralitico ,

Lectio Divina : Vangelo Mc (2,1-12)

 

 

Preghiera

Ispira nella tua paterna bontà, o Signore,i pensieri e i propositi del tuo popolo in preghiera,perché veda ciò che deve fare e abbia la forza di compiere ciò che ha veduto. Per il nostro Signore Gesù Cristo.

 

Lettura e comprensione della Parola

Vangelo Mc (2,1-12)

 

[1] Ed entrò di nuovo a Cafarnao dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa [2] e si radunarono tante persone, da non esserci più posto neanche davanti alla porta, ed egli annunziava loro la parola.

 

[3] Si recarono da lui con un paralitico portato da quattro persone. [4] Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dov'egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico.

 

[5] Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: "Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati". [6] Seduti là erano alcuni scribi che pensavano in cuor loro: [7] "Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?".

 

[8] Ma Gesù, avendo subito conosciuto nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: "Perché pensate così nei vostri cuori? [9] Che cosa è più facile: dire al paralitico: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina?

 

[10] Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati, [11] ti ordino - disse al paralitico - alzati, prendi il tuo lettuccio e và a casa tua".

 

[12] Quegli si alzò, prese il suo lettuccio e se ne andò in presenza di tutti e tutti si meravigliarono e lodavano Dio dicendo: "Non abbiamo mai visto nulla di simile!".

Meditazione

 

La solidarietà degli amici ottiene al paralitico il perdono dei peccati. Gesù sta ritornando a Cafarnao. Si riunisce molta gente davanti alla porta di casa. Lui accoglie tutti e comincia ad insegnare. Insegnare, parlare di Dio, era ciò che

 

Gesù faceva di più. Giunge un paralitico, portato da quattro persone. Gesù è la loro unica speranza. Non dubitano a salire sul tetto e togliere le tegole. Deve essere stata una casa povera, fango coperto di foglie. Calano l’uomo, davanti a

 

Gesù. Gesù, vedendo la loro fede, dice al paralitico: I tuoi peccati ti sono perdonati. In quel tempo, la gente pensava che i difetti fisici (paralitico) fossero un castigo di Dio per qualche peccato commesso. I dottori insegnavano che la

 

persona rimaneva impura e quindi incapace di avvicinarsi a Dio. Per questo i malati, i poveri, i paralitici, si sentivano rifiutati da Dio! Ma Gesù non pensava così. Quella fede così grande, era un segno evidente del fatto che il paralitico

 

era accolto da Dio. Per questo, lui dichiara: “I tuoi peccati ti sono perdonati!” Con questa affermazione Gesù nega che la paralisi fosse un castigo dovuta al peccato dell’uomo.

 

Il messaggio del miracolo e la reazione della gente. Il paralitico si alza, prende il suo lettuccio, comincia a camminare, e tutti dicono: Non abbiamo mai visto nulla di simile! Questo miracolo rivela tre cose molto importanti:

 

a) Le malattie delle persone non sono un castigo dei peccati. b) Gesù apre un nuovo cammino per giungere fino a Dio. Ciò che il sistema chiamava impurità non era già ostacolo per le persone per avvicinarsi a Dio. c) Il volto di Dio rivelato mediante l’atteggiamento di Gesù era diverso dal volto severo di Dio rivelato dall’atteggiamento dei dottori.

 

Preghiera

 

Ciò che abbiamo udito e conosciuto e i nostri padri ci hanno raccontato, lo diremo alla generazione futura: le lodi del Signore, la sua potenza e le meraviglie che egli ha compiuto. (Sal 77)

 

 

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